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COSA DICE LA NORMATIVA

 

Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio 18 settembre 2002 disciplina le modalità di informazione sullo stato di qualità delle acque, ai sensi dell’art. 3, comma 7, del Decreto Legislativo n. 152 del 1999 sue modifiche ed integrazioni, al fine di assolvere agli obblighi comunitari e assicurare la più ampia divulgazione sul tema, con riferimento in particolare alle acque a specifica destinazione, agli scarichi e alla protezione dall’inquinamento provocato da nitrati provenienti da fonti agricole, da parte delle Regioni e province autonome di Trento e Bolzano attraverso la trasmissione per via telematica all’APAT dei dati conoscitivi, le informazioni e le relazioni secondo definiti standard informativi ed entro prestabilite scadenze temporali.


Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio 06 gennaio 2003, n. 367 fissa in modo uniforme su tutto il territorio nazionale gli standard di qualità per la matrice acqua, per i corpi idrici significativi e per quelli a specifica destinazione, al fine di assicurare il conseguimento di un elevato livello di tutela ambientale alle scadenze temporali fissate dal Decreto Legislativo n. 152/1999 per il 2008 (art. 5, comma 3) e per il 2015 (art. 4, comma 4), per le sostanze pericolose individuate a livello comunitario, immesse nell'ambiente idrico da fonti puntuali e diffuse.


Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio 19 agosto 2003 disciplina le modalità di trasmissione delle informazioni sullo stato di qualità dei corpi idrici e sulla classificazione delle acque, al fine di assolvere agli obblighi comunitari e assicurare la più ampia divulgazione sul tema, con riferimento in particolare alle caratteristiche dei bacini idrografici, dei corpi idrici superficiali e sotterranei, alle aree di salvaguardia delle acque destinate al consumo umano e alle zone vulnerabili da prodotti fitosanitari, da parte delle Regioni  e province autonome di Trento e Bolzano attraverso la trasmissione per via telematica all’APAT dei dati conoscitivi, le informazioni e le relazioni secondo definiti standard informativi ed entro prestabilite scadenze temporali.


Decreto del Ministero della Sanità 1 agosto 1990, n. 256 modifica i requisiti biologici di qualità delle zone acquee sedi di banchi e di giacimenti naturali di molluschi eduli lamellibranchi e delle zone acquee destinate alla molluschicoltura, di cui al decreto ministeriale 27 aprile 1978 di attuazione della legge 2 maggio 1977, n. 192.


Decreto del Ministero della Sanità 31 luglio 1995 approva le metodiche per la determinazione dei coliformi fecali, di Escherichia coli, delle salmonelle, delle biotossine algali PSP (Paralytic Shellfish Poisoning), delle tossine DSP (Diarrhetic Shellfish Poisoning), del mercurio e del piombo nei molluschi bivalvi.


Decreto del Ministero della Sanità 14 ottobre 1998 apporta modificazioni all’allegato al Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 530 e successive modifiche, fissando il tenore massimo consentito della tossina ASP (Amnesic Shellfish Poisoning) nelle parti commestibili dei molluschi e approvando la relativa metodica di analisi oltre ad individuare come laboratorio nazionale di riferimento per il monitoraggio delle biotossine marine  il Centro ricerche marine di Cesenatico.

Decreto del Ministero della Sanità 16 maggio 2002 stabilisce i tenori massimi e metodiche di analisi delle biotossine algali nei molluschi bivalvi vivi, echinodermi, tunicati e gasteropodi marini.


Decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 1976 n. 448 ratifica la Convenzione relativa alle Zone Umide di importanza internazionale, soprattutto come habitat degli uccelli acquatici, meglio nota come Convenzione di Ramsar (firmata a Ramsar in Iran il 2 febbraio 1971), che rappresenta il primo vero trattato intergovernativo con scopo globale, nella sua accezione più moderna, riguardante la conservazione e la gestione degli ecosistemi naturali ed in particolare la tutela delle zone umide, sostenendo i principi dello sviluppo sostenibile, e la conservazione delle biodiversità.


Decreto Legislativo 11 maggio 1999, n.152 regolamenta la tutela delle acque superficiali, marine e sotterranee, attraverso l'individuazione degli obbiettivi di qualità ambientale e per specifica destinazione dei corpi idrici; la tutela integrata degli aspetti quantitativi e qualitativi di ciascun bacino idrografico; il rispetto dei valori limite prescritti e riportati negli allegati al Decreto, differenziati in relazione agli obbiettivi di qualità del corpo ricettore; l'individuazione delle zone vulnerabili e delle zone sensibili nonché delle relative misure per la prevenzione e riduzione dell'inquinamento; l'individuazione delle misure volte alla conservazione, al risparmio, al riutilizzo ed al riciclo delle risorse idriche.


Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 258 apporta modifiche e integrazioni al Decreto Legislativo n. 152/1999 relativamente alle competenze, le aree sensibili, la salvaguardia delle acque destinate al consumo umano, il bilancio idrico, la temporaneità delle concessioni per il prelievo delle acque, la disciplina degli scarichi, l'autorizzazione al trattamento di rifiuti negli impianti di trattamento di acque reflue urbane, l'utilizzazione agronomica, la domanda di autorizzazione agli scarichi di acque reflue industriali, le sanzioni amministrative e penali.


Decreto Legislativo 03 aprile 2006, n. 152 disciplina le seguenti materie: procedure di valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione di impatto ambientale (VIA) e per l’autorizzazione ambientale integrata (IPPC); la difesa del suolo e la lotta alla desertificazione, la tutela delle acque dall’inquinamento e la gestione delle risorse idriche; la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti contaminati; la tutela dell’aria e la riduzione delle emissioni in atmosfera; la tutela risarcitoria contro i danni all’ambiente.

Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2000 istituisce un quadro per la protezione delle acque superficiali interne, delle acque di transizione, delle acque costiere e sotterranee.


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Bacino Scolante

Il bacino scolante rappresenta il territorio la cui rete idrica superficiale scarica - in condizioni di deflusso ordinario - nella laguna di Venezia.

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