PROGETTI
Progetto APAT Legge 93/01
Linea di sviluppo 3.
Linea Progettuale 3a BIO. Parametri biologici per la qualità delle acque superficiali e marino costiere: realizzazione nel sistema delle Agenzie per l’Ambiente di una capacità operativa omogenea.
Il progetto della durata di un anno -2004/05- vede coinvolte le ARPA di Marche, Emilia Romagna e Veneto e l’APPA di Trento.
L’obiettivo del progetto è definire metodologie e criteri standard da utilizzare per la rilevazione e valutazione dei dati, in modo da garantire l’uniformità e la comparabilità delle informazioni rilevate nell’ambito del sistema agenziale.
Il D.Lgs. 152/1999 e s.m.i. ha infatti modificato il sistema di rilevazione della qualità dei corpi idrici superficiali, anche attraverso l’introduzione di ulteriori approcci valutativi.
Le difficoltà operative, emerse soprattutto nel rilevamento dei parametri biologici richiesti dal Decreto, sono legate a:
- mancanza di allegati tecnici esplicativi di metodiche codificate;
- il range di discrezionalità e/o obbligatorietà di applicazioni di alcuni parametri;
- carenza di esperienze legate sia all’assenza di precedenti domande normative sia a diverse tradizioni istituzionali.
Da qui la necessità di disporre di modalità operative omogenee – relativamente a identificazione dei punti di prelievo nella rete di monitoraggio, livello e frequenza dei controlli, metodi analitici, modalità di elaborazione ed espressione dei risultati dati - all’interno del sistema agenziale nella rilevazione e nella valutazione dei dati.
Progetto I.S.PER.I.A.
Il progetto I.S.PER.I.A (Identificazione delle Sostanze PERicolose Immesse nell’Ambiente Idrico) intende dare attuazione al Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del 6 Novembre 2003 n. 367 (Regolamento concernente la fissazione di standard di qualità nell’ambiente acquatico per le sostanze pericolose ai sensi dell’art. 3 comma 4 del D.Lgs 152/1999).
Gli Obiettivi specifici sono:
- Redigere l’elenco delle sostanze pericolose presenti nel Veneto, l’elenco delle fonti di origine delle sostanze pericolose identificate (scarichi ed emissioni industriali, depuratori, attività agricole), la localizzazione delle fonti di origine
- Adeguare l’attuale monitoraggio ARPAV delle acque superficiali interne, marino costiere e di transizione sia nel numero e nella localizzazione delle stazioni di monitoraggio, sia per l’introduzione di parametri da ricercare e metodiche analitiche da utilizzare
- Identificare i programmi d’azione da intraprendere per la riduzione o l’eliminazione delle sostanze pericolose per il raggiungimento degli obiettivi da rispettare previsti dal DM 367/03.
Monitoraggio in continuo delle Lagune Deltizie:
La rete di monitoraggio in continuo delle lagune deltizie del Po è stata attivata per:
- garantire la conoscenza costante di alcuni elementi significativi degli ecosistemi lagunari
- fornire, agli Enti interessati ed agli Operatori del Settore della pesca strumenti atti alla valutazione dello stato di salute degli ambienti lagunari veneti del Delta del Po
- rilevare in tempo reale situazioni di disturbo ambientale (anossia, distrofia) che potrebbero compromettere quelle risorse produttive che sono di notevole rilevanza per il territorio provinciale
Stato del progetto
Il Dipartimento Provinciale ARPAV di Rovigo e l’ OAT continueranno le attività già in essere dal 2003 in collaborazione con il Consorzio di Bonifica Delta-Po Adige e con l’Università Cà Foscari - Dipartimento di Scienze Ambientali. Alle quattro sonde multiparametriche attualmente in funzione saranno aggiunte altre due stazioni di monitoraggio in continuo di proprietà della Amministrazione Provinciale di Rovigo.
La rete è attualmente costituita da 4 sonde multiparametriche che rilevano alcuni parametri fondamentali per le lagune quali temperatura, salinità, ossigeno disciolto e valori di pH.
L’elaborazione e la diffusione in tempo reale dei dati per informare gli operatori della pesca e i soggetti istituzionalmente preposti, viene effettuata attraverso il sito di ARPAV, con bollettini settimanali che informano in tempo utile tutti gli operatori del settore e i Soggetti interessati a livello istituzionale. Tali bollettini saranno integrati con dati di tipo sanitario trasmessi preventivamente ad ARPAV dalla Azienda ULSS 19- Servizio Veterinario di ADRIA.
Localizzazione delle sonda multiparametriche:
| LOCALITA’ | COORDINATE |
|---|---|
| Sacca di Scardovari parte interna | N 4453543 ; 1226213 |
| Sacca di Scardovari presso bocca a mare. | N 4450612 ; 1226711 |
| Sacca del Canarin | N 4455636 ; 1229616 |
| Laguna di Vallona | Di prossima acquisizione |
| Laguna Marinetta | Di prossima acquisizione |
| Laguna di Caleri | Di prossima acquisizione |
Progetto RE.MO del Po (Progetto per la condivisione delle conoscenze e lo sviluppo di sistemi informativi e di monitoraggio su temi specifici di interesse per la pianificazione di Bacino):
L’obiettivo generale del Progetto è quello di assicurare, promuovere ed attivare un sistema efficiente ed efficace di condivisione delle informazioni esistenti nel bacino del fiume Po attraverso:
- l’integrazione dei sistemi informativi e di monitoraggio già esistenti su temi di interesse per la pianificazione di bacino quali la difesa del suolo;
- il risanamento e l’uso razionale delle risorse idriche;
- la tutela degli aspetti ambientali ad esse connesse.
Il Progetto RE.MO adempie a quanto disposto dalla L. 183/89 e da attuazione a quanto condiviso nell’ambito dell’Accordo di programma, stipulato con delibera 21/98 del Comitato Istituzionale tra l’Autorità di bacino, il Servizio meteorologico dell’aeronautica militare, le Regioni Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e la Provincia Autonoma di Trento, sotto la denominazione di Programmazione negoziata per il sistema di monitoraggio meteorologico, idrologico e della qualità delle acque.
Stato del progetto
Le attività svolte nell’ambito di tale Accordo hanno consentito di individuare dei temi trasversali ai tre settori del monitoraggio che necessitano di approfondimento e precisamente:
- i processi di validazione, trasferimento, scambio e integrazione dei dati;
- la definizione di un catalogo sul patrimonio informativo esistente presso ogni soggetto;
- l’integrazione e la gestione della rete di monitoraggio delle acque del bacino del Po, in particolare per le acque sotterranee.
Le attività progettuali sono coordinate per ARPAV dall’Unità Operativa Rete Idrografica Regionale della Direzione Tecnico Scientifica.
L’Osservatorio Acque di Transizione, partecipa al progetto come referente per il gruppo tematico n° 3 (Ricostruzione del quadro conoscitivo di riferimento del Delta del fiume Po) che vede la partecipazione per competenza anche territoriali di Arpa Emilia Romagna.
Progetto Interreg Transadriatico.
Fondamenti ecologici per la governance dello spazio costiero adriatico: ecolologia, monitoraggio e gestione degli ecosistemi acquatici di transizione (Eco-governance).
L’Università di Lecce e APAT, hanno predisposto una Proposta Progettuale cui hanno aderito: ICRAM, ARPA Emilia Romagna, ARPA Friuli Venezia Giulia, Regione Puglia, ARPA Puglia, ARPA Veneto, Università di Bologna, Università di Ferrara, Università di Trieste, con la partecipazione dell’Albania (con il Ministero dell’Ambiente, Università di Tirana, l’Accademia delle Scienze), del Montenegro (University of Montenegro e Consolato Generale di Serbia e Montenegro a Bari, Ministero degli Affari Esteri del Montenegro).
La proposta è finalizzata ad allargare gli strumenti base per la gestione delle Coste Adriatiche, delle bocche di fiume, delle lagune e dei laghi costieri.
Questa iniziativa progettuale transnazionale di collegamento funzionale tra Agenzie per l’Ambente, Università ed Istituti di Ricerca vuole sviluppare attività relative alla conservazione e gestione degli ecosistemi acquatici di transizione mirate a rafforzare gli strumenti di governance dello spazio costiero adriatico.
Il progetto prevede due azioni:
- I° azione - azione di coordinamento (networking) finalizzata alla costituzione di un Tavolo di lavoro cui contribuiscano Agenzie ed amministrazioni (per l’ identificazione delle pressioni e la valutazione del rischio il controllo dello stato ecologico degli ecosistemi acquatici di transizione), Istituti di Ricerca e di formazione superiore (per l’approfondimento delle conoscenze sul funzionamento degli ecosistemi e la formazione delle competenze e delle professionalità richieste).
Accanto a questo, in sinergia con le Agenzie, occorre promuovere lo sviluppo di strumenti innovativi per valutazioni e controlli e le relative metodologie e protocolli.
- II°azione - azione di formazione di figure professionali dotate di competenze, per la gestione delle problematiche del controllo e della conservazione dello stato di salute degli ecosistemi acquatici di transizione e della loro gestione e fruizione sostenibile.
ARPAV insieme ad altre Agenzie Ambientali collaborerà a sviluppare azioni pilota di governance degli ecosistemi acquatici di transizione.
SIOSED
Il progetto SIOSED intende determinare in via sperimentale gli effetti del riutilizzo dei più diffusi sedimenti della Laguna di Venezia fornendo elementi concreti per l’aggiornamento della normativa di settore che, attualmente, non consente il reimpiego dei sedimenti poco contaminati presenti nella maggior parte dell’area.
Questo permetterà la ricostruzione delle strutture morfologiche utili al riequilibrio morfologico della laguna (Legge Speciale n.798/84) mediante il riutilizzo dei materiali dragati in loco.
Lo studio viene svolto verificando gli effetti della movimentazione ed evoluzione temporale di banchi sommersi artificiali mediante analisi integrata di aspetti fisici, geochimici, ecologici e tossicologici e biologici (relativi alle comunità microbiche e di macroinvertebrati),
Il progetto, presentato il 18 febbraio 2005 e della durata di 27 mesi si concluderà con l’ultima campagna di monitoraggio prevista per luglio 2007.
Gli enti promotori sono: Thetis S.p.A, SCRIPPS Institution of Oceanography, CNR-ISMAR, Selc s.c.r.l., Consorzio Venezia Nuova, Servizio Ambiente. Sono coinvolti nel progetto anche: ARPAV-DTS, APAT, Istituto Superiore di Sanità, ICRAM, Magistrato alle Acque di Venezia.
Stato del progetto:
Nel 2005 sono stati realizzati i banks artificiali e le relative campagne di monitoraggio previste prima e dopo la costruzione degli stessi.
Oggi, viene effettuato il monitoraggio mensile dell’area interessata.


