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Flash dall'Italia

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Bes 2017: il Benessere Equo e Sostenibile in Italia
Giunto alla quarta edizione, il Rapporto Bes - ISTAT presenta in questa versione due importanti novità:
• l'inclusione degli indicatori di benessere equo e sostenibile tra gli strumenti di programmazione e valutazione della politica economica nazionale, come previsto dalla riforma della Legge di bilancio, entrata in vigore nel settembre 2016;
• l'approvazione da parte delle Nazioni Unite dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e dei 17 obiettivi (SDGs nell'acronimo inglese), con i quali vengono delineate a livello mondiale le direttrici dello sviluppo sostenibile dei prossimi anni.
Analizzando gli indicatori riportati nel documento l’Italia continua ad essere uno dei paesi Ue con il minor consumo di risorse materiali pro capite. Il conferimento di rifiuti in discarica, con la conseguente pressione sull’ambiente, è in leggera diminuzione, così come aumentano l’incidenza della raccolta differenziata e la depurazione delle acque reflue. Si rilevano mediamente miglioramenti nella qualità dell’aria in ambiente urbano, specialmente per quanto riguarda le polveri sottili, anche se le regioni del Nord mantengono la maglia nera per superamento dei limiti di qualità.
La quota del consumo interno di energia elettrica da fonti rinnovabili rimane piuttosto stabile e pone l’Italia al di sopra della media Ue, tuttavia ancora lontana dai paesi che più hanno investito in questo tipo di produzione. Sul fronte della qualità delle acque si registra una sostanziale stabilità della quota di acque balneabili (67,2%) e anche la dotazione di verde urbano rimane sui valori osservati negli anni precedenti (circa 31 m2 per abitante nei comuni capoluogo di provincia). In corrispondenza della ripresa dei livelli di attività economica, le emissioni pro capite di CO2 (e altri gas climalteranti) sono aumentate, dopo un lungo periodo di diminuzione. In questo contesto di complessivo miglioramento degli indicatori ambientali, la dispersione idrica mostra, invece, un’evoluzione decisamente negativa: l’insufficienza degli interventi manutentivi su infrastrutture inefficienti comporta nel 2015 una perdita idrica totale superiore al 40% dell’acqua immessa nelle reti comunali di distribuzione, in peggioramento rispetto agli anni precedenti. Si confermano le marcate differenze territoriali tradizionalmente osservate per questo dominio.
Sono le regioni del Nord a presentare i livelli più bassi di pressione sull’ambiente naturale (quanto a percentuale di rifiuti raccolti che viene smaltita in discarica e dispersione dalle reti di distribuzione dell’acqua potabile), la più elevata dotazione di verde urbano pro capite e maggiori azioni di contrasto al degrado (attraverso il trattamento delle acque reflue urbane o la raccolta differenziata). Nei territori del Mezzogiorno, invece, si rilevano i valori migliori dei parametri osservati per la qualità dell’aria (polveri sottili, biossido di azoto) e la maggiore incidenza di superficie destinata ad aree protette. (Fonte: Istat)
INFO  rapporto BES

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ultima modifica 24/01/2018 10:03