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ADDITIVI ALIMENTARI

Cosa sono
Gli additivi alimentari sono sostanze che vengono aggiunte alle derrate per aumentarne
alcune caratteristiche quali la conservabilità, l'aspetto, il gusto e la consistenza.
Sono da sempre impiegati dall’uomo nella preparazione dei cibi (basti pensare alla salatura
o all’affumicatura per conservare carne e pesce) ma al giorno d’oggi, grazie all’impiego di
nuovi prodotti di sintesi, trovano vasto utilizzo nell’industria alimentare che richiede il
mantenimento di determinati standard di qualità (in termini di valore nutrizionale,
sicurezza, aspetto organolettico ed estetico dei prodotti commerciali).
Dove si trovano
Gli additivi alimentari possono essere presenti negli alimenti per l’uomo e in determinati alimenti per animali.
A livello europeo gli additivi sono contraddistinti da una E seguita da 3 o 4 cifre e sono suddivisi in alcune categorie a seconda delle funzioni.
Tra queste ricordiamo i coloranti (codice da E 100 a E 180) utilizzati per conferire al cibo un migliore aspetto, i conservanti (da E 200 a E 297) che migliorano la conservazione ritardando la proliferazione di batteri, funghi, enzimi, gli antiossidanti e acidificanti (codice da E 300 a E 385) utilizzati per rallentare il deterioramento dei cibi limitando il contatto con l’ossigeno dell’aria o aumentando l’acidità per limitare lo sviluppo di batteri. Vengono impiegati inoltre gli emulsionanti e addensanti (codice da E 400 a E 585) per dare consistenza a un prodotto o per mantenerla nel tempo, gli esaltatori di sapidità (codice da E 620 a E 640) per intensificare o modificare il gusto degli alimenti e gli agenti di rivestimento (agenti leviganti o lucidanti) (codice da E 900 a E 948) che, se applicati alla superficie di un alimento, conferiscono un aspetto brillante o liscio e possono anche costituire un rivestimento protettivo. Sono considerati inoltre additivi alimentari gli edulcoranti artificiali e gli amidi artificiali.
Quale rischio comportano
Grazie ad una severa regolamentazione e ad una valutazione di sicurezza rigorosa, basata anche su controlli ufficiali, gli additivi alimentari sono ingredienti sicuri e stanno contribuendo alla rapida evoluzione della disponibilità delle derrate alimentari in Europa e nel mondo. La loro presenza, nei campi di impiego previsti e nelle dosi autorizzate, non comporta rischi per la salute, ma è necessario adottare abitudini alimentari corrette basate su una dieta varia ed equilibrata che comprenda - oltre ad alimenti conservati - prodotti freschi, frutta e verdura.
Come si rilevano
La ricerca e il dosaggio degli additivi vengono effettuate mediante analisi chimiche e batteriologiche previste dalla normativa vigente.
Cosa dice la legge
Nel 1989 la Comunità Europea ha adottato una Direttiva Quadro (89/107/CEE) che ha stabilito i criteri di valutazione degli additivi e ha previsto l’adozione di tre direttive tecniche specifiche: la Direttiva 94/35/CE sui dolcificanti; la Direttiva 94/36/CE sui coloranti e la Direttiva 95/2/CE sugli additivi di altro genere. Le tre norme stabiliscono: l’elenco degli additivi che possono essere utilizzati (con esclusione di tutti gli altri), gli alimenti in cui possono essere impiegati e gli eventuali livelli massimi consentiti. Queste Direttive sono affiancate da norme che definiscono i criteri specifici di purezza previsti per tali additivi. La Commissione Codex Alimentarius, organo congiunto FAO/OMS, che sviluppa le linee guida per la sicurezza alimentare a livello internazionale, sta anche redigendo una nuova “Normativa Generale per gli Additivi Alimentari” (General Standards on Food Additives - GSFA) con l’obiettivo di stabilire uno standard internazionale armonico, pratico ed ineccepibile per il commercio mondiale. In questo documento sono compresi soltanto gli additivi valutati dal JECFA, il Comitato congiunto di esperti.
Chi controlla
Le attività di controllo degli additivi alimentari rientrano nelle attività di controllo ufficiale degli alimenti attuate per verificare e garantire la conformità dei prodotti alimentari alle disposizioni di legge al fine di prevenire i rischi per la salute pubblica, di proteggere gli interessi dei consumatori e di assicurare la lealtà delle transizioni commerciali. Le attività di controllo sono espletate dal Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N) che si avvale di numerosi organismi operanti sia a livello centrale che territoriale e riguardano sia i prodotti italiani che di altra provenienza destinati ad essere commercializzati nel territorio o ad essere esportati e sono estesi a tutte le fasi del ciclo produttivo e distributivo (produzione, trasformazione, conservazione, trasporto, vendita e somministrazione). I controlli analitici sono effettuati dai laboratori delle Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente, degli Istituti Zooprofilattici e da altri laboratori riconosciuti dal Ministero della Salute.
Prevenzione
L’immissione di un nuovo additivo alimentare sul mercato è soggetta ad una valutazione di sicurezza completa e rigorosa al fine di evitare rischi per la salute dell’uomo. Il principale organismo europeo di valutazione della sicurezza è il Comitato Scientifico dell’Alimentazione Umana della Commissione Europea (SCF - Scientific Committee for Food). Sempre a livello internazionale, esiste il Comitato congiunto di esperti sugli additivi alimentari (JECFA - Joint Expert Committee on Food Additives) dell’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) . Le valutazioni si basano sull’esame di tutti i dati tossicologici disponibili, comprese le indagini sugli esseri umani e su modelli animali. Sulla base di tali dati si stabilisce il livello massimo di additivi che non abbia effetti tossici dimostrabili. Viene definito “livello effetto zero” (NOAEL "no-observed-adverse-effect level”) che si utilizza per stabilire il dato relativo alla “dose giornaliera ammissibile” DGA di ogni additivo alimentare. La DGA prevede un ampio margine di sicurezza e si riferisce alla quantità di additivo alimentare che può essere assunta giornalmente nella dieta quotidiana, anche per tutto l’arco della vita, senza rischi. Il Comitato Scientifico dell’Alimentazione Umana (SCF) incoraggia l’impiego di un livello minimo di additivi negli alimenti. Per assicurarsi che le persone non oltrepassino la DGA consumando in misura eccessiva un prodotto o troppi prodotti contenenti un particolare additivo, la regolamentazione europea esige che vengano condotte ricerche per esaminare il livello di assunzione di tali additivi da parte della popolazione e che vengano corrette le eventuali alterazioni delle modalità di consumo. Se occasionalmente il consumo giornaliero dovesse superare la DGA, è difficile che si verifichino effetti dannosi dato l'ampio margine di sicurezza che è stato fissato e che è basato su un fattore 100. Tuttavia, se la valutazione di consumo indicasse che le “dosi giornaliere ammissibili” dovessero essere regolarmente superate da alcune particolari categorie di popolazione, il Comitato Scientifico dell’Alimentazione Umana potrebbe ritenere necessario diminuire i livelli di additivi nei prodotti alimentari o ridurre la gamma degli alimenti in cui tali additivi sono permessi.


