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GORGHI DI TRECENTA

Sito Natura 2000

 

Con tale termine si indica una cavità occupata da laghetti d’acqua dolce, la cui origine è da ricondursi all'azione della piena di un fiume in presenza di un ostacolo, quale un argine, un antico corso fluviale o una duna. di origine naturale su paleoalvei. per effetto dell'onda di piena l'ostacolo può rompersi dando origine, a causa del movimento turbolento dell'acqua, a depressioni, in cui successivamente affiora l'acqua sotterranea. Qui trovano rifugio molte specie animali e vegetali. I Gorghi di Trecenta denominati BOTTAZZA- GASPERA- MAGON - della SPOSA- ZUCOLO- MAGARINO- MALOPERA, costituiscono il maggiore sistema di zone umide del Polesine e sono distribuiti (tranne il Malopera, a NE dell'abitato di Trecenta) lungo la direttrice Sariano- Trecenta, corrispondente all'antico corso del Po di Adria.

 

Ambiente:Planiziale
Area visitabile:si
Codice sito:RO006
Comuni su cui insiste l'area:Trecenta
Province:ROVIGO

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  • Gestione e fruibilita' dell'area
    - Proprieta' privata
  • Informazioni geografiche
    Superficie 19 Ha
    Altitudine min 0 m
    Altitudine max 6 m
    Riferimento CTR 1:5.000 167143, 167144
    Riferimento CTR 1:10.000 167140
    - Area umida
  • Descrizione generale
    Aspetti forestali La vegetazione delle sponde è caratterizzata da specie arboree e arbustive costituite da Salice comune (Salix alba), Corniolo sanguinello (Cornus sanguinea) e Sambuco comune (Sambucus nigra).
    Aspetti floristici E’ presente uno dei più estesi tifeti sopravvissuti in Polesine, alternato a Cannuccia di palude (Phragmites australis), Carice villosa (Carex hirta), Carice spondicola (Carex riparia), Carice tagliente (Carex acutiformis). Nei fossati si rilevano la Ninfea comune (Nymphaea alba), Nontiscordardimè delle paludi (Myosotis scorpioides), Morso di Rana (Hydrocharis morsus-ranae), Salcerella comune (Lythrum salicaria) e Garofanino minore (Epilobium parviflorum).
    Aspetti faunistici Tra gli anfibi segnaliamo Rana verde (Rana esculenta), Rana di Lataste (Rana latastei), Rospo comune (Bufo bufo), Rospo smeraldino (Bufo viridis). Non si esclude la presenza di Tritone crestato (Triturus carnifex).
    I rettili sono rappresentati da Natrice dal collare (Natrix natrix), Biacco (Coluber viridiflavus), Lucertola muraiola (Podarcis muralis), Ramarro occidentale (Lacerta bilineta) e Testuggine palustre (Emys orbicularis).
    Le zone, di dimensioni piuttosto ridotte, isolate rispetto ad altre zone umide di caratteristiche analoghe, e inserite in un contesto agrario relativamente povero di siepi, spiccano per abbondanza di specie di uccelli, in particolar modo di Passeriformi legati agli alberi e ai canneti. Tra le specie più significative segnaliamo il Picchio rosso maggiore (Picoides major), il Rigogolo (Oriolus oriolus), la Tortora selvatica (Streptopelia turtur), la Cinciallegra (Parus major), la Cannaiola (Acrocephalus scirpaceus) e la Cannaiola verdognola (Acrocephalus palustris), il Cannareccione (Acrocephalus arundinaceus), l’Usignolo di fiume (Cettia cetti), il Forapaglie (Acrocephalus schoenobaenus), il Beccamoschino (Cisticola juncidis). Tra le specie ornitiche più spiccatamente acquatiche, ricordiamo la Folaga (Fulica atra), il Porciglione (Rallus aquaticus), la Pavoncella (Vanellus vanellus), il Germano reale (Anas platyrhynchos), l’Airone cenerino (Ardea cinerea), la Nitticora (Nycticorax nycticorax). Recentemente sono stati osservati il raro Tarabuso (Botaurus stellaris) e la Cicogna bianca (Ciconia ciconia). Durante l’inverno le erbe palustri e le siepi arbustive forniscono riparo a numerosi uccelli, in particolare Passeri, Fringillidi di varie specie, Turdidi, ecc. Per questo motivo il sito è frequentato da Rapaci notturni e diurni quali il Gufo comune (Asio otus), la Poiana (Buteo buteo) e lo Sparviere (Accipiter nisus).
    I mammiferi che si possono rinvenire sono: Riccio europeo occidentale (Erinaceus europaeus), Arvicola terrestre (Arvicola terrestris), Donnola (Mustela nivalis), Faina (Mustela nivalis) e Volpe (Vulpes vulpes). Particolarmente diffusa è pure la Nutria (Myocastor corpus).

    Aspetti geologici Zone umide originatesi anticamente a causa del difficile deflusso delle acque. Collocate su paleoalvei hanno una profondità media di circa 2,5 m.
  • Stagioni piu' favorevoli per la visita
    - Primavera
    - Estate
    - Autunno
  • Attrezzature o altri sussidi eventualmente presenti
    - Altro
  • Informazioni utili
    Come arrivare Il Sito si trova in provincia di Rovigo nel comune di Trecenta. Da Rovigo si prosegue lungo la Strada Statale 499 verso Badia Polesine. Da qui si seguono le indicazioni per l’abitato di Giaccciano Barruchella e poi per Trecenta. Arrivati in paese si seguono le indicazioni presenti

Pubblicazioni:
  • Benetti G., 1998, Guida alla flora e alle vegetazioni del Polesine, IPAG, Rovigo
  • Giovannini A. - Malavasi D., I GORGHI DEL POLESINE. SINGOLARI LUOGHI DA SCOPRIRE
  • Rallo G., Pandolfi M., 1988, Le zone umide del Veneto, Muzzio, Padova



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