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Agricoltura e Ambiente

Le attività agricole, e più in generale il settore primario, interessano, in Veneto, una superficie totale di oltre 1 milione di ettari, pari a quasi il 55% della superficie complessiva. E’ evidente, quindi, come non si possa prescindere dall’agricoltura quando si parla di ambiente e territorio.

In particolare, che ruolo svolge l’attività agricola nei riguardi dell’ambiente? I suoi impatti sono sempre e solo negativi o l’agricoltura può contribuire al disinquinamento e al miglioramento dell’ambiente? gruppo tecnici agrometeo

Ne parliamo con Alberto Bonini Baraldi, Dirigente dell’U.O. di Meteorologia del Dipartimento Regionale per la Sicurezza del Territorio, presso il Centro Meteorologico di Teolo.

Innanzitutto, che rapporto c’è tra agricoltura e ambiente?

Alberto Bonini: Il rapporto fra agricoltura ed ambiente è estremamente vario e complesso: fin dall’antichità l’agricoltura ha contribuito a modificare il territorio. L’intervento dell’uomo si è reso necessario per far sì che il fabbisogno alimentare della popolazione venisse soddisfatto in modo sempre più razionale e completo, tanto da condurre, in anni recenti, anche ad una eccedenza di produzione, almeno per quanto riguarda il nostro continente.
Nella nostra regione imponenti opere di recupero del territorio a fini agricoli avviate fin dal Medioevo hanno contribuito a plasmare il paesaggio. La ricerca della massimizzazione produttiva ha però, in taluni casi, comportato un’eccessiva semplificazione del paesaggio stesso con una riduzione della varietà di habitat naturali ad elevato pregio a vantaggio di attività agricole orientate spesso alla monocoltura, cioè alla produzione di una sola specie, se non anche alla monosuccessione colturale, cioè all’insistenza delle stesse colture sempre sugli stessi appezzamenti.
Certamente l’attività agricola costituisce una fonte di pressione sulle principali matrici ambientali acqua – aria - suolo, determinando fenomeni di inquinamento delle acque, degrado dei terreni, immissione di gas ad effetto serra in atmosfera soprattutto ad opera degli allevamenti intensivi (metano). Negli ultimi anni però si sta rivalutando il ruolo dell’agricoltura proprio per la salvaguardia di ambiti paesaggistici che hanno assunto un ruolo storico-culturale nella nostra regione; si pensi, ad esempio, alle sistemazioni dei vigneti sulle colline pedemontane di Valdobbiadene o alla reintroduzione delle siepi tra terreni confinanti, o, ancora, alla utilizzazione di zone umide per la fitodepurazione delle acque.

Quando l’attività agricola può costituire un pericolo per l’ambiente?

Alberto Bonini: In realtà, ad ogni pratica agronomica, specialmente se attuata in modo particolarmente invasivo, possono essere associati impatti negativi sull’ambiente. Sicuramente la pratica di metodi agricoli di tipo intensivo può dare origine a forme di degrado ambientale. Ad esempio, ad un incremento dell’uso di fertilizzanti, di pesticidi o di altri fattori di produzione (lavorazioni, irrigazione, ecc.) è spesso abbinato un aumento dei livelli di inquinamento delle acque, dell’aria con perdita dei fertilità anche dei suoli.
Le conseguenze di tali azioni possono assumere una valenza tanto più negativa se attuate in ambiti particolarmente vulnerabili: ad esempio non è la stessa cosa spargere i liquami su terreni ghiaiosi, che facilitano un rapido dilavamento verso le falde acquifere superficiali, piuttosto che su terreni argillosi, dotati di una maggiore capacità di assorbimento degli elementi nutritivi.
Fra le pratiche colturali le concimazioni sono le più rilevanti in termini di impatto sull’ambiente, potendo comportare il rilascio di nutrienti (in particolare Azoto e Fosforo) nelle acque sotterranee.
Fra le conseguenze negative che ne possono derivare ricordiamo l’eutrofizzazione dei corpi idrici, cioè l’eccessiva proliferazione di alghe, l’inquinamento biologico ad opera di microrganismi e i fenomeni di asfissia per l’immissione nelle acque di liquami, fanghi o letame.

Ci possono essere dei benefici indotti dall’attività agricola nei riguardi dell’ambiente?agricoltura 2

Alberto Bonini:
Certamente. Negli ultimi anni, a livello di politiche agricole comunitarie, si è assistito ad un progressivo spostamento da obiettivi incentrati sulla produzione agricola ad obiettivi che valorizzano le attività riguardanti le risorse naturali e la loro gestione sostenibile rivalutando il concetto di “ecosistema” anche in ambito agricolo. Si tratta dell'agricoltura integrata, che mira alla gestione dell’agroecosistema in accordo con le altre attività presenti sul territorio, puntando alla riduzione degli impatti su acqua e suolo, all’aumento della biodiversità all’interno delle aziende, alla tutela della salute degli operatori e dei consumatori sempre più attenti ai temi della qualità della vita ed al “percorso” dei cibi a partire dai loro sistemi di produzione.
Quali esempi di effetti benefici dell’agricoltura nei riguardi dell’ambiente possiamo citare la fitodepurazione, cioè lo sfruttamento del sistema suolo-vegetazione quale filtro naturale per la depurazione delle acque. Tra le modalità di fitodepurazione maggiormente diffuse ricordiamo la bonifica ad opera della vegetazione delle rive dei canali di scolo. Un altro importante ambito di impiego dell’agricoltura sono le aree marginali o di difficile accesso per altre attività produttive e il loro conseguente recupero. Ad esempio, allevamenti di specie ovine o caprine possono valorizzare ambienti montani di difficile accessibilità o l’introduzione di frutticoltura dedicata ai piccoli frutti (more, mirtilli, lamponi) in ambiti di territorio ristretti in cui risultano difficili o improduttive altre utilizzazioni. Ricordiamo, infine, il contributo che alcune colture possono dare nella produzione di biocarburanti o comunque nella produzione di energie alternative. A tal proposito, riscuote indubbio interesse la possibilità di sfruttare, ad esempio, i residui colturali di specie legnose o erbacee (mais, bietola, pioppo, ecc.) per la produzione di energia, ovviamente facendo uso di idonei impianti a ciò specificamente dedicati.
Come conseguenza di questi nuovi indirizzi, è cresciuta, da parte degli imprenditori agricoli, la domanda di assistenza tecnica specialistica, finalizzata alla riduzione dell’impatto dell’attività agricola sugli agro-ecosistemi. In questo nuovo contesto gioca un ruolo fondamentale l’attività svolta dai servizi regionali di Agrometeorologia.

Cos’è l’Agrometeorologia?

Alberto Bonini: L’agricoltura, nonostante i notevoli progressi tecnologici degli ultimi decenni, è fra i settori economici maggiormente influenzati dalle condizioni del tempo. L’agrometeorologia studia le relazioni tra i fattori meteo climatici e la dinamica dell’agro-ecosistema, ossia l’interazione tra le pratiche agronomiche (lavorazioni, semina, trattamenti, irrigazione, raccolta, ecc.) e le condizioni meteo-climatiche. L’agrometeorologia svolge funzioni di supporto finalizzate all’equilibrio e all’ottimizzazione dell’attività agricola, facilitando quel processo di riorientamento strategico in atto, nel quale l’agricoltura rappresenta, come si è detto, lo strumento applicativo di precisi indirizzi di politica ambientale rivolti ad un connubio sostenibile tra l’attività agricola e l’ambiente e al miglioramento della qualità della vita.

Quali sono le applicazioni dell’Agrometeorologia?

Alberto Bonini: Ci sono le applicazioni agrometeorologiche di lungo periodo che, attraverso l’elaborazione di serie storiche di dati meteorologici, combinata con l’applicazione di modelli di simulazione, forniscono indicazioni utili alla protezione delle colture da avversità atmosferiche ricorrenti (rischio di gelo, grandine, piogge intense). Rientrano nelle applicazioni di lungo periodo anche gli studi sulla dinamica degli inquinanti nel terreno, fortemente influenzata dal tipo di inquinante, dal tipo di terreno, dalle condizioni climatiche ed in particolare dal possibile dilavamento dovuto alle precipitazioni, nonché lo studio delle tecniche per la protezione del suolo (sistemazioni per contrastare l’erosione o creazione di barriere frangivento per favorire la crescita delle colture).
Le applicazioni agrometeorologiche di breve periodo, invece, si basano sull’analisi di dati acquisiti in tempo reale e su previsioni di breve-medio termine. Queste applicazioni forniscono, con un certo anticipo, importanti informazioni sulle pratiche agronomiche da adottare in funzione delle condizioni meteorologiche previste e sui tempi e sui modi per la loro corretta effettuazione. Più specificamente parliamo di informazioni finalizzate alla lotta anticrittogamica, alla difesa dai parassiti animali, alla difesa da eventi atmosferici avversi (gelate, grandine, vento forte), alla pratica del diserbo e dell’irrigazione, alla lavorazione dei terreni, alle operazioni di raccolta ed infine anche alla previsione delle rese produttive.

Chi fornisce questo servizio informativo nella nostra regione?

Alberto Bonini: In Veneto le informazioni agrometeorologiche vengono diffuse dal Servizio Meteorologico di ARPAV che elabora i dati e le informazioni meteorologiche rilevati da oltre 200 stazioni di telemisura, da una rete di tre radar meteorologici, dal satellite Meteosat di Seconda Generazione e dai tecnici di campagna. Tra le attività svolte, quelle che rivestono maggiore interesse sono gli studi climatologici e analisi/previsione di eventi meteorologici avversi (gelate, grandinate, ecc.), le analisi e previsione del probabile sviluppo delle principali fitopatie, la stima e previsione delle rese produttive, l'elaborazione di informazioni di supporto alle decisioni aziendali riguardanti le principali pratiche agronomiche (irrigazione, concimazioni, trattamenti, diserbi, lavorazioni, ecc.).

Quali sono i prodotti agrometeorologici che vengono diffusi? Può citarne alcuni?agricoltura 1

Alberto Bonini: I tecnici ARPAV si occupano della redazione e della diffusione di bollettini informativi di diversa tipologia, della gestione di servizi on line e di messaggistica telefonica dedicati a tematiche specifiche. Tutti i bollettini e i servizi citati, oltre ad altri prodotti, sono disponibili nelle pagine internet del sito ARPAV dedicate all'agrometeorologia.
Tra i principali bollettini ricordiamo lo storico “Agrometeo…informa”, diffuso dal 1993 per 32 aree climatiche omogenee dal punto di vista dell’ordinamento colturale prevalente. Il bollettino, redatto in collaborazione con il Servizio Fitosanitario Regionale, Veneto Agricoltura, Associazioni di categoria e tecnici agricoli, contiene informazioni sulle previsioni del tempo dei giorni successivi all’emissione, grafici e tabelle sull’andamento delle variabili meteorologiche nei giorni appena trascorsi, elaborazioni modellistiche sull’andamento delle principali fitopatie in atto nonché un commento testuale sullo stato delle colture e sull’opportunità o meno di effettuare eventuali trattamenti o particolari operazioni agronomiche.
Il bollettino “Agrometeo…mese” contiene informazioni di riepilogo sull’andamento delle principali variabili meteorologiche riferiti al mese o alla stagione appena trascorsi. Vengono, inoltre, effettuati dei raffronti con le medie storiche di riferimento per l'individuazione di eventuali anomalie climatiche.
Fra i servizi on-line disponibili vale la pena ricordare il servizio di allerta gelate denominato “A.N.GELA” che è un servizio previsionale di supporto tecnico ai frutticoltori per la difesa dalle gelate precoci e tardive finalizzato alla tempestiva attivazione degli impianti antibrina da parte degli agricoltori.
Anche il servizio IRRIFRAME, ospitato dal sito ARPAV ma gestito dall’Unione Veneta Bonifiche, al quale ARPAV partecipa mediante la fornitura di dati e indici agrometeorologici, costituisce un punto di riferimento per tutte le problematiche relative all’irrigazione. Utilizzando il servizio si possono ottenere informazioni in tempo reale su quando e quanto irrigare le colture agrarie.

Approfondimenti
www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/agrometeo


A cura di:

Ufficio Comunicazione ARPAV
Tel. 049-8239305-337
comunicazione@arpa.veneto.it

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ultima modifica 26/08/2013 09:22