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Disponibilità della risorsa idrica

L’acqua è una componente fondamentale per la vita dell’uomo, ma la sua disponibilità non è illimitata. Si parla sempre più della necessità di un utilizzo sostenibile di questa risorsa e del contenimento degli sprechi idrici.

Come è possibile preservare questa preziosa risorsa e qual è la disponibilità idrica in Veneto?foto De Bona
Ne parliamo con Alberto De Bona del Servizio Idrologico.

Qual è la situazione idrica in Veneto?

Alberto De Bona: Il Veneto è un territorio ancora ricco di questa risorsa primaria; l’ampia disponibilità di acqua non deve però portarci ad ignorare il problema della limitatezza della risorsa. Infatti, la disponibilità va sempre commisurata al fabbisogno (un po’ come il reddito e le spese necessarie in una famiglia…), ed in questo senso la disponibilità è buona se consideriamo che mediamente con la pioggia vi è un apporto ben più ampio dei fabbisogni (pensiamo alle esigenze per usi potabili, irrigui o industriali e anche alla necessità di garantire comunque un deflusso minimo sui corsi d’acqua).
Il sistema può, però, entrare in crisi in particolari situazioni temporali o locali. Ricordiamo che è importante non solo la quantità di acqua che riceviamo come pioggia, ma anche come questa si distribuisce nel tempo e nello spazio: è molto più utile quando vi sono frequenti eventi piovosi ben distribuiti, invece spesso accade che gran parte dell’acqua se ne va troppo rapidamente al mare durante le piene e le alluvioni. Non dimentichiamo che anche la neve è molto importante, è la vera riserva per l’estate! Ci sono periodi dell’anno in cui il fabbisogno di acqua aumenta (ad es. in estate quando bisogna assicurare l’irrigazione delle colture agricole della pianura, oppure per soddisfare la forte domanda di energia elettrica e contemporaneamente le esigenze ricreative) e se, normalmente, tale fabbisogno è compensato dalla disponibilità di fiumi e laghi, basta una primavera meno piovosa\nevosa del solito ed il sistema va in crisi. A livello locale anche durante l’inverno si possono verificare situazioni sbilanciate, quando non arriva la neve dal cielo e bisogna “spararla”; ma per produrre la neve artificiale bisogna avere, oltre al freddo, sufficiente acqua a disposizione e siccome i torrenti d’inverno sono tutti “in magra” ecco la necessità che l’acqua sia precedentemente immagazzinata in apposite vasche di accumulo.

Anche in Veneto quindi è necessario controllare la disponibilità di questa risorsa pur non essendovi scarsità?

Alberto De Bona: Certamente. Anche se nella nostra regione non c’è un problema di scarsità della risorsa, è necessario mantenere comunque sempre monitorata la situazione attraverso una conoscenza puntuale del ciclo idrologico, per gestire con maggiore efficacia le risorse idriche, ottimizzandone l’uso in un ottica di sostenibilità. La conoscenza del ciclo idrologico ci permette inoltre di prevedere, per quanto possibile e monitorare situazioni di criticità, ad esempio eventuali piene disastrose o periodi di siccità accentuata. Simili eventi si sono verificati anche nella nostra regione, ricordiamo l’alluvione del 2010 o le situazioni di siccità del 2003. 
La conoscenza storica di quanto successo in passato, ossia anni (meglio decenni) di dati e osservazioni, è fondamentale perchè ci consente di valutare eventuali situazioni di scostamento dalla norma o evoluzioni verso situazioni di carenza idrica e di criticità. Il cielo è un rubinetto che normalmente in Veneto lascia defluire acqua a sufficienza, ma non sempre quando ne abbiamo più bisogno; per questo dobbiamo essere sempre attenti e bravi ad immagazzinarla e non sprecarla, soprattutto quando l’acqua scarseggia, in modo da averla disponibile per le molteplici esigenze, che sono sempre maggiori e anche conflittuali (potabile, deflusso minimo vitale, agricoltura, energia elettrica, ma anche turismo ricreativo).

Chi controlla in Veneto la risorsa idrica?

Alberto De Bona: ARPAV con il suo Servizio Idrologico svolge attività di misura e monitoraggio quantitativo delle acque superficiali (corsi d’acqua principali) e sotterranee (livello delle falde) e inoltre acquisisce dai concessionari i dati dei principali invasi. Altre strutture di ARPAV si dedicano invece alla rilevazione delle precipitazioni, sia sottoforma di pioggia (Servizio Meteo di Teolo) che di neve (Servizio Centro Valanghe Arabba). Il “braccio operativo” del sistema è la rete di stazioni automatiche distribuita in tutta la regione, ma poi importante è il “cervello” ossia i tecnici che svolgono il delicato lavoro di controllo, validazione ed elaborazione della miriade di informazioni che arrivano.

Quali sono i principali prodotti con cui diffondete le informazioni raccolte e a chi sono destinati?

Alberto De Bona: Dal 2007 ARPAV redige mensilmente il rapporto della risorsa idrica e ogni 15 giorni il bollettino della risorsa idrica.
Si tratta di prodotti creati per fornire un valido supporto alle decisioni di Enti ed Istituzioni, attraverso un quadro sintetico delle conoscenze sulla disponibilità delle risorse idriche superficiali e sotterranee. In particolare il rapporto "fotografa", in poco più di 30 pagine, la situazione idrologica alla fine di ogni mese per una serie di variabili idrologiche: precipitazioni (piogge nel mese e cumulate), manto nevoso, portate dei maggiori corsi d'acqua, volume immagazzinato nei principali invasi, livelli delle falde. Per tali grandezze sono riportate valutazioni sintetiche, nonché elaborazioni e dati in forma grafico-tabellare, circa l'andamento mensile; ove possibile viene fornito anche un inquadramento storico del periodo in esame. Il Bollettino, invece, contiene in pagina unica le sole valutazioni di sintesi, senza specifiche informazioni grafico-tabellari. Il rapporto sulla risorsa idrica è prodotto nei primi giorni di ogni mese, il bollettino ogni inizio e metà mese e sono entrambi disponibili sul sito ARPAV.

In situazione di possibile criticità, o di eventi particolarmente intensi, quali informazioni sono disponibili per i cittadini? foto 2 risorsa idrica

Alberto De Bona: Le stesse disponibili in condizioni ordinarie. Dalla Home Page di ARPAV si può accedere ai dati idrologici in diretta. Si tratta di un servizio, attivato a livello sperimentale, che consente ai cittadini di accedere ai dati delle misure idrometriche e pluviometriche degli ultimi tre giorni. I dati si riferiscono ad una selezione di stazioni a copertura dell’intera regione. La pubblicazione dei dati sul sito avviene in modo automatico, senza validazione preventiva; a seguito di validazione i dati possono subire anche notevoli variazioni. I dati vengono raccolti ogni 30 minuti e vengono aggiornati sul sito con un ritardo solitamente di circa 1-2 ore.
Nel 2012 è stata poi creata un’APP dedicata ai dati idrometrici che riporta la situazione dei fiumi nella nostra Regione accedendo ai dati sui quantitativi di pioggia caduta o sul livello idrico raggiunto dai fiumi negli ultimi 3 giorni. Una volta selezionata la stazione di monitoraggio, è possibile visualizzare il grafico con i valori registrati dai sensori.
Altre informazioni sulla disponibilità idrica ed i consumi possono essere acquisite presso le competenti strutture regionali centrali e periferiche (Direzione Difesa del Suolo e Uffici del Genio Civile), il Distretto idrografico delle Alpi orientali e i Consorzi di Bonifica.

Come sta andando il 2013? Ci può anticipare una sintesi di quanto avvenuto finora?

Alberto De Bona: Un anno abbastanza strano, ci ricordiamo tutti di quanta pioggia era caduta nell’autunno precedente, di quanta neve c’è stata nel periodo inverno-primavera e delle frequenti precipitazioni, con clima decisamente fresco, fino a metà luglio; i torrenti erano ricchi d’acqua ed i laghi pieni; poi è scoppiato il caldo e le precipitazioni sono diventate molto più scarse, con conseguente diminuzione delle portate e riduzione del volume nei laghi, anche per far fronte alle aumentate necessità dell’agricoltura. Comunque non ci sono state sofferenze estive particolari e sicuramente i danni maggiori sono stati prodotti proprio dall’eccesso di acqua nella prima metà dell’anno.

Ci sono progetti in corso su questo tema?

Alberto De Bona: In campo idrico stiamo indagando i meccanismi di genesi e trasporto dei sedimenti, fenomeno questo che ha grande rilevanza per l’assetto idromorfologico di tutti i nostri corsi d’acqua.

Per concludere, quali sono i comportamenti che il singolo cittadino può e deve adottate per tutelare questa risorsa?

Alberto De Bona: Pensare sempre che molto presto potrebbe presentarsi un periodo veramente secco e critico, nel quale ogni metro cubo d’acqua risparmiato sarà importante e prezioso. E' importante, quindi, utilizzare l’acqua in modo responsabile, evitando gli sprechi e adottando modalità di comportamento che tutelino la risorsa.

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ultima modifica 28/10/2013 10:21