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Inquinamento luminoso

Spesso sentiamo parlare di inquinamento luminoso, di perdita della visione del cielo stellato e di possibili effetti sull’uomo e sull’ambiente. Senza dimenticare che tutta la luce artificiale che viene inviata verso l’alto costituisce anche un notevolissimo spreco energetico!

Foto Andrea Bertolo

Ma precisamente cos’è l’inquinamento luminoso e quali sono gli effetti sull’uomo e sull’ambiente?

Ne parliamo con Andrea Bertolo, Dirigente dell’Unità Operativa Fisica Ambientale del Dipartimento Provinciale ARPAV di Padova e rappresentante ARPAV all’interno dell’Osservatorio Regionale Permanente dell’Inquinamento Luminoso, presieduto dal Direttore Generale ARPAV.

Perché si parla di inquinamento luminoso?

Andrea Bertolo: l’emissione di luce artificiale generata da impianti di illuminazione pubblici e privati, monumenti, opere, stadi, complessi commerciali, insegne pubblicitarie, ecc., genera un aumento significativo della luminosità del cielo notturno che comporta una perdita di percezione dell'Universo attorno a noi, perché la luce artificiale risulta assai più intensa di quella naturale e "cancella" le stelle del cielo. E il cielo è l’unica finestra aperta sull’Universo che ci circonda: l’inquinamento luminoso è come una pesante tenda che ci impedisce di guardare fuori!

Quali sono gli effetti sull’uomo e sull’ambiente dell’inquinamento luminoso?

Andrea Bertolo: La perdita della qualità del cielo notturno comporta l’alterazione di molteplici equilibri naturali, citiamone alcuni:

  • Ecologico: le intense fonti luminose artificiali alterano il ciclo naturale "notte - giorno" di flora e fauna. Il ciclo della fotosintesi clorofilliana, che le piante svolgono nel corso della notte, subisce alterazioni dovute proprio alle intense fonti luminose che, in qualche modo, "ingannano" il normale oscuramento. Un altro esempio riguarda le migrazioni degli uccelli che possono subire "deviazioni" proprio per effetto dell'intensa illuminazione delle città.
  • Sanitario: nell'uomo la troppa luce o la sua diffusione in ore notturne destinate al riposo può provocare vari disturbi fisiologici e psichici. Quante persone di notte, nella propria casa, per riposare sono costrette a chiudere completamente le serrande? E’ stata, inoltre, dimostrata una minore produzione di melatonina (ormone per la difesa immunitaria) in persone che lavorano la notte con forte illuminazione artificiale.
  • Culturale: la cultura popolare del cielo è ormai ridotta ad eventi particolari di tipo astronautico, o alle simulazioni al computer. Si è perso il contatto diretto con il cielo: si pensi, ad esempio, che gran parte dei ragazzi vedono le costellazioni celesti solo sui libri di scuola e che gli abitanti delle più grandi città non possono mai godere della visione del cielo notturno.
  • Consumi energetici: una grossa percentuale dell’energia utilizzata per illuminare strade, monumenti ed altro viene inviata, senza alcun senso, direttamente verso il cielo, o anche indirettamente quando utilizziamo delle quantità di luce del tutto non necessarie. Ricordiamo che l’Italia spende per abitante più del doppio della Germania per l’illuminazione pubblica!

Quindi, cosa possiamo fare?

inquinamento luminoso colli euganeiAndrea Bertolo: intervenire per ridurre l’inquinamento luminoso, che non significa "spegnere le luci", ma cercare di illuminare le nostre città in maniera più corretta senza danneggiare le persone e l’ambiente. Il cielo stellato, al pari di tutte le altre bellezze della natura, è un patrimonio che deve essere tutelato nel nostro interesse. Ad esempio illuminare solo dove serve, e quando serve: nella nostra casa non lasciamo certo accesa la luce in cucina quando andiamo a dormire, invece molto spesso per l’illuminazione esterna succede così: oggi la tecnologia consente ad esempio di utilizzare sensori di presenza, di ottimizzare la quantità di luce, e questo riguarda non solo l’illuminazione pubblica, ma anche l’illuminazione del nostro giardino o del nostro condominio, spessissimo inquinante oltre che fuori norma.

Quali sono gli enti a cui spetta intervenire per il controllo e la riduzione dell’inquinamento luminoso?

Andrea Bertolo: La Regione del Veneto è stata la prima in Italia ad emanare nel ‘97 una legge specifica in materia di inquinamento luminoso, ora superata dalla nuova Legge Regionale del Veneto N. 17 del 2009 “Nuove norme per il contenimento dell’inquinamento luminoso, il risparmio energetico nell’illuminazione per esterni e per la tutela dell’ambiente e dell’attività svolta dagli osservatori astronomici”. La legge attribuisce ai Comuni il controllo sul rispetto delle misure stabilite dalla legge stessa, l’intervento nel caso di impianti, anche privati, inquinanti e la stesura di un piano per l’illuminazione, che tenga conto sia del controllo dell’inquinamento luminoso sia del risparmio energetico.

Qual è il ruolo di ARPAV?

Andrea Bertolo: ARPAV, quale ente di controllo e monitoraggio dello stato ambientale, svolge attività di informazione, divulgazione e sensibilizzazione sull’inquinamento luminoso. Ma soprattutto è impegnata nell’affiancare i comuni per il controllo degli impianti di illuminazione esistenti nel territorio, sia pubblici che privati, e per la corretta progettazione dei nuovi impianti. La legge n. 17 del 2009 ha istituito, presso la Direzione Generale ARPAV, l’Osservatorio permanente sul fenomeno dell’inquinamento luminoso. L'Agenzia ha assunto così un ruolo centrale sul tema, avendo la funzione di presiedere tale Osservatorio, che ha compiti di indirizzo tecnico, monitoraggio del fenomeno e coordinamento a livello regionale.

In concreto, quali attività sta svolgendo ARPAV in tema di inquinamento luminoso?

Andrea Bertolo: I 7 Dipartimenti Provinciali ARPAV sono impegnati a fianco dei Comuni nei controlli degli impianti richiesti da associazioni di protezione e cittadini, oltre che nell’esame dei progetti illuminotecnici per i nuovi impianti pubblici e privati. Nell’ambito delle molteplici attività dell’Osservatorio Regionale ARPAV sta approntando le linee guida per le stesura del Piani della Luce Comunali, elaborando i dati di un questionario compilato sul tema dai comuni del Veneto, promuovendo protocolli tecnici per l’illuminazione nei centri commerciali, organizzando una rete di monitoraggio della luminosità del cielo notturno, in collaborazione con associazioni professionali e di categoria ed enti di ricerca.


Approfondimenti
http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/agenti-fisici/inquinamento-luminoso

 

A cura di

Ufficio Comunicazione ARPAV
Tel. 049-8239305-337
comunicazione@arpa.veneto.it

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ultima modifica 04/02/2013 12:56

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