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Laboratorio Aria

Recentemente il Laboratorio Aria di ARPAV è stato individuato dal Ministero dell’Ambiente come laboratorio nazionale di riferimento per l’esecuzione di analisi presso 15 stazioni speciali. Ma come funziona il laboratorio che esegue queste analisi, quali informazioni fornisce e da chi sono utilizzate?

Ne parliamo con Sergio Milan, Dirigente responsabile dell’U.O. Aria del Dipartimento Laboratori di ARPAV.

 

Come è organizzata l’attività del laboratorio?Foto Sergio Milan

Sergio Milan: le analisi dei campioni di interesse ambientale sono eseguite dal Dipartimento Regionale Laboratori di cui fa parte il Laboratorio Aria, Unità Operativa specialistica, dedicata a questa matrice, che gestisce i campioni prelevati in tutta la regione. In questa Unità Operativa sono impegnati due dirigenti chimici a tempo pieno e 8 tecnici. Attualmente la sede del Laboratorio è in via Lissa a Mestre.
E’ attivo anche un servizio di pronta disponibilità di laboratorio per fornire in tempi rapidi dati sulle sostanze presenti nell’aria in occasione di eventi che costituiscono pericolo per l’ambiente e la salute dei cittadini. Il caso più frequente in cui il servizio viene attivato è quando si verifica un incendio. In questa eventualità si esegue, in genere, un campione istantaneo di aria con “canister” e nel giro di 2 o 3 ore il laboratorio è già in grado di trasmettere i risultati delle analisi a chi gestisce l’emergenza (Sindaco, ULSS, VV.FF. ecc).

 

Quali sono i campioni su cui eseguite le analisi?

Sergio Milan: la matrice aria è suddivisa, in base alla legislazione e alla normativa tecnica, in aria ambiente ed emissioni. L’aria ambiente comprende l’aria dell’ambiente esterno, degli ambienti di vita come abitazioni, uffici, scuole e degli ambienti di lavoro. Le emissioni sono invece aria convogliata all’esterno degli insediamenti produttivi attraverso i camini.
Le modalità di campionamento e di analisi sono diverse per le due tipologie di campioni.
Per l’analisi della qualità dell’aria i campioni vengono prelevati facendo passare l’aria attraverso filtri e sistemi adsorbenti diversi, in relazione ai parametri che si vogliono analizzare, per una durata di circa 24 ore. Vengono determinate principalmente polveri aerodisperse (PM 10 e PM 2,5), metalli nelle polveri (arsenico, cadmio, nichel, piombo), benzo(a)pirene sempre nelle polveri, e benzene. In un anno vengono analizzati circa 16.000 filtri per il dosaggio delle polveri, 1600 fiale con campionamento attivo per il dosaggio di benzene, 1600 campionatori passivi per il dosaggio principalmente di benzene, idrogeno solforato, aldeidi, ammoniaca e 500 “canister” impiegati per la maggior parte per la misura di sostanze organiche.

 

Quali sono le apparecchiature in dotazione al Laboratorio?Microbilancia per PM 10 e PM 2.5 con sistema automatico di pesatura

Sergio Milan: per l’analisi dell’aria ambiente si utilizza la comune strumentazione di laboratorio che impiega principalmente tecniche analitiche come la cromatografia liquida e in fase gas.

Il Laboratorio è poi dotato di due sistemi per l’analisi dell’aria prelevata tramite canister, sistemi di campionamento costituiti da palloni di acciaio in cui viene praticato il vuoto. Nel caso di campionamento istantaneo basta aprire una valvola e il canister  raccoglie l’aria ambiente che poi è analizzata con metodi adeguati come il gascromatografo con rivelatore di massa.

Per la determinazione delle polveri aerodisperse il Laboratorio dispone inoltre di due sistemi che pesano in automatico i filtri su cui è depositata la polvere presente nel campione di aria prelevato. Le bilance sono ad altissima sensibilità, a 7 cifre decimali, cioè apprezzano differenze di peso di 0,1 microgrammo (un decimo di una milionesima parte di grammo).

 

Quali informazioni fornite ed a quali soggetti?

Sergio Milan: le Regioni devono provvedere alla valutazione della qualità dell’aria ambiente secondo il Decreto legislativo 13 agosto 2010 n. 155; la Regione del Veneto utilizza i dati forniti da ARPAV mediante la rete di monitoraggio gestita dall’Osservatorio Aria e i dati dei campioni analizzati dal Laboratorio Aria. La legge stabilisce per la tutela dell’ambiente e della salute per le varie sostanze valori limite e valori obiettivo. Le misure eseguite in laboratorio permettono questa valutazione che è la base di partenza per successivi interventi in caso di superamento.

Il controllo delle emissioni dei camini degli insediamenti produttivi è affidato, nella nostra Regione, alle province e per queste i Dipartimenti provinciali ARPAV eseguono i prelievi e il Laboratorio Aria effettua le analisi. Il confronto con i limiti stabiliti dalla legge (Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n.152), consente di verificare la conformità o, in caso contrario, la necessità dell’adeguamento dell’emissione.

 

Il Laboratorio Aria di ARPAV è anche un laboratorio di riferimento nazionale?

Sergio Milan: Come evidenziato in premessa, il laboratorio Aria è stato individuato dal Ministero dell’Ambiente come laboratorio nazionale per l’esecuzione delle analisi presso 15 stazioni che costituiscono la Rete di monitoraggio Nazionale, individuate dal DM 29 novembre 2012 e distribuite in tutto il territorio nazionale. I campioni di queste stazioni saranno analizzati presso un unico laboratorio individuato presso ARPAV in base ad un accordo di collaborazione tra Minstero, CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), ENEA(Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie) e ISS (Istituto Superiore di Sanità) del 12 dicembre 2013.
Si tratta di un riconoscimento del lavoro svolto nel corso degli anni, che ha portato prima all’accreditamento secondo la norma UNI EN ISO 17025 e successivamente ad essere scelti come laboratorio di riferimento nazionale. Merito naturalmente del personale tecnico e dirigente, per tutti nomino il dott. Gianmaria Formenton.

 

I privati si possono rivolgere al laboratorio?

Sergio Milan: si ma le prestazioni sono a pagamento e il costo delle analisi è stabilito da un tariffario regionale. Anche per gli enti pubblici è previsto il pagamento nel caso in cui chiedano misure su campioni non previsti dal piano di monitoraggio regionale. Ricordo, come esempio, il monitoraggio dell’aria nel comprensorio della concia di Arzignano e Chiampo per cui è attiva una convenzione da più di 10 anni con la provincia di Vicenza per la misura di composti organici volatili e di idrogeno solforato. Ogni anno sono eseguite 6 esposizioni di 10 giorni; i risultati di circa 500 campioni sono trasmessi alla provincia, ai comuni dell’area e all’ULSS di competenza.

 

Quali obbiettivi per il futuro?

Sergio Milan: Sarebbe interessante sviluppare il servizio con attività per conto delle ULSS che hanno ancora importanti competenze nel campo del controllo dell’igiene degli ambienti di lavoro. Personalmente ritengo importante rendere, se possibile, più affidabili le misure. Per questo, oltre a partecipare a circuiti di interconfronto e alle tarature esterne,  abbiamo iniziato ad eseguire internamente tarature per le apparecchiature di campionamento delle emissioni: e’ stato avviato un ufficio di metrologia per campionatori d’aria, per  misure di temperatura e velocità (per le misure di velocità disponiamo di una piccola galleria del vento). Ringrazio il dott. Guido Conte che vi dedica parte del suo tempo aiutato da un tecnico.
Si ritiene inoltre proficua la prosecuzione della collaborazione con Università e Istituti di ricerca che sono interessati alle misure di qualità dell’aria per scopi diversi rispetto a quelli della tutela e prevenzione: abbiamo a disposizione dati su base regionale che possono essere utilizzati anche per lo studio e la ricerca.

 

Approfondimenti: http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/aria

 

A cura di Unità Operativa
Educazione Ambientale
Tel. 049 8239382
e-mail: ea@arpa.veneto.it

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ultima modifica 24/12/2014 09:23

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