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Monitoraggio dei suoli

La contaminazione dei suoli e le modificazioni indotte da fenomeni naturali o dall’attività dell’uomo è un fenomeno di cui sentiamo parlare frequentemente.

Ma quali sono le condizioni di salute dei nostri suoli e perché è importante tutelare la loro qualità? Foto Paolo Giandon

Ne parliamo con Paolo Giandon Dirigente del Servizio Suolo e Bonifiche di ARPAV.

Innanzitutto, vogliamo ricordare quali sono le funzioni del suolo che lo rendono una preziosa risorsa per l’uomo?

Paolo Giandon: Le funzioni del suolo sono innumerevoli, da risorsa primaria per la produzione della maggior p arte degli alimenti per l’uomo e gli animali, del legname e di altri materiali utili all’uomo, a supporto fisico per la costruzione di infrastrutture, impianti industriali e insediamenti umani. Ha l’importante funzione di mantenimento dell’assetto territoriale, in quanto fattore determinante per l’esistenza del patrimonio vegetale e animale, per la stabilità dei versanti e per la circolazione idrica sotterranea e superficiale. Non dobbiamo dimenticare inoltre la funzione naturalistica quale habitat di una grandissima varietà di specie animali e vegetali e ambito in cui si completano i cicli dell’acqua e di altri elementi naturali. Il suolo è, infine, un importante elemento del paesaggio che ci circonda e fa parte del nostro patrimonio storico e culturale.

Quindi una sua alterazione o contaminazione può avere gravi ripercussioni…

Paolo Giandon: Certamente. Il suolo è un elemento essenziale degli ecosistemi, una sua qualsiasi alterazione può ripercuotersi non solo sulla sua capacità produttiva con perdita di fertilità, ma anche sulla qualità dell’acqua che beviamo e dei prodotti agricoli di cui ci nutriamo.

Come possiamo prevenire e controllare la qualità del suolo?

Paolo Giandon: Attraverso il monitoraggio delle variazioni che si verificano nel tempo. Partendo da una puntuale conoscenza dei suoli, e quindi del loro stato di salute, il monitoraggio fornisce informazioni utili a comprendere le variazioni nel tempo delle caratteristiche più sensibili.

Chi si occupa di questa attività in Veneto?immagine suoli

Paolo Giandon: la conoscenza ed il monitoraggio del suolo sono compiti che la Regione ha affidato ad ARPAV, mentre gli uffici regionali si occupano del monitoraggio per le problematiche collegate con i potenziali impatti causati dall’attività agricola nell’ambito dell’applicazione del Programma di Sviluppo Rurale.

Quali sono nello specifico le attività di monitoraggio dei suoli realizzate da ARPAV?

Paolo Giandon: Il Servizio Osservatorio Suolo e Bonifiche di ARPAV ha dapprima costruito la base conoscitiva dei suoli presenti nel Veneto predisponendo la carta dei suoli sia a scala regionale che provinciale. Sulla base di questa conoscenza è stata realizzata la prima estesa attività di monitoraggio attraverso l'indagine sulla concentrazione di metalli pesanti nei suoli del Veneto per verificare qual è il contenuto naturale di queste sostanze e quanto sia invece dovuto all’attività dell’uomo. I risultati sono stati raccolti in un volume e costituiscono il riferimento per capire se un suolo è contaminato o meno.
Successivamente è stata avviata una indagine sulla concentrazione di microinquinanti organici (diossine, IPA e PCB), utilizzati quali indicatori dell'inquinamento provocato dall'uomo. Le attività di prelievo si sono recentemente concluse e a breve saranno disponibili i risultati conclusivi.
Un altro ambito di indagine riguarda il monitoraggio della qualità biologica dei suoli mediante l’utilizzo di un indicatore che valuta la presenza di micro animali; l’attività è avviata da due anni circa in fase sperimentale.

In base ai risultati dei monitoraggi ARPAV, com’è la situazione dei suoli in Veneto?

Paolo Giandon: in generale la qualità dei suoli nel Veneto è medio-elevata e caratterizzata da una buona fertilità che non è stata intaccata da fenomeni di inquinamento diffuso, solo localmente da contaminazioni puntuali. Le nostre attività di monitoraggio hanno evidenziato aree che per motivi naturali presentano dei valori mediamente più elevati anche dei limiti stabiliti dalla normativa per le quali è opportuno adottare maggiori precauzioni nella gestione del suolo. Vi sono poi altre arre in cui vi sono problematiche legate all’utilizzo in agricoltura di certi prodotti, come il rame, che portano fenomeni di accumulo che devono essere oculatamente gestiti. Infine, in prossimità di alcune realtà industriali possono verificarsi fenomeni di accumulo di sostanze emesse dai camini che spesso risalgono ai periodi in cui i controlli e i sistemi di depurazione erano molto meno efficaci di oggi.

I singoli cittadini possono fare qualcosa?suolo monitoraggio

Paolo Giandon: ciascuno dovrebbe avere maggior cura del suolo per la parte che gli compete, considerandolo a tutti gli effetti come una entità vivente, che è garanzia che la vita possa perpetuarsi nel futuro. Ogni parte di suolo tolta dal suo habitat e distrutta è impossibile da ripristinare perché ci vogliono migliaia di anni per la formazione del suolo. Quindi, sia che si tratti di aree private che pubbliche, dovremmo quanto più è possibile evitare gli spostamenti di terra, l’eccessivo calpestamento, la cementificazione dei suoli, tutti fenomeni che riducono le capacità del suolo a svolgere le proprie funzioni. E’ importante invece effettuare concimazioni con sostanze organiche e favorire la presenza di vegetazione, attività che possono mantenere elevata la qualità del suolo.

Attualmente quali attività sta svolgendo ARPAV?

Paolo Giandon: stiamo concludendo il quadro conoscitivo con le carte di suoli delle province di Vicenza, Verona e Rovigo, nel corso di quest’anno revisioneremo il rapporto sul contenuto di metalli nei suoli del Veneto per aggiornarlo con un migliaio di nuovi dati, proseguiremo nel testare l’indice di qualità biologica dei suoli, concluderemo l’elaborazione dei dati del monitoraggio dei microinquinanti organici.

 

Approfondimenti:

http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/suolo

 

A cura di

Ufficio Comunicazione ARPAV
Tel. 049-8239305-337
comunicazione@arpa.veneto.it

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ultima modifica 30/10/2015 10:46

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