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Radon: come proteggersi

Il Radon è un nemico invisibile presente nelle nostre case. In Veneto ci sono zone in cui sono state rilevate concentrazioni in aria significative di questa sostanza.

Ma perché è pericoloso per la nostra salute e come possiamo proteggerci?

trotti_flavio.jpgNe parliamo con Flavio Trotti, Dirigente del Servizio Osservatorio Agenti Fisici.

Cos'è il radon e perché è pericoloso per la nostra salute?

Il radon è un gas radioattivo naturale, incolore e inodore. È generato dal decadimento del radio, cioè dal processo per cui una sostanza radioattiva si trasforma spontaneamente in un’altra sostanza, emettendo radiazioni. Prima di decadere il radon rimane in vita per un tempo sufficientemente lungo che gli consente di essere trasportato dai flussi di gas del sottosuolo (dove, prevalentemente, è generato) anche a distanze notevoli, fino a giungere in superficie.
Il Radon è considerato il contaminante radioattivo più pericoloso negli ambienti chiusi e, a livello mondiale, si stima che sia responsabile di quasi il 50% dell’esposizione media della popolazione alle sorgenti naturali di radiazione. In termini di rischio sanitario, in realtà, le sostanze pericolose sono i prodotti di decadimento del radon di breve emivita (caratterizzate da rapido decadimento). Tali sostanze possono essere introdotte all'interno dell’organismo attraverso il pulviscolo atmosferico e il vapore acqueo, a cui si legano, e raggiungere così i polmoni dove decadono emettendo radiazioni dannose per i tessuti.

Quali danni alla salute produce il radon?

Gli studi epidemiologici compiuti negli ultimi decenni hanno dimostrato che l’esposizione a concentrazioni elevate di radon aumenta il rischio di tumori polmonari e bronchiali. Tanto che, dopo il fumo di sigaretta, che rimane di gran lunga la più importante causa di tumore al polmone, il radon è considerato la seconda causa di questa malattia.

Come entra nelle case?

Essendo un gas, il radon fuoriesce dalle porosità e dalle crepe del terreno e da alcuni materiali da costruzione e, in misura generalmente minore, dall'acqua; mentre si disperde rapidamente in atmosfera, si accumula facilmente negli ambienti chiusi. Dal terreno il radon può penetrare all'interno della casa (o di un edificio, in genere) attraverso fessure, giunti di connessione, canalizzazioni degli impianti idraulici, elettrici e di scarico. Alcuni materiali da costruzione, più ricchi di radioattività naturale (quali il tufo vulcanico, certi graniti, …), possono contribuire in modo non trascurabile al livello di radon all'interno dell’ambiente confinato. In Veneto la presenza di radon all'interno delle abitazioni è dovuta principalmente al sottosuolo, e solo in modo marginale ai materiali da costruzione e all'acqua.

Quali fattori determinano il livello di radon in un’abitazione e negli altri ambienti confinati?

Sicuramente le caratteristiche del suolo sottostante l’edificio - quindi il contenuto di radio nel terreno, la facilità di fuoriuscita dal suolo, la presenza di faglie in vicinanza dell’edificio - e le caratteristiche dell’edificio (tipologia dell’edificio e dell’attacco a terra, tecnica costruttiva, modo in cui sono disposti i locali, stato e manutenzione). Altri fattori importanti sono le condizioni meteorologiche (temperatura, esposizione al vento) e le abitudini quotidiane adottate nell'edificio (riscaldamento, ricambi di aria, ecc.).

Com'è la situazione in Veneto?

La Regione del Veneto nel 2002 ha completato uno studio sul territorio regionale per individuare le aree in cui la percentuale di abitazioni che presentano elevate concentrazioni di radon è maggiore rispetto ad altre, così da concentrare sforzi e risorse specificamente su queste zone a rischio, in particolare interventi di misura, risanamento e bonifica, e quindi di prevenzione dei possibili danni alla salute. Le aree a maggiore potenziale di radon in Veneto sono state individuate preliminarmente nel nord delle province di Belluno - in alcune zone del Cadore, dell’Agordino e del Comelico - e di Vicenza, nell’alta Val d’Astico e nella zona pedemontana sottostante. Anche la zona dei Colli Euganei, in provincia di Padova, e la zona di Asolo e del Cansiglio, in provincia di Treviso, hanno presentato valori elevati.

Quali azioni sono state intraprese per affrontare il problema radon in Veneto?

La Regione Veneto, dopo aver identificato in via preliminare le aree a rischio radon (un aggiornamento in tal senso verrà operato seguendo apposite linee guida in corso di elaborazione a livello nazionale), ha intrapreso il monitoraggio, tramite ARPAV, nelle scuole secondo priorità di rischio radon; ha altresì promosso la sperimentazione di azioni di rimedio in edifici da bonificare; ha stimolato il controllo dei livelli di radon nelle abitazioni private da parte degli occupanti, indicando in 200 Becquerel per metro cubo la soglia di accettabilità; ha affidato ad ARPAV l’incarico di verificare i requisiti degli organismi (pubblici e privati) di misura del radon, ecc..

Qual è il ruolo di ARPAV in tema di radon?

ARPAV è organismo di misura delle concentrazioni di attività in aria (e in acqua), supporta la Regione nello sviluppo di politiche di prevenzione in materia, fornisce informazione pubblica e istituzionale.

Come si può ridurre la quantità di radon che entra nelle case?

Per effettuare dei provvedimenti efficaci e duraturi è bene affidarsi a professionisti. Le tecniche di riduzione dei livelli di radon sono di tipo preventivo, ossia precedenti la realizzazione dell’edificio (più semplici da attuare in questa fase) o successivo, ossia ad edificio già esistente (più onerose da attuarsi in questa fase). Si tratta, a seconda dei casi, di: ventilare i vespai, cioè le camere d’aria che isolano il pavimento dal terreno, sigillare tutte le possibili vie di ingresso dalle pareti e dai solai a contatto con il terreno, pressurizzare l’abitazione o aspirare il gas dal suolo al di sotto dell’edificio. Un’equilibrata aerazione dei locali può costituire un utile intervento rimediale temporaneo.

Dove si possono reperire informazioni sulle bonifiche e a chi si devono rivolgere i cittadini per effettuarle?

Sul sito ARPAV è disponibile un opuscolo che riassume le principali tecniche preventive e rimediali rispetto al radon (“Il radon: ecco come proteggersi”). Sono anche indicati due volumi per i professionisti che forniscono elementi di dettaglio per gli interventi. Tipicamente i progettisti professionisti, con il supporto di questi e altri documenti, sono in grado di rispondere alle esigenze degli interessati. Una specifica formazione in materia è stata operata nei confronti dei tecnici dei Comuni a rischio e di quelli con rinvenimento di casi non conformi nelle indagini scuole di questi anni (vedi sito internet ARPAV).

Approfondimenti:

http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/agenti-fisici/radiazioni-ionizzanti/radon

 

A cura di

Ufficio Comunicazione ARPAV
Tel. 049-8239305-337
comunicazione@arpa.veneto.it

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ultima modifica 10/12/2014 12:55

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