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Rischio valanghe e sicurezza in montagna

Recentemente sulle Dolomiti si sono verificati alcuni episodi valanghivi. Il ripetersi di questi eventi ci richiama all’importanza di affrontare sempre la montagna con rispetto e informazione.

foto Anselmo Cagnati.JPGMa quali sono le indicazioni e raccomandazioni di comportamento per affrontare la montagna in sicurezza?

Ne parliamo con Anselmo Cagnati del Dipartimento Regionale per la Sicurezza del Territorio, Servizio Neve e Valanghe.

Intanto ci può descrivere brevemente gli episodi recenti e le cause che li hanno determinati?

Anselmo Cagnati: A fine novembre abbiamo avuto alcune valanghe spontanee, anche di grandi dimensioni come quella che ha interessato il versante Nord della Marmolada il 25 novembre. Le cause sono state la presenza di una quantità rilevante di neve fresca, l’aumento delle temperature che hanno determinato una riduzione delle resistenze interne e l’attività del vento che, creando accumuli, ha aumentato il sovraccarico sul manto nevoso. Questi eventi si sono tuttavia verificati in alta montagna in zone fortunatamente non frequentate da escursionisti in quel momento.

Fino a che punto è possibile prevedere le valanghe?

Anselmo Cagnati: E’ possibile prevedere, per ambiti territoriali omogenei di 100-1000 km2, situazioni di maggiore o minor pericolo che vengono espresse secondo la scala europea del pericolo di valanghe, in base a cinque gradi di pericolosità. Inoltre, è possibile definire quali sono le zone più critiche in termini di esposizione dei versanti e fasce altimetriche. Non è invece possibile stabilire con esattezza dove e quando si staccherà una valanga se non monitorando singoli pendii con strumentazione dedicata, ma ciò è impossibile per ovvie ragioni di costi.

ARPAV gioca un ruolo importante nella prevenzione del rischio di valanghe. Ci può descrivere l’attività svolta?

Misure nivologiche a Dome CAnselmo Cagnati: Il servizio di previsione valanghe ha come obiettivo primario quello di diffondere al pubblico e agli organismi di Protezione Civile informazioni sulle condizioni di innevamento, sulla stabilità del manto nevoso e sul pericolo di valanghe attraverso un'attività continua di monitoraggio nivometeorologico. I dati di base sui quali vengono fatte le valutazioni derivano da una rete di stazioni automatiche che rilevano i principali parametri meteorologici e nivologici (altezza della neve, temperature della neve, velocità e direzione del vento, temperatura e umidità dell’aria) e da una rete di stazioni manuali presso le quali si recano periodicamente gli osservatori per eseguire i profili del manto nevoso. In questo settore la fase di monitoraggio non può essere completamente automatizzata perché le condizioni di stabilità del manto nevoso dipendono dalle caratteristiche fisiche e meccaniche della neve per risalire alle quali bisogna necessariamente recarsi in campo e scavare una buca nella neve, per effettuare il profilo.

Quali sono i prodotti informativi elaborati da ARPAV a disposizione dei cittadini?

Anselmo Cagnati: Il prodotto di base fornito dal servizio è il bollettino valanghe che, per dare anche un richiamo territoriale, si chiama Dolomiti Neve e Valanghe. Questo prodotto viene realizzato secondo gli standard europei definiti dall’EAWS (European Avalanche Warning Services) ed è destinato ai residenti delle zone di montagna e a tutti i cittadini che, per lavoro o per turismo, frequentano la montagna anche occasionalmente. Principalmente questo prodotto viene utilizzato nella fase di pianificazione di attività sportive praticate al di fuori di aree controllate (sci alpinismo, free-ride, escursioni con racchette da neve ecc.) Accanto a questo prodotto di base vengono forniti specifici approfondimenti, ad esempio informazioni sulle condizioni di innevamento attraverso il bollettino Dolomiti neve al suolo e le mappe di innevamento realizzate da satellite o mediante modelli. Inoltre, per gli utenti più esigenti, vengono messe a disposizione informazioni più specialistiche quali, ad esempio, i profili del manto nevoso. Tutte queste informazioni sono reperibili sul sito internet di ARPAV nelle pagine dedicate al tema. Per gli organismi di protezione civile che hanno responsabilità nella gestione della sicurezza in aree antropizzate (centri abitati, vie di comunicazione, piste da sci) viene inoltre realizzato, per conto del Centro Funzionale Decentrato, un Avviso di Criticità Valanghe che definisce giorno per giorno il livello di criticità secondo gli standard previsti dal Dipartimento per la Protezione Civile.

Come avviene la diffusione dell’informazione in situazione di elevato pericolo valanghe e quali sono gli enti preposti a divulgare l’allerta alla popolazione?

Anselmo Cagnati: La diffusione dell’Avviso di Criticità Valanghe segue i canali istituzionali e viene quindi inviato agli enti territoriali locali (Comuni, Comunità Montane,Provincie, Regione), alle Prefetture e agli altri organismi di protezione civile (Corpo Nazionale del Soccorso Alpino, Vigili del Fuoco, Forze di Polizia ecc.). Operazioni di soccorso organizzato sull'incidente della Pala Alta, 1 marzo 2009Questa informazione viene inviata anche ai soggetti che hanno responsabilità diretta in relazione alla sicurezza di particolari ambiti quali i gestori delle vie di comunicazione e i gestori dei comprensori sciistici. L’Avviso di Criticità Valanghe è utilizzato a livello locale dai singoli soggetti nell’applicazione dei piani di gestione preventiva del rischio valanghe che richiedono, a seconda delle situazioni e del livello di rischio, provvedimenti di interdizione, distacco artificiale di valanghe, provvedimenti di sgombero ecc.

Chiudiamo con alcune importanti raccomandazioni pratiche da seguire sempre?

Anselmo Cagnati: Il sistema di protezione civile prevede che, per quanto riguarda gli ambiti antropizzati (centri abitati, vie di comunicazione, piste da sci e impianti di risalita), la sicurezza in relazione al rischio valanghe venga garantita attraverso idonee misure di mitigazione del rischio attuate dai singoli soggetti responsabili (Sindaci, gestori delle strade, gestori dei comprensori sciistici) e quindi la raccomandazione è quella di rispettare i provvedimenti che vengono presi di volta in volta dalle autorità.
Al di fuori delle aree antropizzate, nel cosiddetto “terreno aperto” dove vengono praticate molte attività sportive in continua crescita (sci alpinismo, free-ride, escursionismo invernale ecc.), la sicurezza diventa una responsabilità individuale e del gruppo. E’ quindi necessario un ruolo molto più attivo che può essere riassunto in due parole: informazione e formazione. Informazione significa acquisire conoscenze sulle condizioni di stabilità del manto nevoso e il pericolo di valanghe attraverso i bollettini valanghe, i bollettini meteorologici e gli altri prodotti disponibili. Formazione significa affinare, attraverso la frequentazione di specifici corsi di formazione promossi dal CAI o da altre associazioni, la capacità di valutare correttamente la situazione sul terreno a livello locale rapportandola con le informazioni fornite dai servizi di previsione valanghe. In alternativa, in mancanza di adeguata formazione, la raccomandazione è quella di affidarsi ad una Guida Alpina.

 

Approfondimenti

http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/neve 

 

A cura di

Ufficio Comunicazione ARPAV
Tel. 049-8239305
comunicazione@arpa.veneto.it

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ultima modifica 30/12/2013 13:25

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