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Stili di vita sostenibili

Negli ultimi tempi sentiamo più spesso parlare della necessità di modificare i nostri comportamenti, di sostenibilità, di decrescita felice.

Ma precisamente cosa si intende per sostenibilità e stili di vita sostenibili?foto Forese.jpg
Ne parliamo con Annalisa Forese, dirigente responsabile dell’Unità Operativa di Educazione Ambientale di ARPAV.

Cosa si intende per sostenibilità e stili di vita sostenibili?

Annalisa Forese: è molto difficile e complesso definire in poche parole il concetto di stili di vita sostenibili. Possiamo pensare a comportamenti che soddisfino i bisogni umani primari, che garantiscano una buona qualità di vita senza compromettere quella delle generazioni future, a comportamenti che rispettino la natura e una equa distribuzione di beni e risorse. Possiamo parlare anche di frugalità, che non è povertà, ma che significa vivere consumando ciò che è effettivamente necessario. Consumo “Quanto basta” recitava lo slogan della campagna ARPAV del 2004.

Come mai se ne parla di più proprio in questo periodo?

Annalisa Forese: ci si sta accorgendo che, in nome del benessere, si stanno sprecando risorse naturali preziose, risorse non rinnovabili che, tra un po’ di anni, saranno a disposizione a costi insostenibili. Basta pensare all’acqua o all’energia. L’industrializzazione e lo sviluppo economico realizzato negli ultimi decenni in occidente ha sì portato ad un miglioramento della qualità della vita, ma ha anche compromesso gran parte del pianeta arrivando a situazioni limite di sfruttamento o di inquinamento. Infine stiamo vivendo un’importante crisi economica che ci ha portato a modificare i nostri comportamenti orientandoli ad una riduzione dei consumi e a modalità di acquisto diverse.

Può spiegare meglio in cosa consiste il problema?

Annalisa Forese: posso fare qualche esempio per favorire una riflessione su problemi che coinvolgono tutti.
Possiamo parlare di energia, bene indispensabile per la nostra vita. Con l’energia scaldiamo e rinfreschiamo le nostre case, facciamo funzionare i mezzi di trasporto ecc. Consideriamo l’energia come qualcosa di infinito e il cui uso è ininfluente rispetto all’ambiente in cui viviamo. Ma non è così! A fronte di una costante richiesta di energia, le fonti fossili vanno via via esaurendosi ed il loro utilizzo influisce pesantemente sul sistema “Terra”. Oltre alla limitatezza della risorsa pensiamo agli effetti sull’ambiente. I combustibili fossili, ad esempio, bruciando emettono anidride carbonica con conseguenze dirette anche sul problema globale dei cambiamenti climatici. Inoltre i processi di combustione producono inquinanti che sono causa di altre modificazioni ambientali. Eppure esiste una “fonte” di energia pulita di grosse potenzialità: il risparmio energetico.
Se pensiamo all’acqua, a seguito dell’esplosione demografica e dello sviluppo economico globale, si registra in tutto il mondo un incremento del consumo idrico, al ritmo del 4-8% annuo. La disponibilità di un elemento primario e fondamentale come l’acqua sta verosimilmente trasformandosi in un’emergenza. Si stanno infatti esaurendo le fonti di acqua dolce e si sfruttano falde sempre più profonde, fino a 1000 metri, con costi di estrazione elevatissimi.
Se invece parliamo di biodiversità possiamo constatare che, con l'intensificazione dell'agricoltura, l'urbanizzazione, l'abbandono delle campagne e l'estinguersi di molte pratiche agricole tradizionali, ha subito un forte impoverimento. Anche la tendenza a coltivare sempre meno specie e sempre più selezionate riduce notevolmente la biodiversità degli ambienti agricoli e la conseguente riduzione e estinzione di molte specie animali. Mi permetto di fare notare che anche i nostri stili di vita influiscono sulla perdita della biodiversità. Infatti molti consumi dipendono in larga misura dall'importazione di risorse e beni da parti del mondo, che spesso incoraggiano lo sfruttamento non sostenibile di risorse naturali. Conservare la biodiversità è dunque preservare la nostra stessa sopravvivenza su questo pianeta.evento Suggestioni d'ambiente

Secondo lei i cittadini hanno la giusta percezione del problema?

Annalisa Forese: Sicuramente la sensibilità dei cittadini è aumentata negli ultimi anni, in modo lieve, ma progressivo. E’ quanto risulta anche a livello regionale. I dati rilevati da ARPAV attraverso le indagini realizzate tra i cittadini nell’ambito dell’ Osservatorio dei comportamenti ambientali registrano infatti una maggiore consapevolezza dell’importanza di limitare i consumi e gli sprechi: si è passati dal 33% del 2003 al 53% del 2011. Dato interessante da segnalare è una buona consapevolezza delle conseguenze che i problemi ambientali possono avere sulla nostra esistenza (nel 2011 il 66% degli intervistati ha risposto in questo senso).

A fronte di questa consapevolezza, ciascuno di noi cosa può fare?

Annalisa Forese: le decisioni importanti devono essere adottate dagli amministratori, ma ognuno di noi può fare qualcosa. Il cambiamento degli stili di vita è un percorso impegnativo ma che ciascuno di noi può incominciare a fare, iniziando a modificare alcuni comportamenti quotidiani.
Il problema è riuscire a valutare diversamente alcune azioni che quotidianamente facciamo, ad esempio prendere la macchina al posto di altri mezzi o acquistare determinati prodotti al posto di altri, analizzando gli effetti sulla salute umana e sull’ambiente che derivano dalle nostre scelte.

Nel concreto questo in cosa si traduce?

Annalisa Forese: innanzitutto dobbiamo fare attenzione agli sprechi di acqua, energia, gas ecc. e all’uso dell’auto. La riduzione degli sprechi è un obiettivo possibile e che trova anche un importante giustificazione economica nell’attuale situazione di crisi.
Possiamo inoltre porre attenzione agli acquisti che facciamo, cercando di privilegiare oggetti di produzione locale, confezionati con poco imballaggio, in materiale riciclabile. Sarebbe importante riflettere sull’opportunità di alcune nostre scelte di acquisto, ad esempio del cellulare o computer all’ultima moda, dell’ultimo modello di macchina. Ridurre la frequenza di simili acquisti potrebbe portare ad un minor consumo di risorse e una riduzione di rifiuti.
Dobbiamo inoltre modificare i comportamenti che riguardano la nostra alimentazione, scegliendo prodotti stagionali, possibilmente coltivati in luoghi vicini a quelli in cui vengono consumati, magari allestendo, se possibile, un piccolo orto urbano: potremo gustare pomodoro e zucchine, magari non perfetti, ma dal sapore inconfondibile, non contaminati da concimi chimici e pesticidi. E, per finire, dobbiamo riflettere sulla produzione sconsiderata di scarti alimentari: anche in questo caso acquistiamo QB, quanto basta, e non riempiamo la pattumiera di avanzi.

Abbiamo detto che le decisioni importanti spettano agli amministratori. Che ruolo svolge ARPAV in tutto questo?

Annalisa Forese: Tra le attività previste per ARPAV dalla legge istitutiva (L.R. n. 32/1996 art.3) è prevista la promozione di attività di educazione ambientale ed informazione ambientale. L’Agenzia ha colto l’importanza fondamentale dell’educazione in campo ambientale e ha quindi lavorato, negli anni, per far comprendere ai cittadini gli effetti che i nostri stili di vita hanno sull’ambiente. La conoscenza da parte dei cittadini del problema e delle conseguenze sull’ambiente e sulla salute umana è fattore decisivo per condurre, amministratori con il contributo dei cittadini, efficaci azioni rivolte a raggiungere simili obiettivi
Tra le attività messe in campo dall’Agenzia un ruolo privilegiato hanno quelle rivolte ai giovani, che sono sicuramente i più informati, ma anche quelli che con più difficoltà adottano comportamenti corretti e con più fatica sono disposti a rinunciare a qualcosa per la qualità dell’ambiente. Tra i molti progetti realizzati mi piace ricordare “Suggestioni d’ambiente” con conferenze sceniche di grande effetto e incontri con studenti tenuti da Mario Tozzi, noto divulgatore scientifico, sui temi del consumo sostenibile.

Esiste quindi un rapporto con il mondo della scuola?premiazione Caro ambiente ti scrivo

Annalisa Forese: Certamente. ARPAV e Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto (USRV) hanno realizzato insieme numerosi e importanti progetti che hanno utilizzato modalità educative diverse a seconda degli obiettivi da raggiungere. Abbiamo realizzato, ad esempio, attività dirette alla formazione degli insegnanti o altre con il coinvolgimento diretto dei ragazzi in progetti o concorsi, come “Caro ambiente ti scrivo…”, grazie al quale circa 4000 studenti del Veneto hanno riflettuto sull’ambiente e il consumo sostenibile inviando poi le loro frasi. L’entusiasmo e le idee dei giovani che hanno partecipato a queste iniziative sono stati per ARPAV un valido aiuto per capire come procedere nelle attività di educazione ambientale.

Attualmente ARPAV cosa sta realizzando in tema di promozione di stili di vita sostenibili?

Annalisa Forese: Abbiamo recentemente concluso due prodotti educativi destinati ai giovani: “Raccontiamoci le favole…” e “A scuola di stili di vita” strumenti utili a coinvolgere, con l’aiuto di insegnanti ed educatori, i ragazzi fin dalla prima infanzia, in attività che permettano di interiorizzare gli effetti che gli stili di vita producono sull’ambiente. A maggio poi si concluderà il concorso “QUALe idEA, iniziativa rivolta alle scuole della regione per promuovere Progetti in “Qualità” sul tema dell’ambiente.
La nostra azione di sensibilizzazione continua comunque attraverso le pagine dedicate sul portale ARPAV, che invitiamo a consultare per trovare utili informazioni sull’argomento ma anche per visualizzare i tanti prodotti realizzati negli anni nell’ambito delle iniziative intraprese.

 

Approfondimenti

http://www.arpa.veneto.it/servizi-ambientali/educazione-per-la-sostenibilita/educazione-ambientale


A cura di

Ufficio Comunicazione ARPAV
Tel. 049-8239305-337
comunicazione@arpa.veneto.it

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ultima modifica 22/04/2013 12:46

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