Dati
La qualità dell’acqua potabile viene sancita dal giudizio di idoneità emesso dall’Azienda ULSS competente, in seguito all’esame dei risultati analitici, all’esito delle verifiche ispettive alle fonti di approvvigionamento e agli impianti, al trend del parametro.
L’attività di campionamento e analisi delle acque destinate al consumo umano si riferisce a campioni prelevati dalla rete acquedottistica del Veneto o da pozzi a rilevanza pubblica.
Il numero di controlli annui, stabilito dalla tabella B1 del D.Lgs. 31/01, dipende dal numero di abitanti serviti dall’acquedotto o dalle “zone di approvvigionamento” individuate; queste ultime sono “le zone geograficamente definite all’interno delle quali le acque destinate al consumo umano provengono da una o varie fonti e la loro qualità può essere considerata sostanzialmente uniforme” (Nota 1 – tabella B1).
Qualora nei campioni di acque potabili si riscontri un superamento per i parametri chimici e microbiologici, attraverso una comunicazione immediata tra laboratori ARPAV, AULSS competente e gestori della rete idrica, si provvede prontamente a riportare la qualità dell’acqua entro i valori limite stabiliti. Anche un solo superamento comporta l’adozione di tempestive misure cautelative per la tutela del consumatore. Il ritorno alla situazione di conformità viene verificato attraverso successivi controlli analitici.
Ad ulteriore garanzia del consumatore gli stessi gestori controllano costantemente, con un loro piano di monitoraggio interno, la qualità dell’acqua distribuita, per porre immediato rimedio ad eventuali difformità analitiche riscontrate.
I campionamenti dell'acqua distribuita dalle reti acquedottistiche eseguiti dalle Aziende Sanitarie Locali vengono portati alle sedi provinciali del Dipartimento Laboratori di ARPAV per l'esecuzione delle analisi chimiche e microbiologiche.
Rapporto sulla contaminazione radioattiva delle acque potabili del Veneto. Anno 2009
Dai risultati analitici prodotti dai Servizi Laboratori Provinciali ARPAV è possibile:
- avere un quadro del numero di controlli analitici nelle acque destinate al consumo umano eseguiti nell’anno nelle varie aree provinciali;
- individuare il numero di superamenti riguardanti i parametri chimici e microbiologici, rispetto al valore di parametro indicato dalla normativa;
- elaborare una media comunale dei valori di alcuni parametri ritenuti significativi per rappresentare le caratteristiche chimico-fisiche delle acque distribuite.
Per avere una sintesi di questi dati puoi consultare le relazioni presenti nella sezione documenti.
Alcune caratteristiche delle acque distribuite da acquedotti delle province di:
- Belluno: l’approvvigionamento idrico della provincia di Belluno è sostenuto quasi esclusivamente da sorgenti, pochissime sono infatti le captazioni da acque superficiali e da pozzi. In quest’area della regione, costituita da centri abitati per lo più di piccole dimensioni e situati in valli circondate da catene montuose, ogni comune viene servito da uno o più acquedotti, le cui fonti si trovano nelle vicinanze delle diverse frazioni. Fanno eccezione, gli acquedotti che servono i comuni ubicati nella parte meridionale della provincia in cui le aree pianeggianti sono più estese (Belluno e alcuni comuni della Val Belluna, come Sedico, Limana, Sospirolo etc.). La gestione degli acquedotti provinciali è unica e affidata al gestore BIM Gestione Servizi Pubblici spa. Data la natura delle fonti, i valori medi riscontrati nelle acque erogate sono i più bassi della Regione per quanto riguarda la conducibilità, la durezza e ione sodio, infine, è bassissima la concentrazione di cloruri.
- Padova . Le fonti di attingimento utilizzate in questa provincia sono pozzi artesiani o freatici e acque superficiali (attinte dai fiumi Bacchiglione, Adige e dal Canale Brentelle). La caratteristica di questi acquedotti è quella di servire più comuni o comunque comuni molto grandi (Padova), con reti necessariamente interconnesse e, in molti casi, alimentate da fonti diverse e anche lontane tra di loro. In ogni caso, i risultati delle analisi al rubinetto non sono facilmente riconducibili alla qualità delle fonti idriche d’origine, essendo il risultato del mescolamento di acque di diversa tipologia e ubicazione geografica.I servizi acquedottistici della provincia di Padova sono ai gestori ETRA SpA e ACEGAS-APS.
- Rovigo: L’acqua potabile nella provincia proviene quasi esclusivamente dalle acque superficiali dei fiumi Po e Adige. L’acqua grezza prelevata viene trattata in 10 centrali di potabilizzazione, che la ridistribuiscono ai comuni del territorio. La gestione del servizio di fornitura dell’acqua potabile nella provincia è affidato alla Polesine Acque SpA. A causa della sua origine, l’acqua potabile ha le concentrazioni medie di sodio e cloruri più elevate della regione, anche se ampiamente al di sotto dei valori di parametro indicati dal D.Lgs. 31/01.
- Treviso: Il territorio in cui si estende al provincia è prevalentemente collinare e pianeggiante, ricco di fonti di captazione costituite totalmente da acque sotterranee (sorgenti e pozzi). Sino all’attuazione della legge 36/94 (la cosiddetta “legge Galli”, ora sostituita dal D.Lgs. 152/06), la gestione degli acquedotti nella provincia era prevalentemente comunale. Ora è affidata a sei enti Gestori, ma molte reti acquedottistiche non hanno subito modifiche ed hanno mantenuto estensioni limitate.
- Venezia: L’acqua distribuita in provincia proviene per lo più da pozzi di falda profonda, con qualche attingimento da acqua superficiale. Gli acquedotti presenti sul territorio sono quello del Mirese (ACM SpA), che attinge da un ampio campo pozzi a Scorzè; VESTA SpA, per il Veneziano, che utilizza acqua di falda della provincia di Treviso; l’ASP di Chioggia, che preleva acqua dal fiume Adige e la sottopone a potabilizzazione nell’impianto di Cavanella D’Adige; l’Azienda Servizi Integrati S.p.A., che serve il territorio di San Donà di Piave, Caorle, Eraclea, Jesolo e comuni limitrofi prelevando acqua dai pozzi di Maserada sul Piave e Ormelle (TV) e dai fiumi Livenza e Adige; Acque del Basso Livenza SpA e il Consorzio Acquedotto del Basso Interregionale Tagliamento, che utilizzano pozzi siti in provincia di Pordenone e distribuiscono l’acqua a Portogruaro e comuni vicini. I primi tre acquedotti fanno ora parte del gruppo VERITAS SpA.
- Verona: La provincia ha la particolarità di avere il più elevato numero di comuni privi di rete idrica, o con una connessione molto limitata, della Regione. I comuni non serviti sono concentrati per lo più nell’area meridionale della provincia. In tal caso le AULSS territorialmente competenti effettuano annualmente un monitoraggio ai pozzi privati, con particolare riguardo a quelli di rilevanza pubblica, di cui cioè si servono scuole, ospedali etc.; queste analisi non sono state prese in considerazione nella presente elaborazione, riservata all’acqua potabile distribuita dai gestori del servizio idrico. Il servizio acquedottistico in provincia di Verona è affidato attualmente a due gestori: l’Azienda Gardesana Servizi SpA, che distribuisce acqua potabile nei comuni lacustri, e le Acque Veronesi scarl, che ha inglobato le precedenti gestioni relative a ben 70 comuni della provincia. I prelievi sono effettuati alle sorgenti del territorio montano, nelle falde e presso alcune prese che attingono acqua superficiale dal lago di Garda.
- Vicenza: Il territorio vicentino comprende zone montane, collinari e pianeggianti, così che le dimensioni e le interconnessioni degli acquedotti provinciali variano in funzione delle caratteristiche geografiche: si va da quelli di piccolissime dimensioni, che servono frazioni di comuni di montagna utilizzando acqua di sorgente, agli acquedotti di grande estensione come quello di AIM SpA (per Vincenza e dintorni) o come la rete ad elevato grado di interconnessione gestita da Etra SpA, responsabile del servizio idrico integrato nel territorio che si estende lungo il bacino del fiume Brenta, dall'Altopiano di Asiago al Bassanese. L’acqua distribuita proviene esclusivamente da acque sotterranee (sorgenti o pozzi) e sovente la sua ottima qualità chimica e batteriologica di partenza consente ai gestori di attuare trattamenti di potabilizzazione molto blandi, se non di evitarli.
ultima modifica 19/12/2012 17:20

