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Campi elettromagnetici e salute

Gli effetti sulla salute si possono distinguere in due categorie:

  • effetti acuti: sono conseguenti a esposizioni di breve durata e alta intensità;
  • effetti a lungo termine: possono derivare da esposizioni prolungate nel tempo anche di lieve intensità.

Le radiazioni non ionizzanti d’interesse ambientale si dividono in:

  • radiazioni a bassa frequenza (ELF), con frequenza pari a 50 Hz
  • radiazioni a radio frequenza (RF), con frequenza compresa tra 100 kHz e 300 GHz.

I due gruppi di onde elettromagnetiche interagiscono in modo differente con gli organismi viventi e comportano rischi diversi per la salute umana, vanno quindi trattati separatamente.

 

Esposizione ai campi elettromagnetici a bassa frequenza (ELF) e salute

I campi elettromagnetici ELF esterni inducono nel corpo umano campi elettrici e correnti elettriche. Gli effetti acuti si manifestano nel caso di intensità elevate, cioè livelli di campo magnetico oltre 100 μT e provocano la stimolazione di nervi e muscoli nonché variazioni nell’eccitazione delle cellule del sistema nervoso centrale.

Per quanto riguarda gli effetti a lungo termine, la maggior parte della ricerca scientifica si è concentrata sulla leucemia infantile, in conseguenza di alcuni studi epidemiologici che indicavano un aumento dei casi associato ad un’esposizione media superiore a 0,3-0,4 μT. Numerosi studi condotti in seguito non hanno confermato tale evidenza.

Diversi effetti nocivi per la salute sono stati studiati in rapporto a una possibile associazione con l’esposizione a campi magnetici ELF. Tra questi, altri tipi di tumori infantili, tumori negli adulti, depressione, suicidi, malattie cardiovascolari, alterazioni nella riproduzione, problemi nello sviluppo, alterazioni immunologiche, effetti neurocomportamentali e malattie neurodegenerative. Gli scienziati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno concluso che i dati scientifici non dimostrano alcuna associazione tra l’esposizione a campi magnetici ELF e tutti questi effetti sanitari.

IARC (International Agency for Research on Cancer) classifica i campi magnetici a 50 Hz come “possibilmente cancerogeni” per l’uomo (gruppo 2B): ritiene infatti che la relazione causa-effetto tra esposizione e malattia possa essere credibile ma, allo stato attuale delle conoscenze ed in assenza di un supporto proveniente da studi di laboratorio, non è possibile escludere con certezza altre spiegazioni dell’associazione osservata.

Le 5 categorie IARC per classificare l'evidenza scientifica relativa ad agenti potenzialmente cancerogeni per l'uomo

 

Esposizione a campi elettromagnetici a radio frequenza (RF) e salute

Il riscaldamento è il principale effetto biologico dei campi elettromagnetici a radiofrequenza: l’energia elettromagnetica trasportata dalle onde viene assorbita e convertita in calore, causando un innalzamento della temperatura che può interessare l’intero corpo o parte di esso, secondo le modalità di esposizione.
Alle frequenze utilizzate dai telefoni mobili la maggior parte dell’energia viene assorbita dalla pelle e da altri tessuti superficiali (muscoli, grasso) e solo una frazione minore arriva agli organi interni. I livelli dei campi a radiofrequenza ai quali la popolazione è normalmente esposta sono di gran lunga inferiori a quelli richiesti per produrre un riscaldamento significativo.

Per la protezione del pubblico e dei lavoratori da possibili effetti acuti sono stati stabiliti a livello internazionale dei limiti di esposizione tali da limitare l’aumento stabile della temperatura ben al di sotto di 1°C, una variazione inferiore a quelle associate ai normali processi fisiologici e quindi tollerabile dall’organismo anche per tempi prolungati.

Per quanto riguarda gli effetti a lungo termine, sulla base dei dati emersi dallo studio epidemiologico internazionale (noto come progetto INTERPHONE), relativamente all’uso intenso del telefono cellulare, nel 2011 IARC ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza e microonde come “possibilmente cancerogeni” (gruppo 2B). L'evidenza epidemiologica è stata giudicata "limitata", cioè un’interpretazione causale delle evidenze è ritenuta credibile, ma non è possibile escludere con ragionevole certezza un ruolo del caso, di distorsioni o di fattori di confondimento.

A seguito della classificazione IARC, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), di cui la IARC fa parte, si è espressa in favore di ulteriori ricerche giustificate dal crescente utilizzo dei telefoni cellulari e dalla carenza di dati relativi a durate d’uso superiori ai 15 anni.

Le 5 categorie IARC per classificare l'evidenza scientifica relativa ad agenti potenzialmente cancerogeni per l'uomo sono:
Gruppo 1 Cancerogeno per l'uomo
Gruppo 2A Probabilmente cancerogeno per l'uomo
Gruppo 2B Possibilmente cancerogeno per l'uomo
Gruppo 3 Non classificabile in relazione alla sua cancerogenicità per l'uomo
Gruppo 4 Probabilmente non cancerogeno per l'uomo

 

Per saperne di più: Istituto Superiore di Sanità www.iss.it/elet

 

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ultima modifica 19/07/2018 10:38