Strumenti personali
Tu sei qui: Portale Temi ambientali Climatologia Dati Analisi meteo-climatica Estate 2008 - Primavera 2009

Analisi meteo-climatica Estate 2008 - Primavera 2009

L'analisi per il 2008 indica un periodo estivo in cui vi è una discreta alternanza fra periodi caldi e freschi-piovosi, un periodo autunnale piuttosto tipico e le due stagioni successive, invernale e primaverile, caratterizzate per copiosi apporti pluviometrici, con abbondanti nevicate in montagna

 

Il documento successivo è suddiviso in tre sezioni principali:

Segue una breve sezione con note esplicative

Sintesi del periodo

L'estate 2008 presenta una discreta alternanza fra periodi caldi, afosi nelle aree più continentali della pianura, e freschi-piovosi, specie nelle zone montane e pedemontane. Dopo le prime due decadi fresche di giugno, con temperature minime a metà mese sotto la media, nella terza decade si assiste ad un sensibile rialzo termico, con valori massimi, il 26, generalmente sopra 35°C. Segue una fase fresca e instabile, specie in montagna, nelle prime due decadi di luglio, seguita da una terza decade caratterizzata da nuovo rialzo termoigrometrico con valori specie nel settore centro-meridionale, oltre i 35°C. Agosto è caldo, afoso in pianura nella prima e ultima decade. L'autunno 2008 si caratterizza per un teatro di situazioni meteorologiche tipico del periodo. Settembre esordisce con nebbie in pianura e ben rappresenta il transito tra l'instabilità estiva e quella autunnale. Segue ottobre, relativamente caldo, poco piovoso e fortemente stabile, eccetto i primi e gli ultimi giorni, a conferma della sua estrema variabilità climatica. Da fine ottobre fanno capolino le prime perturbazioni autunnali intense, che caratterizzano tutto novembre, molto piovoso, con nebbie diffuse e persistenti in pianura e nelle valli prealpine e la prima nevicata in pianura il 24. Le due stagioni successive, inverno 2008/09 e primavera 2009, si caratterizzano per copiosi apporti pluviometrici, con abbondanti nevicate in montagna. Gli eventi nevosi più significativi in montagna sono quelli del 28 novembre-3 dicembre, 10-17 dicembre, 19-22 gennaio, 31 gennaio-3 febbraio, 6-10 febbraio, 4-6 marzo, 28-29 marzo, 16-17 aprile e 28-29 aprile. Il quadro sinottico di tali eventi risulta affine, con saccature atlantiche in approfondimento dalle Isole Britanniche o dall'Atlantico, salvo il 31 gennaio, ove è presente una depressione retrograda da Est.

Dati meteorologici

Temperature minime, massime e medie nei capoluoghi di provincia

mesemassime assoluteminime assolute
giugno 2008 31÷36°C 5÷9°C
luglio 2008 29÷35°C 6÷15°C
agosto 2008 30÷35°C 8÷15°C
settembre 2008 26÷34°C 1÷8°C
ottobre 2008 22÷27°C -1÷7°C
novembre 2008 15÷23°C -10÷-1°C
dicembre 2008 12÷14°C -13÷0°C
gennaio 2009 10÷13°C -15 ÷ -6°C
febbraio 2009 13÷16°C -11 ÷ -3°C
marzo 2009 17÷19°C -6 ÷1°C
aprile 2009 24÷27°C 0÷8°C
maggio 2009 31÷35°C 2÷10°C

  

Giorni piovosi sulla regione (numerosità nel periodo di rilevamento)

mesenumero di giorni piovosi (>=1mm)numero di giorni con precipitazioni sopra i 40 mm
giugno 2008 25, di cui 18 temporaleschi e un terzo
limitati al settore montano
12 [di cui 3 sopra i 70 mm]
luglio 2008 25,  per lo più temporaleschi, di cui un
terzo limitate al settore montano
7  [ forti venti nella pianura centrale caratterizzano il 6 luglio]
agosto 2008 21, la metà limitati al settore montano,
di cui due terzi temporaleschi
10 [il più esteso e intenso è il 15 agosto]
settembre 2008 20 7
ottobre 2008 9 5
novembre 2008 19
dicembre 2008 17
5 presentano apporti superiori a 80 mm (di cui 4 concentrati 
tra il 10 e il 16)
gennaio 2009 17 8 presentano precipitazioni sopra i 20 mm [il 20-21 gennaio si verifica
un evento molto intenso con diffusi superamenti di 100 mm nei settori
montano e pedemontano, con massimo valore 190 mm, il 20]
febbraio 2009 10 3 nella prima settimana con quantitativi anche superiori a 70 mm
[massimo valore 96 mm, il 7 febbraio]
marzo 2009 15 5, tre dei quali oltre i 70 mm [massimo valore 136 mm, il 5 marzo]
aprile 2009 23 8 [massimo valore 174 mm, il 27 aprile]
maggio 2009 16

3  [massimo valore 58 mm, il 4 maggio]

  

Eventi nevosi

meseEventi con accumulo di neve al suolo sulla montagna veneta
ottobre 2008 La neve compare a inizi ottobre fino a 1600 m di quota, e a fine ottobre il limite della neve scende a 900 m nelle Dolomiti, a 1300 m nelle Prealpi. Gli apporti complessivi sono di 20-35 cm di neve fresca a 2000 m, e sopra il metro oltre i 2700 m di quota
novembre 2008 con il primo episodio nevoso in pianura il 24. Fino al 17. Si contano 4 episodi nevosi in montagna (1, 13-14, 24-25, 29-30) che determinano la formazione di un manto nevoso significativo. Il 30 gli spessori risultano già sopra la norma ovunque
dicembre 2008 Abbondanti e prolungate sono le precipitazioni nevose, con i maggiori quantitativi di neve fresca cumulati, specie in Agordino, Zoldano e Ampezzo dal 1930
gennaio 2009 La montagna risulta abbondantemente innevata, con spessori al suolo, quasi ovunque, maggiori degli ultimi 20 anni, sia in quota che a fondovalle
febbraio 2009 Nella prima decade del mese si raggiungono i massimi di altezza della neve, con spessori inferiori solo all’inverno del 1951. Nella seconda metà del mese il progressivo innalzamento termico induce una prima riduzione degli spessori della neve, specie lungo i versanti meridionali
marzo 2009 Due sono gli episodi nevosi che determinano un incremento degli spessori di neve (4-6 e 29-30 marzo)
aprile 2009 Nella prima metà del mese si ha una  generale diminuzione del manto nevoso, specie alle quote medio basse, mentre tra il 26-29 aprile si assiste ad ulteriori apporti (50-70 cm di neve fresca a 2200 m nelle Dolomiti e la temporanea ricomparsa della neve fino a 1000 m circa). A fine Aprile, la montagna è ancora ben innevata, con spessori , in quota, sopra la media
maggio 2009 Si contano episodi nevosi il 2, 4 e 31 maggio, con 5-15 cm di neve fresca complessivi

 

Dati climatologici

Analisi termometrica

L'analisi termometrica prevede alcune elaborazioni relative alla temperatura misurata a 2m; la numerosità delle stazioni su cui vengono rilevati i dati varia a seconda della specifica elaborazione.

Stazioni considerate Prodotto Risultati
Tutte le stazioni attive [almeno 10 anni di dati] Scarto termico rispetto alla media stagionale si nota  un'oscillazione dalla media inferiore al grado, eccetto in primavera, quando estese aree mostrano deviazioni positive dalla media superiori ad 1°C
1 stazione per provincia

Giorno tipo per il periodo Giugno 2008 - Maggio 2009

alcuni valori molto superiori o molto inferiori alla media. Tra i periodi che accomunano molte delle stazioni esaminate si notino: a) valori molto inferiori alla media nei giorni: 14-15 giugno 2008, in pianura; 24 novembre 2008; 9-10 dicembre 2008, nella pianura orientale; 4-6 gennaio 2009; b) valori molto superiori alla media: l'ultima settimana di giugno in buona parte della pianura; il 6-7 febbraio 2009; nel periodo 22-26 maggio 2009
Selezione di 31 stazioni Tabella con alcuni valori termici di riferimento dalle temperature medie stagionali, i valori risultano entro la media, salvo a Porto Tolle in autunno, stagione che risulta più calda del normale un po' in tutte le stazioni sotto la quota altimetrica dei 300 m. Il numero di giorni stagionale con temperatura massima sopra i 30°C indica per l'estate valori in media, salvo a Montagnana, e per autunno e primavera valori in diverse aree molto superiori alla media. Il numero di giorni stagionale con temperatura minima inferiore a 0°C mostra per estate-autunno-inverno valori per lo più in media, mentre per la primavera 2009 evidenzia valori che tendono ad avvicinarsi o coincidono con valori minimi estremi, ad indicare una primavera con notti generalmente più calde del normale

 

Analisi pluviometrica

L'analisi pluviometrica prevede alcune elaborazioni relative alla precipitazione misurata a 2m; la numerosità delle stazioni su cui vengono rilevati i dati varia a seconda della specifica elaborazione.

Stazioni considerate Prodotto Risultati
Tutte le stazioni attive [almeno 10 anni di dati] Scarto pluviometrico rispetto alla media stagionale se aree della regione mostrano valori inferiori alla media nel periodo estivo-autunnale e primaverile, l'elemento caratterizzante l'andamento complessivo è la prevalenza di valori stagionali superiori alla media, per uno scarto totale del periodo positivo ovunque, dai 60 mm della pianura ai 1000-1500 mm delle Prealpi occidentali
1 stazione per provincia Precipitazione mensile Giugno 2008 - Maggio 2009 giugno e luglio risultano in media o sopra, con valori molto superiori nel rodigino in giugno e nel veneziano in luglio; tra agosto e ottobre i valori son per lo più in media, eccetto nel rodigno (inferiore alla media), nel veneziano (inferiore alla media in settembre-ottobre, superiore in agosto) e nel veronese (inferiore alla media in agosto e ottobre, molto superiore alla media in settembre). Nel semestre successivo, novembre-aprile, le precipitazioni sono sopra/molto sopra la media, mentre a maggio sono inferiori/molto inferiori alla media
Selezione di 31 stazioni Tabella con alcuni valori pluviometrici di riferimento le precipitazioni estivo-autunnali son per lo più in media, localmente superiori/molto superiori (Misurina, Portogruaro). L'inverno presenta valori diffusamente molto sopra la media, la primavera in prevalenza entro la media, localmente sopra/molto sopra la media. Il numero di giorni piovosi è entro la media in autunno e primavera, localmente molto sopra la media in estate, diffusamente molto sopra la media in inverno. Il numero di giorni con precipitazioni sopra i 20/40 mm è per lo più in media in estate-autunno, in deciso aumento in inverno (specie per precipitazioni sopra i 20 mm), localmente in aumento in primavera. Le stagioni più significative, da un punto di vista pluviometrico, risultano la invernale-primaverile

 

MANTO NEVOSO nel settore MONTANO
Novembre 2008 - Maggio 2009

La stagione invernale 2008/2009 è stata, su tutto il versante meridionale delle Alpi, ad eccezione della cresta di confine verso il Brennero, una delle più nevose dal 1930 ad oggi (Fig.1). In quasi tutte le località la neve ha superato i valori medi di riferimento (1971-2005) e in molti casi ha raggiunto e superato gli spessori osservati nella stagione 1950-'51, storicamente la più nevosa dal 1930 (Fig.2). Importanti e prolungati episodi di maltempo associati a intense e frequenti nevicate, hanno formato un manto nevoso significativo da fine novembre a maggio. A titolo di esempio, nella stazione di osservazione di Arabba, rappresentativa dell'area dolomitica a 1600 m, dal 29 novembre all'8 marzo (100 giorni), le giornate con neve fresca al mattino risultano 41 (Fig.3), di cui 5 con apporti sopra i 30 cm e 3 sopra i 45 cm. Il cumulo stagionale di neve fresca risulta importante ovunque già a dicembre, sia nelle stazioni in quota che nei fondovalle dolomitici, anche alle quote di 600-800 m, come non accadeva da tempo (Fig.4). Si riporta come riferimento l'andamento dell'inverno 1950-51, in assoluto la stagione più nevosa del secolo scorso. Considerando quattro stazioni (Fig.5) con serie indicativamente dagli anni '30, la stagione 2009 risulta una delle più nevose degli ultimi 80 anni. Gli spessori medi di neve al suolo (Andraz, Passo Mauria e Cortina d’Ampezzo), risultano considerevoli già da dicembre, quando sono anche superiori a quelli del 1951 (Fig.6), con un rallentamento nella crescita a gennaio e un'ulteriore crescita a febbraio, quando raggiungono i valori massimi. Passo Mauria indica valori medi mensili costantemente superiori a quelli del ‘50/’51.
Con l'ausilio di tre grafici (Fig.7) che rappresentano l'andamento temporale stagionale dell'altezza del manto nevoso al suolo per tre diverse aree climatiche omogenee (Dolomiti settentrionali, meridionali e Prealpi), e con una simulazione modellistica (Snowpack) della tipologia di cristalli presenti nel manto nevoso al suolo nella stazione di Monti Alti di Ornella (Fig.8), si ripercorre in maniera sintetica l'evoluzione del manto nevoso stagionale. L'immagine simula l'evoluzione quali-quantitativa temporale del manto nevoso. Le particelle di precipitazione (verde chiaro), risultato delle successive nevicate, si trasformano progressivamente in particelle frammentate (verde scuro) e grani arrotondati (rosa), per poi mutare con il metamorfismo costruttivo (elevato gradiente termico) in cristalli angolari (azzurro) e, alla fine della stagione, con il rialzo termico, grani bagnati (rosso) di neve in fusione.

 

NOTE AL TESTO:

  1. Giorno tipo: media mobile su 31 giorni della temperatura media giornaliera dall'anno di attività della stazione. Nell'analisi si riporta solo il giorno tipo per le stazioni rappresentative dei capoluoghi di provincia.
  2. valore “superiore alla media”, “inferiore alla media” e “in media”: valori superiori al 75° percentile, inferiori al 25° percentile e compresi nell’intervallo tra questi due estremi, rispettivamente, oppure entro una deviazione standard.
  3. valore “molto superiore” e “molto inferiore”: valori esterni all’intervallo 2.5°-97.5° percentile. Ove specificato si è fatto ricorso alla mediana, anziché alla media per l'elevata dispersione di specifici dati, come l'altezza del manto nevoso.
  4. Fonte dei dati: reanalisi National Centers for Environmental Prediction (NCEP), stazioni termopluviometriche della rete di ARPAV - Dipartimento Regionale per la Sicurezza del Territorio.
Azioni sul documento

ultima modifica 23/11/2010 13:11