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Fenomeni intensi Novembre 2002

Nei periodi 13-18 novembre e 24-27 novembre 2002, la regione è investita da due perturbazioni di origine atlantica in approfondimento sul bacino del Mediterraneo, entrambe caratterizzate da un intenso flusso dai quadranti meridionali che nel primo caso si mantiene meridionale fino a quasi fine evento, nel secondo caso assume una componente più orientale. La provenienza del flusso risulta fondamentale per la distribuzione complessiva delle precipitazioni che, nel primo caso si concentra prevalentemente sul settore centro-dolomitico del bellunese (con valori massimi attorno ai 500 mm nell'agordino), mentre nel secondo caso va ad interessare consistentemente anche la fascia prealpina (massimi attorno ai 400 mm nell'alta valle del Posina e nel Cansiglio). Gli eccezionali apporti meteorici hanno pesanti ripercussioni su gran parte della rete idrica della regione, accentuate da un persistente flusso sciroccale sul litorale, che ostacola il deflusso verso il mare, e da un limite delle nevicate piuttosto elevato per il periodo, superiore ai 2000 m.

 

Di seguito sono riportate le analisi dei seguenti eventi intensi, seguite dall'analisi idrologica:

 

Animazione da satellite per il 13-16 novembre 2002.Evento del 13-18 novembre 2002.

Le caratteristiche principali di questo primo sistema depressionario (animazione a fianco, satellite METEOSAT, modalità infrarosso) risultano la persistenza di un flusso caldo e umido dai quadranti meridionali, un limite delle nevicate elevato (superiore ai 2000-2400 m), un'elevata intensità del vento a tutti i livelli per tutto il periodo e un intenso e persistente flusso sciroccale lungo il litorale, più marcato nella giornata del 16 novembre (si vedano di seguito l'intensità del vento a Pradon di Porto Tolle e le frequenze di direzione dei venti), che ostacola il naturale deflusso dei corsi idrici in mare. Nel tardo pomeriggio del 16 il fronte freddo associato alla perturbazione transita sulla regione interrompendo temporaneamente la fase di maltempo e apportando ampie schiarite su tutto il territorio. Al suo seguito, nella giornata di lunedì 18, si assiste al transito definitivo della perturbazione che, spostandosi verso est interessa la regione con un flusso ciclonico dai quadranti orientali. Il colpo di coda della perturbazione apporta nuove precipitazioni, specie nel bellunese, ma con quantitativi più consistenti nel settore orientale, compreso quello prealpino, meno interessato dalla fase più intensa dell'evento. In questo primo evento le precipitazioni si concentrano principalmente nel bellunese centrale, ove si registrano i danni maggiori, associati a frane e sradicamento di conifere per effetto del forte vento, specie nel pomeriggio/sera del 16. In questa fase non si registrano esondazioni in pianura.

Analizzando l'evento del 13-18 novembre, il forte vento alle quote medio-alte (si veda l'andamento del vento sul Mte Cesen [1500 m s.l.m.] riportato in rosso nei grafici seguenti) consente al flusso di scavalcare il primo ostacolo orografico rappresentato dalla barriera prealpina almeno nella fase iniziale dell'evento, ovvero quella caratterizzata da un flusso puramente meridionale (dal 13 al 16 novembre) andandosi a scaricare persistentemente su quella centro-dolomitica. Queste considerazioni sono rafforzate dagli andamenti esemplificativi riportati nei due grafici a fianco.

Andamento della precipitazione a Col Indes (Prealpi bellunesei) e del vento sul Monte Cesen (Prealpi bellunesi) nel corso dell'evento 13-18 novembre 2002.Nel grafico superiore, infatti, si è riportato l'andamento del vento sul Monte Cesen e il corrispondente accumulo di precipitazione orario al suolo in località Malga Col Indes (prealpi bellunesi). E' evidente come le prime precipitazioni significative si registrino nella serata del 16 e poi nuovamente il 18.

Andamento della precipitazione ad Agordo (Dolomiti meridionali) e del vento sul Monte Cesen (Prealpi bellunesi) nel corso dell'evento 13-18 novembre 2002.Mentre, osservando il grafico sottostante, che riporta l'andamento del vento sul Cesen in relazione alla precipitazione accumulata in località Agordo (fascia centrale dolomitica), si osserva già a partire dal pomeriggio del 14 un accumulo di precipitazione molto consistente che si prolunga incessantemente fino alle prime ore del 16, per poi riprendere con quantitativi ancor più significativi dalla tarda mattinata del 16. Si assiste ad un'inversione nell'intensità di precipitazioni tra le due stazioni solo nella fase finale dell'evento, ovvero il giorno 18, quando il vento, ancora sostenuto, tende a ruotare più verso i quadranti orientali, andando ad interessare con precipitazioni più consistenti la fascia prealpina. In termini di intensità, il vento medio sul Cesen, dal 13 al 18, è di 33 km/h, mentre nella fase caratterizzata da vento più intenso, nella giornata del 16, si mantiene sui 51 km/h, con punta massima dalle 16:00 alle 20:00 di 93 km/h. I massimi di precipitazione si registrano ad Agordo (BL) con 503 mm in 7 giorni.

 

In corrispondenza ai forti venti in quota, anche al suolo e, in particolare, lungo il litorale, si registrano forti venti sciroccali. Nei due grafici sottostanti, si evidenzia l'andamento dell'intensità del vento (in basso a sinistra) e la direzione prevalente (a destra). Come evidente, la direzione prevalente risulta quella dal settore sudorientale, ovvero la direzione sciroccale. Questo fattore ha giocato un ruolo fondamentale sul deflusso dei corsi fluviali e sulla presenza di acqua alta a Venezia, persistente e considerevole (145 cm il 16 novembre).

Andamento dell'intensità del vento medio (su 10') a Pradon di Porto Tolle dal 14 al 18 novembre 2002.

 

Rosa delle direzioni prevalenti dei venti a Pradon di Porto Tolle nel periodo 14-18 novembre 2002:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Animazione da satellite relativa al periodo 23-28 novembre 2002.Evento del 24-27 novembre 2002:
le caratteristiche principali di questo secondo sistema depressionario (animazione a fianco, satellite METEOSAT, modalità infrarosso) risultano nuovamente la persistenza del flusso caldo-umido, ma in questo caso in prevalenza sudorientale, associato ancora ad un limite delle nevicate elevato (superiore ai 2000-2200 m) e la persistenza di un flusso sciroccale lungo il litorale che ostacola il deflusso dei corsi idrici in mare (si vedano di seguito l'intensità del vento a Pradon di Porto Tolle e la frequenza di direzione dei venti) . Nel primo pomeriggio del 27 il fronte freddo associato alla perturbazione transita sulla regione interrompendo temporaneamente la fase di maltempo e apportando ampie schiarite su tutto il territorio. In questo caso le zone interessate dalle precipitazioni più abbondanti sono ancora quelle montane e in principal modo la fascia prealpina occidentale e in particolare l'alta valle del Posina. Precipitazioni abbondanti si sommano alle precedenti anche nel bellunese e i corsi idrici principali, già alimentati dal precedente evento, fanno scattare l'allarme idrologico in diverse aree della regione.

Analizzando l'evento del 24-27 novembre, il vento pur forte alle quote medio-alte (si veda l'andamento del vento sul Mte Cesen [1500 m s.l.m.] nei grafici sottostanti in basso, in rosso) risulta in intensità molto inferiore a quello dell'evento precedente. Nei grafici a fianco si è associata all'intensità del vento, la precipitazione oraria rilevata ad Agordo (fascia dolomitica bellunese) e a Passo Xomo (fascia prealpina vicentina). A differenza del caso precedente, in questo caso si osserva per entrambe le stazioni una forte corrispondenza tra l'andamento del vento e la precipitazione. Le intensità massime orarie di precipitazione si registrano a Passo Xomo. Dal 24 al 27 l'intensità media del vento sul Cesen è di 25 km/h, mentre nella fase caratterizzata da vento più intenso, dal 25 al 26, si mantiene sui 36 km/h, con punta massima dalle 05:00 alle 10:00 di 47 km/h. I massimi di precipitazione si registrano a Passo Xomo (VI) con 395 mm.

Andamento della precipitazione ad Agordo (Dolomiti meridionali) e del vento sul Monte Cesen (Prealpi bellunesi) nel corso dell'evento 24-27 novembre 2002.Andamento della precipitazione a Passo Xomo (Prealpi vicentine) e del vento sul Monte Cesen (Prealpi bellunesi) nel corso dell'evento 24-27 novembre 2002.

Lungo la costa si registrano forti venti sciroccali. Nei due grafici sottostanti, si evidenzia l'andamento dell'intensità del vento (in basso a sinistra) e la direzione (a destra). Come evidente, la direzione prevalente è da estsudest. Confrontando l'andamento dell'intensità del vento a Pradon nei due eventi si nota che, pur leggermente meno intenso, il flusso di fine novembre si mantiene comunque sempre sopra i 50 km/h circa per due giorni consecutivi.

Andamento dell'intensità del vento medio (10') a Pradon di Porto Tolle dal 24 al 27 novembre 2002.

Direzione prevalente del vento a Pradon di Porto Tolle nel periodo 24-27 novembre 2002.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I quantitativi totali di precipitazione nei due eventi considerati superano in numerose stazioni i 500 mm, con un massimo assoluto di 832 mm ad Agordo. Sintetizzando l'eccezionalità delle precipitazioni di novembre 2002 con la stazione di Agordo (BL) che registra il massimo di precipitazione accumulata mensile (925 mm), si trova che: le precipitazioni di novembre 2002 ad Agordo rappresentano il 70% circa della precipitazione media annuale di questa località; il valore registrato è quello mensile più elevato dal 1961 (il massimo precedente è di 485 mm dell'alluvione del '66); la precipitazione del 2002 ad Agordo rappresenta il valore annuale più elevato dal 1961; la precipitazione caduta tra il 14 e il 18 novembre 2002 ha un tempo di ritorno stimato di 100 anni circa mentre quella caduta tra il 22 e il 26 ha un tempo di ritorno di circa 20 anni.

 

Analisi idrologica di novembre 2002 per i torrenti Posina e Cordevole

I due eventi pluviometrici analizzati hanno pesantemente colpito soprattutto le zone montane con conseguenti ripercussioni sia nell'assetto idrogeologico del territorio che nell'intera rete idrica regionale.

Andamento del livello idrometrico in funzione della precipitazione oraria per il torrente Cordevole dal 14 al 27 novembre 2002.La prima fase di maltempo, interessando principalmente la provincia di Belluno (soprattutto Agordino e Zoldano), ha influito maggiormente, dal punto di vista idrologico, sui bacini minori del Piave con significativi incrementi di livello idrometrico dei corsi d'acqua a partire dal l5 novembre. In particolare il T. Cordevole (Agordino), come evidenziato nel grafico a fianco registra presso la stazione di Sass Muss (Sedico - BL), 3 massimi relativi nel corso del primo evento, con un picco massimo di livello orario pari a 3.04 m registrato alle ore 22 del 17 novembre.

Precipitazione oraria e cumulata ad Agordo (bacino del Cordevole) dal 14 al 27 novembre 2002.Durante il secondo evento, dal 24 al 27 novembre, pur con quantitativi e intensità di pioggia complessivamente inferiori rispetto alla prima fase, il livello idrometrico del Cordevole, così come tutti i principali corsi d'acqua montani regionali, evidenzia una più veloce risposta idrologica raggiungendo un picco massimo orario di 3.37 m alle ore 19 del 26 novembre e un valore massimo istantaneo che ha toccato i 3.44 m, contro i 4.08 m della piena dell'ottobre 1993, che rappresentano ancora la punta massima assoluta registrata dalla stazione dall'inzio delle osservazioni disponibili (sett. 1989). E' proprio in occasione del secondo episodio di maltempo che anche i grandi fiumi che attraversano il territorio regionale, Livenza, Tagliamento, Piave, Brenta, Bacchiglione e Adige, registrano le massime portate, con frequenti invasioni nelle aree golenali e locali esondazioni.

Andamento del livello idrometrico in funzione della precipitazione oraria per il torrente Posina dal 14 al 27 novembre 2002.Tra i bacini idrografici montani quello del Bacchiglione registra tra il 24 e 27 novembre le precipitazioni complessive più abbondanti; in particolare nel sottobacino del Posina (VI), come evidenziato nella figura a fianco, il livello idrometrico del T.Posina presso la stazione di Stancari (Velo d'Astico - VI), subisce due forti incrementi tra il 25 e il 26 raggiungendo un picco massimo orario di 3.29 m alle ore 16 del 26 novembre, che rappresenta il terzo valore più elevato della serie disponibile (dal 1986).

Precipitazione oraria e cumulata sul bacino del Posina dal 14 al 27 novembre 2002.

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ultima modifica 23/11/2010 13:11