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Inverno 2000/2001

L'analisi della situazione meteorologica dei tre mesi invernali, che vanno da dicembre a febbraio, evidenzia una stagione che complessivamente è risultata mite, soprattutto in pianura e nei fondovalle, e con precipitazioni “stranamente” normali, dopo gli inverni siccitosi degli anni '90.


Le principali anomalie che hanno caratterizzato quest'inverno in Veneto hanno riguardato l'andamento termico, prevalentemente al di sopra della media, la frequenza e l'abbondanza delle precipitazioni di gennaio, il limite delle nevicate generalmente alto, l'elevata variabilità delle condizioni meteorologiche dalle caratteristiche tipicamente autunnali soprattutto nei mesi di dicembre e gennaio. Tra le cause, una circolazione in prevalenza atlantica e le sporadiche apparizioni dell'anticiclone russo-siberiano alle nostre latitudini.

Analizzando in dettaglio l'andamento meteorologico dei tre mesi invernali vediamo che:

Dicembre si presenta con una prima decade tra le più calde degli ultimi 40 anni con temperature minime mediamente superiori di 5-6 °C rispetto alla norma e temperature massime di oltre 10 °C in pianura contro una media di 6-8°C. In montagna temperature minime inferiori allo zero si registrano soltanto localmente a quote superiori ai 1500 m.
La seconda decade si caratterizza per la presenza dell'anticilone delle Azzorre, eccettuati i giorni 15 e 16, quando il transito di una perturbazione atlantica riporta i valori termici attorno agli standard del periodo. L'inizio della terza decade vede la presenza al suolo dell'anticiclone russo-siberiano e di correnti cicloniche settentrionali che determinano condizioni di tempo buono e l'entrata di aria leggermente più fredda e secca a tutti i livelli. Nei giorni 23 e 24 le minime raggiungono valori sensibilmente sotto quelli medi decadali, riportandosi poi nuovamente sopra la norma, per effetto di una circolazione caldo-umida da sud-ovest che porta ad un generale peggioramento delle condizioni meteorologiche con precipitazioni che interessano un po' tutta la regione fino al 30. L'ultimo giorno dell'anno il tempo è buono, con cielo terso e temperature minime sui valori medi. Le precipitazioni mensili, concentrate prevalentemente nell'ultima settimana del mese e con neve anche a quote basse nella notte di Natale, risultano complessivamente nella norma in pianura e nelle prealpi, leggermente inferiori nelle Dolomiti (fig.4).

Il bilancio pluviometrico dell'anno 2000 in Veneto ha mostrato, in prevalenza, precipitazioni superiori alla norma soprattutto nelle zone montane dove, per le eccezionali piogge autunnali (si veda Commento meteo-climatico Ottobre-Novembre 2000), i valori hanno localmente superato di oltre il 50% la media di riferimento. Nonostante la siccità dei primi tre mesi, nelle prealpi vicentine e nel bellunese il 2000 è risultato l'anno più piovoso dell'ultimo ventennio.

Gennaio dimostra un'insolita variabiltà nelle condizioni del tempo a causa del ripetuto transito di perturbazioni atlantiche. Le temperature registrano valori relativamente miti in pianura e nei fondovalle; le frequenti precipitazioni risultano particolarmente abbondanti in occasione dell'evento del 6-8 gennaio caratterizzato da un intenso flusso caldo sciroccale e da nevicate oltre i 2000 m. Le precipitazioni mensili, sensibilmente superiori alla norma, sono comprese tra gli 80 e i 100 mm nella fascia centro-settentrionale della pianura e tra i 100 e i 200 mm nella fascia montana con punte di oltre 250 mm nell'alto bacino dell'Agno (prealpi Vicentine) e nelle zone centro-meridionali orientali del bellunese (fig.2)
La neve cade abbondante soltanto a quote relativamente alte per il periodo, a causa di una circolazione a prevalente componente mediterranea caldo-umida. L'unico periodo freddo del mese si registra tra il 14 e il 17 per l'instaurarsi di una circolazione fredda dai Balcani che riporta entrambi i valori estremi di temperatura attorno alla media in pianura e punte minime al di sotto dei –20°C nell'Altopiano di Asiago e in alcune località delle Dolomiti. L'ultima decade si manifesta con cielo in prevalenza nuvoloso, deboli precipitazioni, nebbie o foschie nelle ore più fredde e valori di temperatura, specie minima, sopra la media stagionale, per una circolazione prevalentemente ciclonica mediterranea.

Ad eccezione dei primi 5 giorni, il mese di febbraio, fino al giorno 23, risulta molto caldo con temperature massime, mediamente tra i 5 e gli 8°C sopra la norma e quasi totale assenza di precipitazioni, se si eccettuano alcuni deboli eventi nella prima decade. Dal giorno 11, in particolare, l'Anticiclone delle Azzorre si estende all'Europa occidentale, contribuendo a mitigare il rigore invernale e ad anticipare notevolmente il risveglio vegetativo di molte specie. Molte colture, soprattutto arboree quali mandorli e albicocchi, sono uscite dal riposo invernale mostrando i primi fiori con quasi un mese di anticipo rispetto alla media. Ma come è noto, una ripresa vegetativa anticipata, dovuta a condizioni meteorologiche favorevoli come quelle di quest'anno, può essere molto pericolosa per gli organi riproduttivi di alcune colture, le frutticole in particolare; nelle nostre zone, il rischio di gelate primaverili resta infatti elevato fino alla seconda decade di aprile.
Solo nell'ultima decade, una circolazione settentrionale continentale, con vento da nordest al suolo, riporta la temperatura al di sotto della media soprattutto tra il 25 e il 27, quando si registrano anche in pianura valori minimi localmente inferiori a -5°C. Nella mattina del 28 febbraio, un vortice freddo dal nord Europa, si approfondisce sul Mar Ligure, apportando precipitazioni diffuse sulla regione, che per effetto del ristagno di aria fredda, si convertono in nevicate anche in pianura, localmente anche consistenti. Mentre la neve non ha, generalmente, arrecato danni alle colture, le gelate come quella di martedì 27, sono da ritenersi estremamente pericolose per le arboree già in fase di ripresa vegetativa; tuttavia, è ancora prematura una valutazione complessiva di eventuali danni.

 

Di seguito (fig.1: precipitazione accumulata a dicembre, fig.2: precipitazione accumulata a gennaio, fig.3: precipitazione accumulata a febbraio) si riportano le isoiete mensili sulla regione:

Mappa delle precipitazioni cumulate nel mese di dicembre 2000Mappa delle precipitazioni cumulate nel mese di gennaio 2001Mappa delle precipitazioni cumulate nel mese di febbraio 2001

Di seguito si riporta la tabella relativa ai dati termo-pluviometrici mensili per il trimestre analizzato per i capoluoghi di provincia, con relativi riferimenti climatologici.

Tabella con alcuni valori termopluviometrici provinciali mensili.

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ultima modifica 23/11/2010 13:11