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Inverno 2010/2011

L’inverno 2010-2011 si presenta come piuttosto precoce, assai umido e particolarmente freddo, nonostante le varie avvezioni sciroccali che spezzano un po’ le lunghe ondate di freddo iniziali. Tale fase è da imputarsi ad una circolazione generale segnata da un forte indice negativo della NAO che determina una circolazione, responsabile dell’alternarsi di discese d’aria polare e di intensi richiami sciroccali. L’altra caratteristica della stagione fredda 2010-2011 è di presentare un importante cambiamento meteorologico dal 10 gennaio in poi. Infatti, da tale data, il freddo diventa assai più latitante grazie all’affermarsi di una situazione di blocco che favorisce il prolungato dominio di un’alta pressione atlantica con annesso bel tempo, spesso anormalmente mite. In febbraio nuove discese di aria fredda (saccature) riportano brevi episodi invernali, ma la stagione sembra ormai avviarsi verso condizioni sempre più primaverili, anche se alle nostre latitudini qualche incisione invernale riesce ad insinuarsi anche nei mesi di marzo ed aprile.

 

Il commento meteoclimatico si articola in tre sezioni principali:

Analisi sinottica

Nel corso dell'inverno 2010-2011 complessivamente si sono verificate 35 configurazioni cicloniche, 24 di alta pressione dinamica (presente sia al suolo che in quota) responsabili di giornate generalmente belle, spesso anche meno fredde del solito e 31 giornate miste, con anticiclone al suolo e depressioni in quota o vice versa, quest’ultime associate a tempo variabile o buono.

Vai alla descrizione analitica dei mesi:

Dati meteorologici

Temperature minime, massime e medie nei capoluoghi di provincia

mesemassime assoluteminime assolutemedia delle medie
dicembre 8 ÷ 14 °C -12 ÷ -6 °C -1 ÷ 4 °C
gennaio 3 ÷ 8 °C -11 ÷ -3 °C -1 ÷ 4 °C
febbraio 15 ÷ 17 °C -7 ÷ -2 °C 1 ÷ 8 °C

Giorni piovosi sulla regione (numerosità nel periodo di rilevamento)

meseN° di giorni piovosi (>= 1mm)N° giorni con precipitazioni >= 40 mm
dicembre 18 3 (di cui 2, il 23-24 dicembre, con precipitazioni localmente superiori a 100/200 mm e il 23 anche superiori a 300 mm)
gennaio 9 0 (solo due eventi superano i 20 mm, ma non superano i 30 mm)
febbraio 10 1 (il 16 febbraio, con valore massimo di 80 mm)

Eventi nevosi

meseEventi con accumulo di neve al suolo sulla montagna veneta
dicembre 11 [di cui 3 con accumuli superiori ai 20 cm (1,3,23 dicembre)]
gennaio 2 [di cui uno solo con accumuli superiori ai 20 cm (il 10 gennaio)]
febbraio 5 [di cui 2 con accumuli superiori ai 20 cm (16, 27 febbraio)]

Dati climatologici

Analisi termometrica

L'analisi termometrica prevede alcune elaborazioni relative alla temperatura misurata a 2m; la numerosità delle stazioni su cui vengono rilevati i dati varia a seconda della specifica elaborazione.

Stazioni di rilevamento Elaborazioni effettuate Risultati
Tutte le stazioni attive [almeno 10 anni di dati] Scarto termico stagionale rispetto alla media stagionale generalmente entro la media stagionale, leggermente superiore nel bellunese, leggermente inferiore nella pianura meridionale
Una stazione per provincia Giorno tipo per il periodo Marzo 2010 - Febbraio 2011 si evidenziano un periodo molto più freddo del normale tra il 15 e il 18 dicembre, e un periodo molto più caldo del normale attorno al 24 dicembre
Una selezione di 32 stazioni Tabella con alcuni valori termici di riferimento

i valori risultano per lo più confrontabili con la media,se si eccettuaun evidente incremento in una parte del settore montano dei giorni con temperatura minima inferiore a -5°C e di quelli con massima sotto zero

Analisi pluviometrica

L'analisi pluviometrica prevede alcune elaborazioni relative alla precipitazione misurata a 2m; la numerosità delle stazioni su cui vengono rilevati i dati varia a seconda della specifica elaborazione.

Stazioni di rilevamento Elaborazioni effettuate Risultati
Tutte le stazioni attive [almeno 10 anni di dati] Scarto pluviometrico stagionale rispetto alla media stagionale risulta in prevalenza positivo e molto marcato (se si eccettua il rodigino) soprattutto per i consistenti apporti di dicembre, e nel settore montano anche per quelli di febbraio
Una stazione per provincia Precipitazione mensile Dicembre 2010 - Febbraio 2011 nel primo bimestre del 2011 le precipitazioni risultano in media o leggermente inferiori, a differenza delle precipitazioni di dicembre 2010 generalmente superiori alla media e localmente anche molto superiori
Una selezione di 32 stazioni Tabella con alcuni valori pluviometrici di riferimento dalla tabella si osserva che la precipitazione stagionale su buona parte del territorio risulta significativamente sopra la media, così come il numero di giorni con precipitazione massima su 1 giorno e soprattutto su 5 giorni

Analisi nivometrica

Le rilevazioni relative all'altezza del manto nevoso vengono misurate in automatico; la numerosità delle stazioni su cui vengono rilevati i dati varia a seconda della specifica elaborazione.

Stazioni di rilevamento Elaborazioni effettuate Risultati
Stazione di Arabba [1979-2010] Altezza neve fresca, altezza neve al suolo e numero di giorni nevosi rispetto alla media stagionale a dicembre e gennaio i tre parametri esaminati risultano in media; a febbraio, sia il numero di giorni nevosi che il massimo apporto mensile risultano inferiori alla media
Stazione di Arabba [1979-2010] Altezza del manto nevoso stagionale rispetto alla media 1979-2010 il grafico evidenzia fino a metà gennaio un andamento sopra la media. Da metà gennaio a fine febbraio si mantiene entro la media
15 stazioni in quota sui monti veneti Altezza del manto nevoso stagionale rispetto alla media 1990-2010

I grafici evidenziano, nelle varie aree, caratteristiche distinte. Dal dettaglio delle macroaree si trova che:

  • Dolomiti settentrionali: l'altezza del manto nevoso si mantiene per l'intera stagione (eccetto a Casera Doana) sopra la media, localmente e temporaneamente molto sopra
  • Dolomiti meridionali: Col dei Baldi e Monti Alti di Ornella presentano un andamento simile a quello osservato su Dolomiti settentrionali, mentre Cima Pradazzo e Malga Losch evidenziano un andamento più simile a quello registrato ad Arabba
  • Prealpi bellunesi, vicentine e veronesi: in evidenzia il lungo periodo di assenza di precipitazioni tra fine gennaio e metà febbraio e il corrispondente assestamento, effetto anche delle temperature relativamente miti. L'andamento complessivo risulta generalmente entro la media o inferiore

Note al testo

  1. Giorno tipo: media mobile su 31 giorni della temperatura media giornaliera dall'anno di attività della stazione. Nell'analisi si riporta solo il giorno tipo per le stazioni rappresentative dei capoluoghi di provincia.
  2. valore “superiore alla media”, “inferiore alla media” e “in media”: valori superiori al 75° percentile, inferiori al 25° percentile e compresi nell’intervallo tra questi due estremi, rispettivamente, oppure entro una deviazione standard.
  3. valore “molto superiore” e “molto inferiore”: valori esterni all’intervallo 2.5°-97.5° percentile. Ove specificato si è fatto ricorso alla mediana, anziché alla media per l'elevata dispersione di specifici dati, come l'altezza del manto nevoso.
  4. Fonte dei dati: reanalisi National Centers for Environmental Prediction (NCEP), stazioni termopluviometriche della rete di ARPAV - Dipartimento Regionale per la Sicurezza del Territorio.
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ultima modifica 24/03/2011 10:47