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Ottobre-Novembre 2000

La prolungata fase di maltempo che ha colpito in modo particolare il nord d'Italia, nei mesi di ottobre e novembre, ha fatto registrare, anche nella nostra regione, numerosi eventi piovosi con precipitazioni intense ed abbondanti, provocando ripetuti fenomeni di piena con locali esondazioni dei corsi d'acqua e diffusi dissesti idrogeologici nei territori montani.

 

Dopo un'inverno e una primavera fortemente siccitosi e una stagione estiva con precipitazioni complessivamente nella media, quest'autunno ha largamente compensato il deficit idrico accumulatosi, nella maggior parte della nostra regione, dall'inizio dell'anno. Le piogge che colpiscono diffusamente la regione tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre segnano l'inizio di un lungo periodo piovoso che può considerarsi concluso soltanto negli ultimi giorni di novembre, quando il riaffermarsi dell'anticiclone delle Azzorre alle nostre latitudini porta finalmente a condizioni di bel tempo su tutta la regione.
Nel corso del bimestre esaminato il CMT ha emesso 26 messaggi speciali di condizioni meteorologiche avverse per informare gli enti preposti alla salvaguardia del territorio sulle fasi più intense del maltempo. In particolare, il CMT ha attivato 7 distinte allerte meteorologiche con servizio 24h ed emissione di bollettini triorari di nowcasting, per un totale di 8 notti coperte dal personale esperto del CMT e di oltre 150 bollettini specifici emessi. Durante l'intero periodo la situazione meteorologica è stata tenuta sotto costante controllo tramite il radar meteorologico di Monte Grande (Colli Euganei) e il monitoraggio in continuo delle precipitazioni e dei livelli idrometrici dei corsi d'acqua registrati dalla rete di telemisura del CMT.

Analisi Meteo-climatica

I mesi di ottobre-novembre del 2000 sono stati caratterizzati, da un punto di vista meteorologico, dalla repentina scomparsa verso i primi di ottobre dell'Anticiclone delle Azzorre. Se la stagione autunnale, infatti, in quanto di transito dall'influenza estiva dell'Anticiclone delle Azzorre a quella invernale di quello Russo-Siberiano, è caratterizzata generalmente da eventi pluviometrici intensi, quest'autunno risulta senz'altro uno dei più interessanti per i livelli raggiunti almeno su tutto il settore montano veneto. Ad eventi intensi e abbondanti sono corrisposti diversi periodi caratterizzati da venti meridionali o sciroccali piuttosto intensi sul litorale e da un limite delle nevicate spesso elevato.

In particolare, l'evento caratterizzato dal flusso sciroccale più intenso su tutto il litorale è quello del 6 novembre 2000. In tale rapido evento, concentrato essenzialmente nella seconda metà della giornata, nella fase più significativa (tra le 16:00 e le 22:00 solari), si registrano correnti sciroccali intense su tutta la costa con valori di vento medio a 10 m di altezza generalmente sopra i 30 km/h.

Vento medio a Lugugnana il 6 novembre 2000In particolare, i valori medi più intensi si registrano nell'alto veneziano, dove le stazioni di Lugugnana ed Eraclea segnano valori medi tra le 17:00 e le 23:00 costantemente superiori a 40 km/h, con punte sopra i 50 (ad esempio a Lugunana si registrano valori medi orari tra 57 e 59 km/h tra le 19:00 e le 22:00 solari, come evidenziato nel diagramma a fianco). Interessante anche il valore di raffica a Lugugnana di 72 km/h alle 18:58, ad indicare un vento forte costante senza valori estremi troppo discosti dalla media. In questo evento l'intenso flusso sciroccale contribuisce alla criticità della situazione idro-meteorologica, inibendo le potenzialità di deflusso in mare dei considerevoli carichi fluviali. In corrispondenza, infatti, il fiume Piave raggiunge la fase di allarme, corrispondente a più di 1000 m3/sec scaricati nella diga di Busche (nel bellunese), rendendo critiche le condizioni su tutto l'alto veneziano e trevigiano orientali.

Analisi del mese di ottobre 2000

Le due prime settimane di ottobre sono caratterizzate da condizioni generalizzate di maltempo con susseguirsi senza soluzione di continuità di sistemi perturbati atlantici, più o meno persistenti. Tra la fine del mese di settembre e l'inizio di ottobre si registra un primo evento significativo che vede il Mediterraneo centro-occidentale come sede di un moderato contrasto termico tra l'aria fredda artica da nord e quella calda africana da sud, con forti correnti meridionali sulla regione. Dopo questo primo periodo, si instaurano condizioni di moderata stabilità fino al 6 ottobre, quando aria artica si affaccia nuovamente a nord dell'arco alpino ed un sistema frontale in avvicinamento da nord-ovest apporta un flusso dai quadranti meridionali sulla regione. Il 7 ottobre il vortice ciclonico associato all'aria fredda artica, si approfondisce verso sud investendo la regione con un flusso sciroccale in intensificazione a tutti i livelli. Nei due giorni successivi il sistema frontale si sposta verso est, lasciando un flusso più orientale al suolo. Già nella giornata del 9 si avvicina da nord-ovest un nuovo sistema frontale, in approfondimento il 10, associato ad un nucleo di aria più fredda in quota, con correnti da ovest-sudovest in intensificazione sulla regione. Nei due giorni successivi domina un intenso flusso sud-occidentale associato alla stazionarietà del fronte a ridosso delle Alpi. Nella giornata del 13 il flusso si fa più sciroccale al suolo. Il giorno seguente, il fronte tende ad invorticarsi sulle coste della Provenza, rafforzando il flusso sciroccale al suolo; il bacino del Mediterraneo occidentale è sede di marcato contrasto termico; il flusso in quota si mantiene sostenuto ma si fa più meridionale per effetto dello spostamento del vortice sulle Baleari. Il 15 ottobre al suolo è presente una ciclogenesi sul Golfo di Marsiglia che nel corso della giornata si sposta sul Mar Ligure, continuando ad interessare con flusso sciroccale tutta la costiera adriatica, a tutti i livelli e in modo piuttosto sostenuto; la zona di massimo contrasto termico si sposta sulla fascia appenninica, corrispondentemente al vortice ciclonico in quota ormai in asse con la ciclogenesi al suolo sul Golfo di Marsiglia. Il vortice ciclonico investe la regione con correnti perturbate meridionali, associate ad un sistema frontale al suolo e ad un nucleo di aria fredda sulla valle del Rodano. Dal 17 ottobre le condizioni meteorologiche sulla regione iniziano a migliorare, per effetto di un campo di pressione molto livellato, benché ancora ciclonico fino al 18. Dal 19 al 23 ricompare temporaneamente l'anticiclone delle Azzorre apportando condizioni di maggior stabilità atmosferica. L'anticiclone russo-siberiano si insinua al suolo da nord-est. Dal 26 ottobre la fase di temporanea stabilità incomincia a subire delle interruzioni. Un sistema frontale attraversa rapidamente le Alpi il 27 ristabilendo già a metà giornata correnti anticicloniche che permangono sulla regione fino al 28 incluso. Il 29 un esteso fronte atlantico si porta in giornata a ridosso dell'arco alpino occidentale.

Precipitazione cumulata nel mese di ottobre 2000 sul territorio regionalescarto delle precipitazioni provinciali rispetto alla mediaIn sintesi il mese di ottobre registra almeno 4 eventi idro-pluviometrici intensi concentrati prevalentemente nei primi 15 giorni; complessivamente sulla nostra regione le piogge cadute in questo mese superano di 1-2 volte i quantitativi normali mensili (riferiti al trentennio 1961-90), risultando più abbondanti nelle prealpi vicentine (Rifugio La Guardia, nell'alto bacino dell'Agno, la località più piovosa con 716 mm totali nel mese, di cui oltre 600 mm nelle prime due decadi) e nella fascia centrale della provincia di Belluno (Soffranco, nel Longaronese, registra oltre 560 mm). Il portogruarese, in provincia di Venezia, risulta la zona meno piovosa con precipitazioni in linea con la media. Alla fine del mese si contano mediamente sul territorio regionale 15 giorni di pioggia, concentrati in prevalenza nelle prime due decadi. Gli eventi più significativi si registrano tra il 30 settembre e 1 ottobre, il 7, il 10-13, il 15 e il 31 ottobre. La tregua del maltempo che caratterizza la seconda metà del mese, favorisce, almeno parzialmente, l'esaurimento delle piene nei corsi d'acqua e il deflusso del Po e dei grandi fiumi in Adriatico. Nelle due mappe riportate sono rappresentate rispettivamente a sinistra le isoiete (linee di egual precipitazione) mensili di ottobre e, a destra, lo scarto della precipitazione accumulata ad ottobre rispetto al trentennio 1961-'90.


Analisi del mese di novembre 2000
carta sinottica suolo/500 hPa del 6 novembre 2000 [fonte: Deuttscher Wetterdienst - Offenbach]carta sinottica suolo/500 hPa del 7 novembre 2000 [fonte: Deuttscher Wetterdienst - Offenbach]I primi giorni del mese sono caratterizzati da un moderato flusso da ovest-sudovest a tutti i livelli. In particolare la notte del 31 ottobre un sistema frontale attraversa il nord Italia per poi ristabilire correnti cicloniche sud-occidentali sulla regione. Il flusso si intensifica a partire dal 3 novembre, quando un nuovo sistema frontale transita esaurendosi solo nella giornata del 4. Il 5 sono presenti correnti cicloniche a tutti i livelli ed un moderato contrasto termico a ridosso dell'arco alpino. Nelle prime ore del 6 novembre (Analisi al suolo delle 00 UTC del 06.11.00, fonte: Deuttscher Wetterdienst - Offenbach, in alto a sinistra), un esteso sistema frontale, è presente tra Francia e Spagna e già in tarda mattinata ha raggiunto la Provenza per transitare sulla regione entro le ultime ore della giornata (Analisi al suolo delle 00 UTC del 07.11.00, fonte: Deuttscher Wetterdienst - Offenbach, in alto a destra).

Il bacino dell'alto Mediterraneo occidentale diventa sede di elevati contrasti termici e il flusso sud-occidentale associato ad un esteso vortice ciclonico sulle isole britanniche si intensifica sulla penisola. Il fronte transita molto rapidamente nella seconda metà della giornata, esaurendosi entro le 23:00, con apporti pluviometrici ragguardevoli specie nelle zone prealpine. Nei giorni successivi permane un flusso generalmente ciclonico dai quadranti occidentali. Dal 13 si intensifica il flusso sud-occidentale a tutti i livelli e un esteso sistema frontale si approssima all'arco alpino occidentale il 14, transitando il 15. Il 17 e il 18 un vortice ciclonico staziona sul Ligure, con correnti meridionali umide sulla regione. Il 20 un nuovo fronte attraversa le Alpi da nord-ovest, abbandonando la regione solo nelle prime ore del 22. Il 24 e il 26 altri due sistemi frontali attraversano la regione, finché, finalmente il 27, l'anticiclone atlantico fa nuovamente la sua comparsa sul bacino del Mediterraneo, interrompendo la lunga ondata di maltempo.

In conclusione anche in novembre le piogge colpiscono prevalentemente le zone montane (fascia prealpina e Bellunese centro-meridionale) dove i quantitativi totali raggiungono valori superiori ai 500 mm con punte di oltre 800 nella zona di Recoaro (VI). Rispetto alla norma gli apporti pluviometrici risultano mediamente doppi nella fascia settentrionale della pianura e più che tripli, localmente quadrupli, nelle zone montane. Complessivamente i giorni piovosi in novembre superano in molte località i 15 giorni, oltre il doppio rispetto alla media. Gli eventi più significativi risultano il 3, 6, 13-14, 15-18 e 23-24 novembre; le precipitazioni giornaliere risultano spesso superiori ai 100 mm e talora di oltre 200 mm con intensità localmente eccezionali: in Cansiglio - località Malga Col Indes (BL) il giorno 6 cadono complessivamente 247 mm di cui 238 mm in 12 ore e ben 184 mm in 6 ore, evento da considerarsi eccezionale e che statisticamente si verifica ogni 50-60 anni. Le temperature, sia in pianura che nei fondovalle, si mantengono sempre al di sopra della media del periodo (le medie mensili risultano mediamente superiori di 1-2°C rispetto alla norma) a causa della persistente copertura nuvolosa e dei frequenti flussi meridionali che mantengono le minime della notte su valori relativamente alti. Il limite delle nevicate si abbassa rispetto al mese precedente ma si mantiene comunque a quote medio-elevate (oltre i 2000 m) per quasi tutto il mese. Soltanto nella serata del 24 le precipitazioni assumono localmente carattere nevoso alle quote basse (700-800 m), ma solamente nelle zone dolomitiche.

Precipitazione cumulata nel mese di novembre 2000 sul territorio regionalescarto delle precipitazioni provinciali rispetto alla media indicataSe già da una sommaria analisi mensile dei dati si può affermare che sia il mese di ottobre che di novembre sono risultati tra i più piovosi degli ultimi 10 anni, analizzando invece il bimestre ottobre-novembre risulta evidente che è stato il più piovoso degli ultimi 50 anni (come visibile in fig. 10 e fig. 11) e con molta probabilità, soprattutto per le zone montane, il più piovoso del secolo. Le annate con i quantitativi maggiori, dopo questo bimestre del 2000, sono state il 1996, il 1966, e, in alcune zone, il 1982, il 1976 e 1972. Nella maggior parte della regione le precipitazioni registrate in questi due mesi hanno quasi eguagliato e in alcuni casi superato, il totale di pioggia accumulato nei primi 9 mesi dell'anno. Le località più piovose sono risultate Rifugio La Guardia (VI) con 1603 mm totali tra ottobre e novembre, Soffranco (BL) con 1349 mm, Recoaro 1000 con 1327 mm valori che, mediamente, rappresentano il 70-80% della pioggia annua di queste località. Nelle due mappe riportate sono rappresentate rispettivamente a sinistra le isoiete mensili di novembre e, a destra, lo scarto della precipitazione accumulata a novembre rispetto al trentennio 1961-'90.

Di seguito si riportano alcuni grafici di raffronto fra le precipitazioni medie decadali e quelle di ottobre-novembre 2000 per le due stazioni di montagna di Recoaro (VI) e Agordo (BL) e per le due stazioni di pianura di Venezia e Treviso.
Precipitazione decadale bimestre ottobre-novembre 2000 ad AgordoPrecipitazione decadale bimestre ottobre-novembre 2000 a TrevisoPrecipitazione decadale bimestre ottobre-novembre 2000 a VeneziaPrecipitazione decadale bimestre ottobre-novembre 2000 a Recoaro


Di seguito si riportano i grafici relativi ai bimestri ottobre-novembre più piovosi dal 1951, per le stazioni di Recoaro (Vicenza) e Agordo (Belluno).

Piovosità massima del bimestre ottobre-novembre 2000 ad Agordo rispetto agli archiviPiovosità massima del bimestre ottobre-novembre 2000 a Recoaro rispetto agli archivi

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ultima modifica 23/11/2010 13:11