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Sinossi Inverno 2013/14

Il trimestre invernale 2013-2014 è caratterizzato da una eccezionale piovosità e da una grande mitezza nonché da apporti nevosi eccezionali in montagna. Una fase iniziale mite e molto stabile fino alla vigilia di Natale, poi uno svolta con eventi fortemente perturbati, spesso associati a intense avvezioni d’aria calda per la stagione. Infatti le forti ondate di maltempo osservate nel cuore dell’inverno assomigliano assai più ondate di maltempo autunnali che ad episodi perturbati di stampo invernale; anche in montagna le piogge cadono molto spesso fino sui 1600/1800 m, anche fino a 2000 m. Per quanto riguarda le temperature l’impronta termica invernale è del tutto assente con scarti positivi di circa 1,5°C in alta quota fino a ben 2/3°C sopra la media di riferimento 1985/2010 in pianura e alle quote medio-basse della montagna veneta (fino sui 1000/1200 m).

 

Il mese di Dicembre inizia sotto l’influenza di una forte circolazione anticiclonica di matrice atlantica con tempo stabile ed eccezionalmente mite in quota (zero termico a 3190 m – radiosondaggio di Milano alle ore 12 UTC del 4 Dicembre), ma nello stesso tempo vi è una sensibile inversione termiche con gelate assai diffuse nei fondovalle ed in pianura con forti brinate. Le figure 1a e 1b mostrano il profilo termico tra Feltre e Monte Cesen con ben 12.5°C in più di minime sul Cesen a 1552 m (+6°C) rispetto a Feltre 267 m (-6,5°C).  Tale situazione perdura fino al 5 Dicembre. Poi un sistema frontale passa velocemente da Nord verso Sud con Stau sul versante Nord e forti venti tra il 6 e il 7 Dicembre sulle Alpi veneti con Foehn nelle valli. Dal 9 il bel tempo stabile torna con inversione sempre più marcata nei bassi strati atmosferici. Le gelate sono diffuse nelle conche prealpine ed in pianura, mentre le temperature rimangono spesso positive in montagna. Tale situazione perdura fino al 13 Dicembre. Poi la presenza sull’Italia di una piccola depressione in quota determina un lieve e temporaneo calo termico per 48 ore in montagna, mentre il freddo notturno diventa via via più forte a bassa quota. Nei giorni seguenti, tra il 15 ed il 19 torna l’alta pressione, ma questa volta di matrice continentale con condizioni assai simili a quelle precedenti. Nella serata del 19 una saccatura atlantica sopraggiunge sulle Alpi con peggioramento del tempo il giorno 20, poi di nuovo un temporaneo promontorio riporta tempo stabile con molta umidità nei bassi strati. Tra il 25 ed il 26 una profonda saccatura con forti correnti di libeccio (carta del 24/12/2013 alle ore 12 Fig. 2c) porta un significativo episodio di maltempo, specie sulla pedemontana e la montagna veneta con piogge abbondanti (Fig. 1d) e nevicate copiose oltre i 1200/1500 m sulle Dolomiti, oltre i 1700/1800 m sulle Prealpi (fino a 487 mm a Valpore, ma spesso da 100 a 200 mm. Apporti di neve di 80/120 cm). La neve pesante provoca black out elettrici per 36/48 ore in molte valli dolomitiche. Dopo questo episodio il tempo si ristabilisce grazie ad una dorsale atlantica. Tuttavia tra il 28 sera e il 29 mattina, una debole saccatura in quota riporta un po’ di neve in montagna e qualche pioggia tra le Prealpi e la pedemontana occidentale (Veronese e vicentino). Poi il tempo migliora più decisamente per gli ultimi giorni di Dicembre grazie ad un alta pressione mobile nord atlantica.

 

Fig. 1a e 1b - Temperature Sul Cesen e a Feltre tra il 4 - 5 Dic. 2013. Dai 12 ai 13°C in meno nel fondovalle

 

 

Il mese di Gennaio inizia con il proseguire della situazione anticiclonica degli ultimi giorni di dicembre, ma il 2 una piccola saccatura transita sul Veneto senza effetti rilevanti. Il 3 gennaio una saccatura atlantica si avvicina all’Italia apportando aria umida da Sud-Ovest. Tale saccatura provoca un nuovo episodio di forte maltempo su buona parte del Veneto, anche se assai meno intenso rispetto all’evento di Natale e Santo Stefano (massimo di 129 mm in Valpore e precipitazioni medie comprese tra i 40 e 90 mm). Dal 6 gennaio fino all‘11 un promontorio non ben delineato riporta tempo stabile, ma non particolarmente soleggiato per nubi alte in montagna e molte nebbie in pianura e nei fondovalle prealpini. Il clima risulta molto mite in quota. Il ristabilirsi del tempo è di breve durata, in quanto il giorno 14 le condizioni peggiorano di nuovo con piogge piuttosto estese, ma significative solo sulle zone montane e pedemontane. La neve cade solo sopra i 1000/1400 m. Dal 16 al 20 il tempo risulta perturbato con nuovo significativo episodio pluvio-nevoso (Fig. 2b) (apporti minimi di 25/30 mm sulla pianura meridionale e massimi di 150/180 mm sulle Prealpi con punta di 252 mm a Valpore). La situazione neve in alta quota diventa eccezionale con manto nevoso che raggiunge i 230/260 cm attorno a 2000 m. Dal 20 al 27 Gennaio il tempo alterna giornate di bel tempo grazie a brevi dorsali e brevi episodi perturbati. L’episodio più rilevante si verifica tra il 27 ed il 28 Gennaio con precipitazioni diffuse, nevose fino sui 250/400 m. La fine del mese risulta eccezionalmente perturbato con un evento eccezionale tra il 30 ed il 31 Gennaio con quantitativi di pioggia e neve che risultano fra i più importanti degli ultimi 20 anni (fino a 200/300 mm di pioggia e 150/180 cm di neve nei settori più colpiti).

 

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Fig. 2a - Carta delle precipitazioni osservate sul Veneto  - 5-6 Gennaio 2014

Fig. 2b - Carta delle precipitazioni osservate sul Veneto  - 16-19 Gennaio 2014

 

Il mese di Febbraio, inizia come è finito il mese di gennaio con il perdurare dell’evento di maltempo eccezionale. I giorni 1, 2 e 3 sono ancora fortemente perturbati in relazione alla persistenza di un spiccata circolazione depressionaria. Nei giorni successivi, anche se con minore intensità la saccatura presente sull’Europa occidentale continua a provocare episodi pluvio-nevosi sul Veneto. La carta delle precipitazioni (Fig. 3a) mostra i quantitativi su 5 giorni (mediamente 60/120 mm in pianura, 150/300 mm sulla montagna  con massimi di 350/400 mm e un picco di 518 mm a Valpore). Tra il 5 e 9 di Febbraio si alternano temporanee dorsali e veloci saccature, responsabili di brevi episodi perturbati e di intervalli di tempo buono o  discreto. Il 10 un saccatura un po’ più profonda riporta 20/60 mm e 15/40 cm di neve oltre i 1200/1500 m. Poi per due giorni un promontorio garantisce tempo stabile, ma alla sera del 13 Febbraio un ennesima saccatura giunge sul Veneto con qualche debole fenomeno, saccatura che apre una nuova fase di maltempo, non particolarmente intenso, ma portatrice di ulteriori precipitazioni. Tra il 13 ed il 22 Febbraio si verificano altri 8 giorni nevosi in montagna e piovosi in pianura per il persistere di una vasta area di bassa pressione sull’Europa occidentale. Tra il 22 e il 26 Febbraio il tempo torna ad essere stabile e soleggiato sia in pianura che in montagna, ma la tregua è di breve durata in quanto la fine del mese ripropone l’avvicinarsi di una saccatura atlantica con le prime avvisaglie di un nuovo peggioramento.

 

Fig. 3a e 3b

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Fig. 3a - Carta delle precipitazioni osservate sul Veneto dal 30 Gennaio al 3 Febbraio 2014

Fig. 3b - Grafico dell’andamento dello zero termico ad Udine per il trimestre Dicembre 2013 - Febbraio 2014

 

In sintesi il trimestre Dicembre-Febbraio 2013-2014 rimarrà caratterizzato dalla sua eccezionale perturbabilità e piovosità non ché dalla sua particolare mitezza. È piovuto mediamente da 4,5 a 5 volte più rispetto alla media in montagna e da 2.5 in più sulla pianura meridionale fino a  3 / 3.5 sulla pedemontana, sempre rispetto alla media. Sono scarti notevoli che si verificano da una volta a due volte al secolo (trimestri Dicembre-Febbraio del 1916/17 e del 1950/51). La mitezza dell’inverno è anche essa eccezionale. Il grafico soprastante (Fig. 3 b) mostra l’andamento della quota dello zero termico tramite i radiosondaggi di Udine. La temperature nella libera atmosfera si è mantenuta sopra la media per ben 72 giorni, a volte molto al di sopra della norma, mentre la quota dello zero termico è risultata inferiore alla media per soli 18 giorni del trimestre, vale a dire il 20% dei giorni considerati. Inoltre questi pochi giorni con valori inferiori alla media si discostano negativamente molto poco rispetto alla media di riferimento (1973-2013).

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ultima modifica 07/04/2014 17:22