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Certificazione energetica degli edifici

Il concetto di certificazione energetica degli edifici è stata introdotto dalla Direttiva 2002/91/CE, con criteri vincolanti per tutti gli Stati membri. Nel 2010 è stata emanata la Direttiva 2010/31/CE sulla prestazione energetica nell’edilizia. Le disposizioni della Direttiva 2010/31/CE riguardano:

  1. il quadro comune generale di una metodologia per il calcolo della prestazione energetica integrata degli edifici e delle unità immobiliari;
  2. l’applicazione di requisiti minimi alla prestazione energetica di edifici e unità immobiliari di nuova costruzione;
  3. l’applicazione di requisiti minimi alla prestazione energetica di edifici esistenti, unità immobiliari ed elementi edilizi sottoposti a ristrutturazioni importanti;
  4. i piani nazionali destinati ad aumentare il numero di edifici a energia quasi zero;
  5. la certificazione energetica degli edifici o delle unità immobiliari;
  6. l'ispezione periodica degli impianti di riscaldamento e condizionamento d'aria negli edifici;
  7. i sistemi di controllo indipendenti per gli attestati di prestazione energetica e i rapporti di ispezione.

Proseguendo a considerare la normativa italiana, il D. Lgs. 19 agosto 2005 n. 192 ha recepito la Direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia, delineando il contesto nazionale di azione, le risorse disponibili, la metodologia di calcolo ed i requisiti della prestazione energetica degli edifici e degli impianti, disciplinando anche le funzioni delle regioni, province autonome e degli enti locali.

Il DPR n. 75 del 16 aprile 2013 ha disciplinato i criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli esperti e degli organismi a cui affidare la certificazione energetica degli edifici, mentre la Legge n. 90 del 3 agosto 2013 ha recepito la Direttiva 2010/31/CE sulla prestazione energetica in edilizia.

In linea generale, gli obiettivi della certificazione energetica degli edifici sono:

  • definire un indicatore del consumo energetico dell’edificio nell’interesse dell’utente;
  • rendere più trasparenti i rapporti con i fornitori di energia e di servizi energetici;
  • identificare gli edifici che necessitano di interventi diagnostici più approfonditi;
  • fornire elementi sulla necessità di prevedere interventi di risparmio energetico.

Certificare un edificio dal punto di vista energetico significa quindi dotarlo di un “punteggio” rispetto alla sua maggiore o minore capacità di sfruttare le risorse energetiche. Il punteggio ottenuto dall'edificio, o dalla singola unità immobiliare, viene espresso in classi, con un meccanismo analogo a quello utilizzato per gli elettrodomestici. Tuttavia, diversamente dalle apparecchiature elettriche (che sono classificate rispetto al puro consumo di energia elettrica), è tutt’altro che semplice definire i parametri rispetto ai quali classificare un edificio o una parte di esso.

In ottemperanza al D. Lgs. 19 agosto 2005 n. 192, alla Legge n. 90 del 3 agosto 2013 e al Decreto Legislativo n. 102/2014, sono stati emanati i seguenti decreti attuativi, che completano il quadro normativo in materia di efficientamento energetico degli edifici:

1) DM 26 giugno 2015 - Linee guida nazionali per l’attestazione della prestazione energetica degli edifici (APE);

2) DM 26 giugno 2015 - Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici;

3) DM 26 giugno 2015 - Schemi e modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto ai fini dell'applicazione delle prescrizioni e dei requisiti minimi di prestazione energetica negli edifici.

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ultima modifica 14/10/2015 14:58