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Le interazioni del fiume Brenta con la falda

Alcune attività svolte da ARPAV dal 2008 al 2011 e di seguito presentate hanno avuto lo scopo di approfondire le conoscenze sulle interazioni tra il fiume Brenta e le risorse idriche sotterranee ad essa connessa.

La risorsa idrica nell’alta pianura veneta costituisce una fonte importante di approvvigionamento oltre che di grande importanza nello sviluppo socio economico, non solo dell’area, ma dell’intera pianura veneta. Rilevanti risultano pure i risvolti più propriamente ambientali sulle più vallive aree di risorgiva, sui fontanili e, in genere, sulle aree umide.

L’interesse nei confronti di un sempre maggior sfruttamento ed una gestione integrata di tale risorsa è andato via via crescendo nel corso degli ultimi anni insieme ad una accresciuta sensibilità verso le necessità di ottimizzazione degli utilizzi, a fronte di una limitata disponibilità di tale bene.

Numerosi progetti, anche sperimentali, sono stati avviati al fine favorire il riequilibrio dinamico dell’assetto di falda.
Tale spinta risulta motivata da alcune importanti evidenze. Da un lato, infatti, nel recente passato l’intero sistema acquifero indifferenziato dell’alta pianura veneta ha mostrato preoccupanti trend di decrescita dei livelli di falda facendo talvolta insorgere difficoltà in alcuni sistemi di attingimento esistenti. Dall’altro lato si riscontra una crescente domanda di sfruttamento delle riserve idriche accompagnata da numerose controversie dovute alle molteplicità delle richieste. Non ultimo va ricordato come si stiano avviando progetti di utilizzo di tali riserve come possibile sistema di “stoccaggio” della risorsa, da utilizzare come sistema polmone nel corso di fasi di scarsa disponibilità delle risorse idriche superficiali accompagnate a picchi di richiesta d’uso.

Qualsivoglia approfondimento o progetto non può peraltro prescindere da una dettagliata conoscenza degli attuali equilibri idraulici e dalla conformazione del territorio e del sottosuolo, inclusi i meccanismi di interazione tra corsi d’acqua superficiali e risorsa idrica sotterranea.
In tale ambito di ricerca il sistema idrografico del fiume Brenta rappresenta certamente uno dei corpi idrici di maggior rilievo per i peculiari regimi idrologici che lo caratterizzano.

Rilievi idrometrici effettuati in data 19 Febbario 2008 nel Fiume Brenta nel tratto Bassano-Fontaniva e prime valutazioni sulle dispersioni in alveo

 

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L’indagine conoscitiva condotta ha permesso di effettuare un’accurata analisi delle interazioni tra la rete irrigua gestita dal Consorzio di Bonifica Pedemontano Brenta ed il fiume Brenta nel tratto compreso tra Bassano del Grappa e Friola. In particolare si è proceduto ad un censimento delle opere di presa e di scarico ed alla valutazione delle relative possibilità di monitoraggio.

La campagna di misure di portata condotta il giorno 19 febbraio 2008 (che ha riguardato sia gli scarichi irrigui censiti, che le portate in alveo, in corrispondenza di due differenti regimi idrometrici) ha permesso di effettuare opportuni bilanci di massa al fine di valutare il regime disperdente e drenante del corso d’acqua. Le stime effettuate sono risultate in linea con quanto descritto in letteratura.

 

 

I Monitoraggi nel medio corso del Fiume Brenta nel 2009 – Approfondimenti Sulle Dispersioni in Alveo

 

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L’attività condotta nel corso del 2009 lungo il corso del medio Brenta si innesta nel filone di studi già avviati nel corso del 2008 con lo scopo di fornire un approfondimento sulle modalità di interazione del corso d’acqua con la falda freatica dell’alta pianura.
A completamento di quanto svolto nel 2008 è stata pertanto estesa l’analisi conoscitiva del reticolo idrografico principale e secondario nell’intero tratto d’asta tra gli abitati di Bassano e Carturo. Tale porzione, infatti, rappresenta il tratto oggetto di monitoraggio anche in studi pregressi utilizzati poi nell’ambito del presente progetto come base informativa per un raffronto delle risultanze.
Nello specifico è stata pertanto completata l’attività di censimento delle opere di presa e degli scarichi presenti lungo il corso del fiume Brenta.

Nel corso del 2009 sono state svolte due campagne di monitoraggio (febbraio e marzo) al fine di studiare la risposta del sistema idrografico in differenti regimi idrologici. I dati acquisiti hanno permesso di effettuare opportuni bilanci di massa al fine di valutare il regime disperdente e drenante del corso d’acqua. Anche le valutazioni numeriche effettuate sulla scorta di dette misure sono risultate in linea con indagini pregresse.

Un ulteriore approfondimento, seppur di carattere meramente qualitativo, è stato inoltre condotto con riferimento al regime freatimetrico (avvalendosi di dati acquisiti sia in prossimità dell’alveo sia presso pozzi monitorati nell’alta pianura veneta) ed alle sue correlazioni con l’andamento idrometrico del fiume Brenta. Anche in tal caso è stata evidenziata un stretta correlazione tra i due regimi supportando le considerazioni già fatte riguardo la stratta interconnessione tra i due corpi idrici.

Stima degli Interscambi Idrici Alveo-Falda lungo il  Tratto Mignano-Barziza del Fiume Brenta in data 31 agosto 2011

Ad  integrazione  delle  attività  eseguite  durante  gli  anni  2008-2009  relative  allo  studio  delle dispersioni in alveo nel tratto intermedio del fiume Brenta, tra le località di Barziza e Carturo, il giorno 31 Agosto 2011 è stata condotta una campagna idrometrica finalizzata ad una prima analisi degli interscambi alveo-falda nel tratto superiore, tra Mignano e Barziza (Bassano del Grappa).

 

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La campagna di misura è stata eseguita in un periodo di assenza di precipitazioni significative e in regime di magra del fiume Brenta ed ha permesso di stimare un incremento alla sezione di chiusura di circa 0,5 m3/s. La campagna di misure ha altresì permesso alcune valutazioni riguardanti il confronto tra le portate del Brenta stimate da Enel Green Power S.p.A. all’opera di presa di Mignano (e utilizzate dal Consorzio di Bonifica Brenta per la gestione della derivazione di Bassano) e quelle ricavate dalla stazione idrometrica ARPAV di Barziza. 

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ultima modifica 09/03/2012 12:11