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Meteorologia Ambientale

La Meteorologia Ambientale studia l'influenza delle variabili meteorologiche sulla diffusione degli inquinanti atmosferici.

Meteorologia Ambientale

La Meteorologia Ambientale ha come scopo principale quello di analizzare e monitorare le condizioni di dispersione atmosferica degli inquinanti tramite la valutazione della turbolenza atmosferica. La maggior parte degli inquinanti atmosferici, infatti, viene emessa vicino al suolo in uno strato di atmosfera - Strato Limite Planetario (PBL) - in cui si osserva la maggior parte della turbolenza e in cui avvengono la maggior parte dei fenomeni legati alla dispersione degli inquinanti.
La concentrazione degli inquinanti dipende molto dal rimescolamento atmosferico, agente dispersivo, che avviene principalmente attraverso la turbolenza che può essere meccanica, indotta attraverso il vento, o termica, indotta dalla radiazione solare. Per esempio, situazioni invernali stabili portano ad elevate concentrazioni di PM10, mentre condizioni ben ventilate di solito sono accompagnate da concentrazioni basse.


Attività

L’attività realizzata nell'ambito della meteorologia ambientale dal Servizio ARPAV - Centro Meteorologico di Teolo si articola in:

 

Meteo_Ambiente

 

Bollettini di previsione

Bollettino PM10

Nel corso dell’autunno 2003 è stato attivato per la prima volta il Bollettino PM10. Si tratta di un bollettino di previsione dell’andamento delle concentrazioni medie giornaliere delle polveri fini per il giorno di emissione e per i tre giorni successivi.
La previsione riguarda tutto il Veneto ad eccezione delle montagne bellunesi; l’area di interesse è suddivisa in quattro zone. Per la valutazione della qualità dell’aria sono stati individuati tre livelli:

livello di concentrazione

polveri fini (microgrammi/m3)

valutazione qualità dell'aria
0 - 50

buona

50 - 100 scadente
oltre 100 pessima

 

Bollettino PM10

L’emissione del bollettino è giornaliera dal lunedì al venerdì nel periodo che va da ottobre ad aprile, mesi nei quali le concentrazioni di PM10 raggiungono i livelli più critici. Infatti durante i mesi più caldi il rimescolamento verticale diurno disperde le polveri in un volume d’aria maggiore, riducendone le concentrazioni al suolo.
Grazie alla serie storica quasi decennale delle concentrazioni giornaliere di PM10 è possibile ora implementare strumenti statistici che affianchino e sostengano il previsore nel redigere il bollettino. Nuove stazioni con frequenza di acquisizione bioraria dal 2007 e oraria dal 2009 forniscono un ulteriore dettaglio sull’andamento giornaliero delle polveri sottili. Inoltre, è stato attivato un sistema per la verifica delle previsioni fatte che ha consentito di arrivare ad una stima dell’attendibilità di poco meno dell’80% per il giorno di emissione, e di circa il 70% per i giorni successivi. 

Vai alla pagina Bollettino PM10

 

Bollettino Ozono

Il Bollettino Ozono è stato attivato per la prima volta durante la primavera del 2003, l’anno che è passato alla storia per una dell’estati più calde dell’ultimo ventennio. Esso contiene la previsione dell’andamento dei massimi giornalieri delle concentrazioni di ozono per il giorno stesso e per i tre giorni successivi.

La previsione riguarda tutto il Veneto ad eccezione delle montagne bellunesi; l’area di interesse è suddivisa in tre zone. Per la valutazione della qualità dell’aria sono stati individuati 4 livelli:

livelli di concentrazione Ozono

(microgrammi/m3)

valutazione qualità dell'aria
0 - 120 buona
120 - 180 discreta
180 - 240 scadente
oltre 240 pessima

 
Bollettino OzonoL’emissione del bollettino è giornaliera dal lunedì al venerdì nel periodo che va circa da maggio a settembre, mesi nei quali le concentrazioni di ozono raggiungono i livelli più critici. Infatti l’ozono è un inquinante fotochimico secondario, la cui formazione è attivata dalla radiazione solare e favorita dalle temperature elevate che si riscontrano nei mesi più caldi dell’anno.
Grazie ad una serie di stazioni attivate anche sulla pedemontana e fascia prealpina si è potuto verificare che il problema dell’ozono oltre che in città è presente anche in queste aree apparentemente lontane dai grandi centri urbani. In queste aree il fenomeno è dovuto ad emissioni locali di idrocarburi naturali unite a fenomeni di trasporto. A supporto dell’attività previsionale sono da tempo attivi contatti con enti internazionali che producono modelli di previsione inquinanti (Politecnico di Parigi – modello fotochimico CHIMERE) con mappe di concentrazione media e massima prevista. 

Vai alla pagina Bollettino Ozono

Relazioni sulla Qualità dell’Aria

La Meteorologia Ambientale partecipa alla stesura del Rapporto Regionale Annuale sulla qualità dell’aria, valutando gli aspetti meteo-climatici dell’anno pregresso e la loro influenza sull’andamento degli inquinanti.
Inoltre vengono redatti commenti meteo-climatici anche in occasione di campagne di misura della qualità dell’aria o per situazioni specifiche di inquinamento, su richiesta di strutture ARPAV o di altri enti pubblici o privati

Vai alla pagina Documenti - Aria

Profilatori Verticali

Il CMT si è dotato di una rete di profilatori verticali di temperatura, umidità e vento tramite il progetto DOCUP. Questa rete che è un eccellenza nel panorama italiano è mantenuta e controllata quotidianamente dal CMT.

Profilatori_Icone

Dal 2005 ARPAV misura in continuo dal temperatura, vento e umidità nello Strato Limite Planetario (PBL) - fino ad oltre 1.000 m sulla verticale del punto di misurazione - attraverso centraline automatiche con frequenza di rilevazione al massimo di 15 minuti.
Le misurazioni avvengono attraverso SODAR e Radiometri Passivi MWR (Micro Wave Radiometer).
L’aggiornamento dei contenuti dei grafici avviene ogni 1-3 ore non appena si rende disponibile il valore non validato rilevato dal profilatore.

Vai alla pagina Rete dei Profilatori Verticali

Modellistica Meteo Ambientale

il modello diagnostico CALMET

CALMET è un modello meteorologico diagnostico, normalmente usato come pre-processore per il modello di dispersione degli inquinanti CALPUFF. Il modello CALMET include un generatore di campi tridimensionali di vento e di temperatura e un modello micro meteorologico per la stima delle variabili all’interno dello strato limite planetario sul mare e sulla terra.
Presso il Servizio Centro Meteorologico di Teolo nell’ambito del progetto SIMAGE, il modello CALMET è stato implementato e ottimizzato sulla regione Veneto su un grigliato orizzontale con passo 4km e 10 livelli verticali fino a 3000m. Attualmente il modello prende in input i dati dei radiosondaggi di Udine, Milano e Bologna, quelli al suolo delle stazioni della rete rilevamento del Servizio Centro Meteorologico di Teolo e delle stazioni SYNOP e METAR. Per migliorare le prestazioni del modello si sta lavorando in due direzioni: implementazione del modello con risoluzione 1km e acquisizione in input dei dati dei profilatori verticali di vento e temperatura.

Grafico vettoriale elaborato con CALMET del vento a 10m del 19 febbraio 2009 basato sui dati della rete di stazioni del CMT
Vento_CALMET

 

Stima delle variabili micro meteorologiche

Negli studi di impatto ambientale riveste un ruolo molto importante la modellistica di dispersione degli inquinanti; tra i dati utilizzati in tali processi le informazioni meteorologiche e micro meteorologiche.
Oltre al modello CALMET, stime puntuali di alcune variabili meteorologiche sono state ottenute implementando algoritmi che utilizzano i dati SYNOP, METAR, TEMP, CMT e dei radiosondaggi (e a livello sperimentale dai dati della rete dei profilatori verticali) e che stimano a livello puntuale variabili come le classi di Pasquill, l’altezza di rimescolamento, la lunghezza di Monin-Obukhov e la velocità di frizione.
Attualmente è possibile conoscere queste informazioni fino al giorno prima e per alcune stazioni del Veneto fino a poco ore prima (con un ritardo di circa due o tre ore che dipende dalla disponibilità dei dati synop e metar).

Stima dell'Hmix sulla regione Veneto nell'inverno 2009
Hmix_Regionale

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ultima modifica 13/09/2011 08:33