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Ultimi lavori neve

BOGLIOLO M., M.F. BUONGIORNO, A.CAGNATI, R.CASACCHIA , F.MAZZARINI, R.SALVATORI, S.SALVI, F.SALVINI., R.TOMASONI, M.VALT, E.ZILIOLI (1996)
Radiometria di superfici glaciologiche e geologiche in Antartide. Rapporto di attività in relazione PEA 94/95 ed alla X Spedizione Antartica
IGN pub. n. 580 pp.53

CAGNATI A. (1997)
Some Observation on Snowpack Features in Northern Victoria Land, Antartica
Geografia Fisica Dinamica Quaternaria n. 20 (1997) pag 233-239

CAGNATI A., M.VALT, G., SORATROI e J. Gavaldà, C.G. Sellés Al. (1997)
A fiel method for avalanche danger level verification
Annals of Glagiology vol 26 pag. 343-346

CAGNATI A., R.CASACCHIA, R.SALVATORI, S.SALVI, M.VALT, R.ZASSO, E.ZILIOLI (1997)
Indagini radiometriche sul manto nevoso nel bacino del Cordevole (Alpi Bellunesi)
ASITA 97 Parma 30 settembre -3 ottobre 1997

CAGNATI A., R.CASACCHIA, R.SALVATORI, S.SALVI, M. VALT (1998)
Indagini nivologiche e radiometriche in artico per studi multitemporali con dati telerilevati
ASITA 98 Bolzano 24-27 novembre 1998

CAGNATI A., A.LUCHETTA , S.POSTAI (1998)
Neve Sicura 2a edizione
Pag. 32

SOMMAVILLA F., B.SOVILLA (1998)
The avalanche monitoring system of Mount Pizzac
Norges Geotekniske Institutt Pub. 203 Pag.268-273

CENTRO VALANGHE DI ARABBA (1998)
Annale nivometeorologico della montagna veneta - anno 1997
Pag 360
disponibile anche per gli anni dal 1984 al 1996

CENTRO VALANGHE DI ARABBA (1998)
I ghiacciai delle Dolomiti
CD ROM

CAGNATI A, M.VALT (1999) (in preparazione)
Neve e Valanghe
CD ROM

CAGNATI A, M.VALT, R. ZASSO (1999)
Un sistema di raccolta dati in alta montagna per la previsione regionale del pericolo di valanghe.
Table ronde Avalanche Control in Europe TRACE 99 Cervinia Pag.69 -72


SOME OBSERVATIONS OF SNOWPACK FEATURES IN THE NORTHERN VICTORIA LAND, ANTARCTICA

Anselmo Cagnati
Centro Sperimentale Valanghe e Difesa idrogeologica (CSVDI)
Via Pradat 5, 32020 Arabba BL, Italy
Tel. +39 436 755711 Fax +39 436 79319

ABSTRACT

First results of a snowpack observations carried out in Antarctica during the italian scientific expedition in winter 1994/95 are presented here. In a mountainous area of about 50,000 Km2 in the northern Victoria Land, where is located the Italian Base Station, have been performed several conventional snow profiles until variable depths, from a least of some centimetre at a maximum of one metre indulges some situations. Observations have been effected utilizing the classic field instruments. In particular, for every snow profile have been analysed the following characteristics: grain shape and grain size, hardness index, density, liquid water content and snow temperature. Besides, during the travels effected with elicopter, have been executed observations on avalanches activity. Analisis of snow profiles has done clear some characteristics that distinguish the antarctic snowpack from the alpine types. In general, it has been checked a low structural diversification with an alternance of layers of small rounded particles and layers of faceted crystals. Hardness index profiles present on the average shapes of type "quasi-hydrostatic" that confer a relative stability to snowpack. Snow characteristics integrate by climatological analisis of period have consented at last to formulate some hypotesis on the low avalanche activity observed in the region.

RIASSUNTO

Sono qui presentati i primi risultati delle osservazioni effettuate sul manto nevoso in Antartide durante la spedizione scientifica italiana dell'inverno 1994/95. In una regione montagnosa di circa 50.000 km2 nella Terra Vittoria settentrionale, dove è ubicata la base italiana, sono stati eseguiti diversi profili del manto nevoso di tipo convenzionale fino a profondità diverse, da un minimo di qualche centimetro a un massimo di un metro a seconda delle situazioni. Le osservazioni sono state effettuate utilizzando la classica strumentazione da campagna. In particolare, per ciascun profilo, sono state analizzate le seguenti caratteristiche: forma e dimensione dei grani, indice di durezza, densità, contenuto in acqua liquida e tempertaura della neve. Inoltre, durante gli spostamenti effettuati con l'elicottero, sono state eseguite osservazioni sull'attività valanghiva. Le analisi dei profili hanno evidenziato alcune caratteristiche che differenziano il manto nevoso antartico dalle tipologie alpine. In generale, è stata riscontrata una bassa diversificazione strutturale con una alternanza di strati di grani arrotondati di piccole dimensioni e strati di cristalli sfaccettati. I profili degli indici di durezza presentano mediamente degli andamenti di tipo "quasi-idrostatico" che conferiscono una relativa stabilità al manto nevoso. Le caratteristiche del manto nevoso integrate con l'analisi climatologica del periodo, hanno consentito infine di formulare delle ipotesi sulla scarsa attività valanghiva osservata nella regione.


A field method for avalanche danger level verification

A. Cagnati, M. Valt, G. Soratroi
Centro Sperimentale Valanghe e Difesa idrogeologica, 32020 Arabba BL, Italy

J. Gavaldà, C.G. Sellés
Servei Geològic de Catalunya, Parc de Montjuic, 08038 Barcelona, Spain

ABSTRACT. Even though the danger level verification indicated in the bulletin should be a prioritary aim of avalanche forecast services, there aren't easily applicable verification methods available today. The main difficulty lies in the fact that avalanche observation is no longer sufficient. Therefore, it is necessary to verify the actual condition of the snowpack stability, particulary concerning low danger levels. This work introduces a procedure for "a posteriori" field verification of danger level, both in space and time (24-72h). The method is based on the following elements: avalanche activity survey, observation of backcountry skiers' activity , snow profiles, "Rutschblock" tests. These elements, relating to time and examination zone, are combined in order to provide an objective danger degree according to the European avalanche danger scale. The method was experimented in the winter 1993-94 in the Dolomitic Alps and subsequently, in the winter 1995-96 in the Catalan Pyrenees. As far as 24 hour forecasts are concerned, the methods has shown a forecast reliability of 93% in the Dolomitic Alps and 76% in the Catalan Pyrenees, while 48 hour forecasts have given a value of 89% and 64%, respectively. The lower forecast reliability degree in the Catalan Pyrenees is accounted for by the unusual weather conditions of winter 1995-96, wich was very snowy and characterized by few foreseeable avalanche conditions. The practical application of the proposed verification method has given encouraging results, thus allowing experts to find the main errors in order to improve future forecasts. Howewer, simpler survey procedures are necessary in order to operate on a regional scale. Moreover, the method is suitable for further development relating to the verification of both danger degree and danger localisation.


INDAGINI RADIOMETRICHE SUL MANTO NEVOSO NEL BACINO DEL CORDEVOLE (ALPI BELLUNESI)

A.Cagnati, M.Valt
Regione Veneeto CSVDI, Via Pradat 5, 32020 Arabba (BL)
R.Casacchia, R. Salvatori
CNR-STSPA, Via Tiburtina 770, ROMA
S.Salvi
I.N.G. Lab. Telerilevamento, Via Vigna Murata 605 Roma
E. Zilioli
CNR - IRRS Via Ampere 56 Milano

RIASSUNTO

Nel mese di marzo 1996 è stata condotta una campagna di misure nivologiche e spettroradiometriche in alcune aree del bacino del Cordevole, nelle Alpi bellunesi. Sono state acquisite misure di riflettanza nell'intervallo di lunghezza d'onda compreso tra 350 e 2500 nm, unitamente ad osservazioni sul manto nevoso. Dalle misure di riflettanza sono stati calcolati degli indici di neve scegliendo gli intervalli di lunghezza d'onda corrispondenti ai canali spettrali del Landsat TM. I risultati ottenuti confermano la capacità delle indagini radiometriche di analizzare le caratteristiche del manto nevoso e la necessità di disporre di osservazioni sistematiche in condizioni ambientali diverse.

ABSTRACT

A radiometric and nivologic survey has been carried out in the eastern italian Alps on March, 1996. Reflectance data have been acquired in the spectral range from 350 to 2500 nm along with observation on the physical characteristics of the snow cover. Based on the reflectance data, snow indexes have been computed choosing the wavelenght interval corresponding to Landsat TM spectral channels. The obtained results confirm the ability of radiometric investigation to analyse the characteristics of the snow cover along with the necessity of acquiring a large set of systematic observation at the different environmental conditions.


INDAGINI NIVOLOGICHE E RADIOMETRICHE IN ARTICO PER STUDI MULTITEMPORALI CON DATI TELERILEVATI

A.Cagnati, M.Valt
*Regione Veneto CSVDI, Via Pradat 5, 32020 Arabba (BL)
R.Casacchia, R. Salvatori
CNR Ii/a C/O stsa Viale Marx 15 00137 Roma

RIASSUNTO

E' stata condotta una campagna di misura sul manto nevoso nella regione circostante Ny-Alesund, Svalbard, dove è presente anche la stazione scientifica del CNR. In ciascuna sessione di misure sono stati acquisiti:

- data di riflettanza nell'intervallo spettrale 350-2500 nm con uno spettroradiometro Fieldspec;

- dati nivologici lungo il profilo verticale del manto nevoso, comprendenti temperatura, dimensioni e geometria dei grani, morfologia dello strato superficiale e densità;

- misure del contenuto in acqua;

- dati GPS.

Le misure sono state eseguite su siti diversi ed hanno interessato neve fresca, neve ventata e ghiaccio sia scoperto che con diversi spessori di copertura nevosa. I dati ottenuti forniscono un ulteriore contributo allo studio delle proprietà radiometriche delle coperture nevose in relazione alle loro caratteristiche fisiche e saranno strutturati all'interno di una libreria di firme spettrali di coperture nivo/glaciali in corso di allestimento.

ABSTRACT

Field data of snow cover in the region of Ny-Alesund, Svalbard, were acquired in the spring of 1998. In each session of measurements the following data were collected:

- reflectance in the spectral range 350-2500 nm by a Fieldspec spectroradiometer;

- nivologic data including temperature, grain size and geometry, surface layer morphology, density and vertical profile of the snow pack;

- measures of the water content;

- GPS data.

Data were acquired in different locations and targets were recent snow, wind blown snow, pure ice and ice covered by snow with different thicknesses. The combined acquisition of spectral and nivologic data is a further contribution to study albedo variations of the snow cover related to its physical characteristics; the data will be included in a library containing spectral and nivologic data acquired in the polar areas and at mid latitudes.


THE AVALANCHE MONITORING SYSTEM OF MOUNT PIZZAC

Sommavilla F., B. Sovilla
Experimental Centre for Avalanches and Hydrogeologic Defence
Via Pradat, 5 - 32020 ARABBA DI LIVINALLONGO (BL)- ITALY

ABSTRACT

The monitoring system of Mount Pizzac has been created in order to study the avalanche dynamics and the effect of its impact on the structures.

In its extreme dimensions the monitored avalanche gets off at 2200 meters and stops at 1745 meters, thus following a trajectory of 836 meters with an average gradient of 31°.

The necessary structures for monitoring have been installed in the track of the gully between the above limit of the flowing zone and the central track of the accumulation zone, for a whole length of 418 meters. They allow us to observe the development of the event, thus recording continuously: pressures, speed and geometric variations of the body of the avalanche.

In particular six steel poles, each one fitted out with n. 8 pressure measuring devices (each one with an area of 7850 mm²) allow us to determine the profile of the pressures continually with a resolution of 50 cm up to a maximum height of 5 m. Moreover, five of the six poles placed along the flowing zone of the avalanche are fitted out with measuring devices able to check the flow height, allowing the recreation both in time and space. A small-sized wedge-shaped obstacle (area 1 m²) allows us to estimate the influence of the form and area over the power of the avalanche impact.

Furthermore, knowing the time when the avalanche flow passes by means of sections placed at known distances, it is possible to determine the average speed of the front in 14 tracks of the flow line.

The monitoring system has three cameras which permit us to record the event automatically.

15 events have been recorded since 1993, when the monitoring system was first installed. The avalanches which occured most frequently were wet snow flowing avalanches in springtime and dry snow flowing avalanches in wintertime, with average volumes of 2000 m³. Particularly for average speeds of the avalanche front ranging from 2.5 to 23 m/s, the pressures have recorded variable readings going from 5 to 175 kPa.


Un sistema di raccolta dati in alta montagna per la previsione regionale del pericolo di valanghe.

Anselmo Cagnati, Mauro Valt, Renato Zasso
Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto, Centro Valanghe di Arabba,
Via Pradat 5, I 32020 Arabba BL

RIASSUNTO.

Il sistema tradizionale di raccolta dati per la previsione regionale del pericolo di valanghe si basa essenzialmente su reti di stazioni ubicate a quote medie e basse e su tipologie di dati che consentono metodi di analisi indiretta. Un miglioramento importante della previsione può essere ottenuto da indagini dirette sulla stabilità del manto nevoso effettuate in alta quota. Viene qui proposto un sistema di raccolta dati a supporto della previsione regionale che si basa sull'effettuazione, da parte di Guide Alpine professioniste, di test di stabilità ed altre osservazioni integrative lungo percorsi sci alpinistici classici o discese fuori pista molto frequentate. Le informazioni ottenute si sono rivelate utili soprattutto in situazioni caratterizzate da scarsa attività valanghiva spontanea (gradi di pericolo da 1 a 3). Altre applicazioni possibili riguardano le procedure speciali di verifica ex-post della previsione

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ultima modifica 20/05/2010 11:56