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Glossario

Biostabilizzato

Materiale derivante dal trattamento biologico aerobico dei rifiuti urbani non provenienti da raccolta differenziata e/o di altre biomasse. Si suddivide in 2 tipologie che hanno caratteristiche ed usi differenti: il Biostabilizzato da Discarica (BD), ottenuto attraverso la sola fase di biossidazione e utilizzato unicamente per la copertura giornaliera della discarica, e il Biostabilizzato Maturo (BM), sottoposto anche alla fase di maturazione e vagliatura finale, e impiegabile previa autorizzazione provinciale in agricoltura o in attività di ripristino ambientale. (Riferimento normativo: D.G.R.V. 568/05).

CER

Elenco (Catalogo) Europeo dei Rifiuti che contiene i codici a sei cifre di classificazione di tutti i rifiuti pericolosi (segnati con *), e non pericolosi. Le prime due cifre del codice si riferiscono al settore produttivo, le seconde individuano il ciclo produttivo all'interno del settore produttivo, le ultime due individuano il rifiuto (Riferimenti normativi: Decisione 2000/532/CE e ss.mm.ii., d.lgs. 152/2006 parte IV).

Compost (Ammendante Compostato)

Prodotto ottenuto attraverso un processo controllato di trasformazione e stabilizzazione di rifiuti organici selezionati. È classificato in 3 tipologie: Ammendante Compostato Verde, ottenuto solo da scarti di manutenzione del verde ornamentale e altri rifiuti di origine vegetale, Ammendante Compostato Misto, prodotto a partire da miscele di FORSU, verde e fanghi e altri scarti, e Ammendante Compostato Torboso, costituito da una miscela di torba con una delle precedenti tipologie di ammendante. Questo prodotto può essere utilizzato liberamente in agricoltura con lo scopo di migliorare le caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche del terreno (Riferimento normativo: d.lgs. 75/2010).

Compostaggio

Processo biossidativo termofilo ed esotermico che avviene in condizioni controllate a carico di matrici organiche in fase solida. Esso evolve attraverso due fasi (biossidazione e maturazione), e porta alla produzione di acqua, anidride carbonica, calore e compost (Riferimento normativo: D.G.R.V. 568/05).

Compostaggio domestico

Il compostaggio domestico è una pratica utilizzata per trattare in proprio la frazione organica dei rifiuti urbani (scarti domestici e dalla manutenzione del giardino). Dalla decomposizione naturale di questi scarti, che possono essere gestiti in cumuli, composter, casse, ecc., si ottiene un terriccio (compost), ottimo per il giardinaggio e l'agricoltura.

Discarica

Area adibita allo smaltimento dei rifiuti mediante operazioni di deposito sul suolo o nel suolo, […] nonché qualsiasi area dove i rifiuti sono sottoposti a deposito per più di un anno. Sono esclusi da tale definizione gli impianti in cui i rifiuti sono scaricati al fine di essere preparati per il successivo trasporto in un impianto di recupero, trattamento o smaltimento, e lo stoccaggio di rifiuti in attesa di recupero o trattamento per un periodo inferiore a tre anni come norma generale, o lo stoccaggio di rifiuti in attesa di smaltimento per un periodo inferiore a un anno (Riferimento normativo: d.lgs. 13 gennaio 2003, n. 36).
Le discariche sono classificate in:

  1. discariche per rifiuti inerti;
  2. discariche per rifiuti non pericolosi;
  3. discariche per rifiuti pericolosi.

Centro di raccolta (o Ecocentro)

Area attrezzata al ricevimento di rifiuti urbani o loro frazioni che non prevede l’installazione di strutture tecnologiche o processi di trattamento. Sono destinati al solo ricevimento dei rifiuti urbani e delle loro frazioni, nonché dei rifiuti ad essi assimilati, prodotti da utenze domestiche e non domestiche, provenienti dal territorio di competenza, e conferiti direttamente da privati e/o dagli operatori della raccolta differenziata e gestori del servizio pubblico (Riferimento normativo: art. 29 della L.R. 3/2000, comma 1 lett. a).

Frazione organica dei rifiuti (FORSU)

Materiale organico putrescibile ad alto tasso di umidità proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti urbani e costituito da residui alimentari, ovvero scarti di cucina. La raccolta avviene di norma presso le utenze domestiche e/o selezionate (quali mense, ristoranti, ecc.), mediante modelli di gestione riconducibili all’utilizzo di specifici contenitori stradali o alla raccolta presso il domicilio dell’utenza interessata (Riferimento normativo: DCR del 15 giugno 2006, n. 76 e DGR del 25 febbraio 2005, n. 568).

Frazione secca

Rifiuto a bassa putrescibilità e a basso tenore di umidità proveniente da raccolta differenziata o selezione o trattamento dei rifiuti urbani, avente un elevato contenuto energetico (Riferimento normativo: d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 183, co. 1, lett. p).

Frazione umida

Rifiuto organico putrescibile ad alto tenore di umidità, proveniente da raccolta differenziata o selezione o trattamento dei rifiuti urbani (Riferimento normativo: d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 183, co. 1, lett. o).

Impianti di biostabilizzazione

Sono compresi in questa categoria gli impianti che trattano il rifiuto urbano indifferenziato mediante tecnologie che abbinano alla selezione meccanica, che separa la frazione umida da quella secca, un processo biologico più o meno complesso per la produzione di biostabilizzato (BD o BM). Sono caratterizzati da differenti tecnologie dotate di automazione, e le lavorazioni avvengono all’interno di capannoni chiusi e in depressione e dotati di presidi ambientali per controllare le emissioni in atmosfera e la raccolta dei reflui di processo. Nel territorio veneto la costruzione e la gestione di questi impianti deve essere conforme a quanto previsto dalla D.G.R.V. 568/05.

Impianti di compostaggio

Sono compresi in questa categoria gli impianti che trattano i rifiuti organici selezionati e che producono compost attraverso un processo biologico accelerato. Sono caratterizzati da differenti tecnologie dotate di automazione, e le lavorazioni avvengono all’interno di capannoni chiusi e in depressione e dotati di presidi ambientali per controllare le emissioni in atmosfera e la raccolta dei reflui di processo. Nel territorio veneto la costruzione e la gestione di questi impianti deve essere conforme a quanto previsto dalla D.G.R.V. 568/05.

Impianti di incenerimento

“Qualsiasi unità e attrezzatura tecnica, fissa o mobile, destinata al trattamento termico di rifiuti ai fini dello smaltimento, con o senza recupero del calore prodotto dalla combustione. Sono compresi in questa definizione l'incenerimento mediante ossidazione dei rifiuti, nonche' altri processi di trattamento termico, quali ad esempio la pirolisi, la gassificazione ed il processo al plasma, a condizione che le sostanze risultanti dal trattamento siano successivamente incenerite” (Riferimento normativo: d.lgs. 11 maggio 2005, n. 133, art. 2 comma 1).

MUD

Il Modello Unico di Dichiarazione  in materia ambientale (MUD), è stato istituito con la Legge 70/94. Ogni anno i soggetti obbligati devono presentare presso le Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura territorialmente competenti la dichiarazione MUD contenente le quantità e le caratteristiche qualitative dei rifiuti prodotti/trasportati/recuperati/trattati/smaltiti nell’anno precedente.
Il MUD inoltre è stato integrato, con una specifica sezione sui veicoli fuori uso, approvata con DPCM 22/12/2004, nella quale i soggetti che effettuano le attività di raccolta, trasporto e trattamento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali, ai sensi del d.lgs. n. 209/2003, annualmente comunicano i dati relativi ai veicoli fuori uso ed ai pertinenti materiali e componenti sottoposti a trattamento, nonche' i dati relativi ai materiali, ai prodotti ed ai componenti ottenuti ed avviati al reimpiego, al riciclaggio e al recupero.
(Riferimenti normativi: d.lgs. 152/06 parte IV art. 189, Legge 70/94, d.lgs. n. 209/2003, DPCM 24/12/2002, DPCM 22/12/2004).

Raccolta differenziata

Raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee,  compresa la frazione organica umida, destinate al riutilizzo, al riciclo ed al recupero di materia. La frazione organica umida è raccolta separatamente o con contenitori a svuotamento riutilizzabili o con sacchetti biodegradabili certificati (d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 183, co. 1, lett. f).
Per ogni ambito territoriale ottimale deve essere assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari alle seguenti percentuali minime di rifiuti prodotti (Riferimento normativo: L. del 27 dicembre 2006, n. 296 e d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art.205):

  1. 40% entro il 31/12/2007;
  2. 45% entro il 31/12/2008;
  3. 50% entro il 31/12/2009;
  4. 60% entro il 31/12/2011;
  5. 65% entro il 31/12/2012.

Recupero

Le operazioni previste nell’allegato C alla parte quarta del d.lgs. n. 152/06 e ss.mm.ii. ( Riferimento normativo: d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 183, co. 1, lett. h).
“I rifiuti devono essere recuperati senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che possano recare pregiudizio all’ambiente”.

Recupero energetico

Utilizzazione principale come combustibile o come altro mezzo per produrre energia elettrica e termica (Riferimento normativo: Allegato C alla Parte IV, d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152).

Rifiuto

Qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nell’Allegato A alla parte quarta d.lgs. 152/06 e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi (Riferimento normativo: d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 183, co. 1, lett. a).
I rifiuti sono classificati, secondo l’origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali e, secondo le caratteristiche di pericolosità, in rifiuti pericolosi e non pericolosi.

Rifiuti inerti

Sono rifiuti inerti i rifiuti solidi che non subiscono alcuna trasformazione fisica, chimica o biologica; i rifiuti inerti non si dissolvono, non bruciano né sono soggetti ad altre reazioni fisiche o chimiche, non sono biodegradabili e, in caso di contatto con altre materie, non comportano effetti nocivi tali da provocare inquinamento ambientale o danno alla salute umana. La tendenza a dar luogo a percolati e la percentuale inquinante globale dei rifiuti, nonché l’ecotossicità dei percolati devono essere trascurabili e, in particolare, non danneggiare la qualità delle acque superficiali e sotterranee (Riferimento normativo: Art. 2 del d.lgs. 13 gennaio 2003, n. 36, co. 1, lett. e).

Rifiuti da costruzione e demolizione (C&D)

Tali rifiuti corrispondono ai codici della classe 17 dell’Elenco (Catalogo) Europeo dei Rifiuti.

Rifiuti pericolosi (P)

Sono pericolosi i rifiuti non domestici indicati espressamente come tali, con apposito asterisco, nell’elenco di cui all’allegato D alla parte quarta d.lgs. 152/06, sulla base degli allegati G, H e I alla medesima parte quarta (Riferimento normativo: d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 184, co. 5).

Rifiuti speciali (RS)

Sono rifiuti speciali: a) i rifiuti da attività agricole e agro-industriali; b) i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano da attività di scavo; c) i rifiuti da lavorazioni industriali; d) i rifiuti da lavorazioni artigianali; e) i rifiuti da attività commerciali; f) i rifiuti da attività di servizio; g) i rifiuti derivanti dall’attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi; h) i rifiuti derivanti da attività sanitarie; i) i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti; l) i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti; m) il combustibile derivato da rifiuti (Riferimento normativo: d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 184, co. 3).

Rifiuti urbani (RU)

Sono rifiuti urbani:a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione; b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui al punto precedente, assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità; c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade; d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua; e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi ed aree cimiteriali; f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli indicati nei punti b), c) ed e) (Riferimento normativo: d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 184, co. 2).

Smaltimento

Le operazioni previste nell’allegato B alla parte quarta del  d.lgs. n. 152/06 e ss.mm.ii. (Riferimento normativo: d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 183, co. 1, lett. g).

Stoccaggio

Le attività di smaltimento consistenti nelle operazioni di deposito preliminare di rifiuti di cui al punto D15 dell’allegato B alla parte quarta d.lgs. 152/06, nonché le attività di recupero consistenti nelle operazioni di messa in riserva di materiali di cui al punto R13 dell’allegato C alla medesima parte quarta (Riferimento normativo: d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 183, co. 1, lett. l).

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ultima modifica 20/09/2010 11:37