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Direttiva Nitrati

L'attuazione della direttiva nitrati stabilisce precise limitazioni all'utilizzo degli effluenti di allevamento

La pratica della fertilizzazione azotata dei terreni agricoli, in particolare quella organica effettuata attraverso l'utilizzo agronomico degli effluenti di allevamento, è oggetto di una specifica regolamentazione volta a salvaguardare le acque sotterranee e superficiali dall'inquinamento causato, in primo luogo, dai nitrati di origine agricola.
La direttiva Nitrati (91/676/CEE) ha stabilito i principi fondamentali a cui si è uniformata la successiva normativa nazionale, in particolare il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e il decreto ministeriale 25 febbraio 2016.
La direttiva comunitaria ha previsto:

  • la designazione di “Zone Vulnerabili da Nitrati di origine agricola (ZVN)”, nelle quali vi è il divieto di spargimento degli effluenti di allevamento e di quelli provenienti dalle piccole aziende agroalimentari, fino ad un limite massimo annuo di 170 kg di azoto per ettaro;
  • la regolamentazione dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, con definizione dei “Programmi d’Azione”, che stabiliscono le modalità con cui può essere effettuata tale utilizzazione nelle ZVN.

Il DM 25.2.2016 ha definito i criteri generali e le norme tecniche sulla base dei quali le Regioni elaborano i “Programmi d’Azione” per le Zone Vulnerabili ai Nitrati.

La Giunta regionale del Veneto, con la DGR 25 novembre 2016, n. 1835 ha approvato il Terzo Programma d'Azione per le Zone Vulnerabili ai nitrati di origine agricola del Veneto, regolamentando le attività di utilizzo degli effluenti di allevamento e dei materiali assimilati, sia per le zone vulnerabili che per le rimanenti aree agricole del Veneto.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito della Regione Veneto.

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ultima modifica 27/11/2018 11:37