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Direttiva nitrati: monitoraggio

Come varia lo stato dei terreni agrari in funzione del tipo di effluente distribuito

Nel 2017 il Servizio Suolo di ARPAV ha intrapreso un’attività di campionamento dei suoli concimati con effluenti di allevamento, nel corso di sopralluoghi presso gli allevamenti per il controllo del rispetto della direttiva nitrati, per una verifica dello stato del terreno in funzione del tipo di effluenti distribuiti.
I dati raccolti hanno permesso di testare l’effetto della concimazione con effluenti di allevamento, tal quali o trattati, su alcuni parametri del terreno, come il contenuto di sostanza organica, la salinità e il contenuto in metalli pesanti (rame e zinco in particolare), ma anche sull’eventuale arricchimento in elementi nutritivi (fosforo, potassio e azoto). I dati raccolti nel 2017 si aggiungono a quelli già raccolti tra il 2014 e il 2016, nell’ambito di un progetto finanziato dalla Regione per il monitoraggio dei nitrati nel suolo e nelle acque di falda.

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Localizzazione degli appezzamenti campionati nel 2017, suddivisi per tipologia di effluente distribuito.
In verde i limiti della zona vulnerabile ai nitrati, in rosso i confini provinciali.

Riguardo alle dotazioni in elementi nutritivi, azoto, fosforo e potassio, la maggior parte degli appezzamenti è risultata ricca o molto ricca. Tale evidenza conferma la necessità di ridurre o addirittura eliminare l’integrazione di nutrienti con fertilizzanti minerali, nei terreni in cui sono distribuiti gli effluenti di allevamento, in quanto questi ultimi sono già in grado di soddisfare quasi completamente i fabbisogni colturali.


Classificazione dei suoli in base ai contenuti di azoto totale, fosforo assimilabile e potassio scambiabile e distribuzione dei campioni nelle diverse classi.
Per ciascun elemento si riporta nell’ultima colonna di destra la distribuzione percentuale nei suoli di pianura del Veneto.

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La maggior parte dei campioni è risultata non salina o leggermente salina; i valori più alti si riscontrano negli appezzamenti trattati con digestato in provincia di Venezia, su suoli ad alto contenuto di sostanza organica e moderatamente salini. I valori mediani dei terreni con liquami e digestato restano comunque superiori a quelli con letame e pollina.


I contenuti di rame e zinco sono stati messi in relazione con i valori di fondo di questi metalli nel Veneto (Metalli e metalloidi nei suoli del Veneto - Definizione dei valori di fondo. Edizione 2019). Per il rame la maggior parte dei campioni risulta in linea o inferiore al valore di fondo dell’unità fisiografica o deposizionale in cui ricade. In generale si riscontra un contenuto più elevato negli appezzamenti concimati con liquame suino. Per lo zinco si sono osservati più valori anomali, molti dei quali localizzati negli appezzamenti concimati con liquame suino. Se confrontati con il valore mediano dell’unità, rappresentativo della concentrazione più diffusa, si osserva un arricchimento nella gran parte degli appezzamenti concimati con effluenti zootecnici, nel 70% dei casi. Nella metà di questi l’arricchimento è più di una volta e mezzo il valore medio e in quasi un quarto è più del doppio. Rame e zinco sono contenuti negli integratori utilizzati negli allevamenti suini, per cui una maggior attenzione alla composizione degli alimenti in entrata all'allevamento consentirebbe di ridurre l’accumulo di questi elementi nel suolo.

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Confronto tra i valori di fondo dello zinco nel Veneto e i valori riscontrati nel campionamento per la direttiva nitrati.


Maggiori dettagli nella relazione disponibile on-line: Risultati del monitoraggio dei suoli per la direttiva nitrati (dicembre 2018).

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ultima modifica 16/04/2019 08:45