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LETTURA ED INTERPRETAZIONE
DEL BOLLETTINO AGROMETEO...INFORMA

(cliccare sul prodotto interessato, per maggiori informazioni)

Temperatura a 2 metri Umidità relativa a 2 metri Bagnatura fogliare Evapotraspirazione potenziale Somme termiche Peronospora della vite Temperatura del suolo Fienagione ticciolatura del melo Peronospora delle solanacee

 

SEZIONE INFORMAZIONI AGROCLIMATICHE E TERRITORIALI

Dati meteorologici registrati dalle stazioni

 

Grafico di Temperatura dell’Aria a 2 metri.

Per ogni bollettino vengono riportati i dati di due stazioni ricadenti nella specifica zona di AgrometeoInforma.

Il grafico viene costruito sulla base della misura oraria della temperatura e si riferisce ai 4 giorni precedenti l’emissione del bollettino. Il dato orario è il dato medio di quattro misure effettuate ogni 15 minuti. Sull’asse delle ordinate vengono riportati i valori di temperatura e su quello delle ascisse i giorni di riferimento. Tale grafico dà un’idea immediata dell’andamento termico degli ultimi giorni.

La Temperatura influenza direttamente l’accrescimento delle colture attraverso la regolazione della velocità delle reazioni metaboliche. Conoscere l’andamento della temperatura aiuta la scelta del momento più opportuno per l’effettuazione di diverse pratiche agronomiche (ad. es. trattamenti antiparassitari, diserbanti, concimazioni, raccolta, stoccaggio dei prodotti ecc.).

 

Umidità relativa dell’aria a 2 metri.

Anche in questo caso per ogni bollettino vengono riportati i dati di due stazioni ricadenti nella specifica zona di AgrometeoInforma.

Il grafico viene costruito sulla base della misura oraria dell’umidità relativa dell’aria e si riferisce ai 4 giorni precedenti l’emissione del bollettino. Il dato orario è il dato medio di quattro misure effettuate ogni 15 minuti. Sull’asse delle ordinate vengono riportati i valori di umidità relativa e su quello delle ascisse i giorni di riferimento.

Il valore di Umidità relativa dell’aria consente di avere un’idea sul potere evaporante dell’atmosfera. Ad esempio una bassa umidità dell’aria favorisce una maggior traspirazione delle piante attraverso le aperture stomatiche. Se però a valori di umidità relativa bassa sono associate condizioni di stress idrico delle piante, allora anche il flusso traspirativo (cioè il consumo idrico delle colture) tende a ridursi. Anche il parametro umidità può influenzare l’efficacia di molte pratiche agronomiche tra le quali in particolar modo i trattamenti antiparassitari. Tale grafico dà un’idea immediata dell’andamento termico degli ultimi giorni.

 

Bagnatura fogliare

La bagnatura fogliare è una variabile di grande importanza per lo sviluppo di numerose malattie. La presenza di un velo d’acqua sulla superficie delle foglie, infatti, permette il movimento e la germinazione delle spore di alcuni microrganismi fungini e la loro penetrazione all'interno dei tessuti della pianta. La conoscenza di tale variabile diventa quindi fondamentale per la previsione dello sviluppo delle malattie e la conseguente difesa delle colture, soprattutto mediante l'applicazione di modelli di simulazione.

Lo strumento che la misura è una “foglia elettronica”, detto anche umettometro, e simula la superficie di una foglia vegetale. Il sensore, essendo costituito da un circuito elettronico che viene chiuso in presenza di un velo d’acqua, fornisce un’indicazione binaria del tipo “bagnato si/bagnato no”. Il dato orario è il dato più frequente fra le quattro misure effettuate ogni 15 minuti. Ad esempio se per tre quarti d’ora la foglia elettronica risulta bagnata, l’intera ora viene considerata di bagnatura. Il grafico riporta per ognuno dei quattro giorni precedenti l’missione del bollettino le ore di bagnatura così determinata.

 

Precipitazione atmosferica

La precipitazione essendo una variabile non continua viene indicata ovviamente solo se si verifica. Generalmente in ogni edizione del bollettino vengono riportati per gli ultimi giorni di rilevamento (max. sette giorni) i valori di precipitazione cumulata giornaliera riferiti ad un numero variabili di stazioni da due a sei.

La pioggia è un importante fattore agrometeorologico perché dà un’idea della quantità d’acqua a disposizione delle piante per il loro accrescimento vegetativo. Oltre alla quantità il grafico del bollettino consente di visualizzare la distribuzione temporale delle piogge. Ricordando che la scarsità delle precipitazioni ma anche il loro eccesso può essere dannoso per le colture conoscere la quantità d’acqua caduta in un certo tempo consente di orientare le scelte di tipo irriguo.

 

Somme termiche

Per “somma termica” si intende la sommatoria giornaliera dei gradi di temperatura. Viene anche definita “gradi utili giorno” (Grown Degree Days) e consente di valutare l’andamento delle temperature durante la stagione vegetativa.

Durante il loro ciclo vitale le piante richiedono una certa quota di calore (energia) per le varie fasi della loro crescita. La durata del ciclo risulta generalmente più breve quanto maggiore è la quantità di energia ricevuta che è a sua volta correlata con la temperatura media giornaliera. Si può risalire quindi, con una certa approssimazione, alla durata del ciclo biologico, conoscendo la quantità di “gradi utili di temperatura” per giorno e il fabbisogno totale richiesto dalle piante. Inoltre si possono prevedere eventuali anticipi o ritardi di maturazione, ad esempio, in funzione di andamenti stagionali più caldi o più freddi rispetto alla media.

I gradi utili giorno si calcolano come somma termica tra le differenze di temperature medie giornaliere e lo “zero di vegetazione”  ossia quel valore di temperatura sotto il quale i processi di sviluppo non si attivano.  Lo zero vegetazione varia per ogni pianta; per la vite, ad esempio, tale temperatura è di 10°C.

In questo caso la formula per il calcolo della somma termica è:

 

 

(Temp. Max + Temp. Min)/2 – zero vegetazione (10°C) = GRADI UTILI GIORNO

 

Se la temperatura media giornaliera è uguale o minore allo zero di vegetazione, non si accumulano gradi utili giorno.

Le somme termiche del bollettino vengono calcolate con zero di vegetazione paria a  0 e 10° C rispettivamente a partire dal 1° gennaio e dal 1° aprile.  

La tabella propone anche un confronto con la somma termica dell’anno precedente alla stessa data e il confronto con il dato “storico” (dato medio calcolato su trent’anni di dati).

 

Evapotraspirazione potenziale (ET0)

Per evapotraspirazione si intende la perdita d’acqua, da parte del terreno con copertura vegetale, attraverso i processi contemporanei di evaporazione dalla superficie del suolo e di traspirazione da parte delle piante (da Giardini 1992).

In ogni bollettino vengono riportati i dati di due stazioni ricadenti nella specifica zona di AgrometeoInforma. Il grafico riporta la stima dell’ evapotraspirazione giornaliera riferita agli 8 giorni precedenti l’emissione del bollettino. Sull’asse delle ordinate vengono riportati i valori di evapotraspirazione (mm/giorno) e su quello delle ascisse i giorni di riferimento.

Si tratta di un dato stimato attraverso una formula che prevede l’utilizzo di altri dati meteorologici (temperatura, umidità, vento e radiazione solare) opportunamente inseriti in un apposito modello di calcolo. Il modello adottato è uno fra quelli suggeriti dalla FAO costituito dalla formula di Penman-Monteith.

dove:

  • Rn - la radiazione netta
  • G - flusso di calore del suolo
  • (es - ea) - deficit di pressione atmosferica
  • ρa - densità media dell’aria a pressione costante
  • Cp - il calore specifico dell’aria
  • ∆ - relazione tra vapore e temperatura
  • γ - costante
  • rs e ra - le resistenze superficiali e dell’aria

Conoscere i valori di evapotraspirazione di una coltura permette di stimarne il fabbisogno idrico e quindi di gestire in modo ottimale gli interventi irrigui. Conoscendo l’uso del suolo di un determinato comprensorio la stima dell’evapotraspirazione consente altresì trarre indicazioni sul consumo idrico di una determinata area da parte del sistema agricoltura.

 

 

 

Temperatura del suolo (°C)

Il grafico di temperatura del suolo riporta, sempre per ogni bollettino AgrometeoInforma, i valori misuratia diverse profondità: 0cm, -10cm, -20cm e -30cm di una stazione rappresentativa della zona. Tale grafico viene pubblicato da inizio anno a metà aprile.

Lo strumento che la misura è un termometro con caratteristiche specifiche per il terreno. La misura viene effettuata ogni ora; il dato riportato rappresenta la temperatura massima raggiunta nelle 24 ore precedenti l’missione del bollettino.

Conoscere e seguire l’andamento della temperatura del terreno è molto importante per decidere, ad esempio, il momento più opportuno per la semina delle varie colture, specialmente quelle di inizio primavera.  Semine effettuate in condizioni di temperatura del terreno non sufficiente per la germinazione potrebbero causare emergenze non omogenee o stentate, con il rischio di dover ripetere l’operazione qualora la mancata germinazione riguardasse la maggior parte delle sementi.

 

MODELLI AGROMETEOROLOGICI DI SVILUPPO DI ALCUNI PATOGENI

Per fornire un valido aiuto a chi opera nel settore agricolo, aumentando l’efficacia delle decisioni nell’ambito della difesa fitosanitaria, sono stati messi a punto dei modelli matematici di simulazione dello sviluppo di alcuni agenti patogeni. Tali modelli, semplificando la complessità biologica dell’ecosistema, si inseriscono come un ulteriore strumento per la gestione della difesa fitosanitaria.

I modelli previsionali non hanno lo scopo di individuare il momento esatto della comparsa delle malattie, ma di definire una tendenza generale e, pertanto, vanno integrati con altre informazioni come, ad esempio, quelle diffuse dai bollettini dell’ Unità Periferica per i Servizi Fitosanitari della Regione Veneto e/o con osservazioni dirette in campo.

La conoscenza da parte di agricoltori e tecnici dei momenti più rischiosi relativi a una determinata infestazione, oltre a favorire la tempestiva adozione delle misure più opportune per contenerla in maniera ottimale, favorendo quindi il mantenimento della produzione e la riduzione dei costi di gestione, consente altresì di soddisfare esigenze collettive quali la salvaguardia ambientale e la tutela della salute umana.

Nel bollettino AgrometeInforma vengono pubblicati i risultati dell’applicazione di alcuni modelli fitopatologici riferiti ai patogeni che interessano maggiormente il territorio regionale, in accordo con i tecnici del Servizio Fitosanitaro.

 

Ticchiolatura del melo (Venturia inaequalis)

La Ticchiolatura è una malattia fungina che costituisce la più grave avversità del melo causando danni notevoli su foglie, germogli e frutti. Il suo ciclo biologico si realizza attraverso due forme: quella sessuata di Venturia inaequalis e quella agamica di Spilacaea pomi in passato comunemente indicata come Fusicladium dendriticum.

Le infezioni primarie sono causate in primavera dalle ascospore di Venturia inaequalis che si liberano dai residui di foglie e dai frutti infetti caduti al suolo durante il periodo autunno-invernale. Con le piogge primaverili, le ascospore vengono trasportate dagli schizzi d´acqua e dalle correnti d´aria sui tessuti verdi suscettibili e, se le condizioni climatiche sono favorevoli, iniziano a germinare penetrando per via cuticolare negli spazi intercellulari, dando origine, dopo un periodo di incubazione variabile in funzione della temperatura e dell’umidità dell’aria, ai primi sintomi visibili sulle foglie. Dai centri di infezione si ha la diffusione del patogeno e la formazione dei conidi che daranno origine ad altre infezioni secondarie all´interno del frutteto. La conoscenza e quindi la prevenzione di queste infezioni secondarie sono gli obiettivi principali nella lotta al patogeno. Le foglie e i frutti infetti, in autunno, cadono a terra, costituendo un idoneo substrato per la formazione dei corpi fruttiferi (pseudoteci) nella fase invernale e per la perpetuazione del ciclo.

Il modello previsionale in uso al CMT si basa sulla Tabella di Mills (*) che permette di stabilire, in base alla temperatura (variabile da 5°C a 25°C), il numero di ore di bagnatura fogliare necessarie per avere un’infezione primaria di ticchiolatura di entità leggera, media o grave.

 

(*) Tabella di Mills per la previsione delle infezioni di ticchiolatura del melo

 

Le informazioni tabellari, ricavate dal modello e riportate nel bollettino, riguardano:

1) la data di avvio dell’infezione primaria;

2) il livello gravità (leggera, media o grave in base alla virulenza dell’infezione);

3) la percentuale di incubazione raggiunta (il 100% corrisponde al momento della comparsa delle caratteristiche macchie brunastre sulle foglie).

Le informazioni che vengono riportate sul bollettino sono importanti nella prevenzione dalle infezioni secondarie che va effettuata prima del raggiungimento della comparsa delle macchie, in coincidenza del 100% dell’incubazione.

Si ricorda che la difesa fitosanitaria contro la Ticchiolatura si attua generalmente in forma preventiva e viene attuata dalla ripresa vegetativa del melo nella fase fenologica di "punte verdi" e, se nel frutteto non vengono rilevati i sintomi della malattia, si può interrompere dopo la fase di "frutto noce", quando i frutti non sono più suscettibili alle infezioni primarie.

BIBLIOGRAFIA

G. Veronesi, C. Caprara  (1988) – “Riformulazione matematica delle tavole di Mills per la loro gestione automatica”.  Informatore fitopatologico. n° 2; pp 49-53

Peronospora delle solanacee (Phytophthora infestans)

La Peronospora è considerata la malattia più pericolosa per le Solanacee e, in Italia, è potenzialmente presente in tutte le coltivazioni di patata e pomodoro. Questa malattia è dovuta al fungo Phytophthora infestans che è fortemente condizionato nel suo sviluppo dalle condizioni ambientali, in particolare dall'elevata umidità atmosferica. Attacchi peronosporici di una certa intensità si determinano quando piogge ripetute o umidità elevate e persistenti danno luogo ad una prolungata bagnatura delle piante. In Veneto, i primi sintomi di Peronospora su patata possono comparire già a partire dai primi giorni di maggio. Il modello attualmente in uso al CMT è stato elaborato nel 1989 presso l’Osservatorio Malattie delle Piante dell’Emilia Romagna e valuta la probabile evoluzione nel tempo del potenziale infettivo di Phytophthora infestans nell'ambiente. E' un modello "a prognosi negativa", in quanto non indica con precisione la data di comparsa della malattia, ma individua un periodo di tempo in cui è improbabile la manifestazione della malattia in campo e di conseguenza risulterebbero inutili eventuali trattamenti.

Nel bollettino si riporta la tabella relativa all’Indice Potenziale di Infezione (I.P.I), indice correlato ai dati meteorologici degli ultimi giorni.

Le conoscenze sulla biologia del fungo sono state tradotte in relazioni matematiche nelle quali i valori di TEMPERATURA, UMIDITÀ RELATIVA e PIOGGIA sono stati trasformati in valori numerici che aumentano via via che il parametro considerato si avvicina ai valori ottimali per la crescita e la moltiplicazione del patogeno. I valori minimi presi in considerazione dal modello sono:

    • T MIN GIORNALIERA > 7°C
    • PIOGGIA totale giornaliera >= 0.2 mm oppure U.R. MEDIA giornaliera >= 79%.

Il modello associa una funzione a ciascuno dei parametri meteorologici considerati e produce per ogni funzione un indice numerico. Questi 3 indici vengono poi correlati tra loro per la determinazione di un indice giornaliero che misura l'incremento probabile della carica d'inoculo nell'ambiente per effetto dei fattori climatici utilizzati.

L’I.P.I. giornaliero viene progressivamente cumulato a partire dalla data di piena emergenza o di trapianto della coltura, fino ad arrivare ad una determinata soglia di rischio che corrisponde al valore 15.

Il modello distingue due situazioni:

  • BASSO RISCHIO DI INFEZIONE comprende l'arco di tempo nel quale l'indice si mantiene al di sotto del valore soglia
  • ALTO RISCHIO DI INFEZIONE a seguito del superamento della soglia stessa.

Una volta superata la soglia di rischio, il momento di effettivo pericolo, per questo patogeno, è indicato da un innalzamento dell’indice superiore a 5 punti nell’arco di 2-5 giorni. Questo modello è un utile supporto per individuare il periodo ottimale solo per il primo intervento.

BIBLIOGRAFIA

P.Cavanni, I.Ponti, M.Marinelli - "Modello previsionale per la peronospora del pomodoro". Informatore Fitopatologico 40 (6), 17-25 (1990)

I.Ponti, P.Cavanni, F.Mazzini, A.Libè - "Verifica di criteri previsionali per la peronospora del pomodoro". Informatore Fitopatologico 35 (3), 13-21 (1985)

 

 

Peronospora della vite (Plasmopara viticola)

La Peronospora è tra le più dannose malattie della vite. Gli attacchi sono da ritenersi variabili da un anno all’altro e, in condizioni meteorologiche favorevoli, la malattia può causare danni gravissimi con perdite anche dell’intera produzione. Per una corretta difesa dagli attacchi peronosporici è necessaria la conoscenza di parametri meteorologici quali temperatura, piovosità e umidità dell’aria al fine di determinare il periodo di incubazione in modo da poter intervenire tempestivamente prima che questo si concluda.

Il fungo si sviluppa se si verificano contemporaneamente le seguenti condizioni: germogli di lunghezza pari ad almeno 10 cm, pioggia di 10 mm in 24-48 ore, temperatura media giornaliera dell’aria prossima a 10°C. Piogge persistenti, elevata umidità e temperature medie superiori a 13-14°C sono elementi determinanti per le infezioni. A questo proposito, sono stati messi a punto diversi modelli di simulazione in grado di fornire preziose indicazioni che, oltre a costituire un valido supporto alla difesa fitosanitaria, agiscono da “misuratore-regolatore” del numero e della tempistica dei trattamenti. Il modello in uso al CMT consente di individuare le piogge potenzialmente infettanti e contemporaneamente esegue il calcolo delle percentuali di incubazione e delle presunte date di comparsa dei sintomi. Tale modello deriva dal metodo di calcolo di Goidanich (**).

(**) Indicazioni sulla percentuale giornaliera del periodo di incubazione trascorso in funzione della temperatura e dell’umidità (Goidanich, 1964)

Nel bollettino vengono riportate, a supporto della difesa, l’incremento percentuale di incubazione giornaliera. La data di comparsa delle macchie, coincide con il giorno in cui la somma delle percentuali giornaliere raggiunge quota 100. Il calcolo inizia a partire dal giorno successivo a quello della pioggia considerata infettante (evidenziata con il colore verde nella tabella riportata nel bollettino).

La strategia di difesa preventiva è la migliore per limitare la quantità di prodotto e consiste nel cercare di combattere l'infezione primaria eseguendo il primo trattamento immediatamente prima della pioggia infettante. Per questo occorre un buon servizio di previsioni meteo e la possibilità di trattare nel minor tempo possibile immediatamente prima che incominci a piovere. Se l’infezione fosse già avvenuta, la conoscenza della percentuale di incubazione costituisce un valido supporto per orientare la difesa in maniera tale da posizionare i trattamenti prima del termine del periodo di incubazione.

BIBLIOGRAFIA

Goidanich G., Casarini B., Foschi S., 1957 - Lotta antiperonosporica e calendario di incubazione. Giornale di Agricoltura, 13 gennaio: 11-14

MODELLI AGROMETEOROLOGICI DI SUPPORTO ALLE OPERAZIONI AZIENDALI

Fienagione

L’Indice di Fienagione è utile per la stima della capacità di essiccazione giornaliera del foraggio da parte dell’atmosfera.

Per stimare la capacità di evaporazione nelle diverse condizioni ambientali e fornire indicazioni utili è stato adottato un modello che tiene conto di: temperatura media, umidità relativa, velocità media del vento, radiazione solare e precipitazione giornaliere. L’indice di fienagione viene calcolato per i tre giorni precedenti quello di uscita del bollettino, utilizzando i valori effettivamente registrati dalle diverse stazioni presenti nelle zone di Agrometeoinforma interessate da questo servizio, e previsto per il giorno di uscita del bollettino e per i tre giorni successivi.

L’indice di fienagione è un valore compreso fra 0 e 4 e, a seconda che risulti compreso tra 0 e 1, tra 1 e 2, tra 2 e 3 o tra 3 e 4, esprime una valutazione rispettivamente negativa, discreta, buona o ottima della giornata a fini della capacità di essiccazione dell’atmosfera.

Il valore ottenuto viene poi espresso sotto forma grafica. Il grafico viene accompagnato da una tabella nella quale sono riportati, per i singoli giorni considerati, i fattori climatici di volta in volta eventualmente sfavorevoli all’essiccazione del foraggio in campo quali: elevata umidità dell’aria, temperature troppo basse, scarso soleggiamento