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Perdite rete acquedottistica La distribuzione dell’acqua potabile è efficiente? P

L’efficienza della rete di distribuzione di acqua potabile è tanto più elevata quanto più sono contenute le perdite, in termini percentuali, che si verificano dal momento del prelievo alla fonte e dell’immissione in rete, al momento in cui questa preziosissima risorsa raggiunge l’utente finale.

È bene precisare che non esiste un metodo standard per la stima delle perdite: quello più diffuso è il calcolo della differenza tra la quantità d’acqua prelevata alla fonte e quella fatturata agli utenti, espressa come percentuale della quantità prelevata alla fonte. Si osservi tuttavia che in questo modo vengono conteggiati come perdite anche i prelievi abusivi e quelli di pubblica utilità (interventi dei VVFF, lavaggio strade, etc.), che a rigore dovrebbero essere esclusi. Inoltre, lo stesso gestore può servire più comuni, e questo rende più difficile la stima relativa ad un singolo comune: tutto questo rende meno confrontabili fra loro i dati nel dettaglio.

Il valore atteso, o “fisiologico”, per una rete mediamente efficiente, che tiene conto delle inevitabili perdite dovute al deterioramento dei materiali e alle imperfezioni intrinseche delle strutture, è valutato normalmente tra il 10 e il 15%. In alcuni riferimenti normativi si raccomanda, comunque, di non superare la soglia del 20%. Alla luce di queste indicazioni i valori registrati nei comuni considerati evidenziano una situazione particolarmente critica.

Quasi tutti i valori sono superiori al 25%, con una media del 30%. Valori particolarmente elevati si hanno per Arzignano (55,5%), Montebelluna (46%) e S. Giovanni Lupatoto (43%). Particolarmente virtuoso risulta il comune di Montecchio Maggiore (8,5%), che negli ultimi anni ha investito molto per migliorare la qualità delle condotte, aumentare il controllo su tutta la rete, e misurare correttamente le perdite. I dati di Vigonza, Schio e Villafranca non sono disponibili.

Tuttavia, la situazione rispecchia una criticità diffusa su tutto il territorio nazionale, per il quale nel 2006 si registra lo stesso valore medio del 30%; nel dettaglio, per l’intero Nord Est la media è di circa il 40%, contro il 28% del Nord Ovest, il 37% di Isole e Centro, e il drammatico 53% del Sud.

Per quanto riguarda la valutazione del trend, poiché i dati degli anni considerati non sono pienamente confrontabili, sono stati accorpati nelle seguenti classi percentuali:

·         perdite acquedotto da 10-20%    (1 goccia)

·         perdite acquedotto da 21-30%    (2 gocce)

·         perdite acquedotto da 31-40%    (3 gocce)

·         perdite acquedotto da 41-50%    (4 gocce)

·         perdite acquedotto da 51-60%    (5 gocce)

Rispetto ai dati del 1999 e del 2001 la situazione è lievemente peggiorata (8 peggioramenti, 3 miglioramenti e 7 situazioni stabili).

percentuale di perdite rete acquedottistica e confronto dei dati 1999, 2001 e 2006
perdite rete acquedotto.xls
Metadati
Data ultimo aggiornamento 30/9/2007
Fonte dei dati comuni
Fonte dell'indicatore ARPAV
Sorgente digitale dei dati
Scopo
Unità di misura percentuale
Metodo di elaborazione
Riferimento normativo
Valore di riferimento 20%
Periodicità di rilevamento dei dati annuale
Periodicità di rilevamento dell'indicatore annuale
Periodicità di riferimento dal 1/1/1999 - al 31/12/2006
Unità elementare di rilevazione
Livello minimo geografico Comunale
Copertura geografica 26 centri urbani del Veneto
Aspetti da migliorare
Link utili
DPSIR
  • D - Determinante
  • P - Pressione
  • S - Stato
  • I - Impatto
  • R - Risposta
Stato attuale
  • Positivo
  • Intermedio o incerto
  • Negativo
Trend della risorsa
  • In miglioramento
  • Stabile o incerto
  • In peggioramento