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Indicatore Obiettivo DPSIR Stato attuale indicatore Trend della risorsa
Indice trofico TRIX per le acque marino costiere - agg. 2020 Le acque marine costiere hanno un livello trofico accettabile? S

DESCRIZIONE

L’indice considera le principali componenti degli ecosistemi marini che caratterizzano la produzione primaria: nutrienti e biomassa fitoplanctonica, riassumendo in un valore numerico una combinazione di alcune variabili (Ossigeno disciolto, Clorofilla “a”, Fosforo totale e Azoto inorganico disciolto); tale valore definisce, in una scala da 1 a 10, le condizioni di trofia e il livello di produttività delle aree costiere. L’indice e la relativa scala trofica rendono possibile da un lato la misura dei livelli trofici in termini rigorosamente quantitativi, dall’altro il confronto tra differenti sistemi costieri, per mezzo di una scala numerica che copre l’ampia gamma di situazioni trofiche presenti lungo le coste italiane; a tale scopo per il calcolo si utilizzano parametri determinati in loco (Ossigeno e Clorofilla “a”) e altri misurati in laboratorio (nutrienti) sui campioni prelevati presso tutte le stazioni monitorate. Con il D.M. 260/2010, l’indice TRIX viene individuato quale elemento di qualità fisico-chimica a sostegno degli Elementi di Qualità Biologica (EQB), pertanto concorre alla classificazione dello stato ecologico delle acque marino-costiere; ai fini della classificazione per il calcolo dell’indice si utilizza il parametro Clorofilla “a” determinato analiticamente in laboratorio e associato ai campioni di EQB Fitoplancton prelevati solo in alcune stazioni. In questa rappresentazione come indicatore si utilizza il TRIX calcolato con la clorofilla misurata in loco su tutte le stazioni della rete di monitoraggio.

OBIETTIVO

A seconda del macrotipo di acque costiere, definito sulla base delle caratteristiche idrologiche della colonna d’acqua (stabilità), nel D.M. 260/2010 vengono individuati i limiti di classe tra lo stato buono e quello sufficiente: il valore limite indicato per le acque dei quattro corpi idrici costieri del Veneto (macrotipo 1: Alta stabilità) è pari a 5 unità, mentre per i due corpi idrici al largo (macrotipo 2: Media stabilità) è pari a 4.5 unità. Per la classificazione finale, i dati singoli sono mediati su scala annuale e i tre valori annuali sono poi mediati sul triennio di riferimento del monitoraggio operativo, per ciascun corpo idrico, come da normativa (D.M. 260/2010). Possono essere tuttavia elaborati per evidenziare andamenti temporali e spaziali (per punto di controllo, per transetto, per area) anche su scala temporale diversa (stagioni, etc.); inoltre i dati forniscono una indicazione sullo stato trofico delle acque in base alle classi di cui all’ex D.Lgs. 152/99 e s.m.i..

VALUTAZIONE

Lo stato attuale dell’indice calcolato su tutte le stazioni (quindi utilizzando il parametro Clorofilla “a” misurato in loco), relativo all’ultimo anno di aggiornamento (2020), è valutato rispetto ai valori di riferimento del D.M. 260/2010. Si evidenzia che nella campagna condotta a novembre sono state monitorate solo le stazioni localizzate a 500 m dalla costa e le due più al largo (stazioni WFD di analisi delle sostanze pericolose e dell’EQB Fitoplancton); la mancanza di campioni per le stazioni intermedie, in un mese in cui le concentrazioni di nutrienti e di clorofilla si sono dimostrate ridotte rispetto agli altri mesi, ha inficiato i valori medi di TRIX rappresentati nei grafici.

Mappa TRIX 2020

ico_Mappa_TRIX_2020.png

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Individuazione dei corpi idrici delle acque costiere e marine del Veneto (D.M. n. 131 del 16 giugno 2008)


faccina gialla L’indicatore rispetta il valore obiettivo di riferimento nei tre corpi idrici centro-settentrionali: i due costieri CE1_1 e CE1_2 (valore medio annuo di TRIX inferiore a 5) e quello al largo ME2_1 (valore medio annuo di TRIX inferiore a 4.5); nei c.i. meridionali, costieri CE1_3 e CE1_4 (antistante il delta del Po) e marino ME2_2, si ha invece superamento del limite (rispettivamente 5 e 4.5). La situazione si presenta quindi eguale a quella dell’anno precedente (2019).

Percentuale di campioni per classe di Indice trofico TRIX negli anni 2003-2020 (ex D.Lgs. 152/1999)

TRIX_2003_2020.jpg

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Suddivisione delle acque marine costiere in classi in base alla scala trofica (ex D.lgs 152/99 e s.m.i.)

Indice trofico TRIX - valori medi annui per corpo idrico negli anni 2008-2020

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box giallo A livello di corpi idrici, nel 2020 i valori medi di TRIX sono risultati generalmente in aumento rispetto all’anno 2019. Nel complesso della serie storica 2008-2019 le linee di tendenza mantengono ancora un andamento in ascesa, come conseguenza dei valori elevati di TRIX registrati tra il 2013 e il 2014, nel 2018 e nel 2020. Per quanto riguarda la distribuzione dei valori di TRIX complessivi (calcolati nel 2020) nelle quattro classi di trofia (istogramma) si osserva un aumento, rispetto all’anno precedente, della percentuale di campioni ricadenti nella classe “sufficiente”, con diminuzione delle percentuali di quelli nelle classi “elevato” e “buono”.

L’aggiornamento dell’indicatore con i dati dell’anno 2021 è previsto per aprile 2022.

licenzalicenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported.

Metadati
Data ultimo aggiornamento 23/3/2021
Fonte dei dati ARPAV
Fonte dell'indicatore ARPAV – Unità Organizzativa Qualità del Mare e delle Lagune
Sorgente digitale dei dati SIRAV e altro
Scopo L’Indice TRIX può essere utilizzato non solo ai fini della valutazione del rischio eutrofico (acque costiere con elevati livelli trofici e importanti apporti fluviali), ma anche per segnalare scostamenti significativi dalle condizioni di trofia tipiche di aree naturalmente a basso livello trofico. Nella classificazione dello stato ecologico ai sensi della normativa vigente il TRIX interviene nel determinare il giudizio finale espresso per ciascun Elemento di Qualità Biologica (EQB). Indirettamente fornisce una valutazione degli impatti delle attività umane in termini di carico di nutrienti (azoto, fosforo) e permette di identificare e analizzare i cambiamenti, di fare comparazioni tra aree di mare diverse (corpi idrici), di supportare processi decisionali e politiche ambientali e, infine, di valutare le azioni intraprese e monitorarne l’efficacia.
Unità di misura numero
Metodo di elaborazione Equazione dell’indice trofico TRIX:
TRIX = [log10 (Cha x D%O x N x P) - (-1,5)]÷1,2
Dove:
Cha = clorofilla “a” [µg/l]
D%O = ossigeno disciolto come deviazione % assoluta della saturazione (100-O2D%)
N = azoto inorganico disciolto come somma di azoto ammoniacale, nitrico e nitroso [N-NH4, N-NO3 e N-NO2 in µg/l]
P = fosforo totale [µg/l]
Nelle classificazioni di stato ecologico per il calcolo dell’indice TRIX si utilizza il parametro Clorofilla “a” determinato analiticamente e associato all’EQB Fitoplancton, campionato solo in alcune stazioni della rete; in questo caso i dati sono analizzati su scala annuale e poi mediati sul triennio di riferimento del monitoraggio operativo per ciascun corpo idrico, come da normativa (D.M. 260/2010).
I dati di TRIX possono essere tuttavia elaborati per evidenziare andamenti temporali e spaziali (per punto di controllo, per transetto, per area) anche su scala temporale diversa (stagioni, etc.) e fornire indicazioni sulla trofia delle acque in base alle classi definite dall’ex D.Lgs. 152/1999; in questo caso, al fine di avere una maggiore rappresentatività spaziale, si utilizza il parametro Clorofilla “a” misurato in loco su tutte le stazioni monitorate.
Riferimento normativo Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque. Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Norme in materia ambientale. Decreto 8 novembre 2010, n. 260. Regolamento recante i criteri tecnici per la classificazione dello stato dei corpi idrici superficiali, per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale, predisposto ai sensi dell’articolo 75, comma 3, del medesimo decreto legislativo.
Valore di riferimento 5 unità per i corpi idrici del macrotipo I (alta stabilità); 4.5 unità per i corpi idrici del macrotipo II (media stabilità).
Periodicità di rilevamento dei dati almeno sei volte anno (da normativa)
Periodicità di rilevamento dell'indicatore annuale
Periodicità di riferimento dal 1/1/2003 - al 31/12/2020
Unità elementare di rilevazione Stazione di rilevamento e campionamento
Livello minimo geografico Puntuale
Copertura geografica regione
Aspetti da migliorare
Link utili http://www.isprambiente.gov.it/
DPSIR
  • D - Determinante
  • P - Pressione
  • S - Stato
  • I - Impatto
  • R - Risposta
Stato attuale
  • Positivo
  • Intermedio o incerto
  • Negativo
Trend della risorsa
  • In miglioramento
  • Stabile o incerto
  • In peggioramento