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Analisi di caratterizzazione - agg. 31/12/2018 Quante sono le analisi archiviate e la qualità in relazione ai limiti di legge? S

DESCRIZIONE
Ai sensi dell’ art. 4, del DPR 120 del 2017, che recentemente ha aggiornato la precedente normativa (L. 98/2013) sulle terre e rocce da scavo, i soggetti che effettuano lo scavo e la movimentazione al di fuori del cantiere devono obbligatoriamente caratterizzare le terre o rocce per verificare che non siano contaminate e inviare ad ARPAV gli esiti delle verifiche analitiche unitamente alla dichiarazione obbligatoria prevista dalla citata norma. ARPAV ha predisposto una banca dati regionale per l’archiviazione di tali dati e dal 1 novembre 2015 un applicativo web per semplificare la predisposizione della modulistica e permettere l’archiviazione automatica dei dati.

OBIETTIVO
Il numero delle analisi è funzione della quantità di materiale scavato, mentre gli esiti delle analisi sono un indicatore dello stato di qualità dei suoli veneti.
Il riferimento è dato dalla tabella 1 dell’allegato 5 alla parte IV, titolo V, del D.Lgs. 152/2006 che indica le concentrazioni soglia di contaminazione oltre le quali un sito è definito potenzialmente contaminato per una specifica destinazione urbanistica.

VALUTAZIONE

Numero di analisi archiviate da ARPAV suddivise per anno (2009 - 2018)

n_campioni_in_BD_2009_2018.JPG

clicca sul grafico per scaricare il file dati


box verde L’andamento dei dati relativi al periodo 2009-2018 evidenzia un trend generale di incremento del numero di analisi archiviate da ARPAV (dalle circa 600 del 2009-2010 alle quasi 4000 del 2018), seppure con andamento altalenante tra anni successivi; con un significativo incremento a partire dal 2016. Il controllo sulla qualità dei suoli è quindi decisamente aumentato nel corso degli ultimi anni. A partire dagli ultimi mesi del 2015 la predisposizione di un nuovo sistema di archiviazione via web ha consentito di aumentare il numero di dichiarazioni e di analisi archiviate e questo fatto spiega il valore quasi doppio di analisi archiviate negli anni successivi al 2015 rispetto agli anni immediatamente precedenti. Al 31 dicembre 2018 la banca dati contiene analisi per circa 19.000 campioni.
La distribuzione territoriale di tali analisi rispecchia quella delle dichiarazioni (si veda la scheda dell’indicatore specifico) quindi con una forte eterogeneità di distribuzione tra le province, non sempre giustificabile con motivazioni legate alla densità abitativa o all'economica delle diverse province o dei diversi comuni.
Rispetto al numero di analisi comunicate negli indicatori degli scorsi anni ci sono lievi differenze per gli anni 2016 e 2017 a causa della difficoltà di attribuire a uno specifico anno dichiarazioni che iniziano in un determinato anno e vengono modificate e concluse in quello successivo e dell’eliminazione di alcune dichiarazioni per la non esecuzione dei lavori.

faccina verde Il numero di superamenti dei limiti di legge è estremamente ridotto a conferma di un’elevata qualità ambientale dei suoli veneti; i composti che mostrano il maggior numero di superamenti sono, in valore assoluto, arsenico (il 6% dei campioni mostra il superamento del limite per le aree residenziali), cobalto, vanadio, idrocarburi pesanti (C>12), nichel, PCB, zinco. È necessario sottolineare che molti dei superamenti in particolare per arsenico, cobalto, vanadio, cromo, nichel, e secondariamente zinco sono legati ai valori di fondo dei suoli veneti, superiori anche ai limiti di legge in diverse aree della regione. Questa considerazione è parzialmente valida anche per gli idrocarburi pesanti in alcune aree ricche di sostanza organica come i sedimenti fluviali e alcune aree della bassa pianura di Venezia, Padova e Rovigo. Molti dei superamenti di colonna A non implicano una potenziale contaminazione in quanto sono valori, dal punto di vista normativo, “accettabili” in un contesto a destinazione d’uso commerciale o industriale, sebbene denotino, se di origine antropica, un’alterazione del suolo rispetto alla condizione di naturalità.

Percentuale di analisi (periodo 2009-2018) superiori ai limiti di colonna A (aree residenziali)

percentuale_superamenti_limiti_analisi_colA_2018.JPG

Clicca sul grafico per scaricare il file dati

Si segnala che dall’entrata in vigore del DPR 120/2017, nell’elenco dei contaminanti da analizzare sempre, sono stati aggiunti anche cobalto e mercurio che hanno visto aumentare notevolmente il numero di analisi rispetto agli anni precedenti. I superamenti di colonna B sono limitati a poco più di una ventina di campioni su oltre 15.000 analisi disponibili, spesso dovuti a concentrazioni naturalmente presenti (si veda l’arsenico).

Numero di analisi disponibili suddivise per i diversi composti e numero di superamenti dei limiti di colonna A e B del D.Lgs. 152/2006 (periodo 2009-2018)

N._analisi_tabA_e_B_2018.JPG

 

L’aggiornamento dell’indicatore con i dati dell’anno 2019 è previsto per febbraio 2020.

licenzalicenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported.

Metadati
Data ultimo aggiornamento 18/3/2019
Fonte dei dati ARPAV
Fonte dell'indicatore ARPAV
Sorgente digitale dei dati Banca dati regionale sulle terre e rocce da scavo / Applicativo web
Scopo Valutare la qualità ambientale dei suoli in relazione alle analisi disponibili nei diversi anni.
Unità di misura Numero di analisi archiviate
Metodo di elaborazione
Riferimento normativo DPR 120/2017
Valore di riferimento
Periodicità di rilevamento dei dati continua
Periodicità di rilevamento dell'indicatore annuale
Periodicità di riferimento dal 1/1/2009 - al 31/12/2018
Unità elementare di rilevazione analisi archiviate
Livello minimo geografico Comunale
Copertura geografica regionale
Aspetti da migliorare
Link utili http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/suolo/terre-e-rocce-da-scavo
DPSIR
  • D - Determinante
  • P - Pressione
  • S - Stato
  • I - Impatto
  • R - Risposta
Stato attuale
  • Positivo
  • Intermedio o incerto
  • Negativo
Trend della risorsa
  • In miglioramento
  • Stabile o incerto
  • In peggioramento