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Indicatore Obiettivo DPSIR Stato attuale indicatore Trend della risorsa
Stock di carbonio organico nello strato superficiale di suolo Qual è lo stock di carbonio organico nel suolo? S

DESCRIZIONE

Il suolo costituisce un’importante riserva di carbonio organico, gioca un ruolo fondamentale nel ciclo globale del carbonio e quindi nella riduzione dell’effetto serra responsabile dei cambiamenti climatici. E’ stato stimato che nel suolo sono stoccati più dei 2/3 dell’intero pool di carbonio stoccato negli ecosistemi terrestri. La sostanza organica, costituita per il 60% da carbonio, svolge un ruolo chiave nel determinare molte funzioni del suolo e si concentra, in genere, nei primi decimetri del suolo (l’indicatore considera i primi 30 cm di suolo).

OBIETTIVO

Soglia utilizzata come limite minimo di qualità dello strato superficiale di suolo: stock di carbonio organico pari a 40 tonnellate/ettaro.

VALUTAZIONE

Le zone che presentano le concentrazioni minori sono in aree di pianura, a causa dell’accelerazione dei processi di mineralizzazione della sostanza organica indotti da tecniche agricole intensive senza apporti di ammendanti organici ed effluenti di allevamento in particolare, e soprattutto in presenza di suoli a tessitura grossolana; oltre a ciò vi è la crescente pressione dovuta all’urbanizzazione, che nelle aree di pianura porta a una progressivo impoverimento in termini di carbonio organico e a un aumento dell’impermeabilizzazione delle superfici. Le province che presentano i valori più bassi sono Padova, Verona, Venezia e Treviso, anche se a Venezia sono presenti alcune situazioni di suoli molto ricchi di carbonio per la presenza di torbe; il bellunese, dove sono di gran lunga più diffusi i suoli forestali, presenta i suoli con valori più elevati di stock di carbonio organico.

Il trend futuro dell’indicatore è principalmente legato al consumo di suolo, che attualmente è la principale minaccia per la sua diminuzione, e, secondariamente, ai cambiamenti d’uso. L’indicatore stock di carbonio organico, infatti, nel calcolo prende in considerazione le superfici di non suolo (urbano, roccia e detriti), dando un valore medio per l’intera superficie di suolo e di non suolo; per questo risente del consumo di suolo, a differenza dell’indicatore “contenuto di carbonio organico”.

Metadati
Data ultimo aggiornamento 17/6/2010
Fonte dei dati ARPAV
Fonte dell'indicatore ARPAV
Sorgente digitale dei dati Banca dati dei suoli del Veneto
Scopo Descrivere la distribuzione territoriale delle riserve di carbonio organico nel suolo
Unità di misura t/ha di carbonio organico
Metodo di elaborazione L’elaborazione è stata fatta per pixel di 1 km, a partire dalla banca dati dei suoli del Veneto. Per mezzo della Carta dei suoli del Veneto in scala 1:250.000 sono state fatte le operazioni di spazializzazione dei dati, sia nel territorio di montagna che di pianura; in quest’ultimo, data l’elevata concentrazione di dati, è stato possibile migliorare l’elaborazione con l’ausilio della geostatistica, a media variabile, calibrata su gruppi di unità tipologiche di suolo della carta dei suoli in scala 1:250.000. Per l’uso del suolo è stata utilizzata la “Carta della copertura del suolo del Veneto”, edizione 2009, in scala 1:10.000, realizzata su ortofoto 2006-2007.
Riferimento normativo Regolamento 1782/03; COM(2006)232
Valore di riferimento 40 t/ha limite minimo di qualità
Periodicità di rilevamento dei dati 5 anni
Periodicità di rilevamento dell'indicatore 5 anni
Periodicità di riferimento fino al 31/12/2010
Unità elementare di rilevazione puntuale
Livello minimo geografico Regionale
Copertura geografica regionale
Aspetti da migliorare
Link utili
DPSIR
  • D - Determinante
  • P - Pressione
  • S - Stato
  • I - Impatto
  • R - Risposta
Stato attuale
  • Positivo
  • Intermedio o incerto
  • Negativo
Trend della risorsa
  • In miglioramento
  • Stabile o incerto
  • In peggioramento
Mappa stock carbonio organico - anno 2010


STOCK_CO_2010