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GUIDA ALLA LETTURA DEGLI INDICATORI DELLA IDROSFERA

Il Veneto è una delle regioni italiane più ricche di acqua, il suo territorio è infatti interessato da diversi fiumi di rilevanza nazionale: Po, Adige, Brenta, Sile, Piave, Livenza, Tagliamento e da altri bacini idrografici importanti tra i quali il “bacino scolante nella laguna di Venezia”. Sono presenti nella regione numerosi laghi di notevole valenza naturalistica ed economica, come ad esempio il lago di Garda.

La presenza di aree lagunari di notevole pregio naturalistico caratterizza l’area costiera, che si affaccia per oltre 150 chilometri sul bacino dell’Alto Adriatico. Il mare rappresenta per il Veneto una risorsa fondamentale anche per le numerose attività produttive collegate (turismo balneare, pesca, molluschicoltura, portualità, ecc).

Un’altra importante risorsa è rappresentata dalle falde acquifere sotterranee della Regione che costituiscono una delle riserve idriche più importanti d'Europa, per potenzialità e qualità.

Il Veneto, con un territorio fortemente antropizzato ed economicamente sviluppato, presenta, per questo motivo, un significativo quadro di pressioni sul sistema idrico, sia di tipo qualitativo che quantitativo (prelievi idrici a scopi civili, agricoli ed industriali).

Il controllo e la tutela delle acque sono garantiti attraverso reti di monitoraggio apposite, gestite da ARPAV per conto della Regione; le informazioni derivanti dai monitoraggi forniscono indicazioni sullo stato e l’andamento della qualità delle acque e sull’efficacia delle misure adottate per la loro tutela.

Le reti di monitoraggio relative all’ambiente idrico per ciascuna tipologia sono le seguenti:

  • rete per la qualità dei fiumi;
  • rete per la qualità dei laghi;
  • rete per la qualità e quantità delle acque sotterranee;
  • rete per la qualità delle acque di transizione;
  • rete per il controllo delle acque di balneazione;
  • rete per la qualità delle acque marino costiere.

Le reti relative alle acque di transizione e marino costiere comprendono anche il monitoraggio per valutare la conformità delle acque destinate alla vita dei molluschi dal punto di vista ambientale, mentre nella rete per la qualità dei fiumi e dei laghi sono compresi i punti di monitoraggio per la valutazione della conformità delle acque destinate alla vita dei pesci (salmonidi e ciprinidi).

Gli indicatori di questo capitolo sono stati selezionati per rappresentare lo stato ambientale delle acque della Regione Veneto.

Per una corretta lettura degli indicatori, va evidenziata la recente evoluzione della normativa di riferimento per le acque superficiali e sotterranee: il D.Lgs. 152/2006 che ha abrogato il precedente D.Lgs. 152/1999.

Tale norma, che ha recepito la direttiva quadro europea sulle acque (2000/60/CE), è stata di recente integrata con decreti attuativi per gli aspetti operativi di implementazione, tra cui il D.M. 260/2010 che riporta le metriche e le modalità di classificazione.

Anche in una logica di continuità con le valutazioni finora effettuate, assieme alle classificazioni ai sensi della Direttiva, si è scelto di mantenere e aggiornare alcuni indicatori previsti dalla precedente normativa (livello inquinamento da macrodescrittori – LIM per i corsi d’acqua, stato ecologico dei laghi – SEL ed indice trofico TRIX per le acque marino costiere).

La normativa relativa alle acque a specifica destinazione, per quanto riguarda le acque destinate alla vita dei molluschi e alla vita dei pesci, non ha subito modifiche nel D.Lgs. 152/2006 e quindi l’indicatore utilizzato rimane invariato.

Per le acque di balneazione, a seguito dell'entrata in vigore nel 2010 della nuova normativa in materia (D.Lgs. n. 116/2008 e D.M. 30.03.2010), che ha abrogato la previgente normativa (D.P.R.  n. 470/1982 e s.m.i.), è stato definito un nuovo indicatore Balneabilità (basato sull'elaborazione dei dati rilevati negli ultimi 4 anni secondo i nuovi criteri di valutazione) in sostituzione dell'analogo indicatore utilizzato fino al 2009 (basato sull'elaborazione dei dati rilevati annualmente secondo i vecchi criteri di valutazione).

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ultima modifica 16/01/2018 08:52