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GUIDA ALLA LETTURA DEGLI INDICATORI DEI RISCHI ANTROPOGENICI

Uno stabilimento a Rischio di Incidente Rilevante (RIR) detiene sostanze o categorie di sostanze potenzialmente pericolose in quantità superiori a determinate soglie. In essi la presenza di sostanze potenzialmente pericolose (tossiche, infiammabili, esplosive, comburenti e pericolose per l’ambiente), può portare allo sviluppo non controllato di un incidente con conseguenze negative per la popolazione e per l’ambiente.
La Comunità Europea, a partire dagli anni ottanta, ha emanato quattro direttive successive:

  • la Direttiva 82/501/CEE, nota come Direttiva “Seveso”, recepita in Italia con il D.P.R. n.175/88; 82/501/CEE, nota come Direttiva “Seveso”, recepita in Italia con il D.P.R. n.175/88;
  • la Direttiva 96/82/CE, nota anche come Direttiva “Seveso II”, recepita in Italia con il D.Lgs. n. 334/99 che abrogava e sostituiva il precedente Decreto; 96/82/CE, nota anche come Direttiva “Seveso II”, recepita in Italia con il D.Lgs. n. 334/99 che abrogava e sostituiva il precedente Decreto;
  • la Direttiva 2003/105/CE, recepita in Italia con il D.Lgs.238/2005, che integra e modifica il D.Lgs. n. 334/99. 2003/105/CE, recepita in Italia con il D.Lgs.238/2005, che integra e modifica il D.Lgs. n. 334/99.
  • La Direttiva 2012/18/UE, recepita in Italia con il D.Lgs 105/2015, che ha sostituito integralmente le precedenti Direttive 96/82/CE e 2003/105/CE.

Le valutazioni degli indicatori elaborati di seguito si basano sulle informazioni tratte dalle notifiche ( Allegato 5 del D.Lgs. 105/2015 ) fornite dai gestori degli stabilimenti a R.I.R. alle autorità competenti elencate nel D.Lgs. 105/2015.
Nel Veneto sono presenti circa un centinaio di aziende a rischio di incidente rilevante soggette agli adempimenti normativi previsti dal D.Lgs. n. 105/2015, e più della metà sono aziende cosiddette di “soglia superiore”, potenzialmente le più pericolose. Va evidenziato che un terzo di questi impianti a rischio più elevato è concentrato nella provincia di Venezia, in particolare presso il polo industriale di Porto Marghera.


I siti contaminati sono le aree nelle quali, in seguito ad attività umane svolte o in corso, è stata accertata un’alterazione puntuale delle caratteristiche naturali del suolo o della falda da parte di un qualsiasi agente inquinante.
Il primo indicatore, Siti contaminati o potenzialmente contaminati, fornisce il numero e la superficie complessiva dei siti che seguono, o hanno seguito, un iter di bonifica secondo la procedura ordinaria, prevista dall'art. 242 del suddetto decreto. Tutti questi siti sono registrati in Veneto nell'Anagrafe dei Siti Potenzialmente Contaminati. Esso fa riferimento al D.Lgs. 152/06, Titolo V, Parte IV, che identifica come "potenzialmente contaminati" i siti in cui anche uno solo dei valori di concentrazione delle sostanze inquinanti nel suolo o nel sottosuolo o nelle acque è superiore ai valori di concentrazione soglia di contaminazione e come "contaminati" i siti che presentano superamento delle CSR (Concentrazioni Soglia di Rischio) determinate mediante l'applicazione dell'analisi di rischio sito-specifica.
Il secondo, Tipologia dei siti contaminati o potenzialmente contaminati, fornisce la suddivisione del numero di siti in base al processo, produttivo o meno, che è all'origine della contaminazione presente nelle matrici ambientali, mentre il terzo, Stato di avanzamento dell’iter procedurale della bonifica dei siti contaminati, suddividono i siti esistenti in funzione della fase raggiunta dal procedimento di bonifica.

Gli indicatori relativi a Terre e rocce da scavo rappresentano le casistiche di gestione delle terre e rocce da scavo come sottoprodotto (DPR 120/2017) che possono costituire rischio per la contaminazione del suolo nel caso in cui le terre scavate contengano sostanze non compatibili con i siti di destinazione.
Il primo indicatore, Analisi di caratterizzazione, riporta il numero di controlli eseguiti per la conoscenza delle caratteristiche delle terre da scavare e la percentuale di casi in cui si riscontrano valori superiori alle concentrazioni soglia di contaminazione. Il secondo, Numero di dichiarazioni archiviate, riporta il numero di dichiarazioni di utilizzo inviate ad ARPAV ai sensi dell’art. 21 del DPR 120/2017 dalle ditte esecutrici degli scavi e le quantità complessive di terra che sono movimentate.

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ultima modifica 24/01/2018 09:25