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Indicatore Obiettivo DPSIR Stato attuale indicatore Trend della risorsa
Analisi di caratterizzazione Quante sono le analisi archiviate e la qualità in relazione ai limiti di legge? S

DESCRIZIONE
Ai sensi dell’ art. 4, del DPR 120 del 2017, che ha aggiornato la precedente normativa (L. 98/2013) sulla gestione delle terre e rocce da scavo, i soggetti che effettuano lo scavo e la movimentazione al di fuori del cantiere devono obbligatoriamente caratterizzare le terre o rocce per verificare che non siano contaminate e inviare ad ARPAV gli esiti delle verifiche analitiche unitamente alla dichiarazione di utilizzo. ARPAV ha predisposto una banca dati regionale per l’archiviazione di tali dati e dal 1 novembre 2015 un applicativo web per semplificare la predisposizione della modulistica e permettere l’archiviazione automatica dei dati.

OBIETTIVO
Il numero delle analisi è funzione della quantità di materiale scavato, mentre gli esiti delle analisi sono un indicatore dello stato di qualità dei suoli nel Veneto.
Il riferimento è dato dalla tabella 1 dell’allegato 5 alla parte IV, titolo V, del D.Lgs. 152/2006 che indica le concentrazioni soglia di contaminazione oltre le quali un sito è definito potenzialmente contaminato per una specifica destinazione urbanistica.

VALUTAZIONE

box verde Dall’entrata in funzione dell’applicativo on line, quindi dal 1 novembre 2015, le analisi archiviate sono state 39951 con un incremento di quasi 12000 analisi nell’ultimo anno. Prima dell’entrata in funzione dell’applicativo era disponibile un banca dati alimentata manualmente in base alle dichiarazioni inviate che conteneva circa 8389 analisi; sommando i due data base sono disponibili 48340 analisi. Si ricorda infatti che l’applicativo richiede obbligatoriamente l’inserimento delle analisi per il completamento della dichiarazione, come richiesto dalla norma; anche per quest’ultimo motivo il controllo sulla qualità dei suoli è decisamente aumentato nel corso degli ultimi anni.
La distribuzione territoriale di tali analisi rispecchia quella delle dichiarazioni (si veda la scheda dell’indicatore specifico) quindi con una forte eterogeneità di distribuzione tra le province, non sempre giustificabile con motivazioni legate alla densità abitativa o all’economica delle diverse province o dei diversi comuni.

faccina verde Il numero di superamenti dei limiti di legge è estremamente ridotto a conferma di un’elevata qualità ambientale dei suoli del Veneto; i composti che mostrano il maggior numero di superamenti sono, in valore assoluto, arsenico, con il 7% dei campioni che mostra il superamento del limite per le aree residenziali, cobalto, vanadio, idrocarburi pesanti (C>12), nichel, zinco e PCB. Va sottolineato che molti dei superamenti in particolare per arsenico, cobalto, vanadio, cromo, nichel, e secondariamente zinco, sono legati ai valori di fondo dei suoli del Veneto, superiori ai limiti di legge in diverse aree della regione; si veda a tal proposito il volume Metalli e metalloidi nei suoli del Veneto, ARPAV 2019 (https://www.arpa.veneto.it/arpavinforma/pubblicazioni/metalli-e-metalloidi-nei-suoli-del-veneto-definizione-dei-valori-di-fondo.-edizione-2019). Le considerazioni fatte sopra sono parzialmente valide anche per gli idrocarburi pesanti in particolare per alcune aree ricche di sostanza organica tipiche della bassa pianura di Venezia, Padova e Rovigo. in quanto il metodo analitico per la determinazione di tale parametro non distingue gli idrocarburi di origine petrolifera da acidi umici e fulvici che costituiscono la sostanza organica del suolo. Molti dei superamenti di colonna A inoltre non implicano una potenziale contaminazione perché sono valori, dal punto di vista normativo, “accettabili” in un contesto a destinazione d’uso commerciale o industriale, sebbene denotino, se di origine antropica, un’alterazione del suolo rispetto alla condizione di naturalità.

Percentuale di analisi (periodo 2009-2020) superiori ai limiti di colonna A (aree residenziali)

Percentuale_analisi_cartt_2009_2020.png

Clicca sul grafico per scaricare il file dati

Si segnala che dall’entrata in vigore del DPR 120, all’elenco dei contaminanti da analizzare sempre, sono stati aggiunti anche cobalto e mercurio che hanno visto aumentare notevolmente il numero di analisi rispetto agli anni precedenti. I superamenti di colonna B sono limitati a una quarantina di campioni su oltre 48.000 analisi disponibili, spesso dovute a concentrazioni naturalmente presenti (si veda l’arsenico).

Numero di analisi disponibili suddivise per i diversi composti e numero di superamenti dei limiti di colonna A e B del D.Lgs. 152/2006 (periodo 2009-2020)

n_analisi_colonna_A_e_colonna B 2020.png

 

L’aggiornamento dell’indicatore con i dati dell’anno 2021 è previsto per febbraio 2022.

licenzalicenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported.

Metadati
Data ultimo aggiornamento 12/8/2021
Fonte dei dati ARPAV
Fonte dell'indicatore ARPAV
Sorgente digitale dei dati Banca dati regionale sulle terre e rocce da scavo / Applicativo web
Scopo Valutare la qualità ambientale dei suoli in relazione alle analisi disponibili nei diversi anni.
Unità di misura Numero di analisi archiviate
Metodo di elaborazione
Riferimento normativo DPR 120/2017
Valore di riferimento
Periodicità di rilevamento dei dati continua
Periodicità di rilevamento dell'indicatore annuale
Periodicità di riferimento dal 1/1/2009 - al 31/12/2020
Unità elementare di rilevazione analisi archiviate
Livello minimo geografico Comunale
Copertura geografica regionale
Aspetti da migliorare
Link utili http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/suolo/terre-e-rocce-da-scavo
DPSIR
  • D - Determinante
  • P - Pressione
  • S - Stato
  • I - Impatto
  • R - Risposta
Stato attuale
  • Positivo
  • Intermedio o incerto
  • Negativo
Trend della risorsa
  • In miglioramento
  • Stabile o incerto
  • In peggioramento