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Focus su... Microplastiche

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Acque marine: il monitoraggio delle microplastiche e dei rifiuti spiaggiati

Il Parlamento Europeo con la Direttiva 2008/56/CE “Marine Strategy” ha imposto agli stati membri di raggiungere entro il 2020 il buono stato ambientale per le proprie acque marine attraverso azioni di protezione, salvaguardia e, ove possibile, ripristino dell’ambiente marino, con il fine ultimo di mantenere la biodiversità e preservare la vitalità di mari e oceani.
L’attuazione di queste azioni è stata affidata alle ARPA italiane costiere che ampliano le proprie attività estendendo l’area d’indagine e includendo nuove tipologie di indagini. Tra le novità il monitoraggio della distribuzione e composizione delle microplastiche nell’ambiente marino e il censimento dei rifiuti spiaggiati (marine litter).

Cosa sono le microplastiche?
Sono piccole particelle, generalmente inferiori ai 5mm, che contaminano i nostri mari e che hanno un impatto sulla salute degli organismi marini. Esistono attualmente due categorie di microplastiche: la primaria prodotta dall’uso umano diretto di questi materiali, la secondaria prodotta dalla disgregazione di rifiuti plastici di dimensioni più grandi.
E’ stato riscontrato che entrambe le tipologie persistono nell'ambiente in grandi quantità, soprattutto negli ecosistemi marini ed acquatici.

focus2Il monitoraggio delle microplastiche
In Veneto ARPAV effettua indagini sulle microplastiche, con frequenza semestrale, su due aree antistanti rispettivamente i litorali di Venezia e di Rosolina.
Le microplastiche, campionate sulla superficie del mare con un retino chiamato “Manta”, sono successivamente conteggiate e identificate al microscopio in base al colore (bianche, nere, rosse, blu, verdi, trasparenti) ed alla forma (sfera, filamento, frammento, foglio).
Durante le attività svolte in questi anni si è riscontrato che la componente predominante di microplastiche in mare è costituita dai frammenti trasparenti, seguita dai fogli, che si differenziano dai primi per il ridotto spessore e la loro flessibilità; meno abbondanti ma comunque presenti sono i filamenti e infine, anche se molto rare, sono state rinvenute alcune sfere.
Per quanto riguarda la loro origine, i frammenti derivano dalla disgregazione di pezzi di plastica più grandi, mentre i fogli generalmente dai sacchetti di plastica. I filamenti hanno origine dal lavaggio dei tessuti in lavatrice che porta alla perdita di fibre sintetiche che per la loro ridotta dimensione non vengono trattenuti dai filtri. Le sfere infine provengono dai cosmetici, quali dentifrici o creme con “microgranuli”.

A livello europeo è stato stimato che circa l’80% delle microplastiche flottanti in mare sia di origine terrestre e solo il 20% provenga dalle attività che si svolgono in mare.

I rifiuti spiaggiati (marine litter)
Con il termine marine litter si intendono i rifiuti solidi marini prodotti da attività umane, che si svolgono sia a terra che in mare, il cui ultimo destino è quello di accumularsi sui litorali. Sono rifiuti che si possono trovare comunemente sulla terraferma (non corretto smaltimento dei rifiuti domestici, mancato trattamento delle acque reflue, presenza di attività turistiche e ricreative) a cui si aggiungono quelli derivanti dal’attività marittima, come la pesca (perdita o abbandono di attrezzi da pesca), la mitilicoltura, l’acquacoltura, il trasporto, l’attività da diporto.focus4
A causa dell’alta percentuale di microplastiche provenienti da attività umana realizzata a terra è stato attivato anche il censimento dei rifiuti spiaggiati (marine litter).
Le diverse potenziali sorgenti produttrici di rifiuti spiaggiati influenzano la scelta delle aree di indagine in cui realizzare le attività di monitoraggio sui litorali; a tale riguardo ARPAV effettua, prima e alla fine della stagione balneare, il censimento dei rifiuti spiaggiati su spiagge rappresentative rispettivamente di “area urbanizzata” (Chioggia-Sottomarina), “area portuale” (Cavallino Treporti), “area remota” (Caorle-Brussa) e “area fluviale” (Porto Tolle-Barricata).
Da quanto fino ad ora rilevato si registra che, in tutte le tipologie di spiagge indagate, la percentuale maggiore dei rifiuti censiti è sempre rappresentata dalle plastiche in particolare da bottiglie, bastoncini di cotton-fioc, cannucce, bicchieri e contenitori per alimenti, oltre a un notevole numero di frammenti di plastica di varie dimensioni e origini.
Peculiarità della spiaggia di Sottomarina è l’abbondanza di reti per mitili, legata alla vicinanza di impianti di mitilicoltura.
Visto quanto emerso fino ad oggi sia nei censimenti dei rifiuti spiaggiati, sia dalle analisi sulle microplastiche flottanti in mare, è importante che accanto alle attività di controllo, che annualmente proseguono, vengano inoltre effettuate delle campagne di informazione e sensibilizzazione continua verso il cittadino e verso tutti i fruitori del mare.

 

Il mare non è una discarica e l’azione di ognuno di noi è fondamentale!

Ricorda che…

  • un sacchetto di plastica in mare diventa una trappola mortale per molti animali marini che, scambiandoli per meduse e cercando di nutrirsene, ne restano soffocati
  • molti prodotti usati in casa contengono microplastiche, esfolianti, dentifrici e vestiti, che attraverso gli scarichi arrivano in mare
  • i frammenti di microplastiche possono provocare danni letali agli organismi che li ingeriscono e anche arrivare sulle nostre tavole, una volta ingeriti dai pesci, attraverso la catena alimentare

 

Mare Mostro

Mare Mostro: un mare di plastica?
Si terrà a Venezia il 22 febbraio 2018 l’incontro organizzato da Marevivo per sensibilizzare sul problema delle microplastiche nelle acque marine.
INFO leggi la notizia

 

 

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ultima modifica 16/02/2018 15:09