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Numero speciale di dicembre 2017

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newsletter dicembre 2017Quella sera gli ospiti furono accolti sulla soglia della porta dal tepore e dal dolce profumo… Si sentivano sgelare il cuore così come le dita intirizzite… Di solito, a Berlevaag, nessuno parlava molto mentre mangiava. Ma quella sera, non si sa come, le lingue s’erano sciolte… Niente di ciò che accadde più tardi nella serata può essere riferito qui in modo preciso… soltanto che le stanze si erano ricolmate di luce celeste, come se innumerevoli piccoli aloni si fossero mischiati in un’unica e radiosa luce di gloria. Vecchi taciturni ricevettero il dono della parola, orecchi che per tanti anni erano stati quasi sordi si aprirono per ascoltarla, il tempo stesso s’era diluito nell’eternità. Molto dopo mezzanotte le finestre di quella casa brillavano come oro, e canti dorati ne sgorgavano fuori nell’aria invernale”.
da Karen Blixen “Capricci del destino – Il pranzo di Babette”

Il valore del cibo

Capita sempre più spesso oggi di mangiare un boccone di corsa per riuscire a svolgere tutti gli impegni quotidiani, oppure fare uno spuntino veloce davanti al computer a qualsiasi ora per riuscire a terminare un lavoro. Le nostre giornate diventano sempre più frenetiche e il cibo rischia di diventare solo nutrimento per sopravvivere. Non dobbiamo permettere che ciò accada perché in questo modo rischiamo di perdere un sapere/sapore e un costume antico che fa parte di noi, della nostra identità e l’immagine tanto vagheggiata della famiglia riunita intorno al “desco” in piacevole conversazione sugli avvenimenti della giornata trascorsa, scompare.
Mangiare è più che nutrirsi: è stabilire una relazione con se stessi e con gli altri, è il piacere della convivialità e della condivisione che ha bisogno di tempo perché aggiunge al piacere di assaporare quello del dialogare, dello scambiare. A tavola dialoga la famiglia, s’incontrano gli amici, gli uomini d’affari, ognuno porta con sé la propria individualità e si mette in relazione con gli altri. Non si può negare il calore, il piacere e la gioia dei pasti consumati insieme alle persone care durante le festività e le ricorrenze, basi dei costumi sociali e delle tradizioni di una comunità, di un popolo. Stare a tavola “dandosi del tempo” può diventare un’esperienza dei sensi e del cuore se si riesce a percepire, dietro ai sapori, la mano che dona generosamente quello che possiede: l’arte di mescolare sapientemente e con fantasia gli ingredienti.
Creare o ritrovare un rapporto corretto con il cibo può significare: relazioni nuove rispettose degli altri, delle tradizioni, dei doni che la terra ci fa, affinché stare a tavola torni ad essere un’esperienza di sobrietà che coinvolga i sensi e dia gioia nel rispetto dell’ambiente.

Sostenibilità o consumi?

In questo periodo di fine anno e di feste dedichiamo un po’ del nostro tempo a riflettere sulle conseguenze che derivano dai nostri “usi e costumi”. Secondo i dati della Commissione Europea, durante le festività i rifiuti tendono ad aumentare del 30%. Al di là degli incarti, a volte perfino gli stessi oggetti scelti con cura costituiscono un ingombro destinato in breve tempo alla pattumiera. Il modello economico produci-usa-getta, è diventato insostenibile. Come possiamo evitarlo? In questo numero di dicembre di ARPAVinforma proponiamo suggerimenti e spunti di riflessione attraverso il cibo delle feste, i regali, gli addobbi, i consumi e i comportamenti quotidiani che, con una “spinta gentile” e una forte dose di volontà è possibile cambiare.

Spreco alimentare, come fare per evitare di buttare il cibo nelle pattumiere

Il tema degli sprechi e delle perdite alimentari ha un’importanza sempre più crescente nel dibattito sulla sostenibilità dei modelli di produzione e consumo. L’attenzione è giustificata dalla dimensione assunta dal fenomeno a livello globale: ogni anno secondo i dati FAO si sprecano 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, pari a circa 1/3 della produzione totale destinata al consumo umano. Anche in italia i numeri dello spreco alimentare restano ancora molto alti: dai dati del rapporto Waste Watcher 2016 (Osservatorio nazionale sugli Sprechi, attivo per iniziativa di Last Minute Market) in media ogni italiano butta via ogni mese 2,4 kg di prodotti alimentari e in un anno oltre 8 miliardi di cibo se ne vanno in spazzatura. Gli sprechi avvengono lungo tutta la filiera nei campi, nelle aziende di trasformazione, nei supermercati e dopo l‘acquisto.

Alcuni suggerimenti per il consumatore per ridurre l’impatto ambientale e per evitare che il cibo acquistato diventi spazzatura:

newsletter dicembre 2017 bisScrivi la lista della spesa
La lista della spesa è un modo efficace per mantenere il controllo su quello che si acquista. L'elenco deve essere stilato sulla base di quello che si prevede di mangiare nei giorni successivi, in base alle volte che sarà possibile cucinare a casa e tenendo conto del numero dei commensali. Per questo sulla lista è bene specificare anche la quantità. Il monito è: non comprare nulla che non sia sulla lista. L’obiettivo è quello di entrare nel negozio o nel supermercato con le idee chiare, in modo da non farsi abbindolare da offerte e promozioni.

Controlla la scadenza dei prodotti
Il mancato consumo entro la scadenza equivale a uno spreco quindi pensa a quando intendi utilizzare il prodotto che scegli.

Fai attenzione alle etichette
Scegli prodotti che riportano informazioni su tecnologie o ingredienti che aiutano a limitare lo spreco alimentare. Preferisci prodotti con indicato sulla confezione la riciclabilità a “fine vita” evitando packaging che vanno nell’indifferenziato.

Evita di fare una spesa unica per un lungo periodo
Comprare solo ciò che serve per il giorno successivo significa avere cibo più fresco e della giusta quantità; essere consapevoli di cosa si ha in frigo, di cosa è in scadenza e quindi deve essere consumato.

Compra dai produttori
Comprare dai contadini che vendono al mercato significa sprecare meno cibo perché i coltivatori diretti non buttano via i cibi fuori standard, come succede nella grande distribuzione, dove soprattutto frutta e ortaggi devono rispondere a dei canoni ben precisi, prima di finire sui banconi.

Scegli l'agricoltura sostenibile e di piccola scala
Chi produce in modo sostenibile usa meno risorse, meno acqua e meno carburanti fossili, e fa tutto il possibile per non inquinare attraverso la chimica di sintesi. Le aziende medio-piccole controllano tutto il processo affinché vi siano meno sprechi possibile, perché meno spreco è sinonimo di risparmio. Se disponibile preferisci il biologico, perché l’agricoltura bio riduce i consumi energetici di agricoltura e industria alimentare di almeno il 25%, consente di ridurre le emissioni di CO2 e non inquina le falde acquifere perché non impiega fertilizzanti e fitosanitari di sintesi.

Compra meno cibi pronti e più ingredienti
Il cibo industriale si sta allontanando sempre di più sia dagli ingredienti originari sia dalle tecniche tradizionali di produzione. Questo significa un allontanamento dalla riconoscibilità, dall’identità del prodotto stesso, dai suoi legami con una cultura e un luogo. Comprare più ingredienti che cibi pronti, equivale a decidere veramente che cosa mangiare.

Fai il compost
Metti gli scarti di cibo non utilizzabili, (insieme agli shopper in bioplastica biodegradabile e compostabile) nella raccolta dell’umido: si trasformeranno in ottimo compost! Se hai un giardino compra o costruisci una compostiera e usa il compost come concime per il giardino.

Impara a cucinare con gli avanzi e gli scarti
"Tutta la cucina popolare, a qualunque latitudine, prevede ricette che hanno come obiettivo quello di evitare gli sprechi" è il leit motiv di Slow Food che difende il diritto al piacere del cibo attraverso la tutela delle tradizioni e della biodiversità agricola e culturale. In Italia esistono tantissime ricette antispreco, basta pensare alla polpette, le frittate, i “pasticci”, i timballi, le insalate, le macedonie, tutte le pietanze a base di pane raffermo che hanno la preziosa capacità di unire tra loro piccole quantità di ciò che è avanzato. Per questo è bene avere sempre in casa qualcuno degli ingredienti chiave della cucina degli avanzi: le uova, le patate, il formaggio stagionato.
Fonti: Enea, il decalogo per la giornata mondiale contro lo spreco alimentare, Slow Food Italianewsletter dicembre 2017 c

Altri consumi…

Albero di Natale
Albero di Natale sintetico o vero? Coldiretti consiglia l'abete vivo: innanzi tutto perché quelli finti spesso sono realizzati a migliaia di km di distanza con conseguenti sprechi per il trasporto e sono realizzati con materiali di difficile smaltimento che impiegano circa 200 anni per degradarsi, mentre quelli veri hanno un bilancio più positivo per l'ambiente, se ben conservati possono essere ripiantati e, comunque, richiedono tempi assai più brevi di smaltimento.
Coldiretti consiglia quindi di acquistare abeti locali, cercando di non appesantire troppo i rami con gli addobbi, usando per esempio frutta di stagione fatta essiccare (arance e mele) e biscotti, da bandire invece la neve finta che non permette alla pianta di respirare.
Informazioni tratte dalla pagina web della Coldiretti

Regali
Ci sono molti modi per essere sostenibili anche a Natale. Proponiamoci di fare regali che siano rispettosi dell'ambiente e magari supportino anche realtà locali. Le opportunità sono molte, per tutte le tasche: acquistare prodotti da artigiani, artisti, contadini locali; donare mentre si acquista, scegliendo chi si impegna a devolvere parte degli utili in beneficenza o andando presso le organizzazioni no-profit che hanno dei veri e propri punti vendita; regalare eco-gadgets per produrre energia ed essere autonomi anche fuori casa. Una possibilità è fare regali non materiali: un biglietto per uno spettacolo, un massaggio, un abbonamento in piscina, un carnet di biglietti del cinema, la tessera dei musei della tua città, un corso di pittura o di fotografia. Se invece non si vuole perdere il piacere di scartare un dono, si possono tuttavia evitare fiocchi, coccarde, bigliettini e tante altre cose inutili, destinate alla discarica e agli inceneritori. Anche negli imballi si può essere originali e attenti alla natura: nei cesti, ad esempio, invece della solita "paglia" di plastica, basta inserire frutta secca (nocciole, mandorle, noci ecc.), bella e buona da mangiare.
Per impacchettare usiamo carta vera, magari riciclata: è elegante, e dimostra attenzione nei confronti dell'ambiente. Evitiamo la “carta” metallizzata, che contiene allumino e non è riciclabile, infine possiamo confezionare e decorare con spago, corda, bastoncini di spezie, pigne che rappresentano delle originali alternative ai consueti fiocchi in plastica.

Addobbi natalizi
Per realizzare i tradizionali addobbi natalizi scegliamo bosso, alloro o arbusti sempreverdi che possano poi essere facilmente trapiantati in giardino una volta terminate le festività. Se invece vogliamo proprio un abete, accertiamoci che porti il marchio Fsc: in questo modo potremmo essere sicuri che provenga da foreste gestite in modo ecologicamente corretto. Ricordiamoci che molti Comuni ne organizzano il ritiro per sistemarli in luoghi adeguati.
Con fantasia possiamo creare decorazioni natalizie allegre, magari in carta riciclata o altri materiali di riciclo rispettosi dell’ambiente e assolutamente economici.
Per quanto riguarda le luci natalizie: accendiamole solo quando siamo in casa, faremo bene all’ambiente, evitando immissioni inutili di CO2, e alla nostra bolletta. E quando si rompono ricordiamoci che sono rifiuti RAEE e vanno portati nei Centri di raccolta del comune di residenza.

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ultima modifica 29/01/2019 13:42