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PARCO ADIGE SUD

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Area che si estende lungo le sponde dell'Adige; si trovano lungo la riva sinistra del fiume, le Basse di San Michele, le località di Boschetto e Giarol. Sempre sulla riva sinistra l'importante parco di Villa Buri ed il bosco attivo di proprietà comunale. Sulla riva destra si estende la zona del Forte di Santa Caterina e del Lazzareto. Parte del parco non è accessibile nei periodi di piena del fiume.
Il biotopo rientra in parte nel Sito Natura 2000 SIC IT3210042 Fiume Adige tra Verona est e Badia Polesine.

 

Ambiente:Planiziale
Area visitabile:si
Codice sito:VR010
Comuni su cui insiste l'area:Verona
Province:VERONA

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  • Gestione e fruibilita' dell'area
    - Proprieta' privata
    - Proprieta' Pubblica
  • Informazioni geografiche
    Superficie 351 Ha
    Altitudine min 45 m
    Altitudine max 60 m
    Riferimento CTR 1:5.000 123161, 123162, 124131, 124132, 124133, 124134
    Riferimento CTR 1:10.000 123160, 124130
    - Area umida
  • Descrizione generale
    Aspetti forestali Per quanto riguarda la copertura arborea la zona con maggiori caratteristiche di naturalità è l'isola del Pestrino. Qui si incontra una fitta vegetazione con piante anche di grandi dimensioni, tra cui Pioppo nero (Populus nigra), Salice comune (Salix alba), Acero di Monte (Acer pseudoplatanus), Acero oppio (Acer campestre), Olmi (Ulmus carpinifolia e Ulmus minor), Ontano comune (Alnus glutinosa). Tra le specie arbustive: Sambuco comune (Sambucus nigra), Nocciolo comune (Corylus avellana), Salice da vimini (Salix viminalis) e Salice da ceste (Salix triandra), Corniolo sanguinello (Cornus sanguinea), Biancospino comune (Crataegus monogyna) e Biancospino selvatico (Crataegus oxyacantha). Tra le specie erbacee: Rovo comune (Rubus ulmifolius), Edera (Hedera helix), Vite comune (Vitis vinifera), Clematide vitalba (Clematis vitalba), Luppolo comune (Humulus lupulus). Lungo le rive le caratteristiche di naturalità sono ridotte a causa dell'intervento di disboscamento (per legname e pulizia rive) e delle attività agricole; di conseguenza le piante tipiche dell'ambiente fluviale sono meno presenti e sono inframmezzate da piante di tipo ruderale come Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos), Gelso da carta (Broussonetia papyrifera), Melo domestico (Malus domestica) o invadenti come Robinia (Robinia pseudoacacia) e Ailanto (Ailanthus altissima).
    Il parco della villa è caratterizzato dalla presenza di numerose piante, molte non autoctone, di notevoli dimensioni e anche secolari. Tra queste si segnalano esemplari di Sequoia (Sequoia sempervirens), Platano comune (Platanus hybrida).
    Altri esemplari secolari di queste specie si ritrovano anche nel bosco adiacente, in particolare si ricorda la Farnia (Quercus robur), oltre ad esemplari di Frassino maggiore (Fraxinus excelsior), Acero oppio (Acer campestre), Carpino nero (Ostrya carpinifolia) e bianco (Carpinus betulus).

    Aspetti floristici In prossimità delle rive e a sud dell'isola Pestrino è presente il canneto costituito in prevalenza da Cannuccia di palude (Phragmites australis), Lisca maggiore (Typha latifolia), Giaggiolo acquatico (Iris pseudacorus), Mestolaccia comune (Alisma plantago-aquatica), Carici (Carex sp.) e Giunco (Juncus sp.).
    Aspetti faunistici Lungo le rive si possono trovare anfibi come Rospo comune (Bufo bufo) e Rospo smeraldino (Bufo viridis), Rana verde (Rana esculenta) e Rana agile (Rana dalmatina).
    Tra i rettili è diffusa la Natrice dal collare (Natrix natrix), mentre nei boschi ripari vivono il Biacco (Coluber viridiflavus) e l’Orbettino (Anguis fragilis).
    La zona più interessante dal punto di vista faunistico, soprattutto ornitologico, è l'isola del Pestrino dove sono state rilevate una ventina di specie di uccelli nidificanti e molte altre tra migratrici e svernanti regolari. Tra i ciottoli e la ghiaia delle rive nidificano Piro piro piccolo (Actitis hypoleucos) e il Corriere piccolo (Charadrius dubius). Nel canneto troviamo Migliarino di palude (Emberiza schoeniclus), Pendolino (Remiz pendulinus), Basettino (Panurus biarmicus), Martin pescatore (Alcedo atthis), Usignolo di fiume (Cettia cetti), Cannaiola (Acrocephalus scirpaceus), Cannareccione (Acrocephalus arundinaceus), e il Tarabusino (Ixobrychus minutus) non più segnalato però da quindici anni. Lungo le rive si trovano anche l'Airone Cinerino (Ardea cinerea), Gallinella d’acqua (Gallinula chloropus), Folaga (Fulica atra), Tuffetto (Tachybaptus ruficollis), Germano reale (Anas plathyrhynchos). Durante l'inverno l’area è frequentata pure da Cormorano (Phalacrocorax phalacrocorax sinensis), Gabbiano comune (Larus ridibundus), Gavina (Larus canus), Gabbiano reale (Larus argentatus) e Svasso maggiore (Podiceps cristatus). Nella vegetazione riparia nidificano tra le varie specie anche Averla piccola (Lanius collurio), Rigogolo (Oriolus oriolus), Cuculo (Cuculus canorus), Capinera (Sylvia atricapilla), Codibugnolo (Aegithalos caudatus), Picchio rosso maggiore (Picoides major), Civetta (Athene noctua), Gufo comune (Asio otus) e Barbagianni (Tyto alba). Tra le specie di mammiferi si segnalano: Faina (Martes foina), Donnola (Mustela nivalis),Lepre comune (Lepus europaeus), Riccio europeo occidentale (Erinaceus europaeus).
    Per quanto riguarda i pesci, nelle acque del fiume a monte della diga di S. Caterina prevalgono i Salmonidi come Trota fario (Salmo trutta trutta) e Trota iridea (Salmo gairdneri), Barbo (Barbus plebeius) e Cavedano (Leuciscus cephalus), a valle invece la Scardola (Scardinius erythrophtalmus), Carpa (Cyprinus carpio), Tinca (Tinca tinca).


    Aspetti geologici Si tratta di terreni golenali costituiti da materiale alluvionale quale ciottoli, ghiaia, sabbia e limo. L'isola del Pestrino è presente da circa 40-50 anni e si è formata anche in conseguenza alla costruzione della diga di S. Caterina che, rallentando la corrente, ha favorito la deposizione di sedimenti.
    Aspetti storico-culturali Villa Bernini-Buri venne costruita agli inizi del Seicento su disegno di Domenico Brugnoli, nipote dell’architetto veronese Sanmicheli. Costituisce un complesso monumentale che comprende il palazzo, la cappella, alcuni rustici e il grande parco che si estende per circa 13 ettari. Le rovine del Lazzareto sono quel che rimane di un edificio risalente al sec. XVI costruito su disegno del Sanmicheli per il ricovero e la quarantena degli appestati. Di tutto il complesso è giunto in buone condizioni soltanto il tempietto.
  • Stagioni piu' favorevoli per la visita
    - Primavera
    - Estate
    - Autunno
    - Inverno
  • Attrezzature o altri sussidi eventualmente presenti
    - Percorso natura tracciato
    - Altro
  • Informazioni utili
    Come arrivare L'area è raggiungibile dal centro della città di Verona: provenendo da Piazza Brà e da Via Pallone si attraversa il ponte Aleardi e successivamente si svolta a destra. Prima della curva a destra, direzione ponte S. Francesco, si prende la stradina alberata che costeggia l'Adige, si attraversa un cancello oltre il quale c'è una grande spianata dove si può parcheggiare.

Pubblicazioni:
  • Confortini I., 1998, I pesci dell’Adige nella provincia di Verona , Libreria Cortina Editrice
  • Corso L., Lazzarin G., 1989, I grandi alberi dell’area veronese, Giunta Regionale del Veneto ; Segreteria per il territorio - Associazione per il WWF, Venezia
  • Cipriani E., 2002, Le aree protette della provincia di Verona, Edizioni CIP, Negrar (VR)



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