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RISERVA NATURALE INTEGRALE GARDESANA ORIENTALE

Riserva Naturale Regionale

 

La Riserva Gardesana Orientale è una delle aree di maggior interesse botanico del Monte Baldo, si trova infatti all'interno della Foresta demaniale Regionale del Monte Baldo.


Foto: Archivio Veneto Agricoltura

 

Ambiente:Prealpino
Area visitabile:si
Codice sito:RR002
Comuni su cui insiste l'area:Malcesine
Province:VERONA

  • Gestione e fruibilita' dell'area
    - Proprieta' Pubblica
  • Informazioni geografiche
    Superficie 219 Ha
  • Descrizione generale
    Aspetti forestali Da un punto di vista vegetazionale possiamo riscontrare due tipologie di ambiente: vegetazione dei boschi termofili e vegetazione litofila.
    Tra il primo gruppo si include l’orno ostrieto con leccio (Quercus ilex): si tratta di popolamenti abbarbicati alle rocce oppure estesi sui substrati franoso sassosi alla base di queste.
    Le specie più frequenti che lo accompagnano sono Camarezza comune (Centranthus ruber) e Scotano (Cotinus coggyria), insieme a vari tipi di specie erbacee o camefite tipiche delle cenosi rupestri.
    In ambiente meno pendente il leccio raggiunge dimensioni superori e, a causa della poca trasparenza delle chiome, è scarsa la penetrazione di luce nel sottosuolo che risulta, pertanto, molto povero di specie erbacee.
    In questi popolamenti, oltre al leccio, sono presenti Alloro (Laurus nobilis), Albero di Giuda (Cercis siliquastrum), Terebinto (Pistacia terebinthus), Pungitopo (Ruscus aculeatus), Fico (Ficus carica). Nella lecceta sono anche presenti Bagolaro (Celtis australis) e Orniello (Fraxinus ornus).
    Dove la rocciosità del substrato è minore e la presenza del leccio diventa progressivamente più sporadica, la tipologia vegetazionale diventa quella dell’orno ostrieto tipico. Si tratta di formazioni a ceduo di ridotta intensità su suoli primitivi poco evoluti nei quali la specie edificatrice prevalente è il Carpino nero (Ostrya carpinifolia), sempre accompagnato da minori percentuali di orniello (Fraxinus ornus). sporadiche sono le altre essenze rappresentate da Roverella (Quercus pubescens) e sorbo montano (Sorbus aria). In queste formazioni la luminosità favorisce la diffusione di un ricco strato erbaceo nel quale domina Selseria varia accompagnata da numerose specie tipiche di suoli particolarmente asciutti quali: Erica (Erica erbacea),Carice Argentina (Carex alba),Poligala falso-bosso (Polygala chamaebuxus) e Asteroide salicina (Buphthalmun salcifolium). Nello strato arbustivo sono diffuse: erba cornetta (Coronilla emerus), scotano (Cotinus coggyria), lantana (Viburnum lantana), pero corvino (Amelanchier ovalis) e caprifoglio (Lonicera caprifolium).
    Nella zona a nord del Dosso del Merlo al di sopra di Terme di Navene sono presenti dei piccoli nuclei di pino nero (Pinus nigra) di origine artificiale.

    Aspetti floristici Interessante è la presenza di specie orofite, piante il cui insediamento è giustificato dal continuo apporto di semi dalle soprastanti vette baldensi che, grazie a piccole aree microclimatiche, possono germogliare e svilupparsi. Tra queste segnaliamo: Silene delle fonti (Silene quadridentata), Coclearia delle rupi (Kernera saxatilis), Cinquefoglia penzola (Potentilla caulescens), Cotognastro minore (Cotoneaster integerrimus), Poligala falso-bosso (Polygala chamaebuxus), Dafne alpina (Daphne alpina), Farfaraccio niveo (Petasites paradoxus), Giglio rosso (Lilium bulbiferum), Sesleria calcarea (Selsera varia).
    Nella riserva le specie endemiche ammontano a cinque unità: Colombina gialla (Corydalis lutea), Eufrasia triscupidata (Euphrasia tricuspidata), Dente di leone insubrico (Leontodon tenuiflorus), Campanula delle carnie (Campanula carnica), Carice candida (Carex baldensis).
    Le altre specie vegetali, comprese nell’elenco delle specie protette nella Regione del Veneto, segnalate nella Riserva sono: Aquilegia comune (Aquilegia vulgaris), Garofano selvatico (Dianthus sylestris), Garofano di bosco (Dianthus monspessulanus), Ginestra comune (Spartium junceum), Dittamo (Dictamnus albus), Terebinto (Pistacia terebinthus), Agrifoglio (Ilex aquifolium), Ilatro comune (Phillyrea latifolia), Ofride verde-bruna (Ophrys sphecodes), Elleborine violacea (Epipactis artropurpurea), Platantera comune (Platantera bifolia).
    Altre specie importanti sono: Minuartia fastigiata (Minuartia fastigiata) , Bupleuro odontite (Bupleurum baldense) e Finochiella di Gouan (Seseli Gouanii).

    Aspetti faunistici Tra gli anfibi le specie presenti sono rappresentate dal tritone alpestre (Triturus alpestris), dalla salamandra pezzata (Salamandra salamandra) dall’ululone dal ventre giallo (Bombina variegata) e dalla rana verde (Rana esculenta).
    Tra i rettili, oltre alla lucertola muraiola (Podarcis muralis) ed al ramarro (Lacerta viridis), sono da segnalare due importanti specie: lucertola vivipara (Lacerta vivipara) e marasso (Vipera berus).
    Fra i diversi uccelli, una menzione particolare meritano quelli tipici delle formazioni vegetali costituite da essenze termofile. Si tratta della monachella (Oeanthe hispanica), del canapino (Hippolais poliglotta), dell’ occhiocotto (Sylvia melanocephala), della sterpazzola (Sylvia communis), del pigliamosche (Muscicapa striata), del rigogolo (Oriolus oriolus), dell’averla piccola (Lanius collurio) dello zigolo nero (Emberiza cirlus). Altre specie segnalate nella riserva sono alcuni rapaci diurni quali il nibbio reale (Milvus milvus), il nibbio bruno (Milvus migrans) e l’astore (Accipiter gentilis). Fra gli strigiformi si ricordano l’assiolo (Otus scops), l’allocco (Strix alucuo), il gufo comune (Asius lotus), la civetta (Athene noctua). Tra i picchi vengono segnalati il picchio verde (Picus viridis) e il picchio rosso maggiore (Picoides major). Altri uccelli presenti sono: il succiacapre (Caprimulgus europaeus), la rondine montana (Ptyonoprogne rupestris), l’usignolo (Luscigna megarhynkos), il codirosso (Phoenicurus phoenicurus), il codirossone (Monticola saxatilis), la capinera (Sylvia atricapilla), la cincia bigia (Parus palustris), e il fanello (Carduelis cannabinas).
    Tra i mammiferi si ricorda la presenza del riccio (Erinaceus europaeus), della talpa (Talpa europaea), del toporagno comune (Sorex araneus), del rinolofo maggiore (Rinopholus ferumequinum) e dell’orecchione meridionale (Plecotus austriacus), dell’arvicola terrestre (Arvicola terrestris), del topo selvatico (Apodemus sylvaticus) e del topo selvatico dal collo giallo(Apodemus flavicolis). Oltre alla lepre comune (Lepus europaeus) sono presenti la volpe (Vulpes vulpes), il tasso (Meles meles), la faina (Martes foina), la donnola (Mustela nivalis). E’ segnalata infine la presenza del capriolo (Capreolus capreolus).

    Aspetti geologici La catena del Monte Baldo è prevalentemente calcarea e dolomitica. E’ interessata da numerose valli minori trasversali che dalla linea di spartiacque scendono ripide, nel nostro caso, verso il versante occidentale, scavando profondi solchi ortogonali alla catena. Nell’area della riserva questi solchi vallivi, dovuti all’azione erosiva delle acque dilavanti, sono rappresentati dalla Val Marza, Valle delle Laine, Val Malacarne, Valle Mastella, Valle della Bova, Vaio delle More e Valle dell’Acqua.
  • Stagioni piu' favorevoli per la visita
    - Primavera
    - Estate
    - Autunno
    - Inverno
  • Attrezzature o altri sussidi eventualmente presenti
    - Altro
  • Informazioni utili
    Come arrivare L'area è raggiungibile dall’abitato di Navene, frazione di Malcesine. Ci si reca a “Terme di Navene” e da qui si segue in direzione nord il sentiero che si snoda tra la vegetazione.
    Informazioni sull'ospitalita' Rivolgersi a: Consorzio “Veronatuttintorno” Via Albere 19 - 37138 - Verona Tel 045 561574 - Fax 045 8101067 e-mail: info@veronatuttintorno.it Sito Web: http://www.veronatuttintorno.it

Pubblicazioni:
  • Cassol M., 2001, Guida alle Riserve Naturali in gestione a Veneto Agricoltura, Veneto Agricoltura
  • De Franceschi G., Benincà S., De Franceschi E., Il monte Baldo - un viaggio tra le pendici boscate, Veneto Agricoltura, Regione Veneto



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