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Giornata nazionale contro lo spreco alimentare 2014

Si è tenuta il 5 febbraio 2014 la prima edizione della giornata istituita dal Ministero dell’Ambiente nell’ambito della strategia avviata per la prevenzione degli sprechi alimentari.

La giornata mirava a sensibilizzare tutti i soggetti attori sull’urgente necessità di ridurre gli sprechi di cibo nel nostro paese.

Che impatto ha lo spreco di cibo sull’ambiente? spreco alimentare

Per scoprirlo basta pensare al ciclo di vita degli alimenti, al loro percorso dal campo alla tavola. L’industria agroalimentare utilizza risorse ed emette inquinanti e gas serra durante la produzione, la trasformazione, la distribuzione all'ingrosso e al dettaglio, fino al consumo finale. Tutto questo processo ha un forte impatto sull’ambiente che diventa ancora più grave se il cibo prodotto e acquistato viene in parte sprecato.

Alcuni dati sullo spreco alimentare

Gli sprechi alimentari domestici valgono in Italia 8,7 miliardi di euro, pari allo 0,5% del Pil. Ogni famiglia italiana butta in media circa 200 grammi di cibo la settimana. Inoltre, stando ai monitoraggi di Last Minute Market, in Italia in un anno si potrebbero recuperare 1,2 milioni di tonnellate di derrate che rimangono sui campi, oltre 2 milioni di tonnellate di cibo dall’industria agro-alimentare e più di 300 mila tonnellate dalla distribuzione. E i soli settori agricolo, industriale e distribuzione, contano insieme sprechi alimentari pari allo 0,2% del Pil.
Fonte: Osservatorio Waste Watcher e Last Minute Market

Per approfondire… IL LIBRO VERDE DELLO SPRECO IN ITALIA - L'ENERGIA

libro verde contro lo sprecoScheda del libro
Quando consideriamo gli sprechi di energia, alla maggior parte di noi vengono in mente lo standby degli elettrodomestici o le lampadine a basso consumo. Quando parliamo di sprechi alimentari, invece, la prima cosa che ci viene in mente è quel che resta in tavola. Eppure, essi rappresentano solo una minima parte dello spreco legato alla filiera agroalimentare e in pochi pensano al cibo come possibile causa di inefficienze.
In realtà, il settore agroalimentare consuma e spreca enormi quantità di energia, anche per smaltire quegli scarti che con tanta indifferenza prendiamo dalla tavola e buttiamo nella pattumiera. E non è tutto: nel 2010, per esempio, la produzione agricola lasciata nei campi del nostro Paese sarebbe bastata a riscaldare 400.000 appartamenti di classe A da 100 metri quadrati per un anno intero.
Il libro si pone l’obiettivo di analizzare la relazione tra sprechi ed energia lungo la filiera agroalimentare da due punti di vista: come produttore e come consumatore di energia. Se da un lato gli sprechi alimentari hanno ricadute negative in termini di consumi energetici, riducendo l’efficienza complessiva del sistema, dall’altro, proprio dagli sprechi e dagli scarti, è possibile produrre energia valorizzando prodotti destinati ad essere smaltiti come rifiuto.

Gli autori
Andrea Segrè è docente di Politica agraria, politiche dello sviluppo agricolo e Agricultural policies presso il Dipartimento di scienze e tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna. Presidente di Last Minute Market (LMM), nonché promotore della Carta Spreco Zero, è autore di Libro nero dello spreco in Italia: il cibo (2010), Il libro blu dello spreco in Italia: l’acqua (Edizioni Ambiente, 2012) e Vivere a spreco zero. Una rivoluzione a portata di tutti (Marsilio, 2013).

Matteo Vittuari ha un dottorato in Cooperazione internazionale e politiche per lo sviluppo sostenibile presso l’Università di Bologna. È stato visiting researcher presso diverse università e centri di ricerca in Europa e negli Stati Uniti, tra cui il Center for International Development dell’Università di Harvard. Si interessa di sostenibilità delle politiche agricole e rurali, bioenergie e spreco alimentare.

Cosa succede in Veneto…alcune tra le numerose iniziative che vengono realizzate

A Padova: “Last minute market”
Trasformare lo spreco in risorsa, questo è l'obiettivo del progetto Last Minute Market: un mercato dove per favorire gli indigenti, gli ultimi, non bisogna sprecare neppure un minuto e neanche un prodotto.
A Padova l’iniziativa si è sviluppata grazie all’impulso dell’Amministrazione Comunale, Settore Servizi Scolastici, che ha promosso la raccolta presso le mense scolastiche cittadine del cibo da destinare ai bisognosi attraverso la realizzazione del progetto “Food Recovery” della Cooperativa Sociale Gruppo R. E’ stato stimato un risparmio pari a circa 40.000 euro/anno per dare un pasto caldo a circa 40 persone, per 6 giorni la settimana e una riduzione dello spreco di cibi pari a 7800 pasti all’anno.

A Treviso: “Brutti ma Buoni” e la dispensa che distribuisce tonnellate di ortofrutta destinata allo smaltimento
L' associazione Amici della Solidarietà e la cooperativa Solidarietà di Montebelluna dal 2006 attuano il progetto "Brutti ma Buoni", ovvero il ritiro quotidiano di eccedenze presso un supermercato di Montebelluna: mediamente 210 kg di alimenti al mese. Quello che per alcuni è scarto da smaltire, può diventare per altri risorsa: cibo gratuito.
L’associazione gestisce, inoltre, le eccedenze ortofrutticole, donandole ad una rete di associazioni ed enti che si occupano di beneficenza e che seguono gli indigenti.
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La Carta Spreco Zero per i comuni
Con la carta i comuni firmatari si impegnano ad attivare il decalogo di buone pratiche contro lo spreco alimentare che rende subito operative le indicazioni della Risoluzione del Parlamento europeo. La carta è già stata sottoscritta da 175 comuni italiani, in Veneto sono 81 i comuni che finora hanno aderito.
maggiori informazioni

Cosa possiamo fare noi consumatori?

Possiamo intervenire sulle nostre modalità di consumo, scegliendo cibi a minore impatto sull’ambiente ed evitando gli sprechi.

In che modo?

  • Adottiamo un’alimentazione varia...
    ad esempio riducendo il consumo di carne i cui costi ambientali, per arrivare sulle nostre tavole, sono molto elevati, e aumentando il consumo di cibi crudi, specie le verdure, che mantengono così intatte le loro proprietà nutritive
  • Facciamo la lista della spesa...
    eviteremo così di comprare cose di cui disponiamo già in casa o superflue
  • Acquistiamo prodotti locali e di stagione...
    per ridurre gli effetti sull’ambiente legati al trasporto di merci provenienti da lontano
  • Preferiamo gli ingredienti semplici ai cibi già elaborati...
    infatti, i cibi già elaborati hanno impatti molto elevati, principalmente legati all’energia necessaria nelle fasi di produzione e conservazione
  • Utilizziamo avanzi e scarti per preparare alcuni piatti...
    come nella cucina delle nostre nonne, e ancora in quella di tradizione popolare, in cui numerosi piatti nascevano dall’esigenza di non sprecare niente, riutilizzando, combinandoli opportunamente, gli avanzi di cibo
  • Acquistiamo prodotti con pochi imballaggi...
    ridurremo così la produzione di rifiuti legata agli alimenti
  • Beviamo l’acqua del rubinetto...
    ridurremo così i costi ambientali legati alla produzione e riciclo della plastica e al trasporto dell'acqua in bottiglia
  • Cuciniamo in maniera efficiente risparmiando energia...
    coprendo pentole e padelle con un coperchio, spegnendo il fuoco o il forno alcuni minuti prima del tempo totale di cottura delle pietanze, privilegiando, soprattutto per la carne, la cottura a basse temperature
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ultima modifica 13/02/2017 15:56

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