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Glossario ambientale

Il Glossario contiene oltre 2200 vocaboli comunemente utilizzati nella terminologia ambientale e fornisce per ognuno la relativa definizione; in corsivo è indicata la fonte da cui è tratta la definizione.

Consultazione on line

La ricerca può essere fatta selezionando l’iniziale del termine, apparirà, quindi, l’elenco delle definizioni che iniziano con quella lettera; oppure inserendo il termine nella finestra e selezionando la modalità di ricerca testuale: Definizione (definizione parola cercata) o Campo testuale (definizioni in cui è inserita la parola).

definizione definizione e campo testuale
 Facies

Aspetto, natura, manifestazione di un carattere delle rocce o di loro specifici costituenti, che generalmente indica le condizioni della loro origine. Il termine facies è stato originariamente introdotto da Gressly (1838) per indicare variazioni laterali di litologia. Successivamente il termine è stato variamente utilizzato per indicare ambienti di sedimentazione o formazione, composizioni litologiche, contenuti fossiliferi, gradi metamorfici, associazioni geografiche o climatiche, associazioni tettoniche. E' quindi uno dei termini geologici che comprendono la più vasta gamma di accezioni; ad esempio: facies pelagica, facies calcarea, facies a graptoliti, facies scisti blu, facies tetidea, facies orogenica. (Fonte: APAT)

 Falda

Falda acquea, acquifera, vena d'acqua sotterranea che scorre sopra strati rocciosi impermeabili. Si distingue la falda artesiana, in cui l'acqua filtra attraverso rocce permeabili per la pressione delle rocce impermeabili soprastanti, e la falda freatica, in cui l'acqua filtra attraverso la roccia permeabile ed è raggiungibile con pozzi ordinari. (Fonte: Diz. Hoepli)

 Fall-out

Ricaduta al suolo di polveri e di radionuclidi originati da esplosioni nucleari nell'atmosfera, o liberati in seguito ad un incidente in un reattore nucleare. (Fonte: Diz. Minerva)

 Fanghi di depurazione acque

Sono i principali prodotti di risulta della depurazione delle acque, originati dai trattamenti di tipo fisico, chimico-fisico e biologico. Quando derivano dal trattamento epurativo di liquami di origine civile, sono caratterizzati da una notevole tendenza alla fermentazione anaerobica, dando luogo alla emissione di sostanze maleodoranti. (Fonte: Portale Eniscuola)

 Fanghi di perforazione

Fluido impiegato per la perforazione dei pozzi. Il fango, che viene pompato all’interno delle aste di perforazione, lava, lubrifica e raffredda lo scalpello e, risalendo nello spazio anulare compreso fra il foro e l’esterno delle aste, trasporta in superficie i detriti di perforazione. Il fango depurato dai detriti e dal gas disciolto, viene nuovamente pompato in pozzo. Il suo peso specifico viene regolato in modo tale da bilanciare la pressione delle formazioni rocciose attraversate durante la perforazione. Questi reflui sono classificabili come rifiuti speciali non pericolosi e, dopo la raccolta in appositi bacini, vengono disidratati in modo da poter essere utilizzati come materiale di copertura in discariche di rifiuti solidi urbani o smaltiti in discariche per rifiuti speciali. (Fonte: Portale Eniscuola)

 Fango

Il fango residuo, trattato o non trattato, proveniente dagli impianti di trattamento delle acque reflue urbane. (Fonte: Normativa)

 Fasce altitudinali

Fasce ubicate a quota paragonabile, definite in funzione della loro distanza verticale dal livello del mare (con una precisione di ± 100 m di quota).

 

alta quota da 2000 a 3000 m s.l.m.
media quota da 1000 a 2000 m s.l.m.
bassa quota al di sotto di 1000 m s.l.m.

 

(Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Fasce tampone

Sono fasce di vegetazione erbacea, arborea ed arbustiva, generalmente, ma non necessariamente poste lungo i corsi d’acqua del reticolo idrografico minore, in grado di agire come “filtri” per la riduzione di inquinanti (azoto, fosforo, pesticidi) che le attraversano, grazie a diversi processi: assimilazione, trasformazione e immagazzinamento dei nutrienti presenti nel terreno; ritenzione del sedimento e degli inquinanti da esso assorbiti; azione di sostegno all’attività metabolica dei microrganismi presenti nel suolo. (Fonte: Provincia di Bologna)

 Fattore di emissione

Valore medio (su base temporale e spaziale) che lega la quantità di inquinante rilasciato in atmosfera con l’attività responsabile dell’emissione (ad es. kg di inquinante emesso per tonnellata di prodotto o di combustibile utilizzato). (Fonte: Normativa)

 Fertilizzante

Sostanze di origine naturale o chimica che aumentano la produttività dei terreni coltivati, apportando ai vegetali gli elementi necessari al loro sviluppo. Gli elementi che costituiscono i fertilizzanti appartengono a tre categorie: principi attivi (azoto, fosforo e potassio), che entrano nella composizione dei vegetali; oligoelementi (ferro, manganese, rame, zinco e boro), che favoriscono lo sviluppo delle piante; correttivi (composti a base di calcio, magnesio e zolfo), che migliorano le caratteristiche dei terreni. I prodotti di origine sintetica presenti sul mercato possono essere semplici, se contengono un solo principio attivo, oppure complessi se ne contengono due (fertilizzanti binari) o tre (fertilizzanti ternari). I principali tipi di fertilizzanti sono quelli detti superfosfatici (ottenuti per trattamento di roccia fosfatica con acidi, a dare fosfati calcici solubili in acqua), i fosfati d'ammonio (ottenuti da ammoniaca ed acido fosforico) ed i fertilizzanti complessi, ottenuti dal trattamento di minerali fosfatici con acido solforico e acido nitrico, cui vengono aggiunti fertilizzanti potassici. Tra i fertilizzanti potassici dominano il cloruro e il solfato. (Fonte: Diz. Minerva)

 Fertilizzazione

Consiste in un'azione attraverso la quale si apportano al terreno sostanze (vedi fertilizzanti) in grado di renderlo fertile. (Fonte: ARPAV)

 Fianco della valle

Porzione laterale di una vallata, dal fondovalle fino alle zone di cresta.

 Firnspiegel

Sottile strato di ghiaccio sulla superficie del manto nevoso che si forma attraverso l’interazione della radiazione solare, della fusione e del raffreddamento per irraggiamento. Spesso i versanti soleggiati appaiono con una superficie specchiata a causa dell’elevata riflettività del firnspiegel (maggiormente in primavera).(Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Fitodepurazione

Sistema di trattamento dei reflui a ridotto impatto ambientale basato principalmente su processi biologici. Gli impianti di fitodepurazione sono costituiti da ambienti umidi riprodotti artificialmente in bacini impermeabilizzati, attraversati, con diversi regimi di flusso, dalle acque reflue opportunamente collettate. Tali sistemi sono caratterizzati dalla presenza di specie vegetali tipiche delle zone umide (macrofite igrofile), radicate ad un substrato di crescita o flottanti sullo specchio d'acqua. (Fonte: ISPRA)

 Fitoecologia

Studio dei rapporti tra le piante ed ambiente. (Fonte: Diz. Minerva)

 Fitofago

Animali che si nutrono di sostanze vegetali. (Fonte: Diz. Hoepli)

 Fitofarmaco o formulato

E' una sostanza, quale un antiparassitario, un fitormone, un erbicida, usata per difendere le colture da malattie, funghi, virus e parassiti animali, o per migliorarne la resa in termini qualitativi e quantitativi. Essa contiene sia ingredienti “attivi” che “inerti”. Per ingrediente attivo si intende quello che previene, distrugge, allontana, o mitiga l’azione di un infestante, mentre per inerte si intende quello che non agisce sull’infestante ma è presente per conferire al prodotto determinate caratteristiche per l’utilizzo o per garantire una migliore efficienza d’azione. In alcuni casi, come ad esempio avviene per l’alcol isopropilico, il fitofarmaco può essere l’ingrediente attivo con azione antimicrobica in alcuni prodotti, mentre in altri la stessa sostanza è utilizzata come solvente, potendo quindi essere considerata un ingrediente “inerte”. (Fonte: ARPAV)

 Fitosanitari

Vengono detti anche pesticidi e sono prodotti chimici e biologici che comprendono un’ampia gamma di sostanze sintetiche e naturali e generalmente vengono utilizzati per salvaguardare e proteggere le colture dalle avversità che potrebbero minacciarle (ad es. insetti, funghi ed erbacce). Queste sostanze si diffondono nell’ambiente o permangono sulle colture spesso senza essere degradate mantenendo la propria tossicità. I maggiori gruppi chimici di prodotti fitosanitari sono: insetticidi (organofosforati, carbammati, organoclorurati, piretroidi, fitoregolator), fungicidi (ditiocarbammati, triazoli, MBC, morfoline, pirimidine, ftalimidi e inorganici), erbicidi (triazine, carbammati, feniluree, fenossiacidi, bipiridili, glifosate, solfoniluree, amidi xilenoliche, imidazoli) e rodenticidi (cumarine). (Fonte: ARPAV)

 Flora vascolare

Vegetazione dotata di radici, fusto e foglie che consentono la circolazione della linfa. (Fonte: ARPAV)

 Flusso energetico

Quantità di energia che attraversa, nell'unità di tempo, una superficie unitaria (per es. 1 mq) perpendicolare alla sua direzione di propagazione. (Fonte: Diz. Minerva)

 Fonti energetiche primarie, secondarie, esauribili, rinnovabili, alternative

Rappresentano ciò che la natura ci ha messo a disposizione e che possiamo utilizzare al fine di estrarre energia. Le fonti energetiche possono essere classificate in primarie, ovvero direttamente utilizzabili dall'uomo (sole, vento, acqua dei fiumi), e secondarie che necessitano di una trasformazione per essere utilizzate come fonti (prodotti petroliferi derivati). Altra classificazione è quella tra fonti esauribili, destinate ad esaurirsi e relative essenzialmente all'energia ottenuta per combustione da combustibili fossili, e fonti rinnovabili (ed alternative), presenti in quantità illimitata e rigenerabile nel tempo (sole, vento). (Fonte: ARPAV)

 Foresta

Vasta estensione di terreno ricoperta da alberi di alto fusto. In base alla latitudine e al clima nei quali si sviluppa e alle piante che la costituiscono, assume aspetti e denominazioni diversi: a galleria, decidua, di conifere, equatoriale, tropicale, spinosa. (Fonte: ARPAV)

 Forma di governo boschivo

La pratica adottata per la rinnovazione (rigenerazione o riproduzione) di un bosco. Le forme di governo sono: fustaia, ceduo semplice, ceduo composto. (Fonte: ISTAT)

 Formaldeide

Composto chimico della classe delle aldeidi alifatiche: è l'aldeide più semplice e più comune. A temperatura ambiente è un gas dall'odore pungente. La formaldeide è usata nell'industria chimica per lasintesi di vari composti organici, in particolare per la produzione di resine sintetiche. Viene usata come disinfettante, insetticida, fungicida e deodorante sia per uso domestico (formalina) che per usi industriali o per la disinfezione di strumentazione medica. (Fonte: ARPAV)

 Formazione

Unità litostratigrafica fondamentale. Indica un corpo roccioso distinguibile da quelli adiacenti sulla base delle caratteristiche litologiche. Una formazione risulta definita unicamente dalla sua litologia (composizione, tessitura, strutture, colore) e dalla sua posizione stratigrafica; può essere costituita da un qualsiasi tipo di roccia (sedimentaria, ignea, metamorfica o, in alcuni casi, associazioni di due o più tipi di roccia) e può includere anche discontinuità deposizionali, a meno che non coincidano con significativi cambiamenti litologici. (Fonte: APAT)

 Formazione di fessure/crepe

In un manto nevoso fragile si possono formare delle fenditure visibili che indicano la possibile presenza di tensioni all’interno del manto nevoso. (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Forme di fusione

Cristalli rotondi grossi o agglomerati, formati da un metamorfismo da fusione. Classe granulometrica: da 0,5 a 3 mm. (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 FORSU

Frazione organica dei rifiuti: materiale organico putrescibile ad alto tasso di umidità proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti urbani e costituito da residui alimentari, ovvero scarti di cucina. La raccolta avviene di norma presso le utenze domestiche e/o selezionate (quali mense, ristoranti, ecc.), mediante modelli di gestione riconducibili all’utilizzo di specifici contenitori stradali o alla raccolta presso il domicilio dell’utenza interessata. (Fonte: ARPAV)

 Frazione secca recuperabile

Rifiuto a bassa putrescibilità e a basso tenore di umidità proveniente da raccolta differenziata o selezione o trattamento dei rifiuti urbani, avente un elevato contenuto energetico, costituita da materiali recuperabili, come carta, vetro e plastica (Fonte: Normativa)

 Frazione secca residua (non recuperabile)

Rifiuto a bassa putrescibilità e a basso tenore di umidità proveniente da raccolta differenziata o selezione o trattamento dei rifiuti urbani, avente un elevato contenuto energetico, costituita dai materiali non recuperabili (Fonte: Normativa)

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ultima modifica 12/10/2010 10:55