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Glossario ambientale

Il Glossario contiene oltre 2200 vocaboli comunemente utilizzati nella terminologia ambientale e fornisce per ognuno la relativa definizione; in corsivo è indicata la fonte da cui è tratta la definizione.

Consultazione on line

La ricerca può essere fatta selezionando l’iniziale del termine, apparirà, quindi, l’elenco delle definizioni che iniziano con quella lettera; oppure inserendo il termine nella finestra e selezionando la modalità di ricerca testuale: Definizione (definizione parola cercata) o Campo testuale (definizioni in cui è inserita la parola).

definizione definizione e campo testuale
 Macchia mediterranea

Bioma (vedi) terrestre caratteristico dei climi di tipo mediterraneo (inverni miti e umidi, estati calde e secche). È caratterizzata dalla presenza di alberi e arbusti sempreverdi aridoresistenti, con foglie spesse e rigide (sclerofilli). Oltre che nel bacino del Mediterraneo, la macchia mediterranea si trova in California, Australia meridionale e sud-occidentale, Cile e Sud Africa. (Fonte: Portale Eniscuola)

 Macrofite

Vegetali acquatici visibili ad occhio nudo. (Fonte: ARPAV)

 Manto nevoso

Neve accumulata al suolo in diversi strati. (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Manto nevoso instabile

Un manto nevoso è instabile quando un sovraccarico può provocare una frattura all’interno dello stesso. (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Manto nevoso portante

Manto nevoso consolidato in superficie e che sopporta il peso di una persona (con o senza sci/snowboard). (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 MATT

Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio (Fonte: Normativa)

 Media mobile

E’ un algoritmo che si riferisce ad una serie storica di dati di cui individua la “media” che risulta “mobile” in quanto, ogni giorno aggiunge alla serie il più recente valore ed elimina dalla lista il più antico, in modo che quest’ultima abbia sempre le stesse dimensioni ed il processo può, così, continuare all’infinito. (Fonte: ARPAV)

 Messa in sicurezza

Ogni intervento per il contenimento o isolamento definitivo della fonte inquinante rispetto alle matrici ambientali circostanti (ex art. 6, lett o D.Lgs 22/97). Ogni operazione finalizzata all’instaurazione ed al mantenimento di misure protettive che assicurino la non pericolosità di un impianto, area o sito industriale. (Fonte: Normativa)

 Metalli

Sono elementi chimici che, a temperatura ambiente, presentano forma solida (ad eccezione del mercurio). Sono una categoria eterogenea di elementi duttili e malleabili, buoni conduttori di elettricità e di calore. Dei 103 elementi che compongono la tavola periodica ben 79 possono essere fatti rientrare nel gruppo dei metalli. Si definiscono pesanti quei metalli che hanno un numero atomico superiore a 20, come l’arsenico, il nichel, il mercurio, il piombo, il cromo, il cadmio, il cobalto, il nichel, ecc. Hanno la tendenza ad accumularsi nel suolo e quindi nella catena alimentare e possono avere effetti nocivi sugli esseri viventi anche a concentrazioni non elevate. Nell’aria metalli, metalloidi e loro composti, derivanti sia da sorgenti naturali sia antropiche, sono presenti, prevalentemente, nel particolato atmosferico (PM). Le loro caratteristiche chimico-fisiche (solubilità in acqua, granulometria, morfologia, ecc.) ne determinano la biodisponibilità ed i possibili effetti sulla salute umana. Le emissioni prodotte dall’uomo sono riconducibili, per As (arsenico), Cd (cadmio) e Ni (nichel), alla combustione di combustibili fossili (olio combustibile e carbone per la produzione di energia elettrica), alle produzioni metallurgiche ed all’incenerimento di rifiuti speciali (per Cd e Ni). Il Pb (piombo), pur derivando in parte da processi industriali, viene emesso, principalmente, dal traffico veicolare. Negli ultimi decenni la sua presenza in atmosfera è diminuita grandemente, poiché il Pb tetraetile, aggiunto alle benzine per aumentarne il numero di ottano (ovvero la capacità di resistere alla compressione senza esplodere), è stato sostituito da benzene, toluene e xileni (BTX). (Fonte: ARPAV)

 Metamorfismo costruttivo della neve

I cristalli di neve evolvono in cristalli sfaccettati e in forme cave a calice. I cristalli di grandi dimensioni si accrescono progressivamente mentre quelli piccoli si dissolvono. Questo comporta una perdita di resistenza dello strato di neve trasformato.
Spiegazioni più dettagliate: avviene durante la prima parte dell’inverno, soprattutto nelle zone in ombra, dove l’altezza della neve è ridotta e la vegetazione è arbustiva.

(Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Metamorfismo da fusione

Trasformazione della neve dovuta ad un apporto termico a 0°C. Questa trasformazione determina la produzione di acqua che si mescola ai cristalli di neve, con conseguente riduzione della resistenza. (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Metamorfismo distruttivo della neve

I cristalli di neve fresca semplificano la loro struttura per ottenere la forma arrotondata. Questo comporta un assestamento e un consolidamento della neve fresca. (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Metano

Il più semplice degli idrocarburi saturi, di formula CH4. Il metano, scoperto nel 1778 da Volta, che lo chiamò gas di palude, è un gas che si forma nella decomposizione delle sostanze organiche. Può anche formarsi per pirolisi. I gas naturali di talune regioni petrolifere (Caucaso, Stati Uniti) ne contengono fino al 98%. È contenuto per il 30% circa nel gas illuminante e nei gas di raffineria. Il grisù delle miniere è un miscuglio esplosivo di metano e aria. In laboratorio si può ottenere metano molto puro per idrolisi di soluzioni di etere e di bromuro di metilmagnesio: basta lavare il gas che si libera con acido solforico, che trattiene l'etere. Il metano è un gas inodore e insapore, che liquefa a ­161 °C. Brucia all'aria con fiamma non fuligginosa. Reagisce violentemente col cloro alla luce solare dando origine ad acido cloridrico e nerofumo. La reazione avviene senza esplosione alla luce diffusa e conduce ai prodotti di sostituzione: cloruro di metile CH3Cl, cloruro di metilene CH2Cl2, cloroformio CHCl3 e infine tetracloruro di carbonio CCl4. Il metano è utilizzato principalmente come combustibile, sia industriale che domestico, dato il suo elevato potere calorifico (da 10.000 a 12.000 kcal/m³ secondo la purezza) e la possibilità di trasporto abbastanza economico dai pozzi di raccolta ai centri di consumo mediante una rete di tubazioni (metanodotti). Per il suo potenziale termico relativamente elevato il metano è stato impiegato come carburante per autotrazione, compresso in bombole a circa 200 atm. Altri impieghi riguardano l'industria chimica per la produzione di acido cianidrico. Per ossidazione fornisce metanolo, aldeide formica, acetilene, etilene. Il metano può rappresentare una delle maggiori risorse di un paese; in particolare l'industria italiana ha tratto un notevole beneficio dallo sfruttamento dei giacimenti metaniferi della Valle Padana, in via di graduale esaurimento. Va crescendo l'utilizzazione dei giacimenti del Mezzogiorno (Sicilia, Basilicata, Puglia). La produzione italiana di gas naturale verso la fine degli anni Ottanta sfiorava i 17 miliardi di m³. (Fonte: Diz. Minerva)

 Metano

Gas incolore, inodore, non tossico che brucia all'aria con fiamma bluastra; è costituito da un atomo di carbonio e quattro di idrogeno con formula chimica (CH4). Il metano è il principale componente del gas naturale ed è considerato un gas ad effetto serra. (Fonte: Ministero dell'Ambiente)

 Metodologia Bottom-Up

Approccio utilizzato ai fini della stima delle emissioni in atmosfera. Letteralmente significa “dal basso verso l’alto”. Tale metodo permette il calcolo dell’emissione dalle sorgenti puntuali e aerali, al livello dell’unità locale prescelta, mediante il prodotto tra un opportuno indicatore di attività correlato con le quantità emesse ed un fattore di emissione per l’inquinante e l’attività considerati. Per l’applicazione di questo metodo è necessario avere informazioni dettagliate sulle fonti locali di emissione. (Fonte: ARPAV)

 Metodologia Top-Down

Approccio utilizzato ai fini della stima delle emissioni in atmosfera. Top-Down letteralmente significa “dall’alto verso il basso”. Tale metodo viene utilizzato per ricavare le emissioni sull’unità territoriale di interesse (regione, provincia, comune) a partire dalle stime delle emissioni su unità territoriale più ampia (nazionale), mediante l’utilizzo di variabili fortemente correlate all’attività delle sorgenti emissive (variabili proxy). Si assume che la quantità inquinante sull’intera area abbia la stessa distribuzione spaziale della variabile proxy considerata, realizzando in tal modo la disaggregazione spaziale delle emissioni. (Fonte: ARPAV)

 MGM

Micro-organismi Geneticamente Modificati. (Fonte: Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali)

 Micotossine

Sono sostanze tossiche prodotte da funghi microscopici filamentosi o muffe (aspergillus, penicillium, fusarium); il nome combina la parola greca “mykes” (fungo) e la parola latina “toxicum” (veleno). Le micotossine si sviluppano su numerose specie vegetali, in particolare sui cereali, e possono comportare seri rischi alla salute dell’uomo e degli animali. Le principali micotossine sono: aflatossine, fumonisine, zearalenone, ocratossine, tossina T2. (Fonte: ARPAV)

 Microrganismi o germi patogeni

Sono batteri (es. salmonella) che possono causare malattia, per questo gli alimenti che li contengono, o che contengono le loro tossine, rappresentano un rischio per la salute del consumatore. (Fonte: ARPAV)

 Mineralizzazione

Trasformazione, ad opera dei microrganismi del terreno, delle molecole organiche in composti minerali: CO2, NO3 -, NH4 +, H2O. (Fonte: AVEPA)

 Monossido di carbonio

Noto anche come ossido di carbonio, è uno degli inquinanti atmosferici più diffusi. E’ un gas tossico, incolore, inodore e insapore, che viene prodotto dalla combustione incompleta dei combustibili organici (carbone, olio, legno, carburanti). E’ più leggero dell’aria e diffonde rapidamente negli ambienti. Esso è presente negli scarichi dei veicoli e nel fumo di tabacco. La sorgente principale di emissione del monossido di carbonio (CO) è costituita dai mezzi di trasporto e fra questi gli autoveicoli a benzina. Le emissioni industriali di CO sono dovute principalmente alla produzione della ghisa e dell’acciaio. L’emissione di CO nelle raffinerie di petrolio è dovuta in gran parte al processo di rigenerazione dei catalizzatori utilizzati nei processi di trasformazione del petrolio. Anche le industrie del legno e della carta emettono CO durante la distillazione per il recupero di prodotti chimici pregiati e di energia calorifica dal liquido nero che si forma nel processo di trattamento del legno: altre emissioni di CO vengono da forni usati per rigenerare la calce dal carbonato di calcio. Si hanno poi le emissioni di CO dovute alla combustione in impianti fissi con l’impiego di carbone, olio combustibile, legno, mentre la combustione di gas naturale produce emissioni di CO trascurabili. (Fonte: ARPAV)

 Morena

Accumulo di materiali rocciosi staccatisi dalle pareti delle valli, trasportati e depositati dai ghiacciai ai loro margini o alla loro fronte. (Fonte: Diz. Garzanti)

 MUD

Modello Unico di Dichiarazione in materia ambientale: è stato istituito con la Legge 70/94. Ogni anno i soggetti obbligati devono presentare presso le Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura territorialmente competenti la dichiarazione MUD contenente le quantità e le caratteristiche qualitative dei rifiuti prodotti/trasportati/recuperati/trattati/smaltiti nell’anno precedente. Il MUD inoltre è stato integrato, con una specifica sezione sui veicoli fuori uso, approvata con DPCM 22/12/2004, nella quale i soggetti che effettuano le attività di raccolta, trasporto e trattamento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali, ai sensi del d.lgs. n. 209/2003, annualmente comunicano i dati relativi ai veicoli fuori uso ed ai pertinenti materiali e componenti sottoposti a trattamento, nonche' i dati relativi ai materiali, ai prodotti ed ai componenti ottenuti ed avviati al reimpiego, al riciclaggio e al recupero. (Fonte: ARPAV)

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ultima modifica 12/10/2010 09:55