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Glossario ambientale

Il Glossario contiene oltre 2200 vocaboli comunemente utilizzati nella terminologia ambientale e fornisce per ognuno la relativa definizione; in corsivo è indicata la fonte da cui è tratta la definizione.

Consultazione on line

La ricerca può essere fatta selezionando l’iniziale del termine, apparirà, quindi, l’elenco delle definizioni che iniziano con quella lettera; oppure inserendo il termine nella finestra e selezionando la modalità di ricerca testuale: Definizione (definizione parola cercata) o Campo testuale (definizioni in cui è inserita la parola).

definizione definizione e campo testuale
 P.C.I.

Potere Calorifico Inferiore: Quantità di energia termica che si sviluppa dalla combustione di 1Kg di materia. (Fonte: ARPAV)

 PAC

Politica agricola comune: appartiene alle competenze condivise tra l'Unione europea(UE) e gli Stati membri. In virtù dell'art. 33 del trattato che istituisce la Comunità europea essa si prefigge di assicurare prezzi ragionevoli ai consumatori europei e una remunerazione equa agli agricoltori soprattutto grazie all'organizzazione comune dei mercati agricoli e al rispetto dei principi, fissati nella conferenza di Stresa del 1958, dell'unicità dei prezzi, della solidarietà finanziaria e della preferenza comunitaria. La PAC costituisce una delle più importanti politiche dell'Unione europea. La sua elaborazione è soggetta alla procedura decisionale che prevede la maggioranza qualificata in seno al Consiglio e la consultazione del Parlamento europeo. La PAC ha soddisfatto il suo principale obiettivo, cioè garantire l'autosufficienza alimentare della Comunità europea. Tuttavia, sono necessari ulteriori orientamenti importanti per correggere gli squilibri e gli eccessi di produzione della PAC. I suoi obiettivi sono quindi cambiati nel corso del tempo e i suoi strumenti si sono perfezionati attraverso le successive riforme (riforma McSharry del 1992 e Agenda 2000, in particolare). L'ultima riforma, quella del giugno 2003, sottolinea un'evoluzione profonda della PAC e comporta i seguenti punti: un pagamento unico per azienda per gli agricoltori dell'UE, indipendente dalla produzione ("disaccoppiamento" dell'aiuto); la subordinazione di questo pagamento al rispetto di norme in materia ambientale, di sicurezza alimentare, di salute animale e vegetale e benessere degli animali ("condizionalità ambientale"); una politica di sviluppo rurale rafforzata attraverso la riduzione dei pagamenti diretti alle grandi aziende per finanziare la nuova politica in materia ("modulazione"); un meccanismo di disciplina finanziaria destinato a subordinare a un massimale le spese di sostegno del mercato e degli aiuti diretti tra il 2007 e il 2013. (Fonte: CE)

 PAN

Perossiacilnitrati, inquinanti secondari prodotti per reazione degli NOx e dei COv in episodi di inquinamento fotochimico. (Fonte: Normativa)

 Parco

Distesa boscosa generalmente recintata in cui si alleva selvaggina, con divieto di caccia. (Fonte: Diz. Garzanti)

 Parco naturale

Territorio di particolare interesse paesaggistico in cui vivono specie rare di piante e d'animali. (Fonte. Diz. Garzanti)

 Parco nazionale

Vasto territorio che non ha subito nel corso del tempo alterazioni significative dalle attività dell'uomo, tutelato dallo stato attraverso un regime giuridico speciale a fine di conservazione paesaggistica e di salvaguardia delle specie vegetali e animali. (Fonte: Diz. Garzanti)

 Parco regionale

Vasto territorio tutelato giuridicamente da una regione, interessato da attività agricole o di silvicoltura, pastorizia ecc., le quali non abbiano però alterato profondamente il paesaggio naturale. (Fonte: Diz. Garzanti) 

 Parco urbano

Zona di verde pubblico urbano di dimensioni ragguardevoli, preservata dall'urbanizzazione e attrezzata per utilizzazioni ricreative. (Fonte: Diz. Garzanti)

 Passo/valico

Zona di passaggio tra due vallate. Il restringimento nella zona del valico determina un aumento della velocità del vento, fenomeno che provoca la formazione di importanti accumuli di neve ventata. (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Pelagico

Di mare aperto. Riferito normalmente alla regione oceanica nella quale si distinguono, in successione, dalla superficie verso le acque più profonde: - una regione epipelagica, dalla superficie fino a circa 50 metri di profondità; - una regione mesopelagica, tra 50 e 200 metri di profondità; - una regione batipelagica, tra 200 e 2.500 o 3.000 metri di profondità; - una regione abissopelagica, tra 2.500 o 3.000 e 6.000 metri di profondità; - una regione adopelagica, oltre 6.000 metri di profondità. (Fonte: Portale Eniscuola)

 Pendio con accumulo di neve ventata

Pendio su quale il vento deposita della neve. (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Pendio in ombra, versante all'ombra

Zona che risente solo marginalmente, o non risente affatto, della radiazione solare.

Spiegazione più dettagliata: in pieno inverno, quando il sole è basso sull’orizzonte, le zone in ombra sono più numerose che in primavera, quando il sole si alza sempre più al di sopra dell’orizzonte. A seconda dell’ombra prodotta dall’orizzonte locale, le zone d’ombra possono trovarsi a tutte le esposizioni e non solo sui pendii settentrionali. (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Pendio soleggiato, esposto al sole

Zona molto influenzata dalla radiazione solare. I pendii tipicamente soleggiati presentano esposizioni che vanno da est a ovest passando per il sud, in relazione al momento della giornata (posizione del sole).

Spiegazione più dettagliata: queste zone sono meno estese in pieno inverno, quando il sole è basso, rispetto alla primavera, quando il sole è più alto sull’orizzonte. (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Pendio sopravento

Pendio direttamente esposto all’azione del vento, rivolto verso la direzione da cui il vento spira, e dove la forza dello stesso è tale, nella maggior parte dei casi, da erodere/trasportare la neve. (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Pendio sopravento, pendio esposto al vento

Pendio che è esposto al vento. (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Pendio sottovento

Pendio riparato rispetto all’azione diretta del vento, e su cui la neve ventata si deposita formando i lastroni. (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Pendio sottovento, pendio al riparo dal vento

Pendio che non è esposto al vento. Qui si accumulano grandi quantità di neve che spesso superano di molto l’altezza media del manto nevoso. (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Pennacchio di neve

Neve trasportata in aria dal vento su una vetta o su un crinale. (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Pericolo

Condizione, circostanza o processo che può provocare un danno. (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Permessi di emissione

Strumenti di politica ambientale che attribuiscono un diritto di emissione ai loro possessori. L'Autorità di governo emette un numero di permessi coerente con il livello complessivo prestabilito di emissioni. Il proprietario dei permessi può scegliere di utilizzarli - emettendo una quantità di emissioni corrispondente a quella consentita dal singolo permesso moltiplicata per il numero di permessi posseduti - o di venderli. Si viene a creare un mercato dei permessi il cui prezzo riflette il costo marginale di abbattimento delle emissioni. Questo costo viene minimizzato, per il sistema nel suo complesso, grazie alla possibilità di ridurre le emissioni laddove l'abbattimento è meno oneroso: i soggetti per i quali è meno costoso abbattere ridurranno infatti le emissioni in misura relativamente maggiore e venderanno i permessi a coloro per i quali l'abbattimento è più oneroso. (Fonte: ARPAV)

 Piani di azione

Programmi stabiliti dalle regioni contenenti le misure da attuare nel breve periodo, affinché sia ridotto il rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme, nelle zone del proprio territorio individuate ai sensi dell’art. 7 del D.Lgs. 351/99. I piani possono prevedere misure di controllo e, se necessario, di sospensione delle attività, compreso il traffico veicolare, che comportano il superamento dei valori limite e delle soglie di allarme. (Fonte: Normativa)

 Piani di mantenimento

Programmi stabiliti dalle regioni e da adottare nelle zone e negli agglomerati in cui i livelli degli inquinanti sono inferiori ai valori limite, come fissato ai sensi dell’art. 9 del D.Lgs. 351/99. I piani di mantenimento sono adottati al fine di preservare e migliorare la qualità dell'aria ambiente in tali aree compatibilmente con lo sviluppo sostenibile. (Fonte: Normativa)

 Piani di risanamento

Programmi stabiliti dalle regioni e da adottare nelle zone e negli agglomerati in cui si sono verificati dei superamenti dei valori limite e dei valori limite aumentati dei margini di tolleranza ai sensi dell’art. 8 del D.Lgs. 351/99. Tali Piani sono adottati al fine del raggiungimento dei valori limite entro i termini stabiliti dal D.M. 60/02. (Fonte: Normativa)

 Pianta autoctona

Pianta nativa del luogo in cui risiede (indigena). (Fonte: ISPRA)

 Pianta officinale

Officinali o medicinali sono quelle piante che, comunque introdotte o messe a contatto con un organismo umano o animale, svolgono in questo un'azione farmacologica, anche blanda. (Fonte: Provincia di Cuneo)

 Pianta rustica

Pianta capace di sopportare e superare facilmente le avversità climatiche e ambientali. (Fonte: ISPRA)

 Piante pioniere

Piante estremamente rustiche e di rapido accrescimento, che tentano la conquista di nuovo spazio anche lì dove le condizioni ambientali sono piuttosto ostili (cave, discariche). (Fonte: ISPRA)

 Piccola scala

Ambito all’interno di un versante o ai suoi margini; che ha una estensione areale da pochi metri a 20 m al massimo. (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Piogge acide

Sono un fenomeno molto dannoso per l'ambiente naturale e per i monumenti e dovute alla presenza nell'aria di ossidi di azoto e di zolfo che, quando piove, vengono solubilizzati nelle gocce d'acqua piovana. Il gas NO2 in acqua produce l'acido nitrico mentre il gas SO2 produce l'acido solforoso e il gas SO3 (che deriva dall'ossidazione di SO2) produce l'acido solforico. Tutti questi composti conferiscono all'acqua piovana un'elevata acidità tanto da permettergli di sciogliere le rocce carbonatiche. Il problema delle piogge acide non rimane confinato alle zone più inquinate in quanto i venti trasportano lontano gli ossidi di azoto e di zolfo andando a danneggiare anche grandi superfici di zone selvagge. (Fonte: ARPAV)

 PM10 e PM2,5

PM (Particulate Matter) è la definizione generale con cui si definisce un mix di particelle solide e liquide (particolato) che si trovano in sospensione nell'aria. Con i termini PM10 e PM2,5 si indicano le frazioni di particolato aerodisperso aventi diametro aerodinamico inferiore rispettivamente a 10 e a 2,5 µm.Tali sostanze possono avere origine sia da fenomeni naturali (processi di erosione al suolo, incendi boschivi, dispersione di pollini etc.) sia, in gran parte, da attività antropiche, in particolar modo da traffico veicolare e processi di combustione. Inoltre, esiste un particolato di origine secondaria dovuto alla compresenza in atmosfera di altri inquinanti come l'NOX e l'SO2 che, reagendo fra loro e con altre sostanze presenti nell'aria, danno luogo alla formazione di solfati, nitrati e sali di ammonio. Si stima che in alcuni contesti urbani più del 50% del particolato sia di origine secondaria.I maggiori componenti del PM sono il solfato, il nitrato, l'ammoniaca, il cloruro di sodio, il carbonio, le polveri minerali e l'acqua. A causa della sua composizione, il particolato presenta una tossicità intrinseca, che viene amplificata dalla capacità di assorbire sostanze gassose come gli IPA (idrocarburi policiclici aromatici) e i metalli pesanti, di cui alcuni sono potenti agenti cancerogeni. Inoltre, le dimensioni così ridotte (soprattutto per quanto riguarda le frazioni minori di particolato) permettono alle polveri di penetrare attraverso le vie aeree fino a raggiungere il tratto tracheo-bronchiale. (Fonte: Comune di Lodi)

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ultima modifica 12/10/2010 09:55