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Glossario ambientale

Il Glossario contiene oltre 2200 vocaboli comunemente utilizzati nella terminologia ambientale e fornisce per ognuno la relativa definizione; in corsivo è indicata la fonte da cui è tratta la definizione.

Consultazione on line

La ricerca può essere fatta selezionando l’iniziale del termine, apparirà, quindi, l’elenco delle definizioni che iniziano con quella lettera; oppure inserendo il termine nella finestra e selezionando la modalità di ricerca testuale: Definizione (definizione parola cercata) o Campo testuale (definizioni in cui è inserita la parola).

definizione definizione e campo testuale
 Raccolta differenziata

Raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee, compresa la frazione organica umida, destinate al riutilizzo, al riciclo ed al recupero di materia. La frazione organica umida è raccolta separatamente o con contenitori a svuotamento riutilizzabili o con sacchetti biodegradabili certificati. Per ogni ambito territoriale ottimale deve essere assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari alle seguenti percentuali minime di rifiuti prodotti: 40% entro il 31/12/2007, 45% entro il 31/12/2008, 50% entro il 31/12/2009, 60% entro il 31/12/2011, 65% entro il 31/12/2012. (Fonte: Normativa)

 Radiazione

Trasporto di energia sotto forma di onde elettromagnetiche. Si distingue tra radiazione a onde corte (luce visibile) e radiazione a onde lunghe (radiazione termica). (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Radiazione - irraggiamento

Irraggiamento che interessa il manto nevoso. La radiazione a onde corte (luce visibile) è riflessa per circa il 90% a seconda del tipo di neve; la rimanente parte riscalda i primi cm del manto nevoso. Le radiazioni a onda lunga (radiazione termica) sono trattenute dal manto nevoso praticamente al 100%. (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Radiazioni elettromagnetiche

Termine utilizzato per indicare un insieme di fenomeni caratterizzatI dal trasporto di energia nello spazio che può avvenire sotto forma di onde elettromagnetiche o di particelle. Un esempio di radiazione è la luce. Le radiazioni elettromagnetiche sono costituite da variazioni periodiche di un campo elettrico e di un campo magnetico, che si propagano nello spazio e costituiscono il campo elettromagnetico. Le radiazioni elettromagnetiche sono caratterizzate dall’intensità (legata all’ampiezza dell’onda), dalla frequenza (numero di cicli d’onda completi che si susseguono nell’unità di tempo) e dalla lunghezza d’onda (distanza nello spazio tra due successive creste d’onda). All’aumentare della frequenza, aumenta l’energia trasportata. A seconda del contenuto energetico le radiazioni elettromagnetiche si suddividono in radiazioni ionizzanti e non ionizzanti. (Fonte: ARPAV)

 Radiazioni ionizzanti

Sono particelle e onde elettromagnetiche dotate di elevato contenuto energetico, in grado di rompere i legami atomici del corpo urtato e caricare elettricamente atomi e molecole neutri - con un uguale numero di protoni e di elettroni - ionizzandoli. La capacità di ionizzare e di penetrare all’interno della materia dipende dall’energia e dal tipo di radiazione emessa, e dalla composizione e dallo spessore del materiale attraversato. (Fonte: ARPAV)

 Radiazioni non ionizzanti

Sono forme di radiazioni elettromagnetiche - comunemente chiamate campi elettromagnetici - che, al contrario delle radiazioni ionizzanti, non possiedono l’energia sufficiente per modificare le componenti della materia e degli esseri viventi (atomi, molecole). Le radiazioni non ionizzanti possono essere suddivise in: campi elettromagnetici a frequenze estremamente basse (ELF), radiofrequenze (RF), microonde (MO), infrarosso (IR), luce visibile. (Fonte: ARPAV)

 Radioattività

E' un fenomeno fisico che si verifica quando il nucleo di un atomo instabile – cioè contenente un diverso numero di neutroni e di protoni - si trasforma e raggiunge un nuovo stato di equilibrio emettendo radiazioni. La radioattività è caratterizzata dall’insensibilità alla temperatura, alla pressione, ai campi elettrici e magnetici e ai legami chimici. Gli atomi radioattivi vengono chiamati radionuclidi o radioisotopi e producono radiazioni ionizzanti caratteristiche per ogni isotopo: diversi isotopi di uno stesso elemento, nonostante presentino le stesse proprietà chimiche, non presentano le stesse proprietà radioattive. L’energia prodotta durante la trasformazione del nucleo viene trasferita sul corpo urtato, caricando elettricamente atomi e molecole neutri ionizzandoli. Le forme di radiazioni ionizzanti sono: i raggi X, i raggi gamma, le particelle alfa e le particelle beta. (Fonte: ARPAV)

 Radioattività artificiale

E' la radioattività che deriva in genere da attività mediche - raggi X - e da esplosioni nucleari. (Fonte: ARPAV)

 Radioattività naturale

E' la radioattività che può provenire dallo spazio sotto forma di radiazioni solari, o dalla crosta terrestre attraverso rocce contenenti radio (pomice e granito). (Fonte: ARPAV)

 Radon

Specificatamente l'isotopo Rn-222 è un gas radioattivo naturale, incolore e inodore, prodotto dal decadimento radioattivo del radio, generato a sua volta dal decadimento dell’uranio, elementi che sono presenti, in quantità variabile, ovunque nella crosta terrestre. La principale fonte di immissione di radon nell’ambiente è il suolo, insieme ad alcuni materiali di costruzione – p.es. il tufo vulcanico - e, in qualche caso, all’acqua. Il radon fuoriesce dal terreno, dai materiali da costruzione e dall’acqua: se all’aperto si disperde in atmosfera, negli ambienti chiusi si può accumulare, raggiungendo concentrazioni elevate. (Fonte: ARPAV)

 Rapporto (o bilancio) ambientale

Rapporto o bilancio ambientale sono termini spesso utilizzati indistintamente. Nei paesi anglosassoni (i primi a instaurare questa pratica aziendale) con il termine environmental reporting si intende l'attività di informazione sul rapporto tra impresa e territorio fisico. Il Rapporto Ambientale è pertanto quel documento diffuso al pubblico e redatto periodicamente all'interno, per mezzo del quale l'impresa descrive le sue principali problematiche ambientali, il suo approccio strategico, la sua organizzazione per la gestione ambientale, le azioni messe in atto per la protezione ambientale e documenta, con dati statistiche e indicatori, il proprio impatto (il bilancio ambientale) e gli aspetti finanziari connessi con l'ambiente (spese correnti e di investimento). Oltre che strumento di comunicazione con i vari interlocutori dell'impresa (azionisti finanziatori, assicuratori, opinione pubblica, gruppi ambientalisti, autorità nazionali e locali, clienti e consumatori), il rapporto ambientale (e il bilancio che esso contiene) rappresenta un elemento fondamentale per la gestione strategica della variabile ambiente, all'interno del processo di pianificazione d'impresa. (Fonte: Portale acquistiverdi.it)

 Recupero

Le operazioni previste nell’allegato C alla parte quarta del d.lgs. n. 152/06 e ss.mm.ii. “I rifiuti devono essere recuperati senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che possano recare pregiudizio all’ambiente”. (Fonte: Normativa)

 Recupero energetico

Utilizzazione principale come combustibile o come altro mezzo per produrre energia elettrica e termica. (Fonte: ARPAV)

 Regione, regionalmente

Aree con estensione di una o più valli. Nei bollettini valanghe, le regioni sono generalmente suddivise in aree climatologiche omogenee o anche per suddivisioni politiche. (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Regioni intralpine

Aree intercluse da elevati rilievi alpini e perciò povere di precipitazioni. Tipiche regioni intralpine in Svizzera sono il Vallese centrale, l’Engadina e i Grigioni centrali che sono situati tra i rilievi nord alpini e la cresta alpina principale. Regioni analoghe sono la regione Ortles-Venosta e la Valle di Oetz in Austria. (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Registrazione

Atto con cui l'Executive Board accetta formalmente un progetto validato da un ente accreditrato come progetto CDM. La registrazione di una attività come progetto CDM è un requisito necessario per la generazione di crediti CERs. (Fonte: Ministero dell'Ambiente)

 Regola di Bergmann

Una delle regole ecologiche che mette in relazione le variazioni di taglia degli animali con la temperatura ambientale. (Fonte: Diz. Minerva)

 Rendimento

Rapporto tra risultati attesi o conseguiti e risorse previste/impiegate. Nel caso di un impianto di depurazione, può essere rappresentato dalla percentuale di abbattimento del COD tra il refluo in ingresso e quello in uscita all’impianto, espresso dalla formula: r = 1 – CODout/CODin. Tale valore cresce col diminuire del COD in uscita, a parità di COD in ingresso. (Fonte: ARPAV)

 Resistenza interna della neve

Capacità di trasmettere le forze all’interno della struttura dei cristalli di uno strato di neve; è legata alla quantità e alla qualità dei legami tra i cristalli stessi. (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Responsabilità ambientale

Il concetto di responsabilità ambientale consiste nell'applicazione del principio secondo il quale «chi inquina paga», previsto dal trattato che istituisce la Comunità europea. Si configura in caso di danni procurati all'ambiente o rischi di danni risultanti da attività professionali, allorquando è possibile stabilire un rapporto di causalità fra il danno e l'attività in questione. I danni ambientali sono i danni diretti o indiretti causati all'ambiente acquatico, alle specie e agli habitat naturali protetti dalla rete Natura 2000, nonché la contaminazione diretta o indiretta del suolo che determina un rischio importante per la salute dell'uomo. (Fonte: CE)             

 Rete acquedottistica

Sistema di tubazioni e apparecchiature per il trasporto dell’acqua potabile dalle fonti di captazione all’utenza. (Fonte: Normativa)

 Rete fognaria

Il sistema di canalizzazioni, generalmente sotterranee, per la raccolta e il convogliamento delle acque reflue domestiche, industriali ed urbane fino al recapito finale. (Fonte: ARPAV)

 Rete natura 2000

Obiettivo finale della Direttiva Habitat (92/43/CEE): creazione di questa rete europea di zone speciali di conservazione, attraverso la quale garantire il mantenimento ed il ripristino di uno stato di conservazione soddisfacente dei tipi di habitat naturali e delle specie interessate nella loro area di ripartizione naturale. (Fonte: ARPAV)

 Reti di monitoraggio ambientale

Struttura organizzata di misure ripetute nel tempo, effettuate mediante prelievi automatici o manuali, in punti dislocati spazialmente secondo criteri atti a caratterizzare lo stato di una o più matrici ambientali di un’area o di un ecosistema. (Fonte: ARPAV)

 Reti ecologiche

Insieme di aree e fasce con vegetazione naturale, spontanee o di nuova realizzazione, tra loro connesse in modo da garantire funzioni diverse, tra cui la libera circolazione di piante e animali e in definitiva lo scambio genico tra le popolazioni. A tal fine è necessario mantenere delle “connessioni” tra le aree protette, ovvero fasce di territorio che consentano il superamento delle barriere dovute allo sviluppo delle attività umane. (Fonte: ARPAV)

 Ricombinazione genetica

Meccanismo molecolare che permette l’inserimento di un gene, o una parte di esso, all’interno del genoma di un altro organismo. (Fonte: ISPRA)

 Riduzione della resistenza in uno strato di neve

I legami tra i cristalli si indeboliscono o si annullano e questo comporta una diminuzione della capacità di trasmettere le forze tra gli stessi. (Fonte: European Avalanche Warning Services)

 Rifiuti da costruzione e demolizione

Sono i rifiuti che corrispondono ai codici della clase 17 dell'Elenco (Catalogo) Europeo dei Rifiuti. (Fonte: ARPAV)

 Rifiuti inerti

Sono rifiuti inerti i rifiuti solidi che non subiscono alcuna trasformazione fisica, chimica o biologica; i rifiuti inerti non si dissolvono, non bruciano né sono soggetti ad altre reazioni fisiche o chimiche, non sono biodegradabili e, in caso di contatto con altre materie, non comportano effetti nocivi tali da provocare inquinamento ambientale o danno alla salute umana. La tendenza a dar luogo a percolati e la percentuale inquinante globale dei rifiuti, nonché l’ecotossicità dei percolati devono essere trascurabili e, in particolare, non danneggiare la qualità delle acque superficiali e sotterranee. (Fonte: Normativa)

 Rifiuti pericolosi

Sono pericolosi i rifiuti non domestici indicati espressamente come tali, con apposito asterisco, nell’elenco di cui all’allegato D alla parte quarta d.lgs. 152/06, sulla base degli allegati G, H e I alla medesima parte quarta. (Fonte: Normativa)

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ultima modifica 12/10/2010 10:55