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Sinossi autunno 2018

L’autunno 2018 è stata una stagione più calda del solito, specie in settembre ed ottobre, mentre l’anomalia termica è meno marcata in novembre. Assai scarse le precipitazioni nel trimestre fino all’episodio eccezionale di fine ottobre, quando su alcuni settori si sono abbattute piogge pari a un terzo o anche la metà di quel che cade in un anno. Riassumendo si può considerare l’autunno 2018 come assai mite e leggermente siccitoso fino all’episodio del 27-30 ottobre, i cui effetti sono stati particolarmente salienti sui monti veneti. Una depressione molto intensa, con ciclogenesi esplosiva nella giornata del 29, quando piogge intense e venti fortissimi colpivano alcune zone della regione, lasciando intere zone montuose martoriate. Dopo tale evento il tempo è rientrato nella normalità per il periodo, consentendo di poter intervenire, anche in quota per la pressoché totale assenza della neve fino a dicembre.

Il mese di Settembre 2018 inizia con una giornata perturbata, con una saccatura atlantica giunta dalla Francia che determina tempo perturbato/instabile con piogge diffuse, anche assai abbondanti sul veronese (localmente fino 150/170 mm). Il giorno 2 il tempo rimane variabile/instabile con rovesci e locali temporali. Le piogge in due giorni sono assai significative (Fig. 1a). Il 3 settembre tempo variabile con episodio temporalesco pomeridiano su alcuni settori della pedemontana vicentina e trevigiana (temporale con grandine alle porte di Vittorio Veneto, danni ai vitigni), mentre il 4 e il 5 il tempo torna a essere più soleggiato e stabile, salvo modesta cumulificazione pomeridiana sui monti. Il giorno 6 tempo di nuovo un po’ instabile, specie tra le ore centrali e la prima serata, i fenomeni più forti si verificano sulla pedemontana e in tarda serata/notte sulla pianura veronese con ben 50/70 mm nel settore di Roverchiara (84 mm). Dal giorno 8 al 12 la situazione migliora con tempo perlopiù stabile, eccetto un breve temporale sulla val Fiorentina l'8 Settembre e qualche rovescio il giorno 10. Inizialmente questa fase è caratterizzata da una lieve cumulificazione sui monti e da cielo sereno in pianura, ma dal giorno 11, il sole brilla in maniera incontrastata, assieme ad un’avvezione d’aria molto calda e secca di matrice subtropicale atlantica, poi africana (zero termico a 4600 m). Il giorno 12 le temperature raggiungono i 32/33°C in pianura e i 25/26°C a 1000/1200 m, fino a 18/19°C sui passi dolomitici e 9°C in Marmolada (3252 m) Fig. 1a). Il 13 Settembre il tempo rimane soleggiato con qualche velatura, mentre il 14 una saccatura atlantica giunge sulla nostra regione con fenomeni serali sulla montagna e assai più diffusi nella notte successiva su buona parte della pianura con rovesci e temporali notturni (localmente fino sui 20/40 mm con un massimo di 47 mm a Malo). Il giorno 14 il tempo migliora rapidamente in giornata, miglioramento che si mantiene in pianura, mentre vi sono annuvolamenti irregolari legati a stratocumuli e nubi basse in montagna tra i giorni 15 e 16, anche se il sole tende a predominare sulla maggiore parte dei settori, anche quelli montani. Il giorno 17 tempo buono con sole ed addensamenti con qualche rovescio sul veronese, situazione che si ripete il giorno 18 con fenomeni un po’ più diffusi su tutta la parte occidentali dei monti veneti. In seguito il tempo risulta di nuovo bello e caldo grazie a un promontorio mediterraneo (zero termico a 4500/4600), le temperature superano di nuovo i 30°C in pianura, i 27/28°C nelle conche prealpine e i 23/25°C a 1000/1200 m. Il giorno 22 una depressione chiusa scivola ad est della nostra regione, apportando qualche goccia sull’Alpago ed estesa nuvolosità stratiforme in dissolvimento. Al suo seguito una dorsale riporta condizioni di tempo stabile e caldo, ma nella notte tra il 23 e il 24 un fronte freddo d’origine nord-atlantica transita velocemente sulla nostra regione con effetti marginali (piove soltanto sulle Dolomiti in maniera lieve), fatta eccezione per il calo termico, assai avvertito in alta quota con le temperature che passano da +6°C a -6°C in Marmolada in poche ore. L’avvezione fredda è mitigata dall’effetto Foehn nelle valli e sulla pedemontana. Tra il 25 e il 26 le notti sono decisamente più fresche, quasi fredde in montagna con diffuse brinate/gelate oltre i 600/900 m, mentre si scende localmente sotto i 10°C in pianura, localmente fino a 5/6°C. Il sole mitiga il clima diurno, ma i valori sono di 7/8°C più bassi rispetto alla settimana precedente. Dal 27 Settembre il promontorio atlantico si abbina a un’avvezione d’aria assai calda in quota, pertanto le temperature risalgono sensibilmente, anche per la generosa presenza del sole. Stessa situazione il giorno 28, mentre il 29 settembre un debole fronte da Nord lambisce la nostra regione con qualche annuvolamento, e lieve rinforzo dei venti. L’ultimo giorno del mese si presenta con tempo splendido, salvo banchi di nubi basse al mattino tra pedemontana e alcuni settori montani. Il mese di settembre risulta essere uno dei più miti degli ultimi decenni, almeno in alta quota. Il grafico dell’andamento dello zero termico mostra che ad eccezione dei primissimi giorni del mese e di una breve fase fredda tra il 26 e il 27, la quota dello zero termico ha sempre avuto uno scarto positivo, addirittura oltre i 4000 m a più riprese, fino a 4570 m il giorno 12. (Fig. 1b).

 

Fig. 1

Fig. 1a

Fig. 1b

Fig. 1a - Temperature massime del 12 settembre 2018

Fig. 1b - Settembre 2018. Quota dello zero termico 
24 giorni sopra la media del periodo 1974-2017


Il mese di Ottobre 2018 inizia con una giornata in parte perturbata, con calo termico, specie nel tardo pomeriggio/sera. Le piogge sono significative sulle Prealpi vicentine e veronese, piuttosto modeste altrove. L’avvezione d’aria fredda apporta la neve oltre i 1500/1900 m sui monti veneti. Nei giorni seguenti il tempo torna ad essere stabile e ben soleggiato con graduale rialzo termico, più sensibile in quota. I giorni 4 e 5 ottobre sono raggiunti massimi di 23/25°C in pianura e fino a 22/23°C nelle conche prealpine e 16/19°C a 1000 m, con giornate molto soleggiate con aria tersa ed ottima visibilità. Il 6 una depressione chiusa, già presente da giorni sul Mediterraneo, viene riagganciata da una saccatura nord-Atlantica e nel suo moto verso Nord interessa anche il Veneto, dove il tempo risulta in parte perturbato con correnti sud-occidentali, responsabile di un livello termico piuttosto elevato per il periodo. il giorno 7 il tempo rimane variabile per poi migliorare per la presenza di una sella anticiclonica. Nei giorni seguenti il tempo risulta buono e stabile, spesso soleggiato e particolarmente mite per il periodo, si raggiungono i 23/25°C in pianura, i 22/23°C nelle conche prealpine e si sfiorano i 19/20°C a 1000/1200 m (Fig. 2° con le temperature sul Veneto il giorno 9). Tale situazione perdura per ben 15 giorni, ad eccezione di un leggero cedimento dell’alta pressione nei giorni 8 e 15, quando cadono isolate e debolissime piogge sulla parte occidentale del Veneto il giorno 11 e sulla pianura orientale e in maniera debole, mentre altrove le precipitazioni sono pressoché inesistenti. In entrambi i casi la nuvolosità era piuttosto locale, ad eccezione delle Dolomiti nella seconda circostanza. La situazione cambia leggermente con il passaggio di una goccia fredda (depressione in quota) il giorno 21, con forti venti da Nord in quota e tempo che peggiora temporaneamente,ma solo dalle Prealpi in giù, con pioggia in pianura nel pomeriggio ed alla sera (poche località oltre i 5 mm con massimi di 8/12 mm sul sud della provincia di Padova e l’est del rodigino). Poi il tempo si ristabilisce con una splendida giornata il 22 Ottobre, seguita da due giorni con velature e nubi medie di sottovento, assieme a forti venti in quota ed episodi di Foehn tra valli montane e pedemontana (temperature massime di 20/21°C a 1000 m e di 25/28°C tra conche prealpine e pedemontana). Il giorno 25 è stabile, prima dell’avvicinarsi di una saccatura atlantica il giorno 26 Ottobre, quando il cielo si annuvola, assieme a deboli precipitazioni sparse serali. Nel fine settimana del 28 e 29 Ottobre, un episodio di maltempo determina una radicale svolta meteorologica con piogge abbondanti. Il 27 Ottobre una profonda saccatura atlantica comincia ad interessare il Veneto, la debole instabilità non apporta pioggia in pianura,che invece cade abbondante in montagna. Il giorno 28 le precipitazioni sono ancora ridotte in pianura ma risultano quasi ovunque abbondanti in montagna, anche molto abbondanti in alcuni settori (oltre i 200-250 mm/24h  nella val Zoldana e l’Agordino). Il giorno 29 rimarrà nella memoria collettiva per le abbondanti precipitazioni (quasi tutti i settori montani oltre i 100 mm, alcuni oltre i 200 mm) per intenso scirocco e soprattutto per la situazione della sera, quando il fronte freddo determina una fase di precipitazioni particolarmente intense, assieme a venti tempestosi, legati a raffiche catabatiche (aria fredda che si rovescia in un flusso sciroccale particolarmente intenso) con conseguenze drammatiche per la regione (14 milioni di alberi abbattuti dal vento). L’evento si rivela peggiore rispetto all'alluvione del 1966, maggiori quantitativi di pioggia, ma il territorio reagisce meglio (non c’è il contributo della fusione della neve e nel frattempo molte opere di difesa sono state completate). Il problema nuovo è da imputare ai venti tempestosi che hanno generato una paralisi quasi totale su quasi tutto il territorio bellunese. La carta (Fig. 2b) mostra i quantitativi di pioggia in 96 ore con piogge significative in pianura, già abbondanti sulla pedemontana (80-180 mm), molto abbondanti in montagna, ovunque oltre i 200 mm, in alcuni settori oltre i 300 mm e sui settori più colpiti i cumuli superano i 400 mm con massimi di 500-600 mm (record di 715.8 mm a Soffranco).

Le 20 stazioni più piovose della regione

Soffranco

715.8 mm

Col di Prà

636.0 mm

Sappada

572.2 mm

Agordo

565.4 mm

Biois a Cencenighe CAE

548.2 mm

Rovina di Cancia (Borca di Cadore Q1335)

449.8 mm

Valpore (Seren del Grappa)

439.2 mm

Feltre

432.6 mm

Rifugio la Guardia (Recoaro Terme)

432.4 mm

Contra' Doppio (Posina)

431.2 mm

Castana

427.4 mm

Valli del Pasubio

424.8 mm

Turcati (Recoaro Terme)

417.0 mm

Passo Xomo (Posina)

416.0 mm

Col Indes (Tambre)

411.8 mm

Perarolo

396.2 mm

Gares

392.0 mm

Molini (Laghi)

391.6 mm

Cansiglio - Tramedere

385.0 mm

Sella Ciampigotto

382.2 mm

Domegge di Cadore

371.2 mm

I giorni seguenti sono ancora ciclonici con correnti meridionali e piogge ancora significative il giorno 30, mentre il 31 del mese il cielo si rasserena e il sole interessa gran parte della montagna, un po’ meno la pianura per nubi basse su alcuni settori.

Fig. 2

Fig. 2a Fig. 2b

Fig. 2a - 24 Ottobre 2018. Le temperature il giorno del grande vento caldo

 

Fig. 2b - Carta delle precipitazioni tra il 27 e 30 Ottobre 2018

 

Il primo del mese di Novembre 2018 risulta perturbato. La neve fa risaltare i tronchi degli alberi abbattuti dai forti venti del 29 ottobre (Fig. 3a). Il 2 il tempo rimane in parte perturbato con cielo coperto e piogge, soprattutto sulle zone montuose. I giorni 3 e 4 il flusso d’aria umida scorre un po’ più ad Ovest, favorendo un temporaneo miglioramento del tempo, anche se nella serata del 4 inizia a piovere di nuovo sul Veneto occidentale (Veronese e Vicentino). Nella notte il maltempo si estende a tutti i settori e un’altra giornata di pioggia significativa interessa gran parte della regione. Le stesse condizioni con piogge di minore entità, eccetto sui Lessini e parte dell’altopiano di Asiago, dove gli apporti sono ancora rilevanti. Il 7 Novembre qualche squarcio di sole prima di nuovi rovesci, più abbondanti in pianura rispetto alla montagna. Nei tre giorni successivi il tempo tende a migliorare leggermente, non piove più e il sole è un po’ più presente, anche se spesso nascosto dalle nubi basse assai estese. Situazione da collegare alla persistenza di un’avvezione sud-occidentale d’aria umida. Tra il 9 e il 10 la situazione migliora in parte, specie in montagna, mentre la pianura rimane interessata da nubi basse e da qualche nebbia o foschia. Le temperature sono superiori alla media in quota sia di notte che di giorno per la continua avvezione d’aria calda da Sud: i massimi sono piuttosto bassi in pianura, dove le nubi basse persistono. Il giorno 11 un piccolo asse di saccatura transita sulla nostra regione con molte nubi e qualche debole fenomeno in montagna, specie sulle Prealpi occidentali e l'Agordino. Dal 12 di Novembre fino al 16 il tempo diventa molto stabile grazie alla presenza di un’alta pressione dinamica, il cui massimo si centra sulla Germania. Condizioni dinamiche responsabili del bel tempo in montagna e di nubi basse, nebbie e foschie in pianura e su alcuni settori prealpini. Clima più fresco di notte con deboli gelate e brinate notturne, mite di giorno nelle zone più assolate, mitezza che risulta anomala in quota per il periodo. Alla sera del giorno 16 un’avvezione d’aria più fredda da Est giunge sul Mediterraneo, apportando correnti orientali d’aria fredda e secca sul Veneto (Fig. 3b). Si tratta della prima ondata invernale in montagna, mitigata dal sole che risulta molto generoso nelle giornate del 17 e 18. Nella giornata del 19 una goccia fredda (depressione in quota) giunta da Est, determina un cambiamento di tempo con un lieve peggioramento alla sera e tempo perturbato il giorno dopo (20 novembre) con un episodio pluvio-nevoso. Cadono dai 5 ai 15 mm, localmente fino a 20 mm sulle Prealpi occidentali e la neve scende fino ai 500/700 m, localmente fino ai 450 m a Posina e Arsié, apportando 5/10 cm sui 1000 m e fino a 15 cm su alcuni settori dolomitici oltre i 1700/1800m ,anche 20 cm sulle Prealpi vicentine alle stesse quote. Al pomeriggio dello stesso giorno il lento formarsi di una dorsale mediterranea riporta il sole in montagna, mentre le nubi basse imperversano sulla pianura. Tra il 21 e il 23 il tempo risulta buono e perlopiù soleggiato, nonostante qualche annuvolamento medio-alto e le prime precipitazioni nel pomeriggio del 23 per il sopraggiungere di una goccia fredda da Est, che nel suo moto verso occidente determina un breve peggioramento del tempo, assi più marcato sulle Prealpi, dove cadono fino a 40/60 mm, localmente fino a 80 mm, mentre sul resto del Veneto cadono da 5 a 30 mm. Tra il 25 e il 26 il tempo rimane variabile con correnti d’aria un po’ più fredda ed ancora umida. Mentre gli ultimi giorni del mese sono più soleggiati, anche se un po’ freschi, grazie alla presenza di un promontorio, il quale attenua (frontolisi) il passaggio di una saccatura atlantica con nuvolosità media e alta piuttosto estesa, ma senza fenomeni, eccetto debolissime burrasche nevose sulle cime dolomitiche nel tardo pomeriggio/sera.

Fig. 3

Fig. 3a1

Fig. 3b

Fig. 3a - Foto del primo novembre dei danni boschivi generati dai fortissimi venti e dai locali burst swath

Fig. 3b - Goccia fredda del 16 Novembre 2018, responsabile della prima avvezione d’aria fredda sul Veneto

 

In sintesi l’autunno 2018 è stato assai più mite del solito e particolarmente secco fino al 27 ottobre, prima di una svolta con le piogge alluvionali del 27/30 ottobre, soprattutto in montagna, con il record di 716 mm/96 h a Soffranco (Basso Zoldano). Sulla base dei dati storici di alcune città della pianura Veneta il bimestre settembre-ottobre risulterebbe il più mite da più di un secolo a questa parte, anche particolarmente arso, ma l’alluvione di fine ottobre pone fine alla siccità del bimestre, anzi piove così tanto in montagna da portare il totale pluviometrico a due volte, in alcuni casi tre volte, tanto quello che cade mediamente nel mese, almeno in montagna. I totali pluviometrici raccolti in tre o quattro giorni sono generalmente superiori a quelli misurati nell'alluvione del 1966, la quale aveva provocato tanti danni idrologici, ma per un fattore che non si è verificato questa volta: la fusione della neve, il cui contributo aveva fatto collassare il territorio. Questa volta il flagello più appariscente è stato provocato dal vento con milioni d’alberi abbattuti (stima di 14 milioni sul tutto il Triveneto). I venti osservati sono da classificare come raffiche di Downburst, violenti raffiche discendenti generalmente associate a fenomeni temporaleschi e che possono raggiungere velocità superiori ai 200 km/h, localmente fino a 250 km/h, con effetti devastanti. La montagna veneta, nella serata del 29 ottobre 2018 è stata interessata da downbursts a catena, alcuni definiti “burst swath”, che hanno la particolarità di causare danni estremi. L’autunno di quest’anno corrisponde a 24 giorni di situazione mista (depressione quota e alta al suolo o viceversa), 52 giornate anticicloniche (57% dei giorni della stagione autunnale) e  16 giorni di maltempo, meno di quanto succede in un autunno normale.

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ultima modifica 23/01/2019 09:32