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Definizione di End of Waste

Un rifiuto cessa di essere tale (End of Waste) quando è stato sottoposto ad un'operazione di recupero e soddisfa criteri specifici da adottare nell’ambito delle seguenti condizioni (art. 184 ter del D.Lgs 152/06 e ss.mm.ii.):

a)la sostanza o l'oggetto è comunemente utilizzato per scopi specifici;
b)esiste un mercato o una domanda per tale sostanza od oggetto;
c)la sostanza o l'oggetto soddisfa i requisiti tecnici per gli scopi specifici e rispetta la normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti;
d)l'utilizzo della sostanza o dell'oggetto non porterà a impatti complessivi negativi sull'ambiente o sulla salute umana.

Queste condizioni generali necessitano di ulteriori specificazioni che sono rimandate a criteri comunitari. In mancanza di questi è possibile per gli Stati membri decidere per tipologie omogenee di rifiuti quando un determinato rifiuto cessi di essere tale. I criteri includono, se necessario, valori limite per le sostanze inquinanti e tengono conto di tutti i possibili effetti negativi sull'ambiente della sostanza o dell'oggetto.

In alcuni casi, l'operazione di recupero può consistere semplicemente nel controllare i rifiuti per verificare se soddisfano i criteri elaborati conformemente alle predette condizioni.

In Italia, in attesa dell’emanazione di uno o più decreti da parte del Ministero dell’Ambiente, per le caratteristiche dei materiali continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al D.M. 05/02/98 e all'art. 9-bis, lett. a) e b), del D.L. n. 188/2008 convertito, con modificazioni, dalla L. n. 210/2008, in base al quale le caratteristiche possono essere conformi anche a quanto stabilito dalle autorizzazioni in essere rilasciate ai sensi dell’art. 208 e 209 del D.Lgs. n. 152/06 e s.i.m.

I Regolamenti Europei fino ad oggi emanati in materia di End of Waste sono i seguenti:

A questi si aggiunge a livello nazionale il DM 14 Febbraio 2013, n. 22 ”Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di determinate tipologie di combustibili solidi secondari (CSS), ai sensi dell’articolo 184-ter, comma 2, del decreto legislativo 3 Aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni.

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