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Indicatore Obiettivo DPSIR Stato attuale indicatore Trend della risorsa
Wind Chill Per quanti giorni si è registrato rischio di congelamento in montagna? S

DESCRIZIONE

Il Wind Chill è il tasso di raffreddamento di un corpo umano per effetto del vento (Glossary of the American Meteorological Society), che accelera il trasferimento di calore dal corpo all’ambiente circostante, per evaporazione. L’indice descrive pertanto la temperatura percepita dal corpo umano in relazione alla temperatura effettiva dell'aria e alla velocità del vento e risulta molto utile in ambiente montano e in presenza di basse temperature in quanto la sottrazione di calore corporeo induce condizioni di forte disagio da freddo.
Questo indicatore rispecchia piuttosto bene le condizioni medie di possibilità di congelamento di un corpo umano in determinate condizioni termiche e anemometriche e quindi dà un’idea del numero di giorni con condizioni ambientali difficili per lo svolgimento di attività esterne dovute a freddo e vento.
Si tratta di un indice la cui valutazione coinvolge scale temporali inferiori a quella giornaliera. In una prima fase sperimentale verrà valutato annualmente e per un ristretto set di stazioni in quota distribuite tra Prealpi e Dolomiti (Cima Pradazzo, Ra Valles, Faverghera e Monte Baldo).

OBIETTIVO

Non esiste allo stato attuale una legge univoca per determinare la soglia oltre la quale i valori di tale indice siano critici in termini di risposta del corpo umano. In letteratura è indicato, tuttavia, come valore soglia di “temperatura” di wind chill quello di -29°C. Al di là di questo valore aumenta il rischio di congelamento.

VALUTAZIONE DELL’INDICATORE

Per definire lo stato attuale dell'indicatore è possibile confrontare i dati dell'anno con la media del periodo analizzato. Si tenga presente che le valutazioni, sia dello stato attuale che del trend, si riferiscono solo ad un triennio di monitoraggio dati (2008-2010).
L’analisi dell’indice di Wind Chill per il 2010 mostra, a differenza del biennio 2008-2009, la presenza di situazioni con indice inferiore al valore -29 (ma non al -50) sulla montagna veneta. In base alla tabella relativa agli effetti sul corpo umano, ciò significa che ci son stati dai 4 (Cima Pradazzo) ai 7 giorni (Ra Valles) - entrambe stazioni sopra i 2200 m - in cui un’esposizione prolungata ai dati valori termo-anemometrici poteva provocare congelamento.
Come nel biennio precedente, anche nel 2010 l’intervallo che presenta una maggior frequenza di casi è quello con l’indice di Wind Chill compreso tra -18 e -29. Ma anche per questo intervallo, nel 2010, il numero di casi risulta superiore a quello dei due anni precedenti, e in tutte le stazioni.
In particolare le giornate con un indice di Wind Chill inferiore a -29 sono le seguenti:
- per le stazioni di Ra Valles: 31 gennaio, 1–2 febbraio, 5, 7, 8, 9 marzo 2010
- per la stazione di Cima Pradazzo: 5, 7, 8, 9 marzo 2010
In sintesi, dall’analisi dell’indice di Wind Chill per il 2010 risulta che, nelle stazioni a nostra disposizione distribuite in un intervallo altimetrico tra 1600÷2200 m, si sono verificate situazioni con indice inferiore a -29 (possibile congelamento) per le stazioni sopra i 2200 m nei primi tre mesi dell’anno.
Le situazioni in cui si è avuta la possibilità di congelamento per esposizione prolungata (indice tra -18 e -29) si sono concentrate tra dicembre e marzo, a parte a Ra Valles dove il periodo si estende a novembre-aprile.

Effetti sull’organismo umano per classe di Wind Chill (tasso di raffreddamento di un corpo per effetto del vento). 

Classi di Wind Chill W[°C]

Effetti sull’organismo umano
-10 ≥ W > -18 Molto freddo
-18 ≥ W > -29 Possibile congelamento in seguito ad esposizione prolungata
-29 ≥ W > -50 Congelamento in seguito ad esposizione prolungata
W ≤ -50 Rapido congelamento per esposizioni superiori a 30 secondi

Metadati
Data ultimo aggiornamento 1/4/2011
Fonte dei dati ARPAV-DRST
Fonte dell'indicatore ARPAV-DRST
Sorgente digitale dei dati Archivio Centro Valanghe Arabba
Scopo Valutare la frequenza annuale delle situazioni favorevoli al rischio di congelamento in montagna
Unità di misura classi definite in base ai °C
Metodo di elaborazione Per il calcolo dell’indice si è utilizzata la seguente formula (R.Osczevski e M.Bluestein, 2001):
G(J) = 13.12 + 0.6215 x T - 11.37 * (3.6 * V)^0.16 + 0.3965 * T * (3.6 * V)^0.16
dove G(J) è la temperatura equivalente di wind chill (in °C), T è la temperatura dell’aria (in °C) a 1,5 m, V è la velocità del vento (in m/s) a 10 m. La formula è valida solo per velocità del vento comprese tra 1.3÷49 m/s e per temperature comprese tra -46÷10 °C. La formula converte il vento dalla quota di rilevamento di 10 m ad una quota di 1.5 m che rappresenta più adeguatamente l’altezza alla quale si trova il corpo umano.
Riferimento normativo
Valore di riferimento media triennio 2008-2010
Periodicità di rilevamento dei dati -----
Periodicità di rilevamento dell'indicatore Annuale
Periodicità di riferimento dal 1/1/2008 - al 31/12/2010
Unità elementare di rilevazione Stazione di rilevamento
Livello minimo geografico Puntuale
Copertura geografica Regione
Aspetti da migliorare Estensione dell'archivio
Link utili http://www.ec.gc.ca/meteo-weather/default.asp?lang=En&n=5FBF816A-1
DPSIR
  • D - Determinante
  • P - Pressione
  • S - Stato
  • I - Impatto
  • R - Risposta
Stato attuale
  • Positivo
  • Intermedio o incerto
  • Negativo
Trend della risorsa
  • In miglioramento
  • Stabile o incerto
  • In peggioramento