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Pulizia del manto stradale

Progetto regionale "Pulizia del manto stradale per la riduzione delle concentrazioni di PM10 (polveri fini) in ambito urbano"

La selezione di misure di contenimento dell’inquinamento atmosferico da includere nei Piani e Programmi di risanamento della qualità dell’aria in ambito urbano (ex D.Lgs. 351/99) non è sempre supportata da un’effettiva conoscenza della potenziale efficacia dell’azione stessa, in termini di riduzione percentuale delle concentrazioni in aria degli inquinanti atmosferici.

Le operazioni di lavaggio e pulizia del manto stradale (cd. sanificazione stradale), condotte quotidianamente nei centri urbani con macchine lavastrade dalle Aziende Municipalizzate, sono indicate, da più fonti bibliografiche ed istituzionali, tra le misure potenzialmente in grado di ridurre le concentrazioni in aria delle polveri fini PM10.

Al fine di stimare quanto tali operazioni potessero effettivamente incidere sulle concentrazioni in aria di PM10, la Regione Veneto ha promosso un progetto focalizzato sui seguenti tre obiettivi:

  • verificare se le operazioni di lavaggio delle strade urbane, agendo sulla quota di polveri derivante dal risollevamento da terra, contribuiscono significativamente alla riduzione dei livelli di concentrazione in aria delle polveri fini PM10 e, conseguentemente, del rischio espositivo della popolazione residente lungo strade caratterizzate da intenso traffico veicolare, (area di sperimentazione: centri urbani di Venezia-Mestre e Vicenza);
  • testare se due metodi di sanificazione, tra i vari utilizzati nelle ordinarie operazioni di lavaggio stradale, presentano una differente efficacia nel contenimento delle concentrazioni in aria delle polveri fini PM10 (area di sperimentazione: centro urbano di Padova);
  • esaminare la qualità/tossicità delle polveri depositate al suolo e raccolte in forma di “fanghi umidi” (cd. eluato) durante le operazioni di spazzamento/sanificazione del manto stradale (area di sperimentazione: centri urbani di Padova, Venezia-Mestre e Vicenza). 

Attività realizzate

Per dare risposta ai quesiti posti dal progetto, le strutture ARPAV Dipartimentali di Padova, Venezia e Vicenza hanno implementato, nel corso del 2004, una serie di attività sperimentali per misurare i livelli di inquinamento atmosferico prima, durante e dopo le operazioni di lavaggio stradale, mentre il Servizio Meteorologico di Teolo ha realizzato una caratterizzazione, con strumentazione particolare, della meteorologia urbana nel centro di Padova.

Le attività sperimentali realizzate dalle strutture ARPAV coinvolte nel progetto hanno riguardato: 

  • obiettivo 1: raccolta di campioni di PM10 da stazioni di monitoraggio della rete già presenti nei due centri urbani o collocate ad hoc per la sperimentazione di progetto ed in alcuni di essi determinazione del contenuto di metalli, idrocarburi policiclici aromatici e composti organici persistenti (diossine, furani, ecc.); analisi statistica delle risultanze, per stimare la riduzione % delle concentrazioni di PM10 e dei composti tossici citati;
  • obiettivo 2: raccolta di campioni di PM10 con campionatori ad alto volume posizionati ad hoc su due arterie urbane del quartiere Arcella di Padova ed analisi, in alcuni di essi, del relativo contenuto di metalli e benzo(a)pirene; analisi statistica delle risultanze, per stimare la riduzione % delle concentrazioni di PM10 e dei composti tossici citati secondo le due modalità di pulizia del manto stradale: spazzamento a umido vs lavaggio con autobotte e successivo spazzamento meccanico a umido;
  • obiettivo 3: raccolta di campioni di residuo del lavaggio stradale (fango) nelle tre aree di sperimentazione ed analisi del relativo contenuto di metalli, idrocarburi policiclici aromatici e composti organici persistenti.

Risultati del progetto
Circa le modalità di sanificazione stradale, in area urbana, le attività sperimentali e l’elaborazione dei dati hanno portato a concludere quanto segue:

  • è consigliabile l’esecuzione della pulizia ad umido, escludendo le operazioni eseguite a secco (anche con macchine soffiatrici) in quanto favoriscono il risollevamento delle polveri depositate al suolo;
    è opportuno che il passaggio dei mezzi lavastrade avvenga con frequenza almeno bisettimanale ma estesa lungo
  • l’intera settimana (e non concentrata su un arco temporale più breve, avendo cura di pulire anche il marciapiede), secondo gli esiti positivi registrati nella sperimentazione condotta su Vicenza;
  • l’applicazione della misura è attuabile solo nelle stagioni autunnale e primaverile, escludendo i periodi di possibile congelamento dell’acqua al suolo (temperatura minima ambientale pari a 2°C).

È inoltre auspicabile l’impiego di automezzi rispondenti ai più recenti standard di emissione in atmosfera, per ridurre l’impatto prodotto dai gas di scarico dei mezzi stessi.

Conclusioni

Circa la significatività ambientale del provvedimento, visti gli esiti delle tre sperimentazioni, ovvero:

  • su Vicenza è stato individuato un modesto effetto di riduzione delle concentrazioni di PM10 in aria, variabile tra il 7 ed il 17% di diminuzione media delle concentrazioni nell’arco di tempo relativo alla sperimentazione,
  • su Mestre (VE) in alcuni casi, ed in misura modesta, sembra essersi evidenziato un beneficio di durata temporale comunque limitata (si esaurirebbe nell’arco di una giornata circa),
  • su Padova non è stato possibile affermare, con un accettabile grado di significatività, che le operazioni di sanificazione stradale abbiano avuto un effetto positivo sulle concentrazioni inquinanti di PM10 e benzo(a)pirene nell’aria,

si ritiene che esso debba essere considerato come una delle misure di contenimento delle polveri fini in atmosfera da affiancare ad una rosa di interventi di natura strutturale indirizzati al contenimento delle emissioni veicolari e di tutte le altre fonti di emissione di PM10 primario e secondario.

Si è inoltre potuto constatare come dalle operazioni di pulizia del manto stradale derivi un sicuro beneficio in termini di rimozione dalla superficie stradale dei microinquinanti ad azione tossica e cancerogena per la salute umana (metalli e composti organici persistenti o POP), altrimenti rimessi nella circolazione atmosferica a causa dei moti turbolenti indotti dal vento e dal passaggio dei veicoli lungo le arterie viarie.

Il Progetto, finanziato dalla Regione del Veneto, si è concluso nel giugno 2007.

 

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ultima modifica 09/09/2010 15:49

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