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Che fine fanno i tuoi rifiuti?

Dal 16 al 24 novembre 2013 si terrà la quinta edizione della campagna di informazione e sensibilizzazione dei cittadini, europei e non solo, circa l’impatto dei loro stili di vita e dei loro consumi sull’ambiente e sui cambiamenti climatici. Durante la settimana tantissime saranno le azioni che promuoveranno scelte di consumo consapevole rivolte alla riduzione nella produzione dei rifiuti e ad una corretta differenziazione, affinchè i rifiuti possano diventare sempre più una risorsa invece che un problema.

Vogliamo partecipare alla sensibilizzazione su questo tema richiamando, con il contributo di Lorena Franz, dirigente dell’Osservatorio regionale Rifiuti e Compostaggio, la campagna informativa “Rifiuti: ognuno ha la sua strada”, realizzata da ARPAV nel 2010.

Ci può descrivere brevemente la campagna e l’attualità degli obiettivi che si proponeva?campagna fine rifiuti

Lorena Franz: Partiamo da alcuni numeri sui rifiuti per la nostra regione. Il Veneto è ai vertici della classifica italiana per percentuale di raccolta differenziata, avendo raggiunto nel 2012 il 62.5% sul totale di rifiuti prodotti, con un aumento del 2% rispetto al 2011. Il 77% dei comuni del Veneto ha già raggiunto l’obiettivo massimo di raccolta differenziata stabilito dalla normativa per il 2012 e cioè il 65%.
Nonostante gli ottimi risultati raggiunti si è evidenziata la necessità di dare consapevolezza ai cittadini che i loro sforzi non sono vani. Serviva, e serve tuttora, informarli sui percorsi reali dei rifiuti con l’obiettivo di migliorare il loro grado di fiducia nell’intero sistema di gestione e riciclo dei rifiuti.
I numerosi impianti di recupero presenti nel territorio regionale, attraverso la selezione e la lavorazione dei rifiuti differenziati, li trasformano in materie prime secondarie da utilizzare in processi produttivi con un minor prelievo di nuove risorse, la riduzione delle emissioni dei gas serra e dei consumi energetici.

Quali tipologie di rifiuto sono state trattate nell’opuscolo diffuso attraverso la campagna?

Lorena Franz: L’opuscolo “Che fine fanno i tuoi rifiuti? Ognuno ha la sua strada…” ha dedicato spazio ai principali rifiuti. Organico, carta, vetro, plastica, metalli, legno e rifiuti elettronici, descrivendo per ognuno il percorso che segue dopo la differenziazione, percorsi studiati per valorizzare al massimo i rifiuti separati.
L’opuscolo è scaricabile all’indirizzo http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/rifiuti/file-e-allegati/Opuscolo_campagna_rifiuti.pdf

Vogliamo richiamare alcuni esempi? Parliamo della raccolta differenziata del rifiuto organico

Lorena Franz: Mi lasci richiamare alcuni dati a riguardo relativi al 2012. Il rifiuto organico, composto da scarti di cucina (FORSU), sfalci e ramaglie (verde), rappresenta in Veneto il 48% della raccolta differenziata per un valore pro capite di 130 kg/ab*anno e il suo recupero riveste quindi un ruolo strategico per la salvaguardia dell’ambiente. Il valore raggiunto nella nostra regione supera di molto la media nazionale (69 kg/ab*anno) e colloca il Veneto al primo posto in Italia per questo tipo di raccolta.
Il sistema impiantistico veneto recupera tutta la frazione organica raccolta e nel 2012 gli impianti di compostaggio hanno prodotto e commercializzato oltre 200 mila tonellate di compost di qualità, un ottimo ammendante che viene utilizzato in agricoltura da pieno campo, orticoltura, florovivaismo, realizzazioni di aree a verde pubblico e nel recupero ambientale.

E i cittadini possono contribuire a questa pratica?

Lorena Franz: Certamente. Il compostaggio è realizzabile anche nel proprio giardino, ci permette così di recuperare la frazione organica dei rifiuti attraverso un processo naturale che consente di ricavare un buon terriccio per fiori e piante. Tutti coloro che hanno un giardino, un orto o comunque un pezzo di terra più o meno ampio hanno la possibilità di attuare questa pratica.

Parliamo ora del percorso che fanno gli imballaggi in plastica correttamente differenziati?

Lorena Franz: Anche qui ci possono aiutare ad esemplificare alcuni numeri. Questo tipo di rifiuto costituisce il 7% della raccolta differenziata per un pro capite di 20 kg/ab*anno e viene totalmente avviato a impianti di selezione e valorizzazione presenti nel territorio regionale per la produzione di materie prime seconde. La percentuale media di recupero della plastica è stata nel 2012 del 92%.
La difficoltà per questo rifiuto sta nell’effettivo riciclo. Non si tratta infatti di un unico materiale, ma di una vasta gamma di sostanze sintetiche di diversa natura e composizione. Per poter essere recuperate devono quindi essere attentamente suddivise in categorie omogenee, per ognuna delle quali esiste un preciso processo di riciclo e lavorazione industriale.
Ogni tipologia di plastica viene inviata a specifici impianti di recupero dove avvengono processi di lavaggio e macinazione. Con le diverse tipologie di plastica ottenute in fase di riciclo si realizza una vasta gamma di nuovi manufatti, ad esempio un flacone di detersivo può diventare isolante per l’edilizia e una bottiglia di PET si trasforma in tessuto pile; ancora, plastiche eterogenee possono essere riciclate in pavimenti, giochi per parchi, elementi di arredo urbano.

E i cittadini possono contribuire ulteriormente a questa pratica?

Lorena Franz: E’ importante rispettare attentamente le indicazioni fornite dai gestori locali per questo rifiuto, infatti in base a specifici accordi alcune tipologie non sono accettate (un esempio sono le vaschette in polistirolo). Meglio ancora, quando è possibile, vanno evitati i prodotti con imballaggi superflui prendendo eventualmente in considerazione anche i prodotti sfusi.rs_raee.jpg

Facciamo un ultimo esempio, parliamo dei rifiuti elettronici

Lorena Franz: Tutti gli oggetti e le apparecchiature che contengono parti elettriche e/o elettroniche a fine vita diventano RAEE. Si tratta dei grandi e piccoli elettrodomestici quali frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, ferri da stiro, robot da cucina, asciugacapelli, rasoi elettrici; degli apparecchi come televisori, computer, stampanti, cellulari; di giocattoli e altri oggetti elettronici per lo sport e il tempo libero.
L’importanza di separare questa tipologia di rifiuti deriva dalla presenza in essi di sostanze pericolose, come ad esempio i metalli pesanti, che li rendono un potenziale rischio per l’ambiente e la salute umana se non trattati o smaltiti in modo adeguato. Una volta raccolti in modo differenziato è necessario metterli in sicurezza, in particolare rimuovendo fluidi, preparati e componenti pericolosi (tubi catodici, condensatori contenenti PCB, batterie, ecc). Molto importante è inoltre il recupero delle componenti che, permettendo di ottenere materiali come ferro, rame o alluminio, rappresentano un’importante fonte di approvvigionamento di materie prime per il settore industriale.
I materiali recuperabili estratti seguono percorsi distinti. Quelli già idonei al loro reimpiego sono destinati al comparto industriale per la produzione di nuovi beni. Gli altri invece devono essere sottoposti ad ulteriori operazioni di recupero in impianti specializzati.

Acquisita con successo la pratica della differenziazione dei rifiuti, su cosa possiamo lavorare nella modifica dei nostri comportamenti quotidiani?

Lorena Franz: Dobbiamo lavorare certamente sulla prevenzione dei rifiuti e cioè sulle azioni che hanno l’obiettivo di ridurre la quantità e la pericolosità dei rifiuti con conseguente diminuzione degli impatti negativi prodotti sull’ambiente e sulla salute umana. Come consumatori è importante intervenire sulle nostre scelte di acquisto, ad esempio ponendo attenzione al volume e alla qualità degli imballaggi o evitando i prodotti usa e getta preferendo quelli riciclabili. I rifiuti infatti rappresentano un costo a carico della società in cui viviamo, e non bisogna dimenticare che le nostre scelte di consumatori influenzano fortemente le scelte produttive a monte della catena.

 

Approfondimenti

http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/rifiuti 

A cura di

Ufficio Comunicazione ARPAV
Tel. 049-8239305
comunicazione@arpa.veneto.it

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ultima modifica 15/11/2013 13:39

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